Intervento alla “Festa della nostra Repubblica, che ripudia la guerra”

Un discorso ricco di significati e riflessioni quello del sindaco Maurizio Marello alla “Festa della nostra Repubblica, che ripudia la guerra” organizzata dall’Ufficio della Pace del Comune di Alba sabato 2 giugno.  

Parlando in piazza Duomo ai partecipanti della marcia proveniente dai vari quartieri della città, il sindaco ha ringraziato gli organizzatori per aver scelto di festeggiare l’anniversario della nascita della Repubblica all’insegna del ripudio della guerra, secondo il dettato dell’articolo 11 della Costituzione. “Un articolo  che usa un’espressione che possiamo capire soltanto collocandola nel momento in cui fu scritto. Nel momento, cioè, in cui il paese usciva da una guerra terribile che aveva fatto centinaia di migliaia di morti. L’Assemblea costituente usò un termine fortissimo, che dà l’idea del rigetto non solo morale ma anche materiale della guerra. Il ripudio della guerra è sicuramente uno dei fondamenti costituzionali della nostra Repubblica”.

Il sindaco ha parlato poi degli altri fondamenti della nostra Repubblica parlamentare, democratica, fondata sul lavoro. Parlando delle istituzioni,  ha dichiarato: “Mai come oggi vivono un momento di grande sfiducia, ma la colpa non è dei costituenti che le hanno disegnate. La colpa è degli uomini che le hanno inquinate e le hanno corrotte attraverso i loro comportamenti. Non si tratta certamente della generalità dei governanti e degli uomini politici, ma di quanti sono stati infedeli allo spirito delle istituzioni democratiche dobbiamo avere profonda sfiducia. Nei confronti invece delle istituzioni dobbiamo continuare ad avere fiducia, senza cedere alla tentazione delle scorciatoie”. Continuando, il sindaco ha invocato anche la necessità di “una legge elettorale per cui i cittadini possano votare e scegliere direttamente i loro rappresentanti”.

Poi il lavoro. “La disoccupazione è arrivata al 10,9%  e quella giovanile ha superato il 36%. Vuol dire che in questo momento un giovane su tre nel nostro paese non riesce a trovare un’occupazione. I dati riguardanti Alba sono più bassi, ma il 4,4% nella nostra città non deve farci dormire sonni tranquilli, deve mantenere alta l’attenzione sul problema più grave che attanaglia la nostra Repubblica, perché il lavoro è fondamentale per la vita, per la propria realizzazione, per la propria dignità personale. Quindi, è di lì che dobbiamo cercare insieme di ripartire”.

Il sindaco ha chiuso il suo discorso ritornando al “rifiuto della guerra come rifiuto della violenza nei nostri comportamenti quotidiani, nell’approccio che noi abbiamo rispetto alle cose. C’è molta violenza in questo momento nel nostro paese. Violenza verbale, violenza televisiva attraverso l’informazione e poi il parlarsi l’uno sull’altro, avendo la pretesa di dimostrare di avere idee migliori di quelle dell’interlocutore. Tutto questo diventa una sorta di cultura della violenza. Dobbiamo recuperare la cultura della fratellanza, del confronto, del dialogo”.

 

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2 risposte

  1. Simona ha detto:

    E’ proprio vero dobbiamo recuperare la cultura della fratellanza, del confronto, del dialogo: magari tutti i politici ragionassero come Lei! Grazie

  2. Doug Snider ha detto:

    Eccellente! Per avere una marcia della pace organizzata dal Comune e guidata dal sindaco. Magari che potrebbe succedere qui. Doug Snider, Medford, Oregon USA

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