Consiglio Comunale n. 51 del 26 febbraio 2014

Il Consiglio è convocato per le 18 ed inizia verso le 18,30

Sono assenti giustificati i Consiglieri Giovannini (PD) e Zunino (PdL)

  • Comunicazioni

–         Il Presidente Cavalli ricorda che il 27 gennaio è stato celebrato il giorno della memoria in ricordo delle vittime del nazifascismo, con diversi eventi ed incontri in città.

–         Il 10 febbraio è stata la giornata del ricordo istituita per commemorare le vittime delle foibe in Venezia Giulia e Dalmazia.

Paglieri (PD) sottolinea che è stato molto significativo celebrare le due giornate nella sala della Resistenza. Ha invece partecipato ad un convegno il 21 febbraio a Narzole sul tema delle “donne vittime della seconda guerra mondiale” dove purtroppo ha notato una tendenza alla nostalgia per il fascismo, con anche la proiezione di un documentario sulle ausiliarie della repubblica sociale.

–         L’Assessore Scavino comunica che il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, dopo l’approvazione del Consiglio Comunale, è stato consegnato a Bruxelles e ad una prima disanima è stato giudicato positivamente, quindi ci sono buone prospettive che venga approvato. La Comunità Europea ha invitato Alba a partecipare al progetto Horizon 2020 che mette in rete 10 città simili (per l’Italia: Alba e Fermo) per realizzare le finalità del PAES nel campo del trasporto ecosostenibile.

–         Il Sindaco Marello comunica che, come auspicato, a partire dal 15 febbraio, per i fabbricati all’interno delle aree BR – BS – BP sono possibili i completamenti e le ristrutturazioni secondo il nuovo Piano Regolatore Generale, anche se in contrasto con il vecchio Piano che rimane ancora in vigore fino all’approvazione definitiva da parte della Regione. Ringrazia gli uffici per il lavoro svolto ed il Consiglio Comunale, sia la maggioranza che la minoranza, per l’attenzione e gli apporti costruttivi che hanno permesso la realizzazione del Piano.

Tibaldi (PD) giudica molto positivamente le notizie sul PAES che avvia Alba verso una maggiore tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini oltre ad una possibile prospettiva di crescita della green – economy. Ritiene che anche il nuovo PRG potrà essere un aiuto verso una fase di crescita.

Canova (PdL) esprime soddisfazione ed apprezzamento per il riconoscimento fatto dal Sindaco nei confronti dell’opposizione. Rivela che nel mondo degli addetti ai lavori c’è stata un’accoglienza favorevole per le notizie sul PRG, anche se le norme vengono applicate per il silenzio/assenso della Regione, che lascia salvi eventuali interventi regionali sulle concessioni emesse dal Comune.

 

 

  • Interrogazioni

 

–           Paglieri (PD) chiede se l’area, tra Corso Europa e Corso Piave vicino alla rotonda di San Cassiano, poiché il Piano Regolatore la vincola a verde pubblico e parcheggio, dovrà essere acquistata (anche attraverso esproprio) o se esiste una convenzione con i proprietari per la cessione gratuita al Comune. Chiede anche se è stato fatto il censimento dei parcheggi privati ad uso pubblico e se sono stati messi effettivamente a disposizione della collettività.

Marello chiarisce che l’area è composta da due lotti rispettivamente di 3.750 e 4.930 metri quadri previsti come aree verdi e parcheggio anche in funzione del fatto che l’attuale parcheggio tra gli impianti sportivi e l’Apro è sempre pieno e risulta insufficiente. La zona è oggetto di una nuova urbanizzazione, con lo spostamento del Famila e la realizzazione di abitazioni. Non ci sono convenzioni per la cessione gratuita ma esiste un vincolo espropriativo. Un accordo con la proprietà è improbabile, stante l’impugnazione della famiglia Rossetto contro la destinazione stabilita dal Piano Regolatore. Comunica che il censimento sulle aree private ad uso pubblico è stato fatto: sono 50 aree con circa 1.500 posti macchina e la mappa è pubblicata sul sito.

Paglieri sottolinea che una lista, che parteciperà alle prossime elezioni comunali, ha segnalato quello dei parcheggi come il primo problema per Alba. Ritiene importante questa zona di San Cassiano perché è l’unica area libera all’ingresso della città e, oltre a servire gli impianti sportivi, potrebbe diventare un parcheggio servito da navette verso il centro. Lamenta il fatto che, nonostante il censimento, i parcheggi privati ad uso pubblico non sono adeguatamente segnalati con cartelli o altre indicazioni.

Il Sindaco precisa che l’area di San Cassiano aveva un’altra destinazione stabilita dalla precedente Amministrazione, legata alla concessione per i lavori nella cascina adiacente (Se alle prossime elezioni, Rossetto diventasse Sindaco, che posizione avrebbe nei confronti del ricorso presentato dalla sua famiglia?). Comunica che da tre settimane è stato aperto un nuovo parcheggio multipiano davanti agli stabilimenti Ferrero con 200 posti gratuiti a servizio pubblico.

