Consiglio Comunale n. 40 del 27 dicembre 2012

La seduta del Consiglio inizia alle 17,20

Assenti i Consiglieri: Paglieri (PD) e Prunotto (PdL) che arriverà alle 19,30

  • Comunicazioni

–          Il Presidente Cavalli comunica che, a consuntivo del 2012, le Commissioni Consigliari si sono riunite: prima Comm. 28 volte – seconda Comm. 15 volte – terza Comm. 11 volte – quarta Comm. 9 volte – la Commissione Regolamento non si è riunita.

Il Consiglio Comunale si è riunito dodici volte così come la Conferenza dei Capigruppo.

Sono state approvate 84 delibere e 14 ordini del giorno. Sono state presentate 53 interrogazioni.

–          Ringrazia la Famija Albeisa che ha donato ai Consiglieri un calendario ed un libro che illustra la storia del Kulinarische Genüsse che da undici anni porta a Boblingen le eccellenze del nostro territorio.

–          Comunica che Alba si è candidata a diventare “smart city”, un progetto europeo per una città modello di sviluppo sostenibile. Il percorso si è iniziato da qualche tempo e nel 2013 entrerà nel vivo.

  • Delibere

Vengono discusse assieme quattro delibere che saranno poi votate separatamente.

–          Adeguamento dei criteri Comunali alla legge Regionale sul commercio.

–          Variante parziale al Piano Regolatore attuale per l’adeguamento alla legge Regionale sul commercio.

–          Adeguamento Progetto Preliminare del nuovo PRG alle norme del Decreto Sviluppo.

–          Adeguamento delle norme Comunali in materia di attività economiche al Decreto Sviluppo.

 

Il Sindaco spiega che le delibere sono già state discusse in Commissione. Si tratta di adeguare le norme sul Commercio al cosiddetto decreto Salva Italia varato dal Governo a gennaio 2012, ma che la Regione ha recepito solo a fine novembre, costringendo i Comuni ad adeguare le proprie regole entro il 31 dicembre, altrimenti la sanzione prevede di non poter essere considerati Comuni Virtuosi nel 2013. Marello giudica perlomeno curiosa questa sanzione, perché tutti i parametri per la dichiarazione di virtuosità sono relativi all’efficienza economica mentre questo è di tutt’altra natura.

La liberalizzazione, per Alba comporta togliere il divieto di auto riconoscimento per gli esercizi commerciali fino a 2.500 metri quadri di superficie di vendita. Vengono tolte le limitazioni relative alle tipologie delle strutture commerciali insediabili. Viene modificata la norma che regola la possibilità di monetizzazione dei parcheggi ad uso delle strutture commerciali. Modifica la percentuale di parcheggi destinati ad uso pubblico portandola dall’attuale 80% al 50%.

Le modifiche comportano una variante al Piano Regolatore attualmente in vigore per

adeguare le tabelle relative ai criteri stabiliti dal Comune per l’insediamento di attività commerciali al dettaglio e ridefinire la Compatibilità Territoriale dello Sviluppo inserita nel PRG stesso. Comportano pure un adeguamento del progetto preliminare del nuovo PRG. Infine si stabilisce che le norme Comunali che contrastano con il dettato del Decreto Sviluppo vengono automaticamente annullate per recepire quanto disposto dal Governo.

Le delibere adottate sono un obbligo, assolto per rispettare la legge pur non condividendola, perché va nella direzione di togliere le possibilità di controllo e di regolazione delle attività commerciali, soprattutto per zone sensibili come il centro storico. Inoltre le liberalizzazioni dovrebbero tenere conto delle diverse tipologie di strutture come i piccoli negozi che per città come la nostra sono molto importanti. Sostanzialmente sono stati tolti al Comune tutti gli strumenti di tutela, la Giunta si impegna a valutare, nel 2013, tutte le possibilità per mantenere un equilibrio tra le diverse strutture commerciali, perché la legge è stata pensata in riferimento alle grandi città permettendo l’apertura libera di superfici fino a 2.500 metri, “normali” per città come Torino, ma grandi per città come Alba.

Canova (PdL) si chiede quali ricadute può avere la liberalizzazione sul commercio, con quali difficoltà per i piccoli esercizi e quali sull’urbanistica, perché il Piano Regolatore dovrà stabilire la viabilità ed i servizi per le attività commerciali. Ritiene si debbano allargare le vedute e lasciare agli operatori la libertà di insediamento favorendo la concorrenza e l’autoregolamentazione. Il nuovo Piano Regolatore dovrà individuare aree specifiche per l’insediamento delle grandi superfici commerciali.

Per Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) adeguandosi alla legge nazionale ed alla delibera regionale si svuota il Comune della propria autonomia di regolazione e gestione del territorio. Auspica che il federalismo, quando e se verrà realizzato, conceda nuovamente autonomia ai Comuni per programmare uno sviluppo equo a favore di tutti i cittadini.

Bo (PdL) dichiara che il Comune è obbligato a recepire una legge che è una delle follie del Governo Monti, aggravata dall’ulteriore follia di legare l’adozione delle norme al decreto sulla virtuosità. Dichiarandosi d’accordo con il Sindaco annuncia voto di astensione.

