L’Amministrazione comunale albese sempre più coesa con le forze politiche, istituzionali ed economiche del territorio in difesa del Tribunale di Alba.

Dopo le indiscrezioni su un provvedimento in via di definizione al ministero della Giustizia, venerdì 15 giugno il sindaco di Alba Maurizio Marello ha convocato in Comune il sindaco di Bra Bruna Sibille, il senatore Tomaso Zanoletti, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Alba Gian Carlo Bongioanni, l’avvocato Bubbio, l’avvocato Ettore Paganelli, i vertici di Aca (Associazione Commercianti Albesi) e Confindustria.

“Motivo dell’incontro – dichiara il sindaco Marello – fare il punto sulla situazione del tribunale continuando l’azione di lavoro svolta finora con vari referenti a livello istituzionale per far valere le nostre buone ragioni in difesa del foro albese. Le indiscrezioni che arrivano da Roma sono negative. Si parla di un provvedimento che in maniera molto pesante, più che riorganizzare, taglia le sedi giudiziarie. Eliminerebbe 220 sezioni staccate dei tribunali tra cui quella di Bra e decine e decine di tribunali italiani salvando sostanzialmente solo quelli dei capoluoghi di provincia. Criterio che abbiamo contestato fin dall’inizio perché in Italia abbiamo dei capoluoghi di provincia con tribunali molto più piccoli del nostro. Quindi, non solo qui ma anche in giro per la penisola sparirebbero tribunali in aree delicate, ad alta densità mafiosa o con una mole di lavoro e un bacino di utenza molto consistente”.

Secondo l’avvocato Marello, “la Regione Piemonte sarebbe tra le più penalizzate insieme alla provincia Granda dove, su quattro tribunali (Alba, Mondovì, Saluzzo, Cuneo), rimarrebbe soltanto Cuneo e un’eventuale prospettiva di accorpamento del foro di Alba a quello di Asti”.

“Il Tribunale di Alba – afferma il sindaco Marello – non è una questione semplicemente giudiziaria e per addetti ai lavori e già questo non sarebbe poco. Ma è percepito anche dalle forze economiche come un elemento del territorio. Qui si concentra la maggior parte delle aziende e delle imprese della provincia di Cuneo, qui ci sono sei multinazionali, qui c’è un tribunale che funziona molto bene su un bacino di 237 mila abitanti. Perciò si trova veramente ingiustificato un eventuale provvedimento di questo tipo”.

Perciò, il sindaco annuncia mobilitazione attraverso tutti i canali possibili. Intanto è stato già chiesto un incontro al ministero, dove esporre le motivazioni del “no” alla soppressione del foro in questa fase del provvedimento che prima di essere firmato deve passare in commissione giustizia della Camera e del Senato e in Consiglio Superiore della Magistratura per un parere che non è vincolante ma è significativo.

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