CORSO TORINO, ecco come cambia

Prima della Fiera del tartufo sarà pronto il nuovo ingresso per la città: si trasforma il complesso incrocio odierno  in una rotatoria da 150 mila euro

Un grande cerchio all’ingresso della città, una simmetria perfetta che le vetture potranno attraversare senza gli odierni contorsionismi. La megarotonda che si vede nell’immagine sarà pronta entro fine anno e sorgerà nell’intersezione tra corso Torino e via Cillario, aggiungendo fluidità all’immagine urbana. È pronto infatti il progetto generale e sono pronti pure i soldi: 150 mila euro, non certo bazzecole in tempi in cui ogni spesa dev’essere centellinata.

Quale la geometria dell’opera? La grande rotatoria avrà raggio interno di 17,5 metri e raggio esterno di 27,5: quest’ultimo includerà una pista ciclabile di un metro e mezzo di larghezza. Come ci ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici, Paolo Minuto, «il programma prevede gli interventi di scavo, di sbancamento e risanamento, la realizzazione di nuove cordolature in calcestruzzo, l’adeguamento delle reti tecnologiche esistenti, la raccolta delle acque bianche, l’impianto di illuminazione pubblica e, infine, la sistemazione delle aree verdi. Negli intenti compare pure il prolungamento e il collegamento dei percorsi pedonali già realizzati in corso Torino con il ponte sul Tanaro, da eseguirsi in una seconda fase».

La trasformazione dell’attuale incrocio nella grande rotonda è di immediata urgenza – se ne parla da anni –, considerando la presenza di un complesso residenziale proprio presso la congiuntura tra viale Torino e via Cillario: servono ingressi e vie di uscita veloci, funzionali e sicure per gli abitanti, in tempistiche contenute. Sulla questione “calda”, ovvero quella dei finanziamenti, Minuto ha specificato: «Per finanziare l’intervento abbiamo dovuto recuperare gli oneri di urbanizzazione relativi ad altre opere, come ad esempio i lavori da eseguire su piazza Duomo». Al proposito, è stata effettuata un’apposita variazione di bilancio. Chiude Minuto: «Cercheremo di ultimare i lavori prima dell’inizio della Fiera del tartufo, così da non creare ingorghi od ostacoli al flusso turistico».

(di Matteo Viberti pubblicato su Gazzetta d’Alba in edicola)

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