Restituita la piastrina ai familiari dell’alpino Pietro Quassolo, scomparso in Russia

Sempre ieri. domenica 10 febbraio, nella chiesa di San Giuseppe ad Alba, è stata consegnata ai nipoti, figli dei fratelli, la piastrina dell’alpino Pietro Quassolo, scomparso in Russia nell’inverno 1942- 1943. A ritirarla e a conservarla per tutti, il nipote Francesco Quassolo, unico nipote a perpetuare il cognome.

La lunga cerimonia ha avuto inizio con il ritrovo in piazza Guglielmo Marconi dei gruppi alpini di Langa e Roero, delle associazioni d’arma e di volontariato accompagnate dalle personalità istituzionali partecipanti alla sfilata, guidata dai gonfaloni della Città di Alba e della Regione Piemonte, fino alla chiesa di San Giuseppe.

Piastrina Quassolo_1

Il Sindaco di Alba, Maurizio Marello, è intervenuto parlando di momento di grande commozione  e di riflessione per la città che nei giorni scorsi ha celebrato con diversi appuntamenti la “Giornata della memoria”, in ricordo dei milioni di ebrei uccisi nei campi di concentramento. Il Sindaco ha anche comunicato di aver deposto, nella prima mattinata, una corona di alloro nel giardino dedicato alle vittime delle foibe, persone la cui vita è stata distrutta per puro odio etnico e politico.

Questi due tragici eventi sono accomunati in modo stretto a quanto avvenne durante la ritirata di Russia, ove si consumò la giovane vita di Pietro Quassolo e di migliaia di suoi commilitoni. Furono tutti segni di un annientamento della dignità dell’uomo.

La consegna della piastrina ritrovata è significativa perché restituisce l’identità ad un uomo preciso, non solo uno dei tanti alpini dispersi in Russia ma una persona umana con la sua dignità. Questi momenti ci ricordano che dobbiamo continuare a lavorare con grande impegno per far sì che non tornino più i tempi drammatici del ‘900 che hanno oscurato l’umanità e che possono ritornare.

Il Sindaco ha infine ringraziato gli alpini per il lavoro che fanno, per la testimonianza continua che con la loro attività portano ai ragazzi, ai giovani, alle nostre comunità. L’impegno per la pace, per la giustizia, per il muto soccorso, per la vicinanza, per la solidarietà sono fondamentali per costruire un’unità di pace, un mondo diverso da quella mancanza di futuro dei tanti giovani morti in Russia.

La foto con la piastrina di Pietro Quassolo  è stata portata nella chiesa di San Giuseppe da Fiorentino Massa, reduce di Russia, classe 1922. Per il Sindaco  lui sopravvissuto, come i sopravvissuti dei campi di concentramento, è lì a dirci che se vogliamo che il male non trionfi, noi che ci riteniamo giusti dobbiamo fare la nostra parte perché non accada.

Piastrina Quassolo_2

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *