Consiglio Comunale n. 42 del 27 marzo 2013

Assenti i Consiglieri: Castellengo, Prunotto, Zunino (PdL)

Molto numeroso il pubblico per la serata che vedrà finalmente approvato il Piano Regolatore.

  • Delibere

Il Presidente Cavalli legge l’ordine del giorno del Consiglio che prevede solo l’approvazione della terza variazione di bilancio e sarà poi interamente dedicato all’approvazione del progetto definitivo del nuovo Piano Regolatore Generale.

–          3a variazione al bilancio di previsione 2013

Foglino spiega che la variazione è dovuta a sistemazioni di voci di bilancio tra i vari capitoli e alla presa in carico di contributi dalla Regione di 23.844 euro per la Biblioteca e di 7.638 euro per interventi sull’archivio e dalla Provincia di 20.000 euro per iniziative culturali del Centro giovani H-zone. Il bilancio di previsione 2013 pareggia a 41.405.073 euro.

Bo (PdL) segnala come negativo lo storno di 98.000 euro dalla spesa prevista per la realizzazione della nuova scuola media della Moretta per destinarne 85.000 ad indennità di esproprio su terreni di un privato. Chiede se il patto di stabilità comporti la rinuncia a realizzare l’opera.

Tripaldi (Alba città per vivere) sottolinea l’importanza dei contributi per il Centro giovani, dove ultimamente è stato attivato uno sportello di ascolto e di assistenza alla ricerca di occupazione.

Foglino sostiene che la scuola media è un’opera fondamentale per tutta la città. La variazione permette di accantonare la risorsa per un eventuale pagamento a fronte di una determinazione della Commissione Provinciale espropri; è stato fatto ricorso e si hanno buone ragioni per pensare che la cifra verrà nuovamente destinata alla scuola. Appena si sbloccherà il patto di stabilità, si potrà realizzare l’opera grazie all’avanzo di bilancio.

Marello afferma che la scuola non è un problema sostanziale, perché le risorse ci sono e, appena l’Unione Europea sbloccherà il patto, i Comuni come il nostro potranno immediatamente spenderle. Per quanto riguarda gli 85.000 euro accantonati per un esproprio, il Sindaco spiega che si tratta di un terreno relativo all’ampliamento del Cimitero: i prezzi di esproprio sono stati concordati con tutti i proprietari tranne uno che ha fatto ricorso alla Commissione Provinciale, per ora si è obbligati ad accantonare la cifra ma si farà ricorso con buone probabilità di vincerlo.

VOTI A FAVORE 14 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 4 (tutta l’opposizione)

Si alzano dai loro posti e si siedono tra il pubblico i Consiglieri: Canova (PdL), Paglieri e Tibaldi (PD) in quanto la legge non permette la partecipazione al voto dei Consiglieri che abbiano interessi propri o di famigliari fino al quarto grado.

–          Approvazione del Progetto definitivo del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale.

L’ing. Benevolo, coadiuvato da slides,  illustra le modifiche apportate al progetto preliminare già approvato il 15 luglio 2012 a seguito di nuovi regolamenti regionali ed alla valutazione delle osservazioni presentate dai cittadini.

Le osservazioni, praticamente tutte solo di dettaglio e non strutturali, sono state 435 presentate entro i termini previsti e 41 fuori termini. Ne sono state accolte integralmente 74, parzialmente 204 e ne sono state respinte 198.

Strutturalmente il Piano è come quello approvato nel 2011, basato su un’idea di città policentrica con delle zone dove le novità più evidenti sono:

  • piano particolareggiato del Mussotto.
  • piano particolareggiato del Movicentro.
  • area tra il centro storico ed il fiume totalmente riprogettata.
  • conurbazione Alba – Bra – Cherasco concordata con i Comuni vicini, che prevede la    realizzazione di un parco lungo il corso del fiume Tanaro. Il professionista tiene a precisare che il parco non va inteso come un giardino, ma come un parco territoriale che preserva le caratteristiche del territorio lungo il fiume.
  • previsione della linea ferroviaria Alba – Bra trasformata in metropolitana leggera.

Benevolo passa quindi ad illustrare le modifiche più importanti apportate a seguito delle osservazioni presentate dai cittadini:

  • l’area relativa alla fornace Casetta a Mussotto viene trasformata a seguito della richiesta dell’azienda di mantenere l’area stessa come ambito produttivo e non residenziale.
  • l’area relativa alla società San Paolo, viene modificata, con l’inserimento di una rotonda per facilitare l’accesso, vengono inserite delle aree di parcheggio per i dipendenti e parte dei fabbricati avranno destinazione di tipo ricettivo.
  • l’area produttiva in corso Asti viene divisa in quattro aree autonome.
  • l’ambito speciale 13 in zona San Cassiano viene diviso in tre comparti che permetteranno di essere realizzati separatamente.
  • l’azienda Ferrero intende trasformare la cascina Salera, in fraz. San Rocco Cherasca, in struttura per la formazione di quadri e dirigenti, pertanto viene inserita in zona “D” destinata a espansioni per funzioni non residenziali e concessione di aree destinate a parcheggio e verde.

Il Piano Preliminare prevedeva la costruzione di 2.230 nuovi alloggi, mentre il Piano Definitivo ne prevederà 2.210.

L’ing. Sordo riferisce sugli studi geologici e idraulici messi in atto per la formazione del Piano Regolatore Generale. Si è tenuto conto del rischio idrogeologico a seguito dell’alluvione del 1994 e degli altri eventi, sia frane che esondazioni, degli anni successivi. Sono stati valutati, oltre al Tanaro, anche tutti i torrenti del territorio definendo le classi di rischio inondazioni concordate con il Tavolo Tecnico Regionale.