–           Paglieri (PD) chiede di conoscere lo stato di attuazione delle varianti urbanistiche strutturali adottate da questa Amministrazione dal 2009, se sono stati richiesti permessi per costruire e se è stata pagata l’Ici/Imu sulle aree fabbricabili.

Marello comunica che sono state fatte 6 varianti strutturali: progetto per la realizzazione di Casa Pina, non ancora concluso perché manca la realizzazione di un nuovo fabbricato – rilocalizzazione in zona Santa Rosalia di una famiglia che ebbe la casa distrutta dall’alluvione – rilocalizzazione dell’Egea che ha ora una sistemazione provvisoria, ma che dovrebbe iniziare i lavori entro il 2014 – due varianti erano relative al programma regionale 10.000 case per l’edilizia agevolata e concordata, manca la terza fase per il terzo biennio non più finanziato dalla Regione, forse i lavori si potranno iniziare al Gallo.

Per quanto riguarda le tasse non è possibile evidenziare immediatamente se tutti hanno pagato l’Imu, le verifiche e le contestazioni possono essere fatte entro cinque anni.

–           Canova (PdL) riferendosi al tratto di corso Piave a doppio senso di marcia tra viale Vico e via P. Ferrero, chiede se non sia opportuno renderlo a senso unico, ricavando ulteriori stalli di sosta a servizio degli esercizi commerciali della zona; segnala anche che il tratto di corso Piave in corrispondenza di via B. Fenoglio non è inibito al traffico pesante per cui si creano problemi al traffico ed agli attraversamenti pedonali in porfido.

Bosticco chiarisce che il divieto di transito è imposto solo per gli autoarticolati, il divieto ai mezzi pesanti è stato annullato, per eccesso di potere, da una sentenza d
el TAR a seguito del ricorso presentato dalla direzione del Maxisconto. Il Gruppo Dimar a cui fa capo il supermercato aveva promesso la realizzazione di un nuovo centro logistico con uso di automezzi più leggeri, ma per ora non è ancora stato fatto.

Minuto, in relazione agli attraversamenti pedonali, ritiene opportuna la rimozione dei cubetti in porfido e la sostituzione con asfalto, i lavori sono in programma ed in attesa di risorse. Per quanto riguarda i parcheggi nel tratto a doppio senso di marcia, chiarisce che attualmente ci sono già 25 stalli di sosta e rendendo il tratto  senso unico permetterebbe la realizzazione di solo 5 nuovi posti, con un incremento non significativo.

Canova replica che l’interrogazione voleva rendere visibile una situazione difficile risolvibile, in parte, con il senso unico. Condivide l’opinione di sostituire i blocchetti in porfido che sono più belli dell’asfalto, ma presentano una manutenzione più onerosa dell’asfalto.

–           Canova (PdL) segnala la situazione difficile degli esercizi commerciali di corso Torino, aggravata anche dalla chiusura del Tribunale e chiede quali prospettive ci sono per l’utilizzo dell’immobile lasciato vuoto.

Marello ribadisce che il clima di difficoltà è generale anche se mitigato, soprattutto nel centro storico, dal flusso turistico che ha fatto da cuscinetto ed effettivamente la chiusura del Tribunale ha inciso sulla zona di corso Torino soprattutto per quanto riguarda i bar. Attualmente nell’edificio sono in funzione gli uffici del Giudice di Pace che, in futuro,  potrebbero essere potenziati. Il Presidente del Tribunale di Asti aveva disposto di chiudere completamente, dal 17 febbraio, il presidio rimasto ad Alba per le cause civili pendenti, ora il provvedimento è sospeso fino al 16 giugno. Spera che il nuovo Governo possa rimettere mano al piano giudiziario ed annullare la decisione presa. Se, in futuro, veramente tutti gli uffici saranno trasferiti, si dovrà ripensare all’uso dell’edificio per non lasciarlo vuoto. Fortunatamente, su altri fronti, ci sono segnali positivi: l’Agenzia delle Entrate ha lanciato un bando per l’individuazione di un nuovo edificio per i propri uffici, quindi rimarrà ad Alba; l’Agenzia delle Dogane ha trovato un nuova collocazione nel Comune di Grinzane; l’INPS ha ribadito che la zona albese è strategica anche per il prossimo futuro. Il Sindaco giudica ancora prematuro sbilanciarsi, ma esprime fiducia.

Canova, nelle parole del Sindaco, nota ottimismo e volontà di continuare l’azione per riavere il Tribunale ad Alba e mantenere altri servizi molto importanti per Alba. I commercianti che hanno aperto esercizi in corso Torino hanno fatto investimenti che ora sono a rischio, quindi è necessario trovare una soluzione nel più breve tempo possibile ed essere pronti a cogliere le opportunità che si presenteranno.

–           Castellengo (PdL) a seguito della segnalazione di diversi furti avvenuti sulle auto parcheggiate al Cimitero, chiede se l’Amministrazione non ritenga opportuno istituire un controllo dei Vigili Urbani coordinati con le altre forze di polizia ed eventualmente di posizionare delle telecamere di sorveglianza.

