Marello interroga la Giunta sui ritardi del Cantiere del Tenda alla luce delle dichiarazioni odierne di Edilmaco.

Gabusi è evasivo. Il territorio è ancora senza certezze.

Alla travagliata vicenda della riapertura del Tunnel di Tenda si aggiungono nuove difficoltà e ritardi. Ha trattato la questione oggi in un’interrogazione a risposta immediata al Consiglio regionale Maurizio Marello, Consigliere Pd, in coincidenza con l’uscita delle dichiarazioni del Consorzio esecutore dei lavori, l’Edilmaco. Dapprima Marello ha esplicato i fatti più recenti ricordando gli eventi (da lui ripresi in molteplici interrogazioni e interpellanze nel corso del 2023) :“La scorsa settimana nel corso della CIG la Edilmaco (ditta esecutrice dei lavori) ha chiesto una ulteriore proroga fino a settembre per ultimare i lavori della nuova canna. Il Presidente Cirio dal canto suo ha insistito per la data del giugno 2024, affermando che per ogni giorno di ritardo andranno applicate le penali che verranno ridestinate agli operatori turistici della Valle danneggiati dalla chiusura (ammesso e non concesso che ciò sia possibile: il Presidente dimentica banalmente che ad incassare eventualmente le penali sarà la committente ANAS e non la Regione)”, ha precisato il Consigliere. Il Consigliere Pd ha poi ripreso l’articolo odierno nel corso dell’interrogazione: “Nell’intervista Edilmaco si difende dalle accuse ricevute da tutti, dichiarando che, anche se l’impresa sta lavorando cospicuamente in questo periodo, il progetto esecutivo verso la Val Roya non sia ancora stato approvato e che Anas continui ad omettere la verità in merito alla vicenda”, ha detto Marello, chiedendo alla Giunta di illustrare lo stato dell’arte anche alla luce delle dichiarazioni di Edilmaco. All’interrogazione ha risposto l’assessore Marco Gabusi: “Si tratta di un cantiere con indubbie complicanze, con varie vicissitudini anche giudiziarie, ma il contratto indica chiaramente la fine dei lavori a giugno 2024 e questa tempistica noi, come Regione Piemonte, chiediamo sia rispettata. La Regione non ha competenza diretta in questa vicenda ma ha prestato la propria opera con collaboratori, partecipazione alla Cig, ma proprio da questa posizione teniamo a sottolineare che se vi sarà un ulteriore ritardo le risorse ottenute dalle penali devono andare al territorio. E’ inaccettabile un nuovo ritardo dopo che tutti i soggetti che conoscevano la situazione avevano indicato giugno 2024 per il termine lavori. La tempistica scelta da Edilmaco per queste dichiarazioni lascia qualche dubbio: avrebbe potuto intervenire prima e non soltanto adesso che si inizia a parlare di penali”. “Riconosciamo lo sforzo di Edilmaco in queste settimane”, ha concluso Gabusi, “ma per noi la priorità rimane il rispetto della data di fine lavori”.A margine dell’interrogazione Marello ha dichiarato: “La risposta di Gabusi è stata evasiva. La Regione, nelle persone di Cirio e Gabusi, promette agli operatori economici soldi di cui non dispone. Più opportunamente pretendano la verità sulla situazione del cantiere, i tempi e l’adeguamento del vecchio tunnel da Anas e dal Governo, anche alla luce delle pesanti dichiarazioni di Edilmaco. La provincia di Cuneo può essere aiutata solo se si riapre il traforo verso la Francia e se si rende la linea ferroviaria efficiente; non con promesse elettorali”.      

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