Per il Sindaco Marello questa è la delibera più importante della Consigliatura, perché si decide il futuro del territorio albese. Il primo Piano Regolatore Generale della città è stato approvato nel 1957, poi negli anni tra il 1970 e il 1978 fu approvata una grossa variante generale ed una seconda fu approvata tra il 1988 ed il 1994. Il nuovo Piano funzionerà per almeno vent’anni ed ora si attenderà l’approvazione definitiva da parte della Regione e, se entro i prossimi quattro mesi questa non porrà questioni nel merito, si potranno iniziare gli interventi. L’alluvione del ’94 ha segnato un campanello d’allarme che ha portato a norme da applicare subito, ma che hanno anche ispirato la necessità di un nuovo Piano per il territorio.

Il Sindaco ringrazia in particolare lo studio Benevolo, Ambiente Italia, Polinomia, l’Ufficio Tecnico e la prima Commissione per il lavoro svolto in questi anni. Pensava ad un iter più breve, soprattutto dopo l’approvazione del Preliminare, ma le numerose osservazioni a cui si è voluto dare molta attenzione hanno allungato i tempi. Sono stati corretti errori e sono state prese in considerazione le istanze dei cittadini applicando il metodo della trasparenza sia in Commissione sia negli incontri con i Quartieri e nell’ascolto diretto dei cittadini, incontrati dal Sindaco in 1.157 udienze.

Il Piano serve a dare un “ordine urbanistico” alla città. Marello sottolinea l’importanza delle “Zone C Interstiziali” dove si potrà costruire cedendo le aree rimaste libere all’uso pubblico; le zone di espansione sono state notevolmente ridotte rispetto alle originali previste dall’Amministrazione precedente; particolare attenzione è stata prestata alla viabilità, preservando gli unici varchi ancora esistenti e prevedendo piste ciclabili e zone pedonalizzate; le costruzioni esistenti sono valorizzate soprattutto con interventi miranti al risparmio energetico; il Piano tutela l’ambiente preservando le zone agricole e definendo quelle destinate a parchi e a verde pubblico.

Il Piano Regolatore Generale ha richiesto un grande sforzo, ma era il principale obiettivo del programma dell’Amministrazione Marello ed è stato portato a termine.

Garassino (PD) sottolinea come la presenza al Consiglio Comunale di tanti cittadini conferma il momento “storico” per Alba. (vedi l’intervento completo all’allegato 1)

Giovannini (PD) ritiene che l’atto che si sta compiendo è il più importante di tutta la consigliatura. Esprime molta soddisfazione nel vedere compiuto un grosso lavoro, svolto anche con il contributo dei cittadini a cui l’Amministrazione ha prestato particolare attenzione. Il Piano Regolatore ha un significato anche simbolico, perché guarda al futuro del territorio e segue il principio per cui ogni progresso ha bisogno di regole e di criteri di carattere generale che indirizzano lo sviluppo e tutelano il patrimonio artistico e territoriale. L’edilizia può essere un volano per l’economia senza però portare a quelle bolle edilizie che, nel recentissimo passato, hanno portato alla crisi economica attuale. La Consigliera sottolinea la nuova visione rispetto al piano originale, per rispettare le esigenze della città e disegnare uno sviluppo coerente con i limiti attuali. Evidenzia la particolare attenzione prestata alle aree verdi ed ai parchi, alle unità produttive, al traffico e alla viabilità. Elogia il percorso seguito per la trasparenza ed il rapporto di fiducia instaurato con i cittadini.

Gatto (PD) mette in evidenza soprattutto l’importanza di preservare il territorio con le sue specificità di carattere agroalimentare e paesaggistico (vedi l’intervento completo all’allegato 2)

Panero (PD) sottolinea l’importanza del voto a cui è chiamato il Consiglio ed i meriti dell’Amministrazione che, con il concorso dei cittadini, ha dato vita ad uno strumento così importante per Alba (vedi l’intervento completo all’allegato 3).

Ferrero (Lega Nord) auspica che il Piano Regolatore sia anche uno strumento per il rilancio dell’economia nella zona. Non ha partecipato direttamente ai lavori che hanno impegnato quasi due consigliature, perché entrato da poco più di due anni in Consiglio, ma non si sente di avallare due zone (San Cassiano e Gallo) in cui si prevede la costruzione di 300 alloggi e ritiene irrealizzabili alcuni progetti (completamento della “corda molle” e la galleria di collegamento sotto corso Piave). Dichiara il voto di astensione.

Di Liddo (PD) (vedi l’intervento completo all’allegato 4) evidenzia l’importanza politica di uno strumento come il Piano Regolatore attraverso il quale si disegna il futuro della città, si pianifica e si sogna, si pongono dei limiti o si allargano orizzonti sempre dialogando con i cittadini.

Per Tripaldi (Alba città per vivere) il nuovo Piano Regolatore indica le linee di sviluppo della città riducendo però di molto (ca. 2.800.000 mq) il consumo di territorio rispetto a quello pensato dalla precedente Amministrazione e rispettando le aree agricole collinari. (vedi l’intervento completo all’allegato 5).