Bosticco risponde che durante il giorno una pattuglia dei Vigili Urbani passa o staziona alcune volte nella zona coordinandosi con Polizia e Carabinieri. Il problema è la notte, anche se le auto parcheggiate sono in numero notevolmente minore. La prospettiva è di poter installare un sistema di videosorveglianza a seguito del nuovo bando di gara per il servizio di illuminazione pubblica, che prevede l’implementazione di nuove postazioni di telecamere.

Castellengo giudica importante rendere sicura la zona.

–           Castellengo (PdL), in relazione alla pista ciclabile lungo il Tanaro che passa vicino al campo nomadi ed al ponte in legno che attraversa il torrente Riddone, chiede se siano agibili e quali provvedimenti si intendono assumere per renderli percorribili.

Minuto spiega che la pista non è percorribile per la presenza di molti rifiuti di ogni genere abbandonati nella zona del percorso, anche il ponte è inagibile perché ci sono stati furti di parti metalliche di connessione e di parti strutturali. Anche i proprietari dei terreni agricoli adiacenti alla pista fanno azioni per impedire o rendere difficoltoso il passaggio. Dallo svincolo della tangenziale in zona Mogliasso si costruirà una nuova strada, che si collegherà a viale Cherasca con il terzo ponte, verrà realizzata una nuova pista ciclabile ed è previsto anche il rifacimento della pista oggetto dell’interrogazione.

Castellengo giudica che l’investimento non ha dato i suoi frutti e l’Amministrazione ha tenuto un atteggiamento debole. Ritiene che prima di fare investimenti si devono prevedere se si possono presentare problemi.

 

 

  • Delibere

 

–           Regolamento per la concessione in uso temporaneo di orti urbani in strada Bussoletta in frazione Mussotto.

L’assessore Scavino spiega che il progetto, già esaminato nella seconda Commissione Ambiente e nella quarta Commissione Cultura, prevede l’assegnazione di 51 orti nella zona adiacente al Cimitero di Mussotto, 24 da 60 metri quadri per cittadini di età superiore a 60 anni, 24 da 60 metri quadri per cittadini di età inferiore a 60 anni, 2 di 120 metri quadri per le scuole ed 1 da 180 metri quadri per associazione no profit. Nel bando di assegnazione saranno inseriti criteri per dare la precedenza ai soggetti più deboli, la durata della concessione sarà di cinque anni con il pagamento di un canone annuale. Sono vietate le attività di lucro e il ricorso a manodopera retribuita, vietato l’uso di fertilizzanti chimici di sintesi o pesticidi e diserbanti per il cui uso sia previsto il possesso dello specifico patentino. Non saranno ammessi semi ogm, i pali di sostegno dovranno essere di legno e per le legature dovrà essere usata la rafia. Ogni assegnatario dovrà concorrere a mantenere pulite ed in ordine le aree comuni. Verrà costituito, tra gli assegnatari, un comitato di gestione a cui parteciperà un designato dal Comune. L’Assessore sottolinea che la realizzazione degli orti, oltre ad una valenza economica di aiuto a cittadini in difficoltà mediante l’autoproduzione di alimenti, svolge un’importante funzione sociale: interazione tra le persone, maggior senso di appartenenza alla comunità, controllo del territorio e mantenimento dell’ambiente. Le aree saranno pronte ed assegnate entro aprile ed il costo complessivo di realizzazione sarà di circa 30.000 euro.

Annucci (PD) si dichiara favorevole al progetto, importante per la valenza sociale e con ricadute anche di tipo economico. Sottolinea l’importanza sotto il profilo didattico delle aree destinate alle scuole.

Paglier
i
(PD) giudica un po’ restrittivo il regolamento che all’articolo 5 richiede agli assegnatari il rispetto di 43 impegni, tra cui il divieto di realizzare alcun tipo di serra, anche di piccole dimensioni, ed impone l’uso della rafia. Ritiene però molto positiva l’iniziativa.

Magliano (Impegno per Alba) segnala che, durante un convegno, aveva parlato a Luca Mercalli di quanto realizzato ad Alba: PAES, case dell’acqua, mercato della terra e orti urbani, il meteorologo ha apprezzato moltissimo l’iniziativa degli orti come filiera cortissima promossa dall’ente pubblico e verso un uso consapevole del territorio.

Bo (PdL) ritiene importante il progetto, però chiede attenzione nell’assegnazione dei lotti a chi sta peggio. Solleva il dubbio che i cittadini che abitano in corso Europa o nella zona Moretta abbiano difficoltà ad andare a Mussotto a coltivare l’orto, quindi suggerisce di estendere l’iniziativa anche ad altre parti della città.

Diliddo (PD) ricorda che la delibera è stata discussa in quarta Commissione, per la sua valenza sociale e pedagogica. Dà una risposta anche economica a più di cinquanta famiglie pur con una spesa pubblica contenuta.

Tripaldi (Alba città per vivere) ricorda che questo non è il primo progetto di orti urbani di Alba, la scelta della zona Mussotto è stata dettata dalla disponibilità del terreno comunale. Cita anche le iniziative portate avanti da Slow food per rendere gli orti parti integranti delle città.

