L’impegno sulle grandi opere e il sogno di una Alba “smart city”

Il Corriere di Alba, Langhe e Roero ha intervistato questa settimana Maurizio Marello, sindaco uscente,  su obiettivi e programmi nella corsa appena iniziata per la guida della nostra città nel prossimo quinquennio (a cura di Beppe Malò):

marello-web poster 70x100Il primo manifesto elettorale affisso in città la ritrae suggerendo una scelta nel segno della continuità. Che voto darebbe a questi 5 anni di governo della città?

Lascio che siano i cittadini a valutare il nostro operato. Ma sono convinto che la mia Amministrazione abbia agito bene, pur nei limiti imposti dai vincoli del Patto di stabilità e dalla riduzione delle risorse disponibili.

Ci è toccato governare negli anni piu difficili per l’Italia dal Dopoguerra in poi; ma grazie allo sforzo collettivo di tutta la città siamo riusciti a fare molte cose. Dall’approvazione del nuovo Prg (ora all’esame della Regione), all’azzeramento del debito, dalle manutenzioni ai servizi alla persona.

Insomma abbiamo garantito e ove possibile migliorato tutti i servizi ai cittadini (compresi quelli scolastici e culturali), con molte meno risorse. Abbiamo anche cercato di dare l’esempio, quello che purtroppo manca ai livelli piu alti della politica: riducendo del 30% i nostri compensi, abbattendo la spesa pubblica comunale di circa 2,5 milioni e praticando la correttezza e la trasparenza nell’amministrare.

Per quanto mi riguarda cercando di essere veramente il “sindaco di tutti” senza distinzioni o favoritismi.

Ecco perché mi sento di chiedere agli albesi “la giusta conferma” così come scritto sul manifesto.

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Ha scelto di partire per primo per marcare la differenza con gli avversari, al momento con qualche problema di messa a punto, o perché, alla fine, la corsa sarà difficile?

Affronto queste elezioni con il più pieno rispetto dei miei avversari, quali che saranno, senza sterili polemiche, ma guardando ai problemi concreti e formulando proposte, così come già feci cinque anni fa.

Ho ritenuto di partire in queste settimane per comunicare la candidatura alla città. Poi a differenza dei competitori sarà mio dovere continuare a governare con impegno sino all’ultimo giorno e quindi avrò anche meno tempo per la cosiddetta campagna elettorale. Qualche giorno di anticipo potrà essermi quindi utile.

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L’argomento più forte dei suoi avversari dovrebbero essere due: la perdita di servizi e l’ingrigimento della città. Come replicherà?

Partiamo subito da questa faccenda che lei definisce “ingrigimento”. Che Alba sia una città ben viva, non ricca ma ricchissima di eventi, incontri, spettacoli, con un fervore intensissimo di attività associative di ogni genere non c’è bisogno che lo dica io. Lo dice qualunque cittadino di buon senso sia uso a frequentare le strade della città. E lo dicono spesso forestieri, italiani o stranieri, che vengon via da Alba ammirati dalla sua vivacità e dalla sua accoglienza e desiderosi solo di tornarci.

Quanto alla perdita di servizi, l’abbiamo combattuta fino allo stremo, e in alcuni casi – come per il Tribunale – la stiamo ancora combattendo.

Ma dobbiamo fare i conti con una politica nazionale e regionale che, nel nome della razionalizzazione e del risparmio, taglia ovunque. Pensare che solo noi potessimo essere esonerati dalle sue conseguenze sarebbe molto ingenuo. Come molto ingiusto sarebbe incolpare di ciò l’Amministrazione comunale.

A onor del vero poi, l’unico servizio che è andato via da Alba in questi anni è stata la compagnia della Guardia di Finanza, che peraltro so avere in animo il desiderio di ritornare.

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Possiamo già dire qualcosa del programma?

Credo che il primo obiettivo dovrà essere quello di realizzare quella parte (non grande, per la verità) del programma del 2009 che non siamo ancora riusciti a completare.