Bo (PdL) ritiene il Piano uno strumento indispensabile per lo sviluppo del territorio perché può creare lavoro, ricchezza e coesione sociale. Giudica corretta la decisione di Rossetto di non approvare il Piano, già pronto, alla fine del suo mandato da Sindaco. Difende la scelta, del PdL e della Lega Nord, di non aver partecipato al voto di luglio 2011 sul Progetto Preliminare, perché non si poteva approvare il metodo applicato che non teneva conto dei suggerimenti della minoranza. Però poi l’Amministrazione ha cambiato l’approccio e dopo tre anni e due mesi si è iniziato il lavoro della Commissione che in 57 giorni si è riunita 15 volte. Rivendica il ruolo di piena collaborazione dell’opposizione, che ha cercato di migliorare il Piano e non accetta le dichiarazioni del Sindaco, apparse sui giornali, con le quali si imputa alla minoranza il ritardo nell’approvazione. Condivide la creazione degli ambiti speciali, la riqualificazione delle periferie e la valorizzazione delle colline. Non condivide il progetto della strada pedecollinare che collega la zona Moretta con il terzo ponte, perché prevede lo spostamento dello stabilimento Vestebene, cosa che non avverrà, rendendo di fatto anacronistico il Piano. Si dichiara anche contrario, come parte degli abitanti, alla corda molle verso corso Piave e segnala errori evidenti che non sono stati eliminati. Ritiene difficile valutare quale sarà il futuro, ma Alba ha bisogno di ricominciare a svilupparsi economicamente al più presto. Il pensare al bene della città ha ispirato sempre l’agire dell’opposizione che ha collaborato pienamente, accettando di partecipare alle numerose sedute della prima Commissione, quando invece avrebbe potuto pretendere una sola seduta a settimana.

Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) sottolinea come il Piano metta al primo posto la qualità della vita prestando particolare attenzione alle periferie, al verde pubblico, alla tutela della colline non tralasciando gli interessi delle industrie e degli artigiani. (vedi l’intervento completo all’allegato 6).

Magliano (Impegno per Alba) afferma che la politica ha ancora la capacità di fare scelte a favore dei cittadini, in piena trasparenza ed in completa assunzione di responsabilità. Il Piano Regolatore fotografa l’esistente e pianifica il futuro, non fa scelte da realizzare nell’immediato ma pensa a ciò che sarà il domani. Ritiene giusto aver deciso di non dare seguito ad un nuovo insediamento industriale in Piana Biglini, perché quello, di notevoli dimensioni, in Vaccheria consente da una parte uno sviluppo per le attività che vorranno spostarsi dal centro urbano e presenta dall’altra una visione del futuro in chiave ottimistica come possibilità insediativa. Sottolinea la costruzione di una disciplina che armonizza le attività produttive esistenti nel parco Tanaro, senza eccessive limitazioni o vincoli che ne compromettano l’esistenza. Il Piano preserva gli spazi esistenti per consentire una viabilità collegata alla qualità della vita e la previsione di parcheggi a corona del centro storico consentirà di preservare il centro dal traffico veicolare. Afferma che il completamento del progetto non è solo un momento di storia ma un cardine per la città del futuro.

Il Sindaco Marello a chiusura del dibattito, afferma che Alba è una comunità civile come se ne vedono poche ed il Consiglio Comunale è lo specchio della città. il Piano Regolatore Generale è complesso e solo il tempo darà ragione alle scelte fatte. Lo ritiene coraggioso sotto il profilo della previsione di espansione produttiva, ma attento alla vita dei cittadini, al recupero di edifici, anche quelli in aree agricole, e di tutela delle strade panoramiche. Da molte parti si critica la funzione e la funzionalità della politica, Marello suggerisce di guardare ai tanti Comuni dove si assumono provvedimenti, si fanno progetti e si attuano decisioni nel solo esclusivo interesse del bene comune.

Rispondendo a Ferrero (Lega Nord) afferma che la precedente Amministrazione non ha avuto la forza politica di portare a termine il Piano, ma ha fatto bene a non approvarlo a tre mesi dalle elezioni del nuovo Sindaco. Per la viabilità esterna, il Sindaco ritiene che molto dipenderà dallo sviluppo della crisi economica e dagli impegni presi da Anas e Ministero.

A riguardo di quanto sostenuto da Bo (PdL) sottolinea che la corda molle, nella parte che interessa corso Piave, è il tratto meno urgente però il Piano deve prevedere i varchi per una futura possibile realizzazione. Gli eventuali errori tecnici saranno corretti in un secondo tempo, perché, dopo l’approvazione del progetto preliminare, per legge, non si possono fare modifiche se non a seguito delle osservazioni dei cittadini.

Pensa di essere stato frainteso nelle dichiarazioni rese dai giornali, infatti si ritiene soddisfatto sia dell’impegno della maggioranza che dei suggerimenti e stimoli della minoranza.

Valuta positivamente la responsabilità politica che si assumono maggioranza e opposizione l’una nel votare a favore del Piano e l’altra nell’astensione.

Infine dedica il nuovo Piano Regolatore a Mariangela Roggero Domini che per tanti anni ha dato molto ad Alba, e crede fermamente nella necessità di dotare la città di questo strumento tanto, che all’approvazione del preliminare, si è profondamente commossa. Marello afferma che la Vicesindaco manca molto a tutta la Giunta ed a lui personalmente per l’opera di stimolo e la tenacia dimostrata.

 VOTI A FAVORE 13 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 3 (tutta l’opposizione)

 

Allegato   1

Intervento del Consigliere Garassino (PD)

Il traguardo che vediamo davanti a noi  rappresenta il compimento di un percorso che è stato avviato formalmente con l’adozione nel 2004 della delibera programmatica ma che ha avuto avvio addirittura negli ultimi anni del secolo scorso.