Scavino replica che, sul regolamento, il Comitato di gestione potrà concedere delle deroghe in relazione alle necessità che si presenteranno, mantenendo il principio di coltivazioni il più possibile biologiche e nel rispetto della stagionalità dei prodotti. Ad oggi in Alba sono in funzione 27 orti urbani, assegnati a pensionati, con il nuovo progetto si estende la possibilità ad altri soggetti e nulla vieta una ulteriore riflessione per individuare altre zone.

Marello ringrazia l’Assessore per quanto ha lavorato su questi temi nel corso della consigliatura. Il regolamento è scaturito anche dall’esperienza fatta con i primi orti comunali, ma non sono escluse deroghe o correzioni. Comunica che mercoledì 5 marzo sarà inaugurato il mercato di pazza San Paolo che ospiterà anche sei postazioni di “Campagna amica”, iniziativa della Coldiretti, a fianco dei banchi tradizionali.

 

VOTI A FAVORE 19 (unanimità)

 

–                                                        Prima variazione al bilancio 2014

L’Assessore Foglino mette in evidenza che il Comune di Alba,avendo aderito al nuovo sistema di contabilità finanziaria, ha visto ridursi l’obiettivo del patto di stabilità da 1.722.000 euro a 1.250.000 euro, liberando così risorse che permetteranno la realizzazione dei lavori in piazza San Francesco e via F. Centro. La variazione prevede maggiori entrate per 600.084 euro e uscite di cassa per 1.098.000 euro.

Le maggiori entrate derivano dai contributi della Regione (292.492 euro per interventi sulle frane, di 140.645 euro per il tetto della scuola M. Coppino e 6.000 euro per la Biblioteca), dai contributi di CRC e CRT (61.918 euro per la Maddalena e 72.755 euro per interventi nell’asilo di via Rorine e sulle mura romane della scuola Vida), dai contributi di privati per 26.454 euro per attività culturali, Ufficio della Pace e mediatori culturali.

Foglino precisa che si stanno trasmettendo i dati alla Regione per ottenere lo sblocco totale del patto di stabilità regionale e portare l’obiettivo a zero liberando tutte le risorse disponibili.

Minuto precisa che oltre alle maggiori entrate, si sono liberate le risorse per finanziare con circa 150.000 euro interventi al Cimitero (sistemazione della sala di accoglienza, di pavimentazioni e dei vialetti) e di 4.500 euro per il parco Sobrino (attrezzature ludiche).

Magliano (Impegno per Alba) dichiara che il poter decidere come spendere, almeno in parte già a febbraio risorse proprie, ha il sapore di una mezza rivoluzione e spera che presto venga azzerato il vincolo del patto di stabilità regionale.

Per Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale) la variazione contiene elementi importanti che comportano l’aumento del bilancio con la possibilità di interventi in settori, come gli edifici scolastici e la tutela del territorio, spesso omessi dalle politiche centrali e regionali.

Bo (PD) accoglie favorevolmente la buona notizia dell’allentamento del patto di stabilità ed auspica che la regionalizzazione del patto stesso avvenga in tempi brevi, anziché a fine anno com’è successo nel 2013. Secondo il Consigliere piazza San Francesco va realizzata in tempi brevissimi, per non incidere sui profitti dei commercianti della zona. Ritiene importante l’intervento sul tetto della scuola M. Coppino e chiede se ci sono ancora locali pubblici con la presenza di amianto.

Tibaldi (PD) sottolinea come l’Amministrazione Marello ha sempre posto molta attenzione ai problemi più importanti, dando risposte efficaci anche inserendo opere di manutenzione assolutamente necessarie. Pure le Amministrazioni del passato hanno agito bene ma in situazioni economiche molto migliori e, soprattutto, senza il vincolo del patto di stabilità.

Foglino evidenzia che la Giunta ha sempre agito con la preoccupazione di spendere nel migliore dei modi ed il meno possibile. Per quanto riguarda l’amianto, afferma che c’è ancora su parte dei magazzini della ex caserma Govone, ancora di proprietà demaniale. Nelle proprietà comunali, oltre la scuola M. Coppino, è ancora presente su alcuni magazzini dell’ex mattatoio, nei pilastri dei locali in via Manzoni, nella scuola di corso Enotria e nella Casa del volontariato costantemente monitorate, quindi se si riesce a realizzare la scuola della Moretta, per quanto riguarda gli edifici scolastici, Alba è in una situazione ottimale anche sotto il profilo della sicurezza.

Minuto precisa che la copertura della scuola M. Coppino è stata sempre tenuta sotto controllo, mai evidenziando rilasci di fibre pericolose per la salute pubblica.

Marello mette in evidenza il fatto che per due volte, la prima nel 2011, Alba è stata dichiarata Comune virtuoso, grazie alla scelta di chiudere anticipatamente i mutui, per cui oggi i cittadini hanno un “debito pubblico” procapite praticamente pari a zero, e grazie alla decisione di aderire al nuovo sistema di contabilità che ha comportato un notevole aggravio di lavoro per l’Assessorato e gli Uffici Finanziari. Ritiene importantissimi gli interventi sulle frane del novembre 2011 che si dovevano fare nell’immediato, se ci fossero stati i finanziamenti regionali, comunque i p
rogetti sono molto avanti quindi i lavori potranno iniziare in primavera. Per quanto riguarda piazza San Francesco, chiarisce che inizialmente si doveva realizzare assieme a piazza Garibaldi, ma l’opera si è dovuta stralciare a causa del patto di stabilità. I tempi di attuazione sono stati concordati con i commercianti della zona e l’Ufficio Tecnico è ormai abituato alla velocità.

