«Il limite di assunzioni è penalizzante per un Comune come Alba. Se dobbiamo uscire da questa difficile crisi economica dovremmo creare delle occasioni di lavoro»

«La spesa pubblica va ridotta dove deve essere ridotta. Credo che il limite alle assunzioni sia penalizzante per un Comune come Alba. Lo dico guardando all’erogazione dei servizi, ma anche alla situazione occupazionale del nostro paese e del nostro territorio. A me piange il cuore vedere situazioni in cui abbiamo pensionati che non possono essere sostituiti, persone con lo stipendio fermo per il blocco contrattuale, persone che non possono andare in pensione e giovani che sono senza lavoro, che hanno professionalità, laurea ma non hanno prospettive. Se dobbiamo uscire da questa difficile crisi economica dovremmo creare delle occasioni di lavoro e credo che qualche occasione la potrebbe creare anche un comune, non laddove ci sono 800 dipendenti su 10 mila abitanti ma dove, come in una città come Alba, ci sono 200 dipendenti per 31 mila abitanti». A dirlo il Sindaco di Alba Maurizio Marello in Consiglio comunale, rispondendo ad un interrogazione  del consigliere Carlo Castellengo, preoccupato per l’eventuale assunzione di nuovi dipendenti da parte del Comune.

Secondo i dati forniti dal Sindaco, il numero dei dipendenti e la spesa per il personale, all’interno dell’ente albese, sono fortemente diminuiti negli ultimi due anni, con tutti i pro e i contro del caso. Al 31 dicembre 2009, anno d’insediamento dell’attuale Amministrazione, i dipendenti erano 230 e il costo complessivo annuale per il personale ammontava a 8 milioni 690 mila e 730 euro. Dopo due anni, al  31 dicembre 2012,  il numero dei dipendenti è sceso a 210 unità, di cui sei dirigenti, 8 dipendenti a tempo determinato e 2 vigili urbani finanziati con i proventi delle sanzioni per violazione al codice della strada. L’età media del personale è di 48 anni. Il costo annuale ammonta a 7 milioni e 800 mila euro. Quindi, in due anni 20 dipendenti in meno con notevole riduzione dei costi. In più,  ad oggi il numero dei dipendenti comunali è ulteriormente diminuito. E’ di 208 unità e nel corso del 2013 calerà ulteriormente, essendo previsto il prepensionamento di altri due impiegati le cui domande sono già state accolte. Per il 2014 sono in previsione altre quattro cessazioni di personale. Alla fine, saranno 28 dipendenti in meno rispetto a inizio mandato.

«Questa significativa riduzione di spesa – ha spiegato il Sindaco Marello – insieme all’estinzione dei mutui contratti in passato ha contribuito ad evitare aumenti della tassazione locale nonostante i consistenti tagli dei contributi statali e regionali».

Il Sindaco ha parlato poi del piano di assunzioni per il futuro: «Prevediamo la sostituzione a tempo indeterminato di un posto, prima coperto a tempo determinato, di avvocato presso i servizi legali. È una operazione indispensabile, senza la quale saremmo costretti a rivolgerci a consulenze esterne con costi ben più notevoli. Poi, potremmo avere una mobilità di personale dalle comunità montane soppresse, che ci costerebbe il 30% mentre il rimanente 70% sarebbe a carico della Regione. Avremmo bisogno di una persona ai servizi culturali dove siamo totalmente scoperti in un settore strategico per la città. Altra programmazione è la sostituzione di un dipendente disabile.  Comunque, in ottemperanza alla normativa vigente che consente assunzioni di personale nel limite del 40% per le cessazioni avvenute nell’anno precedente, la spesa di personale continuerà a diminuire nonostante l’ente possa procedere ad eventuali assunzioni».  

Il Sindaco Marello ha poi aggiunto: «La nostra è un’Amministrazione con un numero di dipendenti assolutamente congruo. Questa riduzione significativa che abbiamo operato costretti dalla legge, da un lato ha creato mobilità interna, dall’altro situazioni di pensionamenti o di maternità  non sostituiti in settori che hanno lavorato sotto organico per diverso tempo. Questa politica di riduzione sul personale è una politica ingiusta se applicata ad un ente che non ha un numero di dipendenti fuori dalle righe. Ci sono anche realtà di enorme esubero e su queste bisognerebbe incidere».

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