Uso questo termine “secolo scorso” per evidenziare quanto profondi siano stati i cambiamenti intercorsi in questo periodo, come effettivamente sia cambiato il mondo.

Ora, a fronte di questi cambiamenti, o ancor meglio di questi sconvolgimenti, credo sia naturale chiedersi quale validità abbiano mantenuto le indicazioni programmatiche del 2004.

Andando a rileggere l’introduzione della relazione illustrativa al Piano emerge chiaramente l’individuazioni di tre indicazioni che devono guidare il processo di trasformazione della città:

il passaggio da una struttura monocentrica a una policentrica

il riequilibrio interno del tessuto urbano esistente, sia del centro storico che delle periferie

la riconciliazione della città con il fiume e il territorio circostante.

Ciò che indubbiamente è cambiato in questi anni è stata la valutazione rispetto al prevedibile accrescimento quantitativo della città. Alba ha saputo sviluppare e mantenere il suo dinamismo economico e sociale anche in un momento di crisi epocale che sta mettendo a dura prova la stabilità del nostro Paese e non solo.

Tuttavia questa persistente vitalità  sta cambiando profondamente la sua natura: vengono in buona misura ridimensionati gli aspetti quantitativi dell’evoluzione della città e sempre più ne è esaltata la trasformazione qualitativa.

Credo che questo sia stata l’idea fondamentale che ha guidato il percorso del Nuovo Piano Regolatore nel corso di questa consigliatura; possiamo individuare alcuni temi particolarmente significativi che hanno caratterizzato il lavoro di questi quattro anni:

– Definizione chiara dei limiti dell’area urbana e sua integrazione con il territorio circostante

– Riqualificazione del tessuto urbano esistente

– Riorganizzazione della viabilità cittadina

– Consolidamento delle aree produttive

 La fase che si è avviata con l’approvazione del preliminare nel luglio del 2011 e che oggi giunge a compimento ha permesso di verificare la corrispondenza di questa elaborazione con le reali aspettative della città. Questo è avvenuto con i tanti incontri pubblici in cui l’Amministrazione ha illustrato le caratteristiche fondamentali del Piano. E ha dato origine alla presentazione delle osservazioni al Piano. Le oltre 400 osservazioni depositate stanno a testimoniare l’interesse e il coinvolgimento dei cittadini, delle imprese, delle associazioni di categoria rispetto ai temi trattati nel Piano. La natura di queste osservazioni è stata molto varia, si va da dettagli tecnici a temi più generali. Tutte sono riferibili ad interessi specifici, pienamente legittimi e degni della massima attenzione

Il lavoro della Ia Commissione in questi mesi è stato particolarmente intenso e credo sia dovuto un  ringraziamento al Presidente e a tutti i commissari per il loro impegno; al tempo stesso un ringraziamento è dovuto ai progettisti dello Studio Benevolo e ai tecnici della nostra Ripartizione Urbanistica che con competenza e passione hanno supportato questo percorso.

Non facendo parte della Commissione ne ho seguito i lavori in modo saltuario, ma ho comunque potuto constatare un atteggiamento, da parte di tutti, particolarmente attento e disponibile nei confronti delle istanze presentate. Ogni osservazione è stata esaminata con parametri oggettivi, cercando di individuare la congruità delle richieste con l’impianto generale del Piano. Direi che il risultato è senz’altro positivo, il Progetto preliminare non ha subito nessun stravolgimento, anzi innumerevoli sono le migliorie apportate da questo lavoro.

Voglio anche sottolineare come questo percorso sia stato caratterizzato da assoluta trasparenza. Le sedute della Commissione, puntualmente segnalate dagli organi di informazione, sono sempre state pubbliche, ogni cittadino che lo abbia desiderato ha potuto verificare direttamente l’attività svolta.

Ora siamo giunti al traguardo dell’approvazione definitiva del Piano, questo non vuol dire che l’opera sia conclusa, l’iter come sappiamo proseguirà con l’esame da parte della Regione. E’ curioso annotare come questo passaggio coincida con l’approvazione della nuova legge urbanistica regionale che comunque non interferirà in alcun modo.

E anche per quanto ci compete dovremo assumere ulteriori iniziative programmatiche per concretizzare le previsioni del Piano.

Mi riferisco in particolare alla necessità di dotare la città di un regolamento energetico per rendere effettivo quanto previsto in termini di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. E’ questa una partita di grande importanza, che si inserisce in un preciso indirizzo politico che questa Amministrazione ha fin da subito assunto e che, a partire dagli impegni deliberati da questo Consiglio nella seduta del 27 maggio 2011, si sta realizzando con numerosi atti quali ad esempio l’adesione al Patto dei Sindaci e la partecipazione al Progetto per l’adattamento ai mutamenti climatici.

Il voto di questa sera, a mio avviso, rappresenta un vero e proprio spartiacque delle vicende politico-amministrative della nostra città: le scelte contenute nel Piano tracciano percorsi chiari ed inequivocabili volti a garantire lo sviluppo sociale ed economico di Alba e a migliorare la qualità della vita di tutti gli albesi. Quello che noi proponiamo questa sera è anche un gesto di fiducia, un segnale di speranza per il futuro della nostra comunità.

Allegato   2

Intervento del Consigliere Gatto (PD)

Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Assessori e Signori colleghi consiglieri,

oggi è una data di estrema importanza per la nostra città e per la nostra amministrazione in quanto si approva il progetto definitivo del piano regolatore, la delibera più importante che può produrre un consiglio comunale.

Visto che l’ultimo piano regolatore risale al l 1957, questo strumento urbanistico assume una notevole rilevanza per lo sviluppo  del nostro territorio per i prossimi anni.

Uno sviluppo che non sarà caratterizzato soltanto da grandi gettate di cemento, ma cercando di valorizzare al massimo l’aspetto ambientale della nostra città creando il giusto equilibrio tra le nuove aree di espansione, le aree già consolidate e le aree agricole e a parco.

In questo intervento vorrei soffermarmi sulle aree agricole e sui parchi.

Il piano regolatore in questo ambito individua tre zone agricole con caratteri e discipline diverse:

– Una zona agricola ad alto valore agronomico, di pregio ambientale e paesaggistico.

 -Inoltre, una zona agricola ad alto valore agronomico, a produzione specializzata, collocata per lo più in ambiti di pianura.

-Infine una zona agricola a modesto valore agronomico, collocata in posizione marginale rispetto all’abitato, a ridosso delle località di Altavilla, Montebellina e Serre.

Tutto ciò, non vuol dire che sulle aree agricole sia impossibile costruire o fare interventi, ma bensì nel caso di coltivatori diretti è la legge che regolamenta la costruzione di fabbricati agricoli su terreno agricolo.

Certamente in aree ad alta vocazione agricola è bene preservare il suolo agricolo per evitare anche quel fenomeno di desertificazione cioè processi sociali ed economici attraverso i quali le risorse naturali e la fertilità dei terreni vengono degradati per le pratiche insostenibili e per la cattiva gestione del territorio da parte dell’uomo. Ad aggravare questi processi si sovrappongono ovviamente gli eventi naturali: cambiamenti climatici, erosione idrica o eolica che sono sempre più catastrofici.

Emerge pertanto la necessità che i terreni agricoli vengano conservati, per garantire una produzione di alimenti alle future generazioni e per sostenere il comparto agroalimentare, pilastro dell’economia nazionale e del nostro territorio grazie alle coltivazioni di particolare pregio che lo caratterizzano. Basti pensare che nel territorio della nostra città sono coltivati circa 850Ha vitati a cui fanno riferimento 15 DOC e 2 DOCG, in cui troviamo vigneti di alto pregio, conosciuti in tutto il mondo dove si producono vini come il Barbaresco e l’Asti spumante.

Anche in vista della candidatura a patrimonio mondiale dell’Umanità, dobbiamo avere un occhio di riguardo verso il nostro territorio e di conseguenza del paesaggio.

Parallelamente alle aree agricole, un’altra destinazione molto importante che prevede questo piano regolatore sono le zone a parco.

Dal parco dell’enologica in cui si trova la gloriosa scuola enologica e l’Ampelion sede del corso di Viticoltura ed enologia circondati dai vigneti, al parco di San Cassiano con l’ampliamento del percorso vitae, al parco del Tanaro che si svilupperà lungo il fiume coinvolgendo i comuni limitrofi, al parco del Cherasca.

Ecco, tutte queste decisioni vanno nella direzione delle scelte prese in questi quattro anni dall’attuale amministrazione: dalla delibera sul fotovoltaico a terra evitando speculazioni finanziarie, aderendo al progetto Smart city cioè il progetto formativo per lo sviluppo di competenze e capacità nell’adattamento ai cambiamenti climatici della città, al Patto dei sindaci in cui la nostra città si è impegnata volontariamente ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili sul proprio territorio per ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020.

Credo che tutto questo vada in un’ ottica di sviluppo sostenibile del nostro territorio stabilendo un giusto equilibrio tra quello che sarà edificabile e non.

Tramite queste scelte garantiremo un futuro migliore alle prossime generazioni, un futuro che sarà più green e più sostenibile.

Allegato   3

Intervento del Consigliere Panero (PD)

Dopo dieci anni, dall’affidamento del primo incarico, siamo pronti ad approvare oggi il progetto definitivo del Piano Regolatore Generale.

A luglio del 2011 adottammo, come  maggioranza, il progetto Preliminare del nuovo Piano della città. Assente l’opposizione, fatta eccezione del Presidente Cavalli, noi Consiglieri di maggioranza avevamo svolto una interessante discussione, a mio parere, con l’intervento da questi banchi , di tutti i Consiglieri.

Il Sindaco aveva dichiarato, nelle scorse settimane, che il progetto definitivo sarebbe arrivato in Consiglio entro marzo. E’quindi stato di parola. Eccoci pronti, come Consiglieri Comunali, visto che la legge affida a noi Consiglieri  la parola definitiva in merito all’approvazione, ad esprimere il nostro voto favorevole, su questo importante, e per un certo verso storico, documento di programmazione urbanistica.

Perché è vero che i tecnici hanno disegnato, programmato e poi proposto a noi questa importante opera che è il nuovo PRG.

E’ vero che la Giunta l’ha fatto sua e ulteriormente discussa insieme all’apporto determinante del Sindaco.

Ma l’ultima parola aspetta a noi Consiglieri. Dopo averne discusso in Commissione e nelle nostre riunioni, ora, questa importante delibera avrà la nostra firma, espressa con la nostra alzata di mano.

Oggi, come negli anni a venire, saremo noi ad avere sulle spalle questa responsabilità, ed anche questo onore. L’onore di avere dato ad Alba, dopo tanti anni, il nuovo PRG.

