Per dire no alla violenza” sulle donne

Parole_GDivino_1Sabato 23 novembre sotto i portici di piazza Risorgimento il sindaco di Alba Maurizio Marello, anche assessore alle Pari Opportunità, ha aperto l’iniziativa “Parole. Per dire no alla violenza”, una maratona di letture in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” decretata per il 25 novembre dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La lunga lettura di storie e testimonianze di violenza a cura di autorità locali,  studenti, rappresentanti di enti e di associazioni, giornalisti, operatori del territorio, volontari e cittadini è un’iniziativa del Comune di Alba – Assessorato alle Pari Opportunità in collaborazione con la Consulta comunale per le Pari Opportunità, l’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale e la collaborazione delle Associazioni Zonta Club Alba Langhe e Roero e F.I.D.A.P.A.

Sotto i portici tante sagome di donne a grandezza naturale con su scritte altrettante storie vere di italiane vittime di abusi, percosse, ricatti economici e psicologici.

«Diciamo no alla violenza sulle donne dal luogo più significativo della città, ovvero i portici del municipio – ha dichiarato Maurizio Marello – La città oggi s’impegna a sensibilizzare tutti su questo tema. Voglio ringraziare coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, in particolare la Consulta comunale per le Pari Opportunità presieduta da Orsola Bonino. La Consulta insieme all’Amministrazione comunale ha iniziato un cammino importante su questo nel 2010. Un cammino all’epoca voluto dalla nostra amica Mariangela Roggero Domini che era assessore ed oggi la salutiamo tutti con grande affetto. Un cammino che ha visto la creazione della “Rete territoriale a tutela delle donne vittime di violenza e dei loro bambini”, una rete importante che sostiene molte sensibilità della città comprese le forze dell’ordine per lavorare su questo sia sotto l’aspetto della prevenzione sia dal punto di vista dell’accoglienza per quelle donne che sono state vittime di violenza nelle loro case e nei loro contesti. E’ un tema di grande rilievo, di civiltà, di convivenza civile sul quale vogliamo continuare ad impegnarci sensibilizzando la nostra città e i nostri cittadini».

«La prima società è la famiglia – ha ricordato Orsola Bonino – ed è nella famiglia che deve nascere la prima parola che è “rispetto”. “Rispetto” per la persona. Iniziando con il rispetto non saremmo qui a dire “no alla violenza”».

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