Cavalli (PdL) ricorda che la legge è stata approvata dal Parlamento con 633 voti a favore, quindi con il sostegno di centro destra e centro sinistra.

Panero (PD) si dichiara molto perplesso, perché si può discutere ma non si può scegliere: è d’obbligo approvare le nuove norme.

Marello sottolinea che purtroppo la tempistica, imposta anche dal ritardo della Regione, non permette margini, per cui gli uffici hanno dovuto approntare la delibera in dieci giorni. Ci sono alcuni punti saldi: gli addensamenti, soprattutto per il centro storico, non vengono modificati e per le strutture più grandi deve essere dimostrata l’esistenza di viabilità e parcheggi adeguati. Il concetto fondamentale però è che non si può più vietare. Rileva, con dispiacere, che l’Anci si è dichiarata d’accordo perché “…finalmente i Comuni perdevano la potestà in merito…”. Ritiene che il concetto di liberalizzazione debba essere interpretato, quindi pur lasciando libertà agli operatori, auspica di avere margini di controllo in materia. Ribadisce che la Giunta vigilerà e farà il possibile, nel rispetto delle leggi, per esercitare il diritto di regolazione e programmazione sugli insediamenti commerciali.

VOTI A FAVORE 13 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 6 (tutta l’opposizione)

–          Approvazione nuovo testo del Regolamento acustico comunale.

Marello richiama la delibera approvata nel Consiglio del 30 novembre di cui il Regolamento è parte integrante e che è stato modificato secondo le nuove normative, dopo il confronto con le associazioni di categoria. Lo studio di revisione è stato affidato allo studio associato Microbel di Rivoli. Il Regolamento stabilisce le regole per quanto riguarda i limiti acustici e gli orari per spettacoli e manifestazioni, indica le aree riservate alle manifestazioni e stabilisce le regole acustiche per i cantieri e la realizzazione degli immobili. Una buona regolamentazione è metro di valutazione per una città eco-sostenibile, soprattutto per Alba che sotto questo aspetto è viva per la maggior parte dell’anno. In passato in città c’è stato un notevole dibattito che ha messo a confronto le esigenze dei residenti e quelle degli organizzatori di manifestazioni. Il Regolamento è un punto di sintesi tra Amministrazione, Commercianti, Consigli di quartiere ed abitanti del centro storico ed è stato aggiornato con regole chiare. Marello sottolinea i punti di novità: viene ridotto a 15 giorni lavorativi prima della manifestazione il limite per la richiesta di autorizzazione, ma assicura che in casi particolare gli uffici potranno rilasciare l’autorizzazione anche in tempi più brevi; l’orario limite alle manifestazioni per il rilascio dell’autorizzazione semplificata erano le 22 ora viene portato alle 23,30 e potrà essere concesso fino alle 24 dietro presentazione di relazione acustica. Per alcune manifestazioni, tipo la notte bianca, l’Amministrazione potrà rilasciare autorizzazioni in deroga per orari oltre le 24.

Canova (PdL) ritiene la delibera importante per il territorio ed il tessuto urbano. In passato ci sono stati contrasti ed il Regolamento pone limiti e regole precise per il ben vivere dei cittadini, sia per le manifestazioni che per i cantieri e le norme di costruzione. L’opposizione aveva chiesto più tolleranza senza incidere sui diritti, più snellezza nelle procedure, minori costi per ottenere le deroghe (es. il costo della relazione acustica richiesta) e minori tempi per il rilascio delle autorizzazioni. Apprezza la scelta di ascoltare l’Associazione Commercianti, critica però il risultato che giudica ancora inadeguato ai tempi attuali. Annuncia voto contrario.

Ferrero (Lega nord) sostiene che non si è ottenuta alcuna semplificazione e le domande in deroga comportano maggiori costi, oltre difficoltà tecniche. Ritiene che il Regolamento non vada incontro alle necessità di rilancio economico e non c’è elemento che garantisca stesse possibilità a tutti. Se Alba ha una spiccata vocazione turistica anche gli abitanti del centro storico dovrebbero tenerne conto ed essere meno esigenti. Giudica la delibera vessatoria nei confronti dei commercianti.

Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) ricorda che il Regolamento è stato discusso in tre sedute dalla Commissione in cui sono state anche valutati i suggerimenti e le critiche delle associazioni di categoria, tra cui la richiesta dei commercianti di inserire piazza San Paolo come sede di manifestazioni. Ritiene congrui i 15 giorni di richiesta per le autorizzazioni e giudica il Regolamento uno strumento importante perché, in mancanza, si lascerebbero le decisioni agli Enti superiori che poco sanno delle esigenze del territorio albese.

Per Garassino (PD) si è ottenuto un buon equilibrio tra le diverse esigenze di far convivere la quiete dei cittadini, con l’esigenza di rendere viva la città e con gli interessi di chi organizza le manifestazioni. Nota che tra i siti in cui si possono svolgere eventi non è stata indicata piazza Cristo Re.

