Marello: «Alba? È più viva che mai»

IL CASO – PIAZZA DUOMO – Ad Alba il comparto edilizio reagisce alla crisi 

Mentre taluni gestori dei locali del centro denunciano la difficoltà ad attirare clientela, il sindaco Maurizio Marello ammonisce: «C’è chi specula per mero calcolo politico: l’opposizione e una parte dei commercianti».
Il Comune registra l’incremento delle pratiche edilizie, segno che la città ha di nuovo la forza di reagire. Nei primi sei mesi del 2010 le pratiche edilizie sono aumentate, passando da 398 del 2009 a 438, un dato che supera i numeri del 2007 e 2008.

 «Adesso basta!». Sbotta il Sindaco di Alba con chi gli chiede di commentare il presunto calo di vitalità della città. Maurizio Marello: «Cerchiamo di analizzare il quadro reale, mettendo in luce gli elementi, al di là dei facili entusiasmi e della presunta apatia. La situazione economica mondiale non è facile e va detto che in Italia il Governo pensa di far pagare i conti pubblici agli enti locali – quindi ai cittadini –, senza incidere dove si potrebbe. Ci sono famiglie in difficoltà, costrette a fare i conti con il ridotto potere d’acquisto dei salari, mentre alla crisi economica si somma quella finanziaria. Alba vive nel contesto globale e, pur partendo da una situazione di maggior benessere, non può dirsi avulsa dalla congiuntura. Ma, oltre alle criticità, dobbiamo guardare ai fatti: il turismo e la grande impresa (leggi Ferrero) hanno tenuto, mentre il modello legato alla diversificazione e alla piccola azienda familiare ha consentito di reggere l’onda d’urto. La crisi cambierà la società, il sistema è stato modificato e ne uscirà un’economia diversa». 

Lei sta dicendo che Alba non è in affanno?

«Guardi, nel quadro che ho tracciato, c’è chi specula per mero calcolo politico: l’opposizione e qualche parte dei commercianti. Ritengo, invece, che il mondo dell’impresa debba leggere i fatti con realismo ed essere attento a non creare tensioni negative. Non rende un buon servizio alla città chi fa affermazioni infondate. Fin qui le cose sono andate relativamente bene perché persone e imprese hanno lavorato al meglio e il Comune ha operato a supporto, tenendo insieme le differenti esigenze».

 

  Vede, quindi, segnali di uscita dalla crisi?

«Posso leggere alcuni dati. Guardiamo al comparto edilizio. Nei primi sei mesi del 2010 le pratiche in città sono aumentate, passando da 398 del 2009 a 438, un dato che supera i numeri del 2007 e 2008. Significa che la città non è stata ferma e oggi registra segnali di ripresa. Oltre ai grandi interventi in corso, si evidenzia l’interesse delle famiglie per gli sviluppi del Piano casa, gli ampliamenti, le ristrutturazioni e gli adeguamenti energetici». 

Quanto incassa in oneri di urbanizzazione piazza Duomo?

«Ritengo che arriveremo a due milioni di euro a fine anno. Pensiamo di puntare ancora al Piano casa e, attraverso il nuovo Piano regolatore, di spingere sulla riqualificazione di vaste aree della città. Va precisato che, considerando quanto si è già costruito e sulla base dei numerosi alloggi sfitti – diverse migliaia – si prevede un contenimento dell’espansione edilizia ipotizzata dalla precedente Amministrazione. E non si tratta solo di evitare un eccessivo consumo di territorio, ma di mantenere il valore degli immobili esistenti». 

 Si descrive un’Alba che non riesce ad attirare…

«Contesto con forza queste affermazioni. Le autorizzazioni per manifestazioni su suolo pubblico sono state oltre un centinaio in un anno, 27 solo da maggio. Il dato è al netto di quanto avviene nelle diverse sale comunali, a teatro (vedi box) e nelle altre sedi d’incontro. In sei mesi nella sala Fenoglio si sono tenuti 54 incontri, 19 al palazzo delle mostre e dei congressi, 40 in San Domenico in un anno, con 50 mila presenze. Segnalo i diversi festival, la ripresa delle iniziative nei corsi Langhe e Piave e in centro, i concerti. La città è vitale e occorre piuttosto uno sforzo per tenere insieme le occasioni di aggregazione nel rispetto dei residenti!». 

(da Gazzetta d’Alba del 13-7-2010 di Maria Grazia Olivero)

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