 

VOTI A FAVORE 13 (tutta la maggioranza)

VOTI CONTRARI 6 (tutta l’opposizione)

 

–                                                        Convenzione con i Comuni di Castagnito, Diano, Dogliani, Guarene e Piobesi per l’esercizio associato di servizi.

Bosticco spiega che si rinnova la convenzione approvata il 29/11/2011 per i servizi di polizia municipale. Queste convenzioni erano richieste per legge ai Comuni con meno di 5.000 abitanti e davano l’accesso a contributi Regionali, che ora sono stati soppressi. Ad aprile 2013 il Comune di Corneliano, che partecipava alla convenzione del 2011, ha deciso di uscire per unirsi ai Comuni più piccoli nella zona del Roero. Il Comune di Diano ha chiesto un ritocco, delle partecipazioni alle sanzioni riconosciute ad Alba, dal 70% al 50%. La nuova Convenzione avrà una durata di tre anni e tutto sommato presenta situazioni di vantaggio per tutti i Comuni coinvolti.

Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale) e Tibaldi (PD) ricordano che la delibera è stata discussa in terza Commissione e ricalca quella del 2011 ed è necessario rinnovarla per prendere atto della rinuncia di Corneliano.

Castellengo (PdL) si dichiara favorevole alla Convezione, chiede però perché le quote garantite ad Alba variano da Comune  a Comune: Castagnito, Dogliani e Piobesi il 15%, Guarene il 7,5% e Diano il 50%.

Bosticco spiega che le quote sono stabilite in base al numero degli abitanti e all’estensione territoriale, ma tiene conto anche delle differenti viabilità e carico del traffico.

Marello chiarisce che sono state riunite Convenzioni passate e di origini diversa, la presente alla scadenza dovrà comunque essere rivalutata.

Il Segretario Generale D’Agostino dichiara che il supporto ai Comuni piccoli è richiesto per legge. L’attuale è una presa d’atto dell’uscita di Corneliano, ci sarà comunque bisogno di rivedere la Convenzione che dovrà tenere conto di nuove necessità e nuovi termini legislativi in materia.

 

VOTI A FAVORE 19 (unanimità)

 

 

–                                                        Statuto dell’Associazione per gli Insediamenti universitari in Provincia di Cuneo.

Il Sindaco Marello spiega che lo statuto dell’Associazione, costituita nel 1996, deve essere modificato per adeguamenti legislativi e per rendere possibile l’associazione di soggetti privati come le Fondazioni bancarie. Visto anche il disimpegno della Provincia, si toglie l’obbligo della Presidenza al suo rappresentante e l’onere finanziario rimasto scoperto viene assorbito dall’Università. Le sedi staccate dovevano essere sostenute per il 50% dalla Provincia e per il 50% dai Comuni, ma l’Ente ha comunicato che da quest’anno non interverrà più, ora assieme Cuneo e Savigliano si sosterranno le spese, ma si agirà in sede legale per far rispettare gli impegni presi in passato dalla Provincia. La sede staccata di Alba ha un legame molto forte con il territorio per l’importanza della viticoltura e dell’enologia, quindi è giusto che rimanga ad Alba. L’Amministrazione sta cercando soggetti privati per un sostegno economico.

Diliddo (PD) reputa l’approvazione un passaggio dovuto, anche perché Savigliano ha già approvato e Cuneo è in procinto di approvare il nuovo statuto.

Bo (PdL) dichiara che anche la Provincia l’ha approvato, d’altro canto il problema l’hanno creato proprio loro. Ritiene giusto approvarlo.

Paglieri (PD) giudica non necessario il decentramento universitario per molte facoltà, infatti la Facoltà di Giurisprudenza, che sia a Cuneo, Savigliano, Alessandria o Torino è indifferente, mentre per Alba le Facoltà di Viticoltura ed Enologia sono specifiche di questo territorio. Apprezza aver inserito in statuto l’articolo che prevede le cariche a titolo gratuito.

Magliano (Impegno per Alba) esprime disappunto per il disimpegno della Provincia che avrebbe dovuto fare qualche sforzo in più, come ha fatto Alba nonostante i tagli, perché l’Università porta cultura e formazione, quindi ricchezza oltre all’utilità di un servizio vicino ai fruitori.

Marello precisa che il costo totale per Alba è di 140.000 euro, con un aggravio di 25.000 euro rispetto allo scorso anno, mentre per Cuneo e Savigliano sarà più oneroso. La Provincia ha dichiarato che la scelta è stata fatta per motivi economici, ma il Sindaco pensa che il motivo sia politico perché poteva pensare ad una riduzione o cercare sponsor privati; ritiene pretestuosa la scusa presentata: o togliamo la neve o teniamo l’Università. Secondo Marello, se oggi non si pensasse a sostenere il decentramento, molti studenti non si sarebbero iscritti anche per ragioni economiche, quindi sostenere la sede ad Alba non è un lusso ma un servizio.