Marello ammette che la piazza manca per un refuso di stampa, ma che verrà inserita. Afferma, in risposta a Canova, che è stato rivisto il Regolamento del 2004 per adeguarlo alla legge nazionale. Le regole ed i limiti esistevano già prima ed ora si è cercato di migliorarle anche a confronto di quanto disposto dalla Regione, che, per esempio, stabilisce le 22 come limite orario per l’autorizzazione semplificata. La questione riguarda in grande misura non gli esercizi commerciali ma gli eventi organizzati da Associazioni o Enti manifestazioni, per cui ritiene giusto venga richiesta l’autorizzazione prima che gli eventi vengano pubblicizzati.

VOTI A FAVORE 13 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 6 (tutta l’opposizione)

Vengono discusse assieme le cinque delibere relative al bilancio di previsione 2013

–          Verifica qualità e quantità e determinazione dei prezzi di cessione delle aree destinate a residenza e attività produttive.

–          Bilancio di previsione 2013

–          Regolamento generale delle entrate comunali.

–          Approvazione delle modifiche al Regolamento di contabilità.

–          Adozione programma per l’utilizzo del fondo di assegnazione proventi alle confessioni religiose, per gli interventi relativi agli edifici di culto.

Prima dell’intervento dell’Assessore al Bilancio, i Revisori dei Conti leggono la relazione al Bilancio di previsione 2013. Attestano la regolarità della composizione del bilancio, in adesione al nuovo sistema contabile che Alba ha adottato come ente partecipante alla sperimentazione decisa dal Governo.

In particolare si sottolinea che è stato deciso di aumentare l’addizionale Irpef a scaglioni che porterà maggiori entrate per 630.000 euro; è stata prevista l’adozione della nuova tassa rifiuti (Tares) come disposto dal Governo per un’entrata di 5.660.958 euro più 900.000 euro destinati allo Stato; l’entrata relativa all’Imu è stata iscritta con il totale di 7.479.641 euro comunicato dal Ministero dell’economia e, prevedendo un’entrata minore, è stato previsto un fondo svalutazione crediti per 379.641 euro, è stata prevista un’aliquota ridotta per gli “immobili merce” per i primi tre anni (sono gli immobili di nuova costruzione invenduti); l’imposta di soggiorno viene estesa anche al periodo compreso tra il primo gennaio al 31 marzo ed è stata prevista un’entrata di 185.000 euro; è stato previsto un maggior gettito di 420.000 euro per accertamenti tributari; si è prevista una riduzione ulteriore dei trasferimenti statali per 1.550.000 euro come disposto dalla “spending review”. Il totale delle entrate previste per il 2013 è di 41.299.302,41 euro, in riduzione di oltre 3,5 milioni rispetto al bilancio 2012 come risultante al 30 novembre del corrente anno. Le maggiori spese previste (principalmente per l’aumento dell’Iva 1%, mensa ed energia) sono state parzialmente compensate dalla riduzione di spesa del personale per effetto del blocco delle assunzioni.

Il patto di stabilità interno determina un effetto di miglioramento dei saldi di pagamento pari a euro 2.814.354, 86 (di cui riduzione di spesa corrente per 1.096.929 euro ed in conto capitale di 1.717.198,00 euro) per cui la spesa in conto capitale viene ridotta a 227.762 euro. L’indebitamento è praticamente a zero.

Foglino dichiara che la redazione del bilancio preventivo è stato, per la Giunta e gli uffici amministrativi, un lavoro impegnativo per adeguarlo alle nuove regole. La Giunta è consapevole delle difficoltà che si dovranno affrontare nel 2013, ma presenta il bilancio con spirito positivo. Le difficoltà sono date dall’ulteriore taglio di risorse per la “spending review” di 1.550.000 euro e di 150.000 euro girate al servizio di Tesoreria Unica (totale 1.700.000 in meno che vanno aggiunti ai tagli già avuti negli anni scorsi che portano il bilancio di Alba ad avere minori risorse per 4.400.000 euro). In passato si stimavano le entrate al minimo, poi si facevano variazioni, adesso le entrate sono previste al massimo e si sono dovute fare scelte per risparmiare senza tagliare i servizi.

Si sono dovute cercare risorse mancanti per 2.370.000 euro. I risparmi sono dati per 540.000 euro dall’estinzione mutui, per 600.000 euro dalla riduzione delle spese, per 600.000 euro da nuove entrate da Imu e tasse, si arriva così a 1.740.000 euro e ne mancano ancora 630.000 a cui si è deciso di far fronte aumentando l’addizionale Irpef secondo i seguenti scaglioni:

redditi fino a 15.000 euro aliquota 0,40% (costo medio 15 € annuo a contribuente)

da 15.001 a 28.000 euro aliquota 0,45% (costo medio 35 € annuo a contribuente)

da 28.001 a 55.000 euro aliquota 0,50% (costo medio 89 € annuo a contribuente)

da 55.001 a 75.000 euro aliquota 0,55% (costo medio 139 € annuo a contribuente)

oltre 75.000 euro aliquota 0,60% (costo medio 214 € annuo per un reddito di 100.000 euro).

