44,5 milioni di euro destinati dalla Regione a Rsa e sociale. Marello: «E’ un primo passo ma non possiamo affrontare la complessità vissuta dalle Rsa soltanto con un bonus».

Il Consiglio regionale del Piemonte stanzierà 44,5 milioni di euro destinati a ristori per le Rsa e il sociale.
Il provvedimento “Misure urgenti per la continuità delle prestazioni residenziali di carattere sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale per anziani, persone con disabilità, minori, persone affette da tossicodipendenza o da patologie psichiatriche”, presentato per la Giunta regionale dall’assessore al Welfare Chiara Caucino, è stato approvato nel corso del Consiglio regionale di mercoledì 20 gennaio. La misura mette a disposizione, in particolare, di 30 milioni per integrare le maggiori spese sostenute dalle strutture sostenute per sanificare gli ambienti, acquistare Dpi, pagare il personale, smaltire i rifiuti speciali, mettere in sicurezza gli ospiti e gli operatori e migliorare la qualità dell’assistenza; 10,1 milioni ai titolari di autorizzazione al funzionamento non convenzionati con il Sistema sociosanitario regionale delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali; 1,5 milioni per i fornitori accreditati di prestazioni domiciliari sociali e sanitarie e 3 milioni complessivi (uno, rispettivamente, per gli anni 2021, 2022 e 2023) per esentare dall’Irap le Aziende pubbliche di servizi alla persona. Sono previste inoltre altre agevolazioni, tra cui l’accesso al Fondo di garanzia sui finanziamenti a tasso fisso e variabile per Rsa e strutture sociosanitarie autorizzate e accreditate dal Servizio sanitario regionale.
Nel corso della discussione è intervenuto anche il Consigliere Maurizio Marello: «Il provvedimento in esame è certamente positivo poiché va incontro ad attività che hanno patito forse più di altre questo anno terribile. La pandemia ha determinato per loro passività e buchi nei bilanci che si stanno facendo insopportabili. Non possiamo però fermarci a questi aiuti, né affrontare la vicenda complessa delle Rsa soltanto con bonus» – ha aggiunto – «Quaranta milioni sono tanti ma se li suddividiamo per il numero delle strutture presenti sul territorio ciascuna di loro riceverà qualche migliaio di euro, cifra che non risolve certamente problemi significativi».
Ha spiegato ancora: «Mi attenderei che nella discussione sul bilancio di previsione si mettano sul piatto fondi che possano davvero aiutare le strutture a superare anni difficili e rimettere in pista un servizio fondamentale. E’ opportuno non sottrarsi alla riflessione in merito alle difficoltà che le Rsa hanno affrontato a causa del Covid, basti pensare a turni massacranti, reperimento della manodopera e tasso di mortalità altissimo. Non posso dimenticare, a questo proposito, il provvedimento del 20 marzo 2020 nel quale la regione in piena pandemia previse, con una delibera, il ricovero in Rsa di malati covid a bassa intensità: tale delibera non è mai stata cancellata e costituisce un fatto vergognoso».
«Ritengo in conclusione che il sistema delle Rsa debba essere oggetto di maggiori attenzioni dal momento che i servizi resi alle persone più fragili sono fondamentali. Per troppo tempo abbiamo dimenticato di sostenerle e per questo motivo dovrebbero essere oggetto di riflessione politica nei prossimi anni».

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