 

VOTI A FAVORE 18 (unanimità)

 

Entrano in Sala della Resistenza diversi giovani, in rappresentanza del Forum, per la presentazione del seguente

  • Ordine del Giorno

 

–                                                        Misure per la limitazione e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico.

(vedi Allegato n.1)

L’Odg, condiviso da tutti i gruppi Consigliari, è presentato da Tripaldi (Alba città per vivere) che ringrazia il Forum Giovani per l’entusiasmo e l’atteggiamento di stimolo portato nella preparazione del documento, la direttrice provinciale dell’Ass. Libera Valentina Sardone, la coop. Alice e l’Ass. Lucio Grillo.

Le sale da gioco, che ad Alba sono 74 e non 92, sono costruite in modo che non entri la luce del giorno e non ci sono orologi proprio per non dare la sensazione ai giocatori che il tempo trascorre e riuscire così a tenerli in una specie di bolla in cui non ci sono stimoli ad uscire. I numeri dei giocatori patologici nascondono un sottobosco di persone che non si ri
volgono al Ser.T. L’Odg non vuole colpire il gioco tout court o chi tenta la fortuna qualche volta, ma solo quello patologico. La tassazione allo 0,6% per ora è solo una proposta ed è auspicabile che il Parlamento ed il Governo tengano conto di tutte le critiche e gli Odg nati sull’argomento del gioco d’azzardo. Tripaldi indica per Alba almeno due proposte percorribili a costo zero: continuare con il sostegno all’iniziativa “Punta su di te” per prevenire ed informare i cittadini che qualcuno (Ser.T. – Associazioni – Amministrazione …) ci pensa. Ricorda che a Genova il regolamento comunale prevede che per installare slot machine il locale deve distare trecento metri da scuole e parchi e cento metri da banche e negozi di acquisto oro, praticamente quasi tutto il territorio della città. In Lombardia un Consigliere della Lega Nord ha proposto di penalizzare gli esercizi con slot machine mediante un aumento dello 0,92% dell’Irap e premiare con pari riduzione i locali che le tolgono.

Tripaldi invita a firmare una richiesta di proposta di legge che regoli in senso restrittivo le sale da gioco.

Infine chiede alla stampa di non dare risalto alle pubblicità del gioco.

Per Diliddo (PD) è stato importante coinvolgere il Forum Giovani. Evidenzia che lo Stato è quello che guadagna di più ed assume un atteggiamento strabico nei confronti di tutte le dipendenze. Afferma che i 74 locali in Alba non sono certamente un segno di benessere.

Secondo Casorzo (PD) il gioco d’azzardo ha una tradizione antica per tutta l’Europa, concepito anche come passione pericolosa quindi con momenti di apertura e di chiusura. È necessario trovare un giusto compromesso tra profitto, anche pubblico, e conseguenze.

A livello scientifico sono stati evidenziati tre tipi di dipendenza patologica: da alcool, dalle droghe e dal gioco. Gli studi dimostrano che quella da gioco sta aumentando e l’unica arma di contrasto è la prevenzione. Il territorio e le comunità locali sono gli unici agenti in grado di porre un limite al problema, quindi vanno coinvolti ed aiutati.

Paglieri (PD) confida che un giorno, entrato in un bar di Isola d’Asti, vide una slot machine erogare una notevolissima vincita ad un giocatore, chiese al barista se era normale e la risposta fu che in diversi anni era la prima volta che succedeva. Dichiara che uno Stato serio dovrebbe limitare il gioco d’azzardo anziché legalizzarlo, perché un conto è il gioco dove occorre abilità o capacità particolari, un altro è il puro e semplice azzardo legato alla fortuna. Auspica che venga concesso ai Sindaci il potere di porre dei limiti.

Bo (PdL) condivide l’Odg per la drammaticità del tema che coinvolge persone disperate che continuano a sperare nel colpo di fortuna. Pensa sia sbagliato che anche in questi momenti di crisi lo Stato pubblicizzi il gioco anziché fare prevenzione.

Magliano (Impegno per Alba) ammette che con un Odg non si risolve il problema, però è corretto che dal basso partano le istanze di stimolo allo Stato. Spera in un irrigidimento normativo e fiscale per i locali con slot machine e incentivi per chi non le mette, ritiene che uno strumento importante sia dare più poteri ai Sindaci perché sono i più vicini al territorio. La questione è comunque politica perché sono il Parlamento ed il Governo a dover emanare le regole. Giudica molto positivamente l’iniziativa presa dal Forum Giovani perché dimostra coscienza di ciò che comportano le dipendenze e che la vita non si costruisce con le “stellone” delle macchinette ma con l’impegno e la consapevolezza.

Per Tibaldi (PD) alcune attività commerciali sono sottoposte a ricatto perché se non attivano slot perdono anche la possibilità di avere altre cose tipo il Lotto. Lo Stato potrebbe intervenire in senso positivo, ma forse sono in campo delle lobby molto potenti.

