TERREMOTO IN ABRUZZO

ALCUNE INDICAZIONI PER CHI VUOLE ” DARE UNA MANO “

PARTITO DEMOCRATICO PIEMONTE
di Gianfranco Morgando – Segretario Regionale

All’indomani della tragedia che ha colpito l’Abruzzo vorrei esprimere tutta la mia solidarietà e quella del PD del Piemonte alla popolazione colpita dal terremoto.
Il terremoto in Abruzzo interpella tutti a fare quanto possibile per portare aiuto e conforto alla opolazione così duramente colpita. In questo senso il PD del Piemonte aderisce alla campagna attivata dal Dipartimento organizzazione nazionale con una unità di coordinamento per indirizzare, attraverso la Protezione Civile e gli assessorati competenti, aiuti concreti:

1. reclutamento di volontari con specifiche competenze (medici, infermieri, elettricisti, idraulici, cuochi, falegnami, psicologi, informatici, radioamatori, etc.) che saranno messi a disposizione della Protezione Civile per rafforzare le squadre di soccorso che si apprestano a raggiungere i luoghi colpiti dal terremoto.
I volontari interessati possono aderire inviando il modulo (che potete scaricare dal sito www.partitodemocratico.it) a volontari.abruzzo@partitodemocratico.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo oppure al numero di fax 06.69532465. Per altre informazioni è possibile contattare il numero 848.888.800;
2. mettendo a disposizione della protezione civile le attrezzature delle feste di partito per l’allestimento di cucine da campo.
Chiediamo pertanto a tutte le province ed i circoli di comunicarci la disponibilità di tali attrezzature da poter inviare tramite la protezione civile del Piemonte in Abruzzo;
3. inviando coperte ed abbigliamento invernale presso la sede regionale del PD in modo che possiamo provvedere ad inoltrarla tramite la protezione civile piemontese alle popolazioni sfollate;
4. invitiamo a sostenere la raccolta di fondi che la Caritas sta organizzando. Per sostenere gli interventi in corso (causale “Terremoto Abruzzo”) si possono inviare offerte a: Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).

Oltre l’emergenza

di Sergio Romano

Proviamo a parlare del terremoto abruzzese, anche se è difficile farlo in questo momento, con la freddezza e il distacco con cui giudicheremmo l’avvenimento osservandolo da un Paese straniero. L’Italia non è molto diversa da quella delle inondazioni e dei sismi degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Il Paese ha una pessima conformazione geografica, un traballante sistema orografico e fluviale, un’alta densità demografica, ed è esposto, più di altre regioni europee, al rischio di grandi calamità naturali.

Non possiamo evitarle, ma possiamo ridurne il pericolo e mitigarne gli effetti. Basterebbe, per raggiungere lo scopo, evitare di costruire nelle zone a rischio e applicare diligentemente le precauzioni rese possibili dall’edilizia moderna. La California e il Giappone sanno che verranno colpiti da un grande terremoto nel corso dei prossimi trent’anni, ma hanno fatto il possibile per ridurne le conseguenze. Anche noi sappiamo che la terra continua a tremare sotto di noi, che il Vesuvio non è spento, che i torrenti dell’Appennino possono diventare spaventose macchine da guerra, che i nostri boschi sono male custoditi e governati, che Venezia è esposta a rischi mortali.

Ma l’arte del pensare sui tempi lunghi sembra essere estranea alla nostra natura. Le leggi esistono, ma vengono sistematicamente sconfitte da una potente coalizione di interessi elettorali, fatalismo individuale, imperizia amministrativa, affarismo spregiudicato, instabilità governativa e una somma di cavilli giuridici che metterebbe in ginocchio il più illuminato dei riformatori. Fra la preveggenza e il tornaconto, politico o individuale, vince quasi sempre il tornaconto. Ma il Paese imprevidente può essere al tempo stesso, nel momento del pericolo, generoso ed efficiente.

Nella tragedia abruzzese le istituzioni hanno reagito con rapidità e le organizzazioni del volontariato hanno risposto all’appello con una prontezza di cui altri Paesi, più inclini alla programmazione, non sarebbero capaci. Dopo gli show e le sortite goliardiche della settimana scorsa il presidente del Consiglio ha dimostrato che dentro l’impresario teatrale vi è l’imprenditore, capace di organizzare e di gestire. La Protezione civile può avere commesso qualche errore di supponenza, ma il suo direttore ha provato con i fatti che era pronta ad affrontare l’emergenza.

I partiti, sui due lati dello schieramento politico, hanno capito che il gioco delle reciproche accuse sarebbe stato in questo momento irresponsabile. Di fronte all’Italia peggiore è apparsa, in altre parole, l’Italia migliore. Ma non possiamo fermarci a questa constatazione. Le virtù dei momenti difficili non possono condonare i vizi dell’altra Italia, quella che vive spensieratamente alla giornata senza pensare al futuro. Non basta ricostruire l’Abruzzo. Occorre pensare sin d’ora alla prossima calamità. E’ il solo modo per evitarla.

(CORRIERE DELLA SERA  del 09 aprile 2009)

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