Perchè non vogliamo che si tocchi l’ASL CN2

(pubblicato su La Stampa in edicola oggi)

La lettura di quanto scritto martedì sul vostro giornale (La Stampa) dal Sindaco di Fossano mi ha causato un profondo stupore.

Mi ha sorpreso vedere interpretata l’opposizione di pressoché tutti i sindaci della provincia all’accorpamento delle due ASL come dovuta a piccoli giochi di potere. In realtà, e qui dovrei ripetere ancora una volta quanto in più sedi già dichiarato, la nostra difesa dell’autonomia dell’ASL CN2 ha ragioni profonde.

In una provincia tanto estesa come la nostra un accorpamento complesso come quello progettato, anziché creare nuovi benefici, rischia di far collassare il sistema, proprio mettendo in crisi quella “continuità assistenziale” tra ospedali e territorio che finora si è raggiunta con ottimi risultati, ma che difficilmente reggerebbe il peso di una rete troppo estesa. Non va dimenticato, poi, che l’ASL CN2 si segnala per la sua “virtuosità”: prima in Piemonte, ci si dice, e seconda in Italia. Siccome anche l’ASL CN1 ha risultati non di molto inferiori, mi chiedo per quale motivo bisognerebbe chiudere due realtà che funzionano bene per costruirne un’altra che potrebbe funzionare peggio. Per quanto riguarda il nuovo ospedale di Verduno, nessuno deve dimenticare che è il frutto di una difficile scelta di responsabilità. Due città, Alba e Bra, hanno rinunciato ad avere ciascuna un proprio nosocomio per costruirne uno più moderno, più efficiente, più in grado di rispondere alle esigenze di sanità dei cittadini. Un signor esempio di superamento dei localismi, che non mi pare abbia molti precedenti né molti seguiti.

Una parola, infine, sulla valutazione positiva che il Sindaco Balocco dà del progetto di riorganizzazione della sanità piemontese elaborato dalla Giunta Cota. Quel progetto io non lo condivido, e non per qualche discutibile motivo di polemica politica. Non lo condivido perché, dicendo di voler combattere gli sprechi, non cerca di individuarli esattamente e di tagliarli là ove si manifestano. E non lo condivido perché pare tutto pensato su scala metropolitana, per una grande città, penalizzando così le altre province piemontesi dove la realtà è diversa e quindi anche il modello organizzativo può legittimamente essere impostato con criteri diversi.

Maurizio Marello 

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2 Risposte

  1. sgreci ha detto:

    Gentile Sindaco, la scelta di costruire un ospedale in una zona così infelice non è sicuramente un’azione di responsabilità…lo sarebbe stato se fosse stata costruita in una zone pianeggiante (minori costi di costruzione), collegata alle principali strade/vie di comunicazione e magari anche ad una ferrovia (Alba e Bra sono collegate).
    Ma in Italia conviene sempre complicare le cose…e a cosa dovremo assistere? A pullman e ambulanze che alla prima nevicata avranno non pochi problemi a risalire verso l’ospedale? Ovviamente di questi temi, che interessano di più il cittadino se non meri battibecchi tra due sindaci di provincia, non se ne parla mai…a meno che non abbia voglia di scrivere un post dove in qualche modo possa dare spiegazione sui progetti di mobilità tra le due città (alba e bra) verso il futuro ospedale (sempre che ce ne siano)…

  2. Maurizio Marello ha detto:

    Mi scuso per il ritardo ma volentieri le rispondo.
    Penso che, allo stato delle cose, recriminare sulla scelta del luogo in cui costruire il nuovo ospedale sia un esercizio tardivo. Anche perchè quella scelta aveva senz’altro delle motivazioni che andrebbero analizzate con cura.
    So benissimo che sarebbe uno smacco inconcepibile che l’ospedale non avesse una adeguata strada di accesso. Ma su questo i tecnici della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati stanno lavorando da tempo. Al momento, un motivo di ritardo viene dalla definizione della esatta collocazione del
    casello autostradale, che evidentemente influisce sul percorso da disegnare. Ma almeno sappiamo che il lavoro è ormai interamente finanziato.
    Molto delicata è infine la questione relativa alla organizzazione di un efficiente servizio pubblico di trasporto tra il nuovo ospedale e le città di Alba e Bra. Su questo tema gli enti competenti sono la Regione Piemonte e la Provincia di Cuneo. Il Comune ha già segnalato loro il problema, affinché nella loro programmazione finanziaria ed operativa possano dargli una soluzione efficace.
    Cordialmente
    Maurizio Marello

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