Canova (PdL) pensa sia importante dare autonomia ai Sindaci, come nelle città dove ci sono i Casinò perché, ad esempio, a Sanremo un’ordinanza del Sindaco proibisce ai residenti l’ingresso alle sale gioco.

Cavalli (PdL) considera semplicistico dire che il gioco è un segno della crisi. Gli studi dicono che la colpa, per tutte le dipendenze, è di un disagio sociale e personale più profondo. Necessita quindi una prevenzione anche sui disagi delle Comunità.

Conclude Marello affermando che l’Italia da Repubblica fondata sul lavoro si sta trasformando in una Repubblica fondata sul gioco: da una straordinaria cultura del lavoro e della responsabilità ad una cultura della fortuna dove un tagliandino ti cambia la vita, come testimonia persino l’intrattenimento televisivo, dove si è passati dai quiz in cui contava la preparazione ed il sapere ai giochi con i pacchi. In questo modo si rischia di eliminare la coesione del paese per colpa della politica che infatti in passato ha finanziato la cultura con i proventi dell’Enalotto. Nei gangli della politica poi si sono infilati elementi portatori di interessi illegali, per cui da alcuni si porta avanti anche la tesi di voler difendere i 120.000 posti di lavoro dell’industria dell’azzardo. Se qui da noi si può ancora pensare di intervenire, da altre parti i Sindaci rischiano la vita.

Il Sindaco ritiene opportuno partire dal basso, però la politica deve prendere iniziative legislative adeguate, ora anche per i giochi online dove i Sindaci non possono intervenire perché il gioco avviene all’interno delle mura domestiche. Nella nostra città il regolamento prevede distanze precise dai punti sensibili per l’installazione di sale da gioco, però i poteri di imposizione sono limitati; infatti la sala di corso Torino, di fronte al Tribunale, ha potuto aprire grazie alla richiesta fatta alla Questura come sala scommesse, nonostante l’opposizione dell’Amministrazione che ha le armi spuntate e non può limitarne l’installazione.

Marello reputa che la battaglia, anche a livello nazionale, è difficilissima per gli interessi che sono in ballo, però va assolutamente fatta anche per far capire che la vita delle persone non è in mano al fato ma alle capacità di ognuno. Purtroppo ammette che ad Alba ci sono dei canali dove si può infiltrare la criminalità anche se il Prefetto ed il Questore dicono che la nostra città è esente dal fenomeno.

 

VOTI A FAVORE 17 (unanimità)

 

Il Consiglio Comunale si conclude alle 22,30 con la foto scattata dai giornalisti al Sindaco, attorniato dai giovani, mentre firma il foglio della proposta di legge sul gioco.

 

 

Allegato n. 1

 

O.d.G.

“Misure per la limitazione e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico”

Presentato dal Consigliere Fabio TRIPALDI del gruppo Alba città per vivere.

 

 

Premesso che:

 

  • in Italia i giocatori “problematici”, ossia quelle persone a rischio di diventare dipendenti dal gioco d’azzardo sono oltre 790mila, pari all’ 1,65% della popolazione adulta; cinque anni fa la percentuale era dell’ 1,25. Secondo altre stime le percentuali dei giocatori d’azzardo problematici variano dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale mentre la stima dei giocato di d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2%”;
  • le organizzazioni malavitose utilizzano il gioco d’azzardo per riciclare il denaro proveniente da attività illecite come già più volte denunciato dall’Associazione Libera di don Ciotti;
  • dalla liberalizzazione del gioco d’azzardo ad oggi in Italia ci sono in media più slot machine di quante se ne possano trovare a Las Vegas;
  • si presume che in media ogni italiano spenda circa 1400 euro all’anno per tentare la fortuna;
  • nel 2012 il giro d’affari complessivo del gioco d’azzardo nel nostro Paese è stato di circa 89 miliardi di euro (secondo lo studio di Matteo Iori del «Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo» ) , in crescita dell’11% rispetto al 2011. Oltre il 50% della raccolta arriva dalle slot machine , il 16% da slot machine e poker online , l’ 11% dalle lotterie , sia le tradizionali (ormai quasi scomparse) che le lotterie istantanee (più note col nome di “Gratta e vinci”);
  • il gioco online è tassato al 0,6% mentre sulla maggior parte dei beni essenziali grava un onere ben maggiore (Il pane è tassato al 4%);
  • l’industria del gioco d’azzardo è la terza su scala nazionale impiegando 120.000 lavoratori.