Non vorrei apparire troppo entusiasta, ne esprimermi con dichiarazioni trionfalistiche. Ma insomma, considerato che la Delibera Programmatica  che indica i criteri principali del Piano venne adottata nel 2004; che a maggio 2009 sul finire della precedente Amministrazione, non si riuscì, da parte dell’allora Consiglio comunale, ad approvare il Progetto Preliminare; che da giugno 2009 quando subentrammo noi su questi banchi dell’aula consigliare iniziammo una attenta riflessione sui contenuti del Piano, rivedendo molti aspetti di quello precedente, discutendone nelle varie sedi: in Commissione, nei quartieri, con le associazioni e con i rappresentanti delle categorie; ebbene, tutto ciò premesso allora, penso di poter ritenere quella di oggi una data storica per Alba. Con questo documento che oggi ci accingiamo ad approvare, compiamo un passo avanti, per una città nella quale potranno essere accolte nuove famiglie.

Quello che oggi approveremo, è un documento che definirà la crescita di Alba per i prossimo ventennio. Con la disamina delle oltre 400 osservazioni si chiude una ulteriore fase. Sono state apportate le dovute correzioni, senza sradicare le impostazioni di base, di un Piano, come ho prima accennato, che ha radici lontane. E’ stato un processo graduale. Tutte queste osservazioni dimostrano grande partecipazione della cittadinanza albese, che ha voluto dire la sua, ha voluto partecipare, e anche correggere, quando è stato il caso, alcune singole prime nostre impostazioni. Che i cittadini abbiano posto tante osservazioni, secondo me è un elemento di democrazia . Significa che questa Amministrazione non ha una delega in bianco. Gode della fiducia della città, che nel contempo vuole partecipare, osservando, controllando e contro deducendo.

In questo documento, sono presenti fattori di espansione, che auspichiamo siano da traino per la ripresa economica. Noi siamo fiduciosi. Questo Piano ha una sua specifica e chiara identità. Quanto previsto nell’area industriale in Vaccheria, per fare un esempio, o la ristrutturazione prevista dalla Ferrero per un centro di formazione aziendale sono  un guardare avanti con fiducia, in attesa che la congiuntura economica che coinvolge ovviamente non solo la nostra zona possa al più presto prendere una diversa piega. In direzione di nuovi investimenti nei settori produttivi. Possa trovare Alba, il giusto apporto che il comune, nei limiti dei suoi poteri, può fornire al proprio territorio.

Caposaldo di questo Piano, sono i principi della perequazione urbanistica, la tutela del centro storico e di aree particolari della nostra città; la tematica delle infrastrutture viarie, il rispetto ambientale e paesistico.

E su quest’ultimo punto voglio riportare alcune affermazioni contenute nel documento inviato al Sindaco dal Movimento di opinione Stop al consumo di territorio. In cui si riconosce il notevole impegno profuso da amministratori  e tecnici nella stesura del Piano. Con particolare riferimento al sistema dei parchi e delle zone agricole, associato al tentativo di progettare armonici ambiti speciali, con misure compensative ambientali. Concordiamo, si afferma nel documento, con le decisioni degli amministratori che, rispondendo ad una chiara volontà popolare emersa in più occasioni, hanno ridotto considerevolmente il consumo di suolo previsto dalle precedenti versioni del Piano.

Alba aspetta da decenni questo momento e quindi questo è un risultato che gioverà a tutta la città.

Rivendico allora i meriti di questa Amministrazione, i meriti di questo Sindaco, il merito dei tecnici del Comune, dal dirigente a tutti i suoi collaboratori, il merito dei professionisti che hanno materialmente elaborato, discusso con noi e modificato quando era opportuno, il progetto iniziale.

Penso che dobbiamo essere molto soddisfatti del lavoro svolto. Questa è una bella giornata, di buona politica per Alba.

E detto in momenti come l’attuale, laddove a volte si fa fatica a individuare la buona politica, questo sicuramente ci conforta.

Penso superfluo fare la dichiarazione di voto, perché il contenuto di questa mia riflessione mi sembra più che eloquente a riguardo.

Concludo parafrasando il  Premier incaricato per la formazione di un nuovo Governo Pierluigi Bersani, intervenuto ieri sul difficile tentativo di dare all’Italia una nuova guida politica.         “Noi diciamo ora che queste cose si possono fare e ci prendiamo le nostre responsabilità, l’invito è che anche gli altri … facciano lo stesso ” !

Allegato   4

Intervento della Consigliera Di Liddo (PD)

Buonasera a tutti… Sindaco, assessori, colleghi consiglieri e pubblico presente.

Onestamente quattro anni fa, quando sono diventata consigliere, avevo dell’urbanistica un’idea piuttosto vaga. Ora non sono assolutamente diventata un’esperta, ma grazie alla passione che il nostro sindaco ha saputo trasmettere, ne ho compreso l’importanza e l’assoluto valore politico.

Dall’approvazione del progetto preliminare ad oggi, come maggioranza abbiamo fatto un lavoro intenso e appassionato, meticoloso ed equilibrato. Abbiamo discusso insieme su ogni questione, da quelle generali ai casi più specifici, abbiamo cercato di immaginare quale città vorremmo vedere tra qualche decennio e lasciare ai nostri figli.

Questo piano, che nella versione definitiva non si discosta eccessivamente dal preliminare del 2011, è e resterà l’emblema dell’amministrazione Marello:

–          perché è una promessa fatta in campagna elettorale che con determinazione siamo stati capaci di mantenere;

–          perché rivolge pari attenzione al centro storico come alle periferie, allo sviluppo industriale e alla salvaguardia degli spazi verdi cittadini;

–          perché rappresenta la visione di una città in crescita, pur rimanendo con i piedi per terra e consapevoli del momento storico-economico che stiamo vivendo.

