IL BILANCIO 2012: Tagli dallo Stato. Imu dalla seconda casa in poi al 8,1 x mille.Irpef invariata. Garantiti i servizi. Sindaco e Assessori si riducono volontariamente del 10% l’indennità.

Tassa di soggiorno per i turisti, riduzione delle spese, maggiori controlli per il recupero delle imposte, ma soprattutto un leggero aumento dell’Imu sulla seconda casa, che ad Alba sarà dell’8,1%. Sono questi i provvedimenti che verranno adottati dall’Amministrazione comunale albese per raggiungere il pareggio nel bilancio di previsione 2012 (il «fatturato» globale è di 36 milioni di euro), da approvare entro fine anno. Le misure sono state presentate ieri dal sindaco Maurizio Marello e dall’assessore al Bilancio, Franco Foglino, in vista del Consiglio comunale fissato per il 28 dicembre.

«Già prima dei provvedimenti messi in campo da Monti – hanno spiegato Marello e Foglino – avevamo subìto una riduzione di fondi dallo Stato di 900 mila euro. Con l’ultima versione della manovra architettata dal Governo, ci siamo ritrovati ad affrontare un ulteriore taglio di 800 mila euro: impossibile far quadrare i conti comunali, senza adottare qualche intervento».

Il principale – l’unico che su scelta dell’amministrazione inciderà direttamente sulle famiglie albesi – riguarda la tassa sulla seconda casa e sugli edifici commerciali. Se il Governo ha stabilito un’aliquota dello 0,76%, la Giunta ha deciso di aggiungerci uno 0,05% portandola così all’0,81%.

Un esempio concreto, anche se ancora del tutto teorico: chi finora pagava 200 euro di Ici per una seconda casa, con l’introduzione dell’Imu allo 0,76% arriverà a pagarne 370, che diventeranno 390 euro con l’aliquota allo 0,81%. Ciò consentirà di far arrivare nelle casse comunali tra i 500 e i 600 mila euro. Il resto (200-300 mila euro) sarà recuperato grazie a ulteriori risparmi e razionalizzazioni, ma anche da una maggiore efficienza nei controlli per la riscossione delle imposte.

Tra le novità, c’è anche la tassa di soggiorno. Entrerà in vigore dal primo aprile 2012 e obbligherà turisti e visitatori a versare una cifra compresa tra 0,50 e 3 euro per ogni notte trascorsa negli alberghi della città, in base al prezzo della camera. Calcolando un balzello medio di 1,5 euro, nel 2012 dovrebbero arrivare 100 mila euro.

«Abbiamo deciso di non toccare l’aliquota Irpef, ferma allo 0,3% dal 2003, e di non incidere sulle prime case per non gravare in modo ancora più pesante sui cittadini – hanno ancora dettoFoglino e Marello -. Ci siamo confrontati con i rappresentanti sindacali, con le associazioni di categoria e con i rappresentanti dei quartieri». Il bilancio comunale, hanno sottolineato, «è molto solido: i mutui ammontano a 4,5 milioni di euro e potranno ulteriormente scendere fino ad essere azzerati. Anche se noi preferiremmo un allentamento del patto di stabilità, che ci consenta di avviare alcuni cantieri e dare impulso all’economia locale».

Il sindaco Maurizio Marello, a proposito del bilancio 2012, ha risposto così ad alcune domande.

E’ stato complicato far quadrare i conti?

«In due anni, abbiamo subìto tagli dallo Stato per 2,6 milioni di euro. Siamo soddisfatti di aver scongiurato l’esercizio provvisorio, approvando il bilancio di previsione entro fine anno. Per questo dobbiamo ringraziare anche l’opposizione, che ha agito con senso di responsabilità».

Quali i criteri?

«Abbiamo cercato di ottenere il massimo risultato, chiedendo ai cittadini il minimo sacrificio possibile di fronte a uno scenario davvero molto complesso. Di fatto, aumentando l’aliquota dell’Imu incrementiamo di 500 mila euro le richieste ai cittadini per garantire la stessa qualità e quantità dei servizi erogati. Non abbiamo agito né sull’Irpef, né sulla Tarsu: il resto deriva dalla tassa di soggiorno, da risparmi e da una maggiore efficienza anche nella riscossione di ciò che è dovuto».

I parlamentari hanno ritardato la riduzione agli appannaggi?

«Di fronte ai sacrifici richiesti a tutta la popolazione, era doveroso un gesto chiaro e inequivocabile. Noi non apparteniamo alla casta: io percepisco 2500 euro netti al mese, gli assessori 1100 euro netti. Nonostante ciò, abbiamo deciso di lanciare lo stesso un messaggio ai nostri concittadini, riducendo il nostro stipendio del 10%».

(da La Stampa di oggi)

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