 

 

Considerato che

 

  • ·         in Piemonte la spesa per il gioco, da un’indagine curata da Seldon e presentata nei giorni scorsi, supera i 5 miliardi di euro . Negli ultimi anni, i pazienti affetti in forma grave da gioco d’azzardo patologico sono quadruplicati. I casi presi in carico dai Ser.T. del territorio sono circa 950 , con una media dei “soggetti a rischio” che nella nostra regione è più alta di quella nazionale (il 6,2% contro il 5,4% nazionale) e un dato preoccupante sui giovani che vede il 42%, di quelli tra i 14 e i 19 anni, dichiarare di aver già provato a giocare;
  • ·         nella nostra città ci sono, secondo dati dell’Aams (Agenzia delle dogane e dei monopoli), 92 locali autorizzati ad avere delle slot machine contro i 48 di Bra e gli 86 di Cuneo (che ha quasi il doppio degli abitanti);
  • ·         i costi sociali legati al gioco sono incalcolabili e che finora troppo poco è stato fatto a livello nazionale per arginarlo e garantire assistenza a chi ha problemi e alle famiglie che risultano direttamente coinvolte;
  • ·         fortunatamente il Ser.T. Di Alba ha da 4 anni uno sportello dedicato a giocatori patologici che ha assistito 53 utenti;
  • ·         il Comune di Alba con una delibera di Giunta dell’8 febbraio ha aderito al “Manifesto dei Sindaci  per la legalità e contro il gioco d’azzardo” promosso da Terre di Mezzo;
  • è attivo sul territorio albese, con la partnership del Comune di Alba, il progetto “Punta su di te” promosso dalla cooperativa Alice che trae spunto dalla campagna nazionale “Mettiamoci in gioco” del Cnca. I partner del progetto sono, oltre al Comune, il Consorzio socio-assistenziale, la Caritas, le associazioni Libera Piemonte e Lucio Grillo, il Sert dell’Asl Cn2 e il Cnca.

 

Dato atto che:

 

  • ·         occorre una nuova legge quadro nazionale sul gioco d’azzardo;
  • ·         è necessario conferire ai Sindaci potere di programmazione , controllo e ordinanza su questa materia;
  • ·         è indispensabile mettersi in rete con altre Amministrazioni e altri territori , con le Asl, le  Prefetture  e  le  Questure,  per  costruire   un  fronte  ampio  di  informazione, formazione  e  contrasto  a  questo  tipo  di  gioco  che  si  sta  rivelando  una  vera emergenza sociale;
  • ·         è  altresì  indispensabile  costruire  reti  in  ogni  territorio  coinvolgendo  parrocchie, scuole, associazioni, volontari, polizia locale e forze dell’ordine per attivare iniziative culturali e formative, attività di controllo e di prevenzione finalizzate a recuperare i valori  insostituibili  della  cultura  per  conoscere  e comprendere  la  portata  e  le conseguenze del gioco d’azzardo, costruire nuovi atteggiamenti e nuove mentalità, recuperare i valori fondanti delle nostre società basati sul lavoro, sull’impegno e sui talenti;
  • ·         occorre modificare la legislazione vigente in modo che venga dato ai Sindaci e alle Giunte comunali un reale potere di controllo sulla diffusione e sull’utilizzo dei numerosi strumenti di gioco sul proprio territorio, non solo per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza,  ma  in  virtù  della  responsabilità  sanitaria  che  compete  ai  sindaci consentendo loro di costruire “un sistema di prevenzione sociale” riconosciuto dalla Corte  Costituzionale  (sentenza  n.300/2011)  e  dal  Tar  Lombardia,  Brescia  (Sez.  II Sentenza n.1484 del 31 agosto 2012);
  • ·         è  necessario  che  i  Comuni  possano  decidere  la  distribuzione  e  la collocazione delle sale gioco e delle slot machine nei territori, definendo le distanze ritenute più idonee  dai  punti  sensibili,  e  stabilendo  l’orario di  apertura  e  di  chiusura  delle  sale gioco e dei bar e altri locali ove siano collocate slot machine e altri apparecchi per il gioco; 
  • sarebbe opportuno e auspicabile che i Comuni fossero interpellati  preventivamente  dai  Questori  per l’installazione di nuovi giochi.

 

Chiede al Sindaco e alla Giunta:

 

  • ·         di rafforzare azioni finalizzate alla promozione di interventi educativi e di informazione, culturali e formativi per la prevenzione della dipendenza del gioco d’azzardo;
  • ·         di favorire, attraverso la riduzione delle imposte comunali con un fondo appositamente istituito, la disinstallazione delle slot machine dai locali pubblici;
  • ·         di continuare ad aderire al progetto “Punta su di te” e di partecipare alle attività proposte dal “Manifesto dei sindaci per la legalità e contro il gioco d’azzardo”;
  • ·         di coinvolgere l’Aca (Associazione commercianti Albesi) nella campagna “No Slot” che ha l’obiettivo di promuovere, attraverso un adesivo da affiggere all’esterno, i locali che non installano slot machine al loro interno;
  • ·         di modificare, ove possibile, il “Regolamento di Polizia Urbana” rendendo maggiormente restrittive le regole per l’apertura
    di nuovi locali con slot machine;
  • di sollecitare la Regione Piemonte a discutere e approvare le leggi regionali in merito al gioco d’azzardo.

 

 

 

Si chiede che il presente Ordine del Giorno venga trasmesso ai Consiglieri Regionali, Assessore Regionale e Parlamentari del territorio oltre che al  Questore di Cuneo , al Presidente della Provincia di Cuneo, al Presidente della Regione Piemonte e al Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

 

 

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