Approda in Consiglio Regionale il Disegno di legge “Norme relative al finanziamento del presidio ospedaliero Città della salute di Novara”. Marello: «Dobbiamo guardare al futuro: serve un piano di edilizia sanitaria chiaro».

Nella seduta del Consiglio Regionale di questa mattina si è discusso il Disegno di legge n. 62″Norme relative al finanziamento del presidio ospedaliero Città della salute di Novara”, esposto dal relatore di maggioranza, il Consigliere Riccardo Lanzo e dai relatori di minoranza Domenico Rossi (Pd) e Sean Sacco (Movimento 5 Stelle). Il Ddl era stato licenziato a maggioranza dalla IV Commissione il 27 gennaio 2020.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il Consigliere Maurizio Marello (Pd): «Ho sentito Consiglieri di maggioranza parlare con soddisfazione di una legge che tutti noi approviamo: va specificato però che si tratta soltanto di una “leggina” di natura finanziaria richiestaci dal nucleo di valutazione del Ministero per gli Investimenti Pubblici. In sostanza si chiede alla Regione di approvare una norma che garantisca l’integrale copertura degli oneri relativi ai canoni di disponibilità dell’opera in carico all’azienda ospedaliera novarese. Ribadiamo perciò che questa norma non istituisce la Città della Salute di Novara, opera già decisa dall’amministrazione Chiamparino proprio come il Parco della Salute di Torino e l’Ospedale Unico di Verduno realizzato grazie ai 47 milioni stanziati dall’amministrazione Chiamparino dopo che, all’epoca dell’amministrazione Cota i lavori erano rimasti fermi per un anno e mezzo», ha specificato Marello. 

«E’ urgente investire sui nostri Ospedali con un piano di edilizia sanitaria: tutti quelli citati finora sono presidi ospedalieri decisi da amministrazioni precedenti», ha proseguito, «E’ il momento di guardare al futuro: sono presenti nel capoluogo e in zone periferiche edifici sanitari obsoleti dal punto di vista strutturale e logistico che non possono reggere la competizione con altre strutture ospedaliere». «Nel corso del dibattito il Consigliere Rossi ha riflettuto su come, investendo in casa nostra con nuovi edifici che attirino, tra l’altro, le professionalità migliori, eviteremmo di regalare un ospedale all’anno alla Lombardia», ha ricordato Marello, specificando poi «Basti pensare che il nosocomio di Verduno, come dichiarato dall’ assessore alla Sanità Luigi Icardi, è costato 230 milioni e che ogni anno noi assegniamo alla Lombardia una mobilità passiva di 211 milioni, l’equivalente di un ospedale di media/ grande dimensione».

«E’ evidente come non sia sufficiente costruire la Città della Salute di Novara e altri nuovi nosocomi per risolvere il problema della mobilità passiva, ma siamo altrettanto consapevoli che si debba proseguire con gli investimenti in questo senso e rimaniamo in attesa di un piano di edilizia sanitaria chiaro», ha dichiarato, «Il voto del Consiglio potrebbe consentire all’iter dell’ospedale di Novara di andare avanti, intanto continuiamo a chiedere con forza all’amministrazione regionale di fare programmazione per il futuro e affrontare alcuni nodi importanti,  tra cui quello che concerne gli Ospedali di Pianura del cuneese (Savigliano, Saluzzo e Fossano)». «Investire nell’edilizia sanitaria e ospedaliera significa migliorare il servizio, razionalizzare la spesa e ridurre la cosiddetta mobilità passiva di quei piemontesi che scelgono di andare a curarsi in altre regioni a spese però della nostra», ha aggiunto in seguito alla seduta il Consigliere Marello precisando che «Ciò dovrà servire anche per riequilibrare le quote capitarie delle varie Asl che oggi vede fortemente penalizzata quella di Alba- Bra e quella di Novara».

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