E’ stato costituito un fondo, per il 2014, che consentirà di intervenire con la restituzione della maggiorazione per i contribuenti che hanno redditi solo entro i 15.000 euro.

Sono stati garantiti i servizi come trasporti e nido nonostante le relative risorse siano state tagliate pesantemente dalla Regione.

Gli investimenti sono di circa 8.000.000 di euro finanziati in maggior parte da avanzo di amministrazione (oltre 4 milioni), da oneri di urbanizzazione e da un’alienazione già realizzata.

La tassa rifiuti sarà la Tares che sostituisce la Tarsu con un diverso modo di calcolo e la tassazione aggiuntiva di 0,30 euro a metro quadro destinati allo stato (per Alba il Governo ha calcolato 900.000 euro che provvederà a trattenere dai trasferimenti), la Giunta e gli uffici stanno lavorando per contenere al massimo l’aumento, quindi si spera di tornare sull’argomento in una delle prossime sedute del Consiglio.

Le spese di personale sono ferme ai valori degli anni precedenti per l’impossibilità di assumere e per il blocco degli stipendi.

Nel bilancio sono evidenziate le aziende partecipate con l’indicazione di quelle da cui uscire per rispettare la legge che impone al nostro Comune di avere, a fine 2013, solo più una partecipazione. L’Imu è stata prevista in misura ridotta per tre anni dalla data di accatastamento per gli immobili costruiti e non venduti (beni merce).

Magliano (Impegno per Alba) segnala che gli indicatori finanziari sottolineano come è aumentata l’autonomia di imposizione finanziaria (71,69% contro 68,84% del 2012), è diminuita la pressione complessiva pro-capite (786,88 contro 855,71 del 2012) e c’è un crollo dell’intervento regionale (33,98 contro 46,81 del 2012) e statale (16,88 contro 18,49 del 2012) pro-capite. Questo vuol dire che il Comune ce la deve fare con le proprie forze, finora c’è riuscito perché da tempo si è imposto rigore e serietà, valori di cui l’Italia ha scoperto di avere bisogno solo da un anno, perché prima sembrava andasse tutto bene. Ritiene significativo e coraggioso aver scelto di mantenere i servizi con uno sforzo notevole da parte del Comune e meno equo da parte degli altri livelli, che anzi impongono ai Comuni di essere esattori.

Per Ferrero (Lega Nord) il bilancio approntato dall’Amministrazione va a peggiorare una situazione già brutta: c’è stato un aumento a livello centrale del carico fiscale per tutti i contribuenti, l’Imu è onerosa per cittadini e imprese e si profila un aumento della raccolta rifiuti con l’introduzione della Tares. Aver scelto di aumentare l’addizionale Irpef è un’ulteriore vessazione. Per far fronte si doveva intervenire sulle spese, tipo Teatro e Istituto Musicale, che non si dovevano più finanziare.

Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale) sottolinea che il bilancio presenta tutte le positività che si potevano realizzare. L’incertezza della situazione generale ha inciso moltissimo e per mantenere i servizi si sono fatte scelte “imposte”. Si potevano ridurre i servizi o farli pagare di più ai cittadini, ma sarebbe stato iniquo perché, nell’ambito cittadino, i servizi sono essenziali per chi ha minori possibilità. Le entrate vengono bilanciate alle uscite in modo da incidere al minimo sui contribuenti, segno di grande attenzione ed equilibrio. La progettazione triennale delle opere è essenziale per la crescita anche se condizionata dai piani superiori. Con l’aumento delle addizionali Irpef ed Imu, Alba si posiziona ad un livello più basso delle altre città della Provincia.

Bo (PdL) evidenzia che nell’ultima legge di stabilità approvata dal Governo è previsto un miliardo per allentare il patto di stabilità di cui 400 milioni per diminuire i tagli previsti. Ritiene importante sapere quale sarà l’effettivo taglio, se sarà diminuito, e prevedere di restituire ai cittadini ciò che è stato tolto. Per il Consigliere il 92% delle spese correnti sono finanziate da entrate tributarie su cui grava la maggiorazione del 33% dell’addizionale Irpef e la maggiorazione Imu (650.000 euro come per il 2012). Chiede perché è aumentata la previsione di spesa per i rifiuti, perché sono previsti 50.000 euro per la sorveglianza del Tribunale che dovrebbe essere chiuso e perché 160.000 euro per l’Istituto Musicale e 300.000 per il Teatro, che non sono servizi essenziali considerando che ne usufruiscono anche persone non di Alba. Ritiene sovrastimata la previsione di entrata di 100.000 euro l’anno per vent’anni per la farmacia di Mussotto.

Critica le ricette usate dal Governo Monti, che se sono servite a ridurre il deficit ma hanno depresso i consumi, in una situazione dove comunque sono aumentati sia il debito pubblico sia il rapporto deficit Pil. Ritiene che la Giunta anziché aumentare Imu e Irpef avrebbe dovuto ridurre le spese ed aumentare i risparmi. Pone qualche dubbio che si possa fare un bando europeo per la realizzazione della scuola media della Moretta perché non si ha la certezza di poter usare gli avanzi di amministrazione.

