Troppi disservizi ad Alba con le Poste Italiane

(dall’intervista di Beppe Malò pubblicata su Il Corriere del 7 marzo):

Il sindaco ha confermato che nei confronti di Poste Italiane la misura è colma e presto potrebbe adire le vie legali nei confronti dell’azienda.

«E’ da tempo – conferma Maurizio Marello – che sto pensando di procedere contro l’amministrazione postale per il reato di interruzione di pubblico servizio. E’ stato fissato per venerdì un incontro con il dottor Flavio Barotto che verrà a presentarmi il nuovo piano di recapito che Poste Italiane vuole mettere in atto nella nostra città. Se il progetto non fornirà garanzie amplissime di rimettere in sesto l’attuale, perdurante, situazione di grave disservizio tutelerò l’interesse della città e dell’Amministrazione in sede legale». 

Tra le novità che, molto probabilmente, saranno presentate al sindaco ci sarà la riduzione delle zone di  recapito urbano, che da 25 scenderanno a 19 e la possibilità di una doppia consegna al giorno dal lunedì al venerdì.

«Io – riprende Marello – mi accontenterei di molto di meno. Ad esempio che la posta arrivasse con regolarità almeno una volta al giorno, in tutte le zone, alle persone, alle aziende, ai professionisti, agli uffici – compresi questi – pubblici e privati. Invece, troppo spesso, ricevo le lamentele dei cittadini che spiegano che la posta arriva due volte la settimana, che il recapito è spesso errato, che i solleciti arrivano prima delle fatture mai ricevute. E’ una situazione grave che, evidentemente, dipende da scelte strategiche di Poste Italiane, ma che crea una tale quantità di problemi da motivare il sindaco a difendere il tribunale i diritti della comunità albese».

Il baco sta nel fatto che Poste Italiane, non essendo più un servizio dello Stato, sta sempre più dirottando le sue risorse sui prodotti finanziari e commerciali, sui servizi al terziario e alle imprese a discapito della mission primitiva rappresentata dal servizio di recapito postale. Un’azienda deve produrre reddito e fare contenti gli azionisti. In questo senso Poste Italiane, anche scottata dai rimborsi versati all’INPS per i ricorsi dei precari, sta investendo col braccino sempre più corto sul personale addetto al recapito.

«Appena il portalettere ha imparato a conoscere la zona e gli utenti – sottolinea Marello – finiscono i tre mesi di contratto e un nuovo collega prende il suo posto. Questo per evitare che altri precari possano rivendicare all’azienda diritti acquisiti sul campo. Se ora saranno ampliate le zone di consegna e non si investirà sul personale, è difficile sperare in un miglioramento della situazione».

Ad inquietare il sindaco c’è anche la sensazione che l’Amministrazione si stia impegnando più della controparte.

«Da parte nostra – chiude Marello – stiamo facendo il possibile (anche in vista del censimento) per dare un nome di via e un numero a tutte le abitazioni. Località e case sparse sono quasi del tutto sparite dallo stradario albese. Ci piacerebbe che questo sforzo trovasse degli interlocutori».

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