I tagli della Riforma Gelmini cadono anche sulle scuole di Alba

26 bambini restano fuori dalla scuola dell’infanzia a Mussotto, manca una prima classe a tempo pieno alla ‘Montessori’, meno insegnanti di sostegno per i bambini disabili. Il sindaco: “E’ un sistema che rischia di far saltare il Paese”.

I tagli della Riforma Gelmini cadono anche sulle scuole di Alba. Per il prossimo anno scolastico, 26 bambini restano fuori dalla scuola dell’infanzia di Mussotto per la mancata istituzione di una sezione aggiuntiva nonostante la lista d’attesa. Tagli anche sulle scuole primarie del 1° Circolo. I plessi di Via Fratelli Ambrogio e Mussotto sono stati unificati nonostante siano distanti 4,5 chilometri l’uno dall’altro portando alla riduzione di un posto nell’organico. Problemi anche per le scuole primarie nel 2° Circolo.

Presso la ‘Montessori’ non è stata autorizzata l’istituzione di una prima classe a tempo pieno nonostante la domanda presentata da 25 famiglie. Sforbiciata anche sugli insegnanti di sostegno con ripercussioni sugli alunni disabili. E’ questa l’analisi con richiesta d’intervento portata con ordine del giorno in Consiglio comunale il 15 giugno scorso dal consigliere di maggioranza Luigi Garassino. Nonostante, il voto unanime della maggioranza come impegno sulla soluzione dei problemi, il sindaco Maurizio Marello non nasconde la sua preoccupazione sulle possibilità d’intervento da parte del Comune: La Riforma Gelmini entrerà nel pieno dei tagli da adesso in poi e gli enti locali non potranno intervenire. Oltretutto con le prospettive dei tagli della finanziaria per la prima volta sulla spesa corrente. Per il Comune di Alba saranno 800 mila euro il prossimo anno, 850 ed 1 milione e 400 gli anni dopo”.

Marello spiega: Le due cose confliggono. Se da una parte la Riforma Gelmini taglia determinati servizi e dall’altra ci taglia dei trasferimenti, il Comune come fa? E’ necessario che la gente si renda conto delle conseguenze gravissime di una riforma che rischia di scardinare tutto il sistema non soltanto scolastico ma anche di politiche sociali del nostro Paese. Per quest’anno c’è l’abbiamo fatta. Il prossimo anno lo affronteremo con il medesimo impegno ma non sappiamo se ce la faremo. Avremo difficoltà. Daremo priorità a questa spesa, però diventa difficile garantire i servizi”.

Chiediamo al sindaco se si sta attuando qualche forma di protesta. Marello risponde: Il 23 giugno siamo stati a Roma per protestare contro la manovra. Il decreto legge 78 non è soltanto quello. E’ una serie di provvedimenti in cui c’è la Riforma Gelmini ed altre cose che hanno scaricato sugli enti locali  costretti ad avere sempre meno risorse e ad erogare sempre più servizi. Questa è una contraddizione che a un certo punto scoppia e noi siamo arrivati a quel punto. Il rischio è quello di tornare indietro di qualche decennio rispetto alla capacità di dare delle risposte ai cittadini. Questo altro che federalismo. E’ un sistema che rischia di far saltare il Paese”, sostiene il sindaco.

 (di Gisella Divino – pubblicato su Targatocn.it)

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