Tibaldi (PD) sottolinea i punti più importanti del bilancio di previsione, rimarcando gli sforzi fatti per mantenere i servizi e gli impegni di investimento nonostante i mancati trasferimenti dagli Enti sovra ordinati. Ritiene giusta la scelta di aumento dell’addizionale Irpef che pone comunque Alba tra le città meno esose della Provincia. Conclude con la fiducia che Alba sarà capace di affrontare le difficoltà con la serenità di essere sempre più virtuosa. (vedi all’allegato 1 il testo integrale dell’intervento).

Castellengo (PdL) rivolge un ringraziamento ai cittadini albesi, alle aziende ed alla Fondazione CRC che permettono un bilancio come quello presentato. Esprime però dubbi che le previsioni possano trovare riscontro con la realtà, perché ci sono segnali incerti sulla tenuta del sistema economico anche albese. Ricorda che l’anno scorso criticò l’addizionale Imu perché le maggiori entrate sarebbero state importanti, infatti hanno superato i 7.000.000 cioè 779.000 euro in più del passato. Non accetta la scelta di aumentare l’Irpef, infatti sostiene che questa (630.000 euro) più l’addizionale Imu (779.000 euro) e la Tares (1.422.000 euro) portano maggiori entrate per 2.831.000 euro pari ad un aumento di 94 euro procapite che giudica un aumento notevole nel momento in cui le risorse per i cittadini si riducono. Prevede un 2013 molto difficile per l’economia e ritiene sbagliato che l’Amministrazione imponga ulteriori sacrifici. Ammette che non si è mai sperperato sia nell’attuale che nelle precedenti amministrazioni, ma auspicava una politica di investimenti per favorire lo sviluppo, non di tassazione. La soluzione non è aumentare le aliquote ma aumentare la ricchezza.

Tripaldi (Alba città per vivere) nota che finalmente il PdL riconosce la crisi, dopo anni di dichiarazioni del leader nazionale che tutto andava bene e gli indicatori economici italiani erano perfetti, con ristoranti ed alberghi pieni e posti sugli aerei esauriti. Commentando il bilancio, afferma che i tagli hanno obbligato a scelte come l’aumento Irpef per garantire i servizi. I Consiglieri, che sono in prima linea nel confronto dei cittadini e nell’ascoltare le richieste si rendono conto di quale importanza abbia l’erogare dei servizi di qualità. La Regione come addizionale Irpef ha adottato l’aliquota del 1,73% sui redditi superiori a 22.000 euro (1,23% fino a 15.000 – 1,53% fino a 22.000) e contemporaneamente ha tagliato i trasferimenti per il trasporto pubblico.

Per Panero (PD) non è stato facile per la Giunta e la maggioranza decidere di aumentare la tassazione ma non c’era alternativa se non tagliare i servizi. Purtroppo i tagli alle spese per personale hanno già inciso fortemente sull’occupazione. Per quanto riguarda la tassazione, sottolinea la scelta di ridurre l’Imu per i beni merce, in modo di andare incontro ai costruttori edili, che stanno attraversando una crisi molto pesante e generalizzata, con grosse riduzioni di personale o licenziato o in cassa integrazione. Ritiene importante l’aver deciso l’istituzione di un fondo che permetterà la restituzione dell’addizionale Irpef per quelle famiglie che, in base alla dichiarazione Isee, hanno redditi più bassi.

Foglino rende noto che i 20.000 contribuenti albesi portano allo Stato 200.000.000 di euro di tasse, ma i trasferimenti al Comune per il 2013 ammontano solo a 2.200.000 euro pari al 1% mentre nel 2010 erano stati di 6.400.000 euro. A fronte di questa situazione la maggiorazione Imu del 0,05% porta 600.000 euro. Sulla maggiorazione Irpef i dubbi sono legittimi, però la Giunta ha ritenuto che sia una cifra sostenibile, infatti 630.000 euro di maggior gettito sulle 20.000 dichiarazioni danno una media di 30 euro a contribuente e l’aver disposto un fondo per i 6.700 contribuenti che hanno fino a 15.000 euro di reddito riequilibra il prelievo sulle fasce più deboli. Dal 2010 i tagli sulle spese per il personale sono stati notevoli, riducendo ulteriormente il numero di addetti per abitante. Per quanto riguarda l’Imu, Cuneo, Savigliano e Bra hanno applicato un’aliquota dello 0,95 mentre Alba l’ha contenuta allo 0,81. Se non ci fosse stato il taglio di 1.700.000 euro di trasferimenti, quest’anno non solo non si sarebbero aumentate le tasse ma si poteva pensare di diminuirle.

Per la Tares saranno usati tutti i contenimenti possibili per ridurla, la legge prevede però che anche la spesa in capo ai Comuni (per Alba 150.000 euro) debba essere pagata dai cittadini con la tassa sui rifiuti.

Gli investimenti sono previsti nei limiti del patto di stabilità. L’Amministrazione vorrebbe poterli aumentare, vista la disponibilità finanziaria del Comune, ma la legge non lo permette. L’Assessore chiede anche all’opposizione di fare pressioni sui Parlamentari che verranno eletti a febbraio per avere un allentamento dei limiti. Le cifre indicate sono state vagliate tecnicamente grazie al lavoro preciso degli uffici.