Penso in particolare alla nuova scuola media alla Moretta, di cui abbiamo già approvato tutti i progetti e per cui abbiamo accantonato l’intero finanziamento di oltre 4 milioni di euro, ma per cui il Patto di stabilità ci ha finora impedito di avviare i lavori. Dal giorno successivo a quello in cui ci si dicesse che possiamo spendere quei soldi, potremmo partire con gli appalti.

Poi mi proporrò con grande risolutezza di esigere da altri enti che hanno preso con noi impegni importanti circa opere assolutamente necessarie allo sviluppo della città che onorino questi loro impegni fino in fondo. Penso all’ospedale, all’elettrificazione della ferrovia per Bra, alla nuova sede del liceo artistico, all’autostrada e all’insieme di opere di viabilità che la dovranno accompagnare.

Infine molto peso vogliamo dare all’attuazione del “Piano di azione per l’energia sostenibile”, progetto di grandissimo rilievo che abbiamo intrapreso con l’Unione Europea e pochi altri grandi Comuni italiani; un piano che si pone l’obiettivo, per il 2020, di un città che risparmia energia, che migliora l’ambiente e che diventa più vivibile.

Nel programma troverete il desiderio di continuare a potenziare il comparto turistico, che in questi anni ha dato risultati straordinari per Alba e il suo territorio.

Troverete cose molto concrete, piccole e grandi, che riguardano il centro come le periferie.

Troverete anche qualche “sogno”, tipo “Alba smart city”, come si dice oggi, cioè “città intelligente”, capace di investire sulle nuove tecnologie, di creare sviluppo ma sempre in modo sostenibile.

Al centro di tutto però continua a essere la persona umana, la sua dignità; l’obiettivo finale continua a essere quello di una città in cui nessuno rimanga indietro, ma si trovi il giusto passo per camminare insieme, anche in momenti di crisi come l’attuale.

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Parliamo di liste. Si dice che un po’ tutti siano in difficoltà nel compilarle. Se è vero, cosa significa?

Lo immagino. Specie per coloro che spacciano di averne 3, 5 o 6 già belle e pronte. In verità, mi pare che per le liste che mi appoggiano il lavoro sia stato molto più agevole.

Sono stato piacevolmente sorpreso, in questo momento di imperante disprezzo per la politica, da quanti cittadini mi abbiano offerto la loro disponibilità e da tante persone nuove abbiano risposto con responsabile decisione al nostro invito a candidarsi o comunque a dare una mano al nostro progetto.

Li ringrazio tutti. Il loro atteggiamento mi dà speranza. In questi anni abbiamo rinnovato la classe dirigente della città, ma questo lavoro deve proseguire, continuando a puntare su capacità, onesta e competenze.

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C’è chi dice che, però, una lista “renziana” avrebbe portato a 5 la sua coalizione e creato un collegamento importante.

Matteo Renzi è il segretario nazionale del Partito Democratico. Mi sarebbe parsa strana l’idea di una lista ispirata al suo nome diversa da quella del partito. Le 2.000 e più persone che sono accorse anche in Alba alle urne per le primarie che hanno incoronato Renzi trovano proprio nel nostro partito e nelle liste civiche che mi sostengono il giusto riferimento per le loro aspirazioni di rinnovamento.

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A microfoni spenti, si dice che vincere le prossime elezioni potrebbe anche essere un bel problema. La crisi c’è ancora e non ci sono segnali certi di un’inversione di tendenza. Condivide questa apprensione?

So con assoluta certezza che governare la città non sarà una passeggiata. Come non lo è stato in questi cinque anni. Ma se si hanno idee e progetti chiari, comportamenti lineari e impegno, i risultati arrivano.

Per dirla con una metafora calcistica, il primo tempo della partita è quasi finito. Se potremo ancora giocare il secondo nei prossimi cinque anni, sono convinto che, quando la ripresa finalmente si affaccerà, Alba sarà pronta a coglierla al balzo.

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Ammettiamo che Marello sia confermato sindaco. A settembre come si parte e con quali progetti da mettere in pista entro fine anno?

La ringrazio dell’affacciare questa ipotesi. Mi lasci però un pizzico di scaramanzia. Di queste cose parleremo dopo le elezioni.

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