La Giunta chiede uno stralcio del Prae per “liberare” l’estrazione delle pietre ornamentali. Marello:“Una scorciatoia: forse l’esito di promesse elettorali?”

All’ordine del giorno nella seduta di ieri del Consiglio regionale anche la votazione di una parte del nuovo Piano regionale delle attività estrattive (PRAE) del Piemonte. E’ intervenuto in sede di discussione il Consigliere regionale Pd Maurizio Marello:  “La richiesta di votare oggi la norma proposta rappresenta una dichiarazione di fallimento di questa Giunta per quanto riguarda la redazione e approvazione del Prae. La legge che regolamenta il Prae è la n. 23 del 2016 che demanda alla Giunta (sentito il parere della commissione consiliare) di approvare questo piano regolatore esecutivo rispetto a modalità, territori coinvolti, quantità di attività estrattiva consentita in Piemonte. La Giunta ha avuto a disposizione cinque anni di tempo per approvare questo piano e non è stata in grado di farlo, altrimenti non sarebbe qui a chiedere lo stralcio del piano finalizzato all’approvazione o alla deroga rispetto alle norme del Prae esclusivamente per la tipologia di attività estrattiva legate alle pietre ornamentali. Certamente il comparto delle pietre ornamentali rappresenta un’eccellenza della nostra regione, basti pensare alle Cave di Bagnolo, ma questa non è la modalità corretta di legiferare. Non essendo riuscita ad approvarlo in precedenza oggi la Giunta ci presenta in tutta fretta una norma che suddivide il Prae in tre parti (snaturando di fatto la legge n. 23 del 2016), scegliendo una scorciatoia. Questo ci dice inoltre che la Giunta ha interpretato il Prae nel modo sbagliato: se fosse stato correttamente approvato nella sua completezza non vi sarebbe stata l’urgenza di agire adesso per “liberare” il settore delle pietre ornamentali”.  “Certamente tutto questo risponderà a nobili esigenze del settore ma non sfugge all’occhio il fatto che siamo a pochi mesi dalle elezioni e mi pare siano state fatte promesse elettorali evidenti a questi settori poi non rispettate; oggi, in limine litis, alla fine di tutto si cerca di mettervi una pezza e porre rimedio. Questo modo di fare leggi non fa il bene della nostra Regione: occorrerebbe farlo con competenze e capacità diverse”.      

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