Sindaco e presidente albergatori albesi bocciano l’ipotesi di una tassa sul turismo

(dall’articolo pubblicato su IL CORRIERE del 31/1 di B.M., E. M.)

Federalberghi, la sigla di categoria della Confcommercio, ha già espresso la propria ferma contrarietà all’introduzione della tassa di soggiorno, ultima arrivata nello sterminato catalogo delle italiche gabelle, annunciando anche una serrata per il 17 marzo, festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia. E nell’Albese, quali sono le reazioni rispetto a una misura che, se il pacchetto Calderoli verrà definitivamente approvato, diverrà una facoltà non più limitata ai soli capoluoghi di provincia, come nella prima formulazione, ma estesa a tutta l’ampia schiera dei comuni qualificati come “turistici”?

«Certamente condividiamo quanto espresso da Federalberghi – spiega a proposito Fabrizio Fassinotti, titolare del ristorante “La Cascata” di Verduno e presidente dell’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi –, anche se per il nostro territorio dobbiamo fare alcuni distinguo. L’idea di tassare le notti trascorse in alberghi e strutture ricettive non è né nuova, né in sé scandalosa, tanto che viene applicata in molte realtà turistiche europee. Certo, considerato il momento di crisi non sarà proprio un toccasana, soprattutto per certe tipologie turistiche. Si pensi, per fare due esempi tra tanti, al mare dell’Adriatico, che già subisce la feroce concorrenza di prezzi della Croazia, o anche alle nostre stazioni sciistiche, dove si lavora con un pubblico per il quale, spesso, i 50 o 100 euro in più a famiglia per un soggiorno fanno la differenza. Le Langhe e il Roero sono un poco più al riparo da questo rischio, perché fortunatamente vengono cercate da un pubblico per il quale, generalmente, un minimo sovrapprezzo non fa la differenza, ma vedo come un importante pericolo l’effetto di immagine che il provvedimento può avere all’estero. In certi paesi, come ad esempio la Germania, i tour operator che operano su altre mete hanno grande interesse a parlare male dell’Italia, che con le sue bellezze dà fastidio a tutti. Temo che, come già avvenuto molte volte, finiremo per dare ancora una volta un’occasione buona a chi non aspetta altro che fare pubblicità negativa al nostro Paese, in questo caso per dire che è stata introdotta una tassa sul turismo».

E sul fronte degli amministratori, come sarà vista questa nuova facoltà impositiva? «Il problema, a mio avviso – spiega il sindaco albese Maurizio Marello – non sarà quello di decidere o meno sull’opportunità e sull’importo di una tassa di soggiorno. Il vero problema è quello di uscire una volta per tutte dal guado federalista in cui siano saldamente e cronicamente al centro del fiume. Non si fa un passo avanti, non si fa un passo indietro. Solo dopo avere sciolto questo nodo potremo valutare se o come far fronte a un eventuale taglio di risorse da parte dello Stato. Quello che assolutamente non dovrà accadere – sottolinea Marello – è che i Comuni siano messi nella posizione di vedersi tagliare i trasferimenti e poi obbligati a procurarsi risorse aumentando la pressione fiscale ai cittadini o imponendo balzelli ai turisti o a chi vi soggiorna per lavoro. Continuo a ritenere che, in questa fase, siano gli enti locali che evitano il tracollo dello Stato. Ma parlando di cedolare secca e di nuove imposte che andranno a sostituire l’Ici sulla 2ª casa, non si fa altro che mettere in difficoltà proprio quel segmento virtuoso che permette ancora un pur precario equilibrio. Senza dimenticare che, se non saranno previste e applicate scrupolose norme di perequazione, per i Comuni più piccoli o meno ricchi di attrattive turistiche si apriranno prospettive di bilancio assolutamente allarmanti».

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