Marello esprime soddisfazione per essere riusciti a portare in approvazione il bilancio preventivo per il 2013 entro la fine di dicembre 2012, mentre altri Comuni hanno approvato il preventivo 2012 a giugno ed alcuni solo ad ottobre 2012. Si sofferma sulla tabella degli indicatori finanziari: pressione finanziaria passata da 818 euro per abitante a 786 euro, tributaria da 632 euro a 613 ed indebitamento da 132 a 0,32 euro. Segno di una autonomia sempre maggiore dei Comuni. Ritiene il bilancio di Alba una rarità nello scenario italiano.

Le spese non potevano essere ulteriormente ridotte e servizi come il Teatro Sociale ed Istituto Musicale, pur non essendo essenziali, sono molto importanti per il territorio che fa capo ad Alba.

La Tares per 900.000 euro e più di 5.000.000 di Imu sono imposti dallo Stato e riscossi dal Comune. L’Imu non è stata ritoccata, la Giunta avrebbe voluto ridurla, ma non è stato possibile, anche a fronte dei tagli della spending review, se non nella parte dei beni merce. La Tares è una delle scelte più negative di questo Governo perché costringe i cittadini a pagare allo stato ciò che compete ai Comuni ed inoltre pagheranno di più le famiglie numerose e le imprese. Secondo il Sindaco i Comuni, attraverso l’Anci avrebbero dovuto prendere posizioni più dure. I tagli da Stato e Regioni hanno inciso fortemente sul welfare e, nel 2012, Alba ha sostenuto il Consorzio Socio Assistenziale con 1.250.000 euro, a fronte della Regione che, per i servizi non obbligatori, ha finanziato solo 1.200.000 euro.

Alcuni Comuni e forse anche la Regione sono a rischio di non pagare gli stipendi, mentre Alba avrebbe la possibilità di sostenere maggiori spese e di non incidere sulle tasse.

Per il 2012, il fondo di riserva di 320.000 euro sarà destinato per 200.000 euro alla scuola. La legge di stabilità appena approvata dovrebbe sbloccare per Alba circa 150.000 euro per ulteriori possibili interventi. L’anno si chiude bene ed il Sindaco spera di portare avanti il nuovo anno con rigore da una parte e crescita dall’altra. Alba ha le risorse, se il Governo la libererà dai vincoli, si potrà veramente affrontare l’anno con molta fiducia. L’Amministrazione è comunque preparata anche a momenti di maggiore difficoltà.

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 6 (tutta l’opposizione)

Alle 21,50 si fa una pausa per scambiarsi gli auguri e partecipare ad un giustamente spartano rinfresco che si conclude alle 22,20.

–          Approvazione delle modifiche al Regolamento per le aree mercatali.

 

Bosticco spiega che il Regolamento è stato modificato per sistemare questioni provvisoriamente regolamentate dalla Giunta:

–   sono stati spostati quattro posteggi bancarelle non alimentari da via Roma in p.za Cagnasso aumentando di 9 non alimentari le postazioni in centro storico che passano così da 199 a 208.

–   al mercato del mercoledì in corso Langhe sono aggiunti due posteggi non alimentari passando da 13 a 15

–   al mercato del giovedì in p.za Cagnasso viene aggiunto un posteggio non alimentare passando da 78 a 79

–   al mercato del venerdì in corso Europa vengono aggiunti tre posteggi non alimentari passando da 18 a 21.

–   è stato rivisto l’articolo 43 relativo alle sanzioni in caso di irregolarità regolamentari e per il recupero delle spese dovute al Comune.

Si è rimandata ad un ulteriore approfondimento la decisione per una migliore divisione merceologica delle bancarelle. In futuro si prevede anche di aprire un mercato al mercoledì in piazza San Paolo gestito con carrelli della spesa tipo supermercato, sarà uno dei primi in Italia.

VOTI A FAVORE 11 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 5 (tutta l’opposizione)

–          Approvazione del programma triennale per la trasparenza e l’integrità.

–          Approvazione del Regolamento sui controlli interni.

–          Approvazione del programma per l’affidamento di incarichi di collaborazione autonoma.

 

Marello specifica che quello delle consulenze è stato il settore più tagliato e ridotto ai minimi termini, anche perché le ripartizioni hanno risorse interne molto qualificate. In definitiva si tratta di un impegno di 3.600 euro.

D’Agostino (Direttore Generale) spiega che quello sulla trasparenza è un atto formale con cui si riprendono le diposizioni di legge per rendere possibile ai cittadini il controllo sull’amministrazione pubblica. Il rischio di tale provvedimento è che si trasformi in un atto formalmente alto ma praticamente molto basso. Si approvano le norme relative al sito web, alla pubblicazione online degli atti amministrativi ed alla posta elettronica certificata (PEC).

Anche quello sui controlli interni è un atto formale. Sostituiscono i controlli esterni sui programmi politici dell’Amministrazione. Hanno anche una funzione di controllo amministrativo sotto il profilo finanziario, degli atti, della regolarità contabile, dei servizi erogati, delle performance dei dirigenti e del controllo sulle partecipate.