Si… in questi anni ho imparato che è anche e soprattutto attraverso l’approvazione di un Piano Regolatore che si fa politica, perché si fanno scelte importanti, si pianifica e si sogna, si pongono dei limiti o si allargano gli orizzonti e come sempre… si dialoga con la città, ascoltando esigenze e perplessità.

Concludo, permettetemi, con un pensiero affettuoso alla vicesindaco Mariangela Roggero Domini, che ricordo essersi commossa in occasione dell’approvazione del progetto preliminare e che, senza dubbio, avrebbe voluto essere presente in questo Consiglio Comunale così importante.

Allegato   5

Intervento del Consigliere Tripaldi (Alba città per vivere)

Di solito inizio gli interventi in Consiglio Comunale elencando i presenti ,che saluto, ma oggi credo sia opportuno rivolgersi ai cittadini albesi. E’ bene ricordare che i Consigli Comunali sono aperti a tutti e che la stanza di cristallo evocata dal Sindaco Marello nel suo primo discorso è diventata più che mai realtà in questi quasi quattro anni di mandato.

Oggi ci troviamo a discutere ed approvare una storica delibera.

Il Piano Regolatore è il principale strumento di programmazione urbanistica. E’ indiscutibilmente difficile prevedere ciò che sarà ma chi governa si assume le responsabilità senza prestare troppe attenzioni al consenso immediato con l’obiettivo di soddisfare le esigenze della cittadinanza.

Tutto questo si è fatto con enorme trasparenza. Basti pensare che la totalità della Giunta e quasi tutti i consiglieri di maggioranza hanno depositato prima degli inizi dei lavori del Piano Regolatore una dichiarazione nella quale indicavano la presenza o meno della proprietà di terreni eventualmente interessati a modifiche o cambi di destinazione mentre per la minoranza solo il consigliere Canova ha aderito a questa, pur libera e non vincolante, iniziativa.

Lavorando su un progetto esistente l’amministrazione Marello ha modellato cercando, per quanto possibile, di far suo un lavoro già iniziato. A questa attenzione è dovuta la consistente riduzione di suolo consumato (2.800.000 mq),la protezione rigorosa delle aree agricole collinari che rappresentano un patrimonio non negoziabile non solo sotto l’aspetto estetico e la perequazione che eviterà le speculazioni.

Alcuni dei dati riportati li ho già utilizzati nel corso dell’approvazione del Progetto Preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale del 15 luglio 2011 perché da allora il Piano non ha subito radicali modifiche. E’ un gesto di coerenza che ha portato i consiglieri della prima commissione consiliare permanente a discutere le quasi 500 osservazioni accogliendo quelle che avevano ragione di essere accolte e respingendo quelle che non erano conformi con quanto approvato.

Altro discorso merita la crescita della nostra città (strano che a fare questo discorso sia il rappresentante di una lista che aveva e ha la decrescita felice come punto basilare del proprio programma ma, come spesso ricordato dall’Assessore Foglino, una decrescita felice ragionata sarebbe stata sicuramente migliore dell’infelice e devastante crisi che stiamo vivendo e verso la quale ci sentiamo spesso impotenti). Come già ricordato in precedenza risulta difficile  prevedere ciò che succederà nei prossimi anni e in tempi come quelli che stiamo vivendo la missione diventa quasi impossibile ma questo piano regolatore scommette su una rinnovata energia produttiva che si concentrerà nell’espansione dell’aerea Pip che ne è il naturale contenitore.

Il numero di alloggi sfitti, spesso giustamente evocati, non è facilmente quantificabile e si scontra con i numerosi affitti non registrati che danneggiano la città e i cittadini favorendo un’esigua minoranza.

La possibilità di costruire nuovi edifici e di riqualificare attraverso un adeguato piano energetico i vecchi daranno nuova linfa al settore edilizio e nuovi alloggi energeticamente sostenibili ai molti che stanno tornando ad abitare la nostra città. Negli ultimi 10 anni infatti la popolazione albese è aumentata di 1500 unità ed è facile prevedere che, con l’invecchiamento della popolazione, molti residenti dei comuni limitrofi cerchino in Alba quei servizi che la città può e deve garantire.

Detto questo credo sia fondamentale invitare i cittadini ad abbandonare personalismi che portano vantaggi a pochi a discapito della collettività. Gli interessi di tutti ripagano tutti.

Vorrei chiudere il mio intervento con un aneddoto.

Tempo fa l’attore teatrale Paolo Rossi fu colpito da una malattia rara e nessun medico riusciva a trovare la cura. L’unico obbligo che aveva era quello di stare chiuso in casa. Stufo di non sapere cosa causava il suo male si decise ad uscire di casa e incontrando la gente si sentì subito meglio. Guarì da questa misteriosa malattia e da allora raccomanda agli amministratori di creare opportunità affinché i cittadini possano uscire e incontrarsi. Ecco, sulla scorta di quanto raccontato, credo che il bene della nostra città è e sarà la voglia e la possibilità di incontrarsi, di vivere la città e di stare bene in mezzo agli altri confrontandosi, scontrandosi e proponendo all’Amministrazione comunale, qualunque sia, miglioramenti per la collettività.

Allegato   6

Intervento del Consigliere Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale)

Era il 1957 ed in questa aula veniva dibattuto il Piano Regolatore Generale della città di Alba.

A distanza di 56 anni, oggi 27 marzo 2013, ci troviamo in questa assise a discutere del futuro della nostra città.

