Un’Alba nuova in 7 mosse. Il Piano Regolatore entro la primavera

Il Sindaco di Alba presenta la sua idea per la città, all’interno di «un ragionamento ampio, intessuto in una logica capace di tenere assieme i progetti della precedente Amministrazione, da ultimare, e i nostri, connotati da una filosofia nuova»

Proprio nuova non è. Perché mette insieme tasselli previsti e incompiuti di ieri, passaggi odierni e di un futuro dietro l’angolo. L’idea di città che il Sindaco racconta a Gazzetta è legata a un progetto, il “suo” progetto, quello del centro-sinistra, insomma. L’Alba di Maurizio Marello – il “giovane sindaco”, per dirla con uno slogan della campagna elettorale, il quale dice di attendere «con serenità» il verdetto del 2 marzo, quando il Consiglio di Stato metterà la parola fine, in un modo o nell’altro, alla contestazione del centro-destra sull’esito del voto di giugno – si disegna in «un ragionamento ampio, nel cui quadro inserire le opere imminenti e più lontane, intessuto in una logica capace di legare assieme i progetti della precedente Amministrazione, da ultimare, e i nostri, connotati da una filosofia nuova».

Il futuro, certo. Sì, perché «compito della politica nazionale e locale è la programmazione, un atto in grado di superare, nel nostro contesto, lo sviluppo disordinato e la carenza d’infrastrutture e di disegnare una città viva e vivibile». Marello l’analizza in tre anelli, l’uno incastrato nell’altro, l’Alba che vuole, tre fasce nate dalla storia e dalle trasformazioni avvenute nei secoli e negli anni più recenti, ma che si evolvono: la città antica, cioè il cuore, i quartieri cresciuti negli anni Sessanta e Settanta e le aree periferiche.

1. La città antica. «È quella che sta dentro e subito attorno alla circonvallazione; mi piace chiamarla il centro storico, perché lo intendo vivo e vitale, non città “vecchia” o museo». Qui iniziano nei prossimi giorni gli interventi di messa in sicurezza degli attraversamenti di via Maestra – come Gazzetta ha detto nelle scorse settimane – e appena un po’ più in là anche di arredo urbano per piazza Duomo e le aree circostanti San Domenico, primo passo per rendere il cuore di Alba “naturalmente” pedonale. Il tema dello stop alle auto – che Marello non vuole enfatizzare, forse perché la polemica è sempre dietro l’angolo – «s’interseca con un quadro più ampio, che organizza interventi, previsioni e Piano regolatore generale».

2. La Pontina. E allora vediamolo, questo domani, percorrendo l’anello che chiude la città antica. «Cominciamo dalla Pontina, l’ingresso torinese, dove con due milioni di euro stiamo per avviare un restyling, già pensato dall’Esecutivo di Giuseppe Rossetto. Miglioreranno l’arredo urbano, la viabilità e il nodo dei trasporti con lavori per 2 milioni su piazza Garibaldi e le aree adiacenti. Il progetto s’inserisce nel quadro del miglioramento della viabilità, che dovrà toccare ancora – ed è il proseguimento di quanto si è fin qui costruito con il Movicentro – la zona delle autolinee e l’area Gtt, di fronte al San Lazzaro. Proprio in questi giorni è previsto un incontro con il Gruppo trasporti torinese. Le autolinee andranno finalmente nell’autostazione: si procederà così all’urbanizzazione e alla costruzione del nuovo parcheggio multipiano. Anche l’immobile Ati potrà essere soprelevato e la piazza antistante risistemata. È questo il processo necessario per decongestionare il centro: un’ampia rete di parcheggi, che si completerà con l’interrato di piazza San Paolo e con la riqualificazione dell’area Egea (che si appresta a lasciare via Vivaro per via dell’acquedotto)».

3. Piazze Savona e San Paolo. Marello: «Abbiamo sospeso i lotti di piazza Savona per i problemi legati al Patto di stabilità, ma siamo in grado di riavviare i cantieri per chiudere l’esedra e intervenire su via don Alberione. È la premessa per aprire gli interventi su piazza San Paolo, trasformando un ammasso d’auto in una piazza vivibile. Il progetto esecutivo è stato consegnato dalla società che lo realizzerà in project financing, ma non ci piace il manufatto d’ingresso al park e stiamo discutendo sui materiali». E proprio da qui dovrà partire lo svincolo del terzo ponte sul Tanaro, per Marello una «previsione certa: avremo il progetto tra meno di due mesi e abbiamo in mano una dotazione finanziaria di 12 milioni su 18».

4. Parco Tanaro. Ancora il Sindaco: «È questo un nodo da valorizzare. Abbiamo aderito al progetto della società consortile LaMoRo per finanziare percorsi, arredi, chiosco, aree per picnic, nuovi ingressi. Ma in questa zona si collocano anche le piazze Prunotto e Cagnasso: appena sciolto l’interrogativo sui progetti Inail, si potranno anche qui definire le previsioni del Piano regolatore generale in una prospettiva di riqualificazione e collegamento con il centro».

5. Mermet. Del cortile della Maddalena si è molto detto – ora, lavori in corso, si attende con ragionevole fiducia un’”iniezione” di euro dalla fondazione Crc –, meno si è parlato dello sferisterio Mermet, una zona che il nuovo Prg “interpreterà”. Marello: «Sono in corso contatti con la proprietà per mantenere il campo, integrando risorse pubbliche e private. Il quadro del quartiere si completerà con le previsioni per il complesso del San Lazzaro: a mio avviso, occorre salvaguardare la costruzione antica, ma la parte nuova andrà ricostruita con spazi e criteri innovativi».

6. La seconda fascia che Maurizio Marello individua nel disegno in itinere della città è legata ai quartieri nati negli anni Sessanta e Settanta – Moretta e Piave, tanto per citare –, che «non rispondono più alle esigenze di risparmio energetico e vanno riqualificati pure dal punto di vista edilizio». In questa prospettiva il Sindaco fa ricadere le prerogative del Piano casa, di recente varato dalla Regione per permettere ampliamenti connessi al miglioramento dell’impatto ambientale degli edifici. Marello: «Dopo il via libera al Piano da parte della Giunta, a settembre, sono arrivate alcune decine di richieste. Ora ci prepariamo a una proroga fino al 31 marzo e alla presentazione pubblica delle opportunità che ne derivano, il 18 febbraio».

7. La terza fascia. «Il nuovo Piano regolatore sposa l’idea del policentrismo: significa la realizzazione di quartieri capaci di un’identità dal punto di vista urbanistico e dei servizi. È una buona prospettiva, a cui aderiamo. Ragioniamo secondo questa prospettiva per San Cassiano, Mussotto, l’area di corso Cortemilia, Piana Biglini e le zone più esterne al centro. Qualche intervento è già stato previsto – la nuova media della Moretta, l’edificio della Protezione civile, la delocalizzazione dell’Avis, la realizzazione della zona commerciale del quartiere Europa – e altri verranno, appena lo strumento urbanistico sarà approvato». Quando? «Continuo a pensare entro la fine della primavera».

(da Gazzetta D’Alba del 9 febbraio 2010 di Maria Grazia Olivero)

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