Consiglio comunale n. 21 del 25 maggio 2011

Il Consiglio, convocato per le 18, inizia alle 18,30.

E’ presente una ventina di persone, tra cui alcune donne in nero e alcuni cittadini che hanno partecipato ad una manifestazione silenziosa davanti al Municipio per dire NO alla GUERRA.

 Assenti i Consiglieri Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) e Ferrero (Lega Nord).

  • Comunicazioni

 Il Presidente Cavalli:

–          Commemora Vittorio Arrigoni attivista pacifista italiano ucciso a Gaza il 15 aprile ed il Consiglio osserva un minuto di silenzio.

–          Ricorda che il 9 maggio, anniversario della morte di Aldo Moro, si è celebrato il giorno della memoria delle vittime del terrorismo. Dichiara che ci si deve sentire vicini alle loro famiglie, indipendentemente dalle diverse idee politiche e dalle diverse funzioni delle vittime. Esprime un ricordo particolare per coloro che sono morti per il ruolo ricoperto: magistrati, avvocati e forze dell’ordine.

–          Rilegge il comunicato dell’Ufficio della Pace (vedi allegato 1) che era già stato presentato nel Consiglio nr. 18 del 25 marzo sulla guerra in Libia.

–          Ricorda che il 12 maggio, a cura dell’Ufficio di Presidenza, si è tenuto un incontro molto partecipato con il giornalista albese Aldo Cazzullo in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

–          Comunica che, assieme ai Consiglieri Bonardi e Gatto, ha partecipato ad un evento svoltosi nella città gemellata di Arlon, nella provincia di Lussemburgo in Belgio, in occasione del cinquantesimo anniversario del gemellaggio di Arlon con la città di Saint Dié des Vosges (F).

–          Comunica che il Consigliere Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) ha rappresentato la città di Alba al raduno nazionale degli Alpini svoltosi a Torino nei giorni scorsi.

 Gatto (PD) ritiene che l’incontro ad Arlon è stato molto interessante e costruttivo, soprattutto perché si è presentata l’opportunità di far conoscere Alba ed i suoi prodotti anche alle autorità della Provincia belga del Lussemburgo.

Panero (PD) (vedi allegato 2) commenta la giornata della memoria ricordando la figura del sindacalista Guido Rossa ed a proposito della guerra in Libia richiama le parole pronunciate da Fausto Bertinotti la sera prima al Palazzo Mostre di Alba e quanto scritto da Beppe Fenoglio nel commemorare il partigiano Dario Scaglione.

Tripaldi (Alba città per Vivere) sottolinea che il terrorismo ha lasciato una cicatrice profonda nella società italiana.

Ricordando Vittorio Arrigoni, richiama la scelta non facile fatta dal pacifista, che non era “in cerca di avventure” ma voleva essere testimone vero di quanto succedeva a Gaza soprattutto durante l’operazione “Piombo Fuso” dell’esercito israeliano. Ricorda che lo scrittore israeliano Amos Oz riteneva Vik un testimone prezioso e scomodo. Richiama gli attacchi vergognosi di alcuni giornali al pacifista ucciso e la grande dignità dimostrata dalla madre.

Paglieri (PD) ricorda che la Libia è stata conquistata dall’Italia nel 1911 ed in tutta l’Africa il comportamento degli italiani, all’inizia del secolo scorso, è stato molto duro. Indