Marello: Cirio chiede la “Pax sanitaria” fino a dopo le elezioni, una richiesta vergognosa.

Se la Giunta Cirio stava facendo male, con la nuova variazione di Bilancio di 150 milioni presentata, sembra fare sempre peggio. La variazione era una delle ultime occasioni per dimostrare che il centrodestra avesse a cuore il futuro dei piemontesi ed è stata spesa nel modo peggiore possibile.

Il Bilancio è in linea con l’atteggiamento di tutta la legislatura, caratterizzato da assenza di pianificazione e visione a vantaggio di interventi puntuali per aumentare il consenso. La Giunta ha deciso di destinare i fondi a politiche non prioritarie, distribuendo risorse a pioggia e non mettendo un euro per i problemi reali delle famiglie e dei piemontesi: per il personale sanitario, la tutela delle persone anziane e i voucher scolastici, con metà delle famiglie che ne hanno diritto rimaste senza copertura.

L’attacco più duro da parte delle opposizioni è verso la richiesta del Presidente Cirio di una sorta di “pax sanitaria” in Piemonte fino al periodo successivo alle elezioni.  Nei giorni scorsi infatti il Presidente della Regione ha lanciato un appello perché con sindacati e opposizioni si «lavori insieme per il bene della sanità pubblica», una collaborazione depurata da «polemiche e strumentalizzazioni» ispirate da appartenenze politiche e da scontro ideologico. «Non lo farebbe se non fosse in difficoltà sul tema della sanità, ma convocherebbe e avrebbe già convocato fin dall’inizio del suo mandato tutti i soggetti interessati per spiegare loro quali sono le azioni per risolverne i problemi», spiega il Consigliere regionale Maurizio Marello.   «Nello stanziamento dei 150 milioni a Bilancio non sono stati considerati fondi per nuove assunzioni nella Sanità e anche i nuovi progetti di edilizia sanitaria sono in stand- by perché, a quanto pare, non sarebbero sufficienti i fondi.  In ultimo, ma non per importanza, la revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza decisa dal Governo rischia di penalizzare fortemente il Piemonte riducendo di un terzo le case e gli ospedali di comunità.  Che cosa accadrà ora? Dovremo rinunciare ad altre strutture? Sarebbe una gravissima perdita che si ripercuoterebbe sui cittadini», ha proseguito, concludendo: «In questa situazione la richiesta inaudita di una “collaborazione pacifica” di un Presidente in evidente difficoltà ci sembra vergognosa poiché non tiene conto del tempo e delle occasioni sprecate per trovare reali soluzioni ai problemi dei piemontesi negli anni trascorsi dal 2019 ad oggi».

 

 

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