Già solo questo ci può far capire l’importanza del dibattito che stiamo svolgendo e della decisione che tra breve il Consiglio Comunale andrà a prendere.

Perché, come dicevo pocanzi, si tratta proprio del futuro della nostra città che noi consegniamo ai cittadini albesi, di oggi e di domani.

L’iter che ha seguito il Piano Regolatore, nell’Amministrazione Marello, è stato trasparente e cristallino.

Le tante, oserei dire tantissime, Commissioni Consiliari che ci hanno visto impegnati nel vagliare, in un primo tempo gli indirizzi dati dalla delibera programmatica conclusasi con l’approvazione del progetto preliminare nel luglio 2011 (con l’assenza della minoranza) e l’analisi delle oltre 400 osservazioni giunte da Enti, Associazioni, Imprese e liberi cittadini nel lasso di tempo che va dall’autunno del 2011 sino a poche settimane fa stanno a dimostrare il lavoro certosino che questa Amministrazione ha voluto porre a questo documento.

Abbiamo, noi tutti, disegnato la nuova Alba che verrà.

Tutti questi mesi, che potrebbero far pensare a tempo perso, sono serviti per migliorare il Piano Regolatore e dare alla nostra città un aspetto evolutivo indirizzato a dare un volto europeo alla nostra Capitale delle Langhe.

Dico ciò perché Alba, avendo deciso di aderire al piano europeo denominato Smart City sull’adattamento dei mutamenti climatici ed al Patto dei Sindaci sul miglioramento dell’efficienza energetica e lo sviluppo di fonti energetiche alternative recepisce nelle norme attuative del Piano le indicazioni per tali miglioramenti.

La qualità della vita, ecco un punto su cui l’Amministrazione Marello ha investito nel Piano Regolatore.

Seguendo le indicazioni dei progettisti, a cui va tutto il nostro ringraziamento per il lavoro e la pazienza dimostrata in tutti questi anni, il Piano riconosce l’importanza delle periferie, S.Cassiano, Moretta, Mussotto. Per S.Cassiano voglio ricordare la piazza che nascerà alla intersezione dei corsi Piave ed Europa luogo di aggregazione e di svago; alla tutela del verde pubblico che vedrà l’ampliamento del percorso vita grazie all’innovativa scelta fatta sulle aree denominate “C interstiziali” e gli “Ambiti speciali” dove a fronte di 1/3 di possibilità edificatoria i rimanenti 2/3 vengono ceduti all’Amministrazione che potrà ampliare e migliorare i servizi alla cittadinanza; alla viabilità con una nuova arteria che sposterà il traffico dai corsi sopracitati ad una viabilità di alto scorrimento che collegherà la rotonda della Vigna alla rotonda si S.Cassiano. Per la Moretta significativa la nuova viabilità che permetterà di alleggerire i corsi Cortemilia e Langhe; per il Mussotto con la variante particolareggiata integrata nel nuovo Piano che vedrà la nascita del parco a servizio di tutta la sinistra Tanaro; alla nuova viabilità lungo lo scolmatore che darà ossigeno al corso Canale. Questi ritengo le qualità salienti per le nostre periferie che hanno goduto, nel nuovo Piano, di una oculata programmazione.

Ulteriore punto a favore della nuova Alba l’attenzione al verde pubblico, alla tutela delle zone agricole di pregio ed alla tutela delle nostre colline.

A partire dal parco dell’Enologica, sede della prestigiosa scuola Umberto I e della sede universitaria, al parco del Tanaro, al parco del Cherasca, al già citato percorso vita di S.Cassiano che sarà ampliato; alle nostre zone agricole di pregio (a questo riguardo voglio rammentare che con l’abolizione delle zone H si è tutelala la zona di corso Barolo, i suoi campi, la sua bellezza sul paesaggio delle colline di Langa e sui castelli, sul Monviso, su una parte significativa del territorio che concorre alla qualifica di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e la zona posta tra Mussotto e Biglini che ha visto tra la prima elaborazione della precedente Giunta e l’attuale il mantenimento a verde di 300.000 m2); alle nostre colture viticole di eccellenza. Al parco fluviale che vedrà la partecipazione dei Comuni limitrofi ad un grande progetto di riappropriazione del fiume da parte degli abitanti la valle del Tanaro. Una grande scommessa sull’habitat del fiume.

Ma visto che il nuovo Piano Regolatore è concepito anche per lo sviluppo dell’economia e del benessere economico che scaturisce dal lavoro un’attenzione particolare alle nostre industrie ed alle nostre attività artigianali. L’ampliamento del PIP per l’artigianato, la possibilità alla Miroglio di un nuovo polo direzionale e di una riqualificazione della parte industriale dismessa; alla Ferrero con la possibilità di un centro di formazione per i quadri ed i dirigenti alla cascina Salera in località S.Rocco Cherasca.

Un piano che coniuga il residenziale esistente o la sua ristrutturazione con nuove costruzioni che non deturperanno il paesaggio perché inserite con logiche urbanistiche adeguate, ad esempio le altezze dei nuovi immobili; che guarda all’economia come volano alla ricchezza di tutto il territorio; che guarda all’ambiente con la costituzioni di nuovi polmoni verdi a beneficio della popolazione.

Abbiamo messo le basi per il nostro futuro, il futuro delle nuove generazioni a cui il Piano Regolatore guarda per dare una città con miglior vivibilità, una città che guarda al mondo con la consapevolezza della notorietà che gli viene riconosciuta.

Una nuova Alba da far conoscere nel mondo.

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