Intervista sul “5 per mille”

Pubblichiamo l’intervista a cura di Lorenzo Alvaro per il giornale VITA.IT

Il sindaco di Alba Maurizio Marello: «Datelo al non profit, non al Comune»

«Non devolvete il 5 per mille al Comune». Questo l’appello di Maurizio Marello, non un no global ma proprio il sindaco di Alba, provincia di Cuneo. Il primo cittadino della città della Nutella ha invitato i propri concittadni a sostenere le associazioni di volontariato del territorio. Raggiunto da Vita ha spiegato il perché di questa scelta.

Perché questo appello controcorrente?
A dire la verità non è il primo anno che lo facciamo, ma da quando sono stato eletto Sindaco. Le ragioni sono, credo, sufficientemente spiegate nel comunicato che abbiamo emesso. Come noi soffriamo di una crisi finanziaria grave, così è anche per tante meritevoli realtà associative che operano nei vari campi del sociale e che hanno le spalle di certo meno robuste delle nostre. Bisogna che anche loro abbiano ossigeno sufficiente per vivere ed operare. In questo modo, tutti assieme potremmo impegnarci per aiutare quei cittadini che da soli non ce la fanno.

Come fa il Comune, con la crisi e le nuove tasse, a rinunciare a queste entrate certe?
Lo può fare comportandosi bene anche sul piano della gestione di bilancio, cancellando ogni spreco e utilizzando nel modo più efficiente le risorse. Alba può farsi vanto di una amministrazione che sempre, qualunque fosse il suo colore, è stata parsimoniosa e attenta. Ora, senza rinunciare ad uno solo dei tanti servizi che forniamo ai cittadini, siamo anche riusciti ad estinguere totalmente i nostri debiti. Non è impossibile, bisogna volerlo. Purtroppo, nel nostro Paese, in tanti casi ed in tanti luoghi si è ragionato al contrario.

Significa che il Comune di Alba rinuncia a fare servizio sociale?
Neanche per idea. Soprattutto in questa situazione, non lasciar cadere nessun servizio sociale è stata la nostra priorità. Abbiamo mantenuto intatta l’entità dei fondi che trasferiamo al Consorzio socio-assistenziale che per noi gestisce i servizi sociali. Non solo ma, vista la prospettiva, di crudeli tagli dei fondi di provenienza statale e regionale, abbiamo accantonato, con non piccolo sacrificio, delle risorse aggiuntiva che potessero permettere di non chiudere alcuni di quei servizi.

Dica la verità, Lei ha un passato nel volontariato?
Come tanti dei miei assessori e consiglieri, abbiamo una lunga esperienza nel volontariato sociale, che consideriamo una risorsa eccezionale per l’Italia e che ci piacerebbe veder fiorire sempre di più. Personalmente provengo dall’associazionismo cattolico, in particolare dalle Acli.

Che peso ha ad Alba l’associazionismo?
Per fortuna, Alba conosce un tessuto associativo molto ricco e variegato. Non riesco a dare un numero né di quante siano le associazioni (di certo molto oltre il centinaio) né di quanti siano i loro aderenti (che però assommano di sicuro a varie migliaia). Ė una delle nostre forze, che struttura una società articolata e profondamente coesa. L’Amministrazione comunale si giova molto di questa presenza. Da parte sua, cerca di aiutarla fornendo a costi accessibili locali per le sedi ed erogando contributi che ogni anno superano nel complesso i 300mila euro.

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