La Regione vota a maggioranza per il dimensionamento scolastico.

Marello: “Serve una riflessione politica in Piemonte, regione di piccoli comuni: si rischia la desertificazione delle aree montane e collinari”.

Martedì il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato a maggioranza l’atto di indirizzo e i criteri relativi al dimensionamento scolastico e all’offerta formativa: per il 2024/2025 la delibera prevede la chiusura di sedici scuole, senza possibilità di deroghe come avvenuto invece fino all’annualità 2023/2024.

“Le indicazioni del Ministero in merito al ridimensionamento scolastico sono molto severe e obbligheranno la Regione Piemonte a ridurre di 29 unità le istituzioni scolastiche entro il 2027”, ha spiegato Marello nel corso del suo intervento in Aula prima della votazione.

“In questi anni ho sentito da parte della maggioranza di centrodestra a livello nazionale e locale accusare i governi che si succedevano perché attraverso il Ministero dell’Istruzione obbligavano le regioni a dimensionamenti scolastici che andavano nella direzione di eccessivi accorpamenti e nella direzione di chiusura di plessi scolastici anche nelle cosiddette aree interne soprattutto montane e collinari, senza tenere in alcun conto i diritti di quelle popolazioni”, ha detto, “Anche nel corso di questa legislatura dai banchi della maggioranza si sono espressi spesso concetti che personalmente, ma anche come gruppo, condividiamo, sulla necessità di difendere le aree interne che si stanno spopolando: difendere le aree interne significa quindi difendere i servizi e tra questi certamente quelli scolastici”.

Ha proseguito poi il Consigliere Pd: “Vorrei fare una riflessione politica apprendendo che sedici scuole in Piemonte chiuderanno nel prossimo anno: dobbiamo prendere atto che le politiche non sono cambiate, si va nella direzione di un giro di vite ancora più significativo. E’ chiaro che non sia possibile mantenere in tutti i comuni i servizi di un tempo e che sia necessaria una riorganizzazione, ma in questo caso non si può più parlare di una riorganizzazione bensì di una desertificazione, che toccherà tante zone del Piemonte”.

“La nostra è la regione dei piccoli comuni, delle aree montane, delle aree collinari interne e in queste aree il numero dei servizi si sta pericolosamente avvicinando sempre più allo zero. Mi chiedo come possano i giovani scegliere di abitare in un luogo dove non vi sono banche, uffici postali, scuole. Credo che dovremmo fermarci di più a fare una grande riflessione politica a livello regionale e nazionale su questo tema cruciale”, ha concluso infine Marello.

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