Trova (PD) ricordando che quello della trasparenza è un punto qualificante dell’Amministrazione Marello, chiede se sono stati approntati i modelli per la pubblicazione dello stato patrimoniale degli amministratori. Ritiene l’Italia un paese schizoide nel quale il legislatore emette leggi e norme burocratiche ma non si interessa del paese reale.

D’Agostino rimarca come le norme siano aggressive sotto il piano formale e inutili sotto quello sostanziale o di controllo del risultato. Per esempio le norme ritengono più importante vengano trasmessi i dati sulla presenza del personale, che non quelli sui risultati ottenuti con il personale ridotto per legge.

 

VOTI A FAVORE 11 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 5 (tutta l’opposizione)

Il Consiglio termina alle 22,50

Allegato 1

 

Intervento del Consigliere Tibaldi (PD)

Ci accingiamo ad approvare il Bilancio di Previsione 2013; così come ci è stato illustrato questa sera e come già discusso in commissione Bilancio più volte,  come più volte l’Assessore Foglino in una volontà di trasparenza continua ha presentato ad associazioni ed Enti gli schemi di Bilancio di previsione per esercizio finanziario 2013 con relativa manovra finanziaria tributaria e regolamentare, oltre a documenti piano di sviluppo generale 2010 – 2014, al programma triennale Lavori Pubblici 2013 – 2015, al patto di stabilita 2013 – 2015 si sono aggiunti altre documentazioni riguardanti addizionale IRPEF comunale; Piano Finanziario Tributo comunale sui Rifiuti e sui Servizi, regolamento della maggiorazione sempre sui servizi Rifiuti, Imposta di soggiorno, IMU.

Insomma un pacchetto di delibere con norme e Regolamenti sempre più dettagliati e se vogliamo stringenti sull’attività finanziaria e di Bilancio del nostro Ente.

Tutto questo premesso con l’aggiunta non così trascurabile dal punto di vista metodologico e soprattutto dell’impegno da parte degli uffici ma dell’assessorato e dell’amministrazione tutta nel preparare quella che dal 01 Gennaio 2014 sarà la nuova disciplina per Regioni ed Enti locali, per predisporre ed affiancare oltre alla contabilità finanziaria un nuovo sistema di contabilità economica patrimoniale, come sappiamo nel suo virtuosismo Alba già dal 2011 utilizza in via sperimentale questa contabilità che con diversi step già per il 2012 e ancor di più per il 2013 avranno ulteriore introduzione e quindi impatto sull’operato di bilancio.

Questa previsione ha dovuto ovviamente tenere in considerazione gli sviluppi della sua recente storia al Patto di Stabilità sempre più stringente al blocco per l’assunzione del personale oltre alla riduzione di finanziamenti che anche più di una volta l’anno venivano ridotti in modo significativo.

Non dovremmo dare per scontata la riduzione continua di anno in anno dei finanziamenti statali o Regionali, se fino ad oggi era necessario ridurre tali finanziamenti non sarebbe stato così scandaloso introdurre merito, per un ente virtuoso riconosciuto nel 2012, con debiti zero, e quindi sul prossimo anno sarebbe stato auspicabile avere lo stesso livello di riduzioni di risorse già raggiunto in questi ultimi anni, ma i nuovi parametri di ulteriore riduzioni hanno fatto si che si dovessero introdurre riflessioni importanti e difficili sul come affrontare il prossimo anno.

Questo preventivo infatti nasce con la certezza di ulteriore riduzione di trasferimenti per circa 1.600.000 euro augurandoci che sia l’unico e l’ultimo,

Il nostro ente come già detto in altri Consigli Comunali negli ultimi 4 anni ha avuto riduzioni di finanziamenti di oltre 4 milioni di euro, raggiungendo nel 2013 una riduzione complessiva del -70 % in 4 anni arrivando ad avere soli 2.200.000 Euro di finanziamento Statali , con un ente che ha spese correnti che si attestano a circa 25 milioni ed un bilancio che pareggia a oltre 45 milioni  condizioni queste nelle quali per qualunque azienda sia essa pubblica o privata o  ente o associazione non si possa pensare di poter continuare a muoversi nello stesso modo degli anni precedenti. In casi di minor attenzione negli anni ai bilanci il rischio sarebbe il default.

Invece dopo queste considerazioni ci troviamo di fronte ad un Patto di stabilità 2013 – 2015 che ci VINCOLA ad un obiettivo netto di oltre 2.800.000 euro.

Dopo l’introduzione da parte dello stato dell’IMU nel 2012 e la sua conferma siamo in presenza con un nuovo Tributo sui rifiuti e servizi chiamato TARES in sostituzione della vecchia tassa rifiuti solidi urbani che introdurrà un metodo di calcolo in aumento tra lo 0,30 e lo 0,40 per metro quadro su superficie imponibile. tale maggiorazione è introdotta per compensare il corrispondente taglio di trasferimenti stimato in 810.000 euro, 2 considerazioni brevissime UNO come per l’Imu al nostro l’ente locale viene chiesto di fare da esattore per lo stato centrale DUE il nuovo tributo TARES viene trattenuto alla fonte quindi con un ulteriore taglio di trasferimenti senza possibilità di replica.

