Intervento del Sindaco Maurizio Marello all’inaugurazione dell’82^ Fiera Internazionale del Tartufo

venerdì 5 ottobre 2012 – Alba, Teatro Sociale

«Ad un avventore dell’ultimo minuto potrebbe fare specie trovarsi qui ad inaugurare quaranta giorni di Fiera e di manifestazioni legate al tartufo, dal momento che  stiamo attraversando un periodo difficile, di crisi economica, sociale e politica e quindi ad un cittadino disattento potrebbe apparire che noi voliamo sulle nuvole, non abbiamo i piedi per terra.

In realtà non è così. La Fiera è molto incarnata nella terra, non soltanto perché il tartufo è un fungo ipogeo che sotto terra nasce ma perché è la vetrina del nostro territorio, dell’economia, del turismo, dei prodotti di eccellenza enogastronomica durante  quella che forse è la crisi più grande conosciuta fino ad oggi.

Non vuole essere un momento di evasione, ma il momento in cui si mette in mostra un territorio come il nostro, quello di Alba, Langhe e Roero, di cui la massiccia presenza di turisti ormai tutto l’anno ci dice quanto sia apprezzato.

È anche un territorio che lamenta una certa disattenzione da parte delle istituzioni. Un territorio che nei decenni ha dato molto in termini di P.I.L., economia, solidarietà ma non sempre ha ricevuto quel che meritava in termini di infrastrutture. In questo campo siamo ancora carenti e speriamo che siano rispettati gli impegni dello scorso aprile per l’ultimazione dell’autostrada Asti – Cuneo e la realizzazione di quei collegamenti che da tanto tempo aspettiamo. Ma intanto abbiamo anche assistito ai tagli sui trasporti e sulle linee ferroviarie, così come nel corso dell’anno abbiamo dovuto subire due decisioni che ci hanno fatto male. La soppressione della Compagnia della Guardia di Finanza, accorpata a quella di Bra, ma soprattutto la soppressione del Tribunale. Riteniamo siano torti ad un territorio che dà molto in termini di produttività e poi perde in termini di servizi.

Ciò nonostante penso che la tenacia, la laboriosità, l’ingegno abbiano fatto sì che Alba sia riuscita sino ad oggi ad affrontare la crisi in una luce diversa.

Alba e l’Albese sono riusciti a superare momenti difficilissimi; basta ricordare l’alluvione del ’94. È la ragione per cui oggi abbiamo voluto qui con noi la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore alla Protezione civile; per manifestare questa solidarietà in termini umani perché noi sentiamo di avere un forte debito da restituire nei confronti di chi ci diede una grande mano nel 1994. Ci siamo impegnati a dare una mano per ricostruire una scuola nel comune di Sant’Agostino, che è gemellato con quello Vezza d’Alba.

Un’ultima considerazione: tenacia, laboriosità ed ingegno ma anche uno stile comportamentale. I successi di Alba e dell’Albese sono anche legati al fatto che qui la gente ha seguito nel proprio lavoro, nella propria azienda, anche nella pubblica amministrazione, un codice etico, una dirittura morale che, se fosse stata seguita in tutto il paese, non ci avrebbero fatto precipitare nella situazione in cui siamo oggi.

Qui le pubbliche amministrazioni funzionano e i bilanci non sono dissestati. Il Comune di Alba ad aprile di quest’anno ha anticipatamente azzerato tutti i mutui e quindi è un comune a debito zero, riconosciuto  virtuoso da un provvedimento governativo. Ciò che oggi il Governo chiede agli enti locali, noi qui lo abbiamo fatto con un pizzico di anticipo.

Lo dico non per vanto ma perché credo che tutti dobbiamo lavorare per un’Italia migliore, e noi sentiamo di appartenere ad un’Italia diversa da quella che certi signori in questi giorni ci hanno raccontato anche con una certa spavalderia.

Ma non è quella l’Italia a cui sentiamo di appartenere.

Ci sentiamo di appartenere a quell’Italia corretta, laboriosa, che ha nel suo dna, nella sua passione, nella sua intelligenza, nella sua onestà, la forza per uscire da questo momento difficile.

Spero che la Fiera sia come tutti gli anni una Fiera di successo».

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