L’emergenza si chiama abitazione

“Siamo in emergenza. E basta elencare pochi, scarni numeri. Per i contributi relativi ai canoni d’affitto che la Regione mette a disposizione per redditi inferiori a 11 mila euro sono state presentate 400 domande, giacciono 114 richieste per le case popolari, 100 casi di famiglie in situazione di estrema povertà sono segnalate dal Consorzio socio-assistenziale e per alcune incombono già gli sfratti. Per contro, ci sono a disposizione sotto le torri in tutto 70 minialloggi per anziani (occupati) e 3 strutture di volontariato ospitano soggetti in difficoltà, garantendo aiuto a 50 persone al giorno”.

Comune latitante. Lancia l’allarme sociale Maurizio Marello. E i dati fanno il resto. Il consigliere di centro-sinistra non esita: «Piazza Duomo latita. Di fronte all’emergenza odierna, che fa? Poco o nulla. Oggi il problema sociale è drammatico: anche il ceto medio arranca, a causa di salari fermi, mutui in crescita, affitti alle stelle e carovita. È urgente intervenire subito sul tema casa. Da anni non esistono terreni per l’edilizia popolare. Il Piano regolatore avrebbe dovuto risolvere il problema, ma non lo ha fatto e, a fronte di una novantina di varianti, non si è portata avanti l’unica urgente. Il paradosso è una bolla edilizia malgovernata che vede – con tre milioni di oneri di urbanizzazione l’anno in cassa – centinaia di alloggi nuovi, in costruzione o in progetto, ma nemmeno un metro quadrato per abitazioni a prezzi accessibili».

Tabella.

Marello va oltre: «Delle 47 azioni previste dal Piano di zona del Consorzio socio-assistenziale solo 7 non sono state attivate e 4 sono legate al Comune di Alba e riguardano l’abitazione, l’attivazione di un dormitorio pubblico, gli spazi ricreativi e i servizi per la prima infanzia. Per queste problematiche gli assessori Raffaella Delsanto e Ivana Brignolo Miroglio non hanno convocato i tavoli di confronto. Manca del tutto l’iniziativa politica».

Franco Foglino rincara la dose: «È importante che i Comuni si organizzino, in modo da intervenire sui problemi urgenti legati in particolare alla casa e alle politiche giovanili. Per affrontare il problema dell’abitazione occorre però la capacità di coinvolgere le organizzazioni imprenditoriali, di categoria, banche e associazioni come hanno già fatto Fossano e Savigliano, che hanno pure ottenuto contributi regionali. Alba ha un numero rilevante di alloggi vuoti, probabile frutto di investimento: occorre spingere ad affittarli a prezzi equi, offrendo garanzie».

Le proposte. Marello: «Occorre individuare nel Piano regolatore aree per l’edilizia popolare. Inoltre, bisogna istituire un’Agenzia sociale per la locazione capace di fornire ai proprietari degli alloggi sfitti un’assicurazione contro il rischio di morosità. L’Amministrazione dovrebbe farsi garante, infine, di mutui a tasso fisso per l’acquisto della prima casa diretti a giovani coppie, donne sole con bambini, famiglie non abbienti. Accade a Torino e altrove, perché non in Langa?

(da Gazzetta d’Alba del 9 settembre 2008)

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Una risposta

  1. Luciano R. ha detto:

    Trovo veramente vergognoso che ad Alba si costruisca ovunque, ma che alloggi in edilizia popolare o a prezzi accessibili siano una rarità. Penso che nel nuovo Piano Regolatore che si sta elaborando sia importante riservare diverse aree della città per questo tipo di abitazioni, in modo da venire incontro ai cittadini più bisognosi.
    Sono quindi d’accordo con quanto dichiarato da Maurizio Marello nell’intervista riportata

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