E quindi per l’anno 2013 Inevitabile la riflessione di tagliare i servizi, non basta pensare di ridurre; è impossibile dopo 3 anni di continui riduzioni sui vari capitoli di spesa e con meno risorse fare quello che ha fatto il nostro ente : essere più efficienti come dimostrabile con i rendiconti degli anni passati o con il consuntivo di Novembre appena approvato.

Tagliare dunque servizi in un momento così difficile dal punto di vista economico e sociale soprattutto per le fasce più deboli o cercare per una piccola parte del taglio di trasferimento un piccolo aumento dell’irpef Comunale per gli albesi, sapendo che queste risorse sarebbero ovviamente spesi nella città per i cittadini per i nostri servizi ed esigenze.

IRPEF Comunale Albese è la più bassa come aliquota nella provincia di Cuneo insieme con Saluzzo, proponendo di stabilire diverse aliquote differenziate ed articolate nei cinque scaglioni di reddito secondo il criterio della progressività si è definito che chi ha redditi maggiori garantisca un maggiore contributo con un principio che come partito Democratico andiamo da tempo proponendo che in questo caso si chiama EQUITA’ CONTRIBUTIVA.

E’ interessante come in commissione ci ha elencato l’assessore Foglino TRADURRE questo aumento delle aliquote

Fino a 15.000 aliquota sarà aumentata del 0,10% per un aumento complessivo annuo di 15 euro

Da 15.000 euro a 28.000 euro aliquota aumenta di 0,15% un aumento complessivo annuo di 35 euro

Da 28.000 euro a 55.000 euro aliquota aumenta di 0,20% un aumento complessivo annuo di 89 euro

Da 55.000 euro a 75.000 euro aliquota aumenta di 0,25% un aumento complessivo annuo di 139 euro

Oltre 75.000 euro aliquota aumenta di 0,30% un aumento complessivo annuo di 214 euro

Ma vi sono aspetti di novità e di continuità più che positivi:

La modifica dell’imposta di soggiorno per variare il periodo di riscossione rispetto allo scorso anno quando venne introdotta dalla primavera in poi, porta a garantire una previsione di 185.000 euro, una considerazione anche qui: una tassa che può essere trasparente per il cliente finale dato l’esiguo importo di circa 1,5 euro a pernottamento e comunque non incidente sulle persone che vengono a pernottare nel nostro territorio in quanto questa tassa nei paesi da cui i maggiori turisti provengono è già presente da molto tempo.

Un cenno importante per quanto riguarda i servizi a domanda individuale il nostro ente non essendo in situazione deficitaria non è tenuto a garantire il minimo del 36% di copertura dei servizi richiesto ma noi nel totale a copertura del costo dei servizi siamo oltre il 59%.

La parte personalmente che trovo più positiva è che nel fondo pluriennale vincolato a spese d’investimento vi è l’impegno della quota di 4,2 Mio dell’avanzo di Amministrazione per finanziare e costruire la nuova scuola media Moretta con un crono programma triennale.

Questo è un impegno forte e coerente dell’Amministrazione in un momento non facile come detto dal punto di vista finanziario ed economico e ci vorranno anche condizioni che si mantengano e non decadano ulteriormente con aggravi sul nostro ente per poter garantire tale impegno.

Alba per quello che rappresenta per mantenere il suo virtuosismo in attività, manifestazioni imprese commercio turismo e non sicuramente in ultimo dal punto di vista del Welfare per quelle fasce più deboli, ma non solo per mantenere i servizi alle famiglie alla scuola ai minori non può assolutamente pensare a TAGLIARE servizi.

Gli Albesi sanno che in questo momento sono ben amministrati oltre al fatto stesso che si è stati riconosciuti in modo formale ed ufficiale e questo ha avuto dei risvolti tangibili dando la possibilità di liberare la capacità di spesa, gli Albesi sanno oltre i riconoscimenti,   dello sforzo dell’assessore Foglino dell’amministrazione Marello degli uffici che questi ultimi anni sono stati diversi dal punto di vista dei tagli e riduzioni di spesa con l’esigenza da parte degli enti sopra ordinati a noi di PRETENDERE risposte sempre più efficienti e efficaci, non sempre abbiamo riscontrato questo atteggiamento negli enti a noi sovraordinati, la maggiore pressione fiscale non si è evidenziata solo nell’ultimo periodo con il governo Monti ma era già ben presente in precedenza.

Siamo una comunità forte e coesa che ha già dato modo nel suo passato di grande comunione sono convito che riusciremo a rilanciarci ulteriormente e tra i primi nel nostro paese appena questa crisi globale si allenterà.

Mi rimando alla fiducia del Sindaco che, constatando l’attuale situazione non facile, ha ricordato più volte che Alba possiede tutte le capacità e le possibilità per essere sempre virtuosa e per raggiungere i suoi più importanti obiettivi, quindi procediamo con determinazione e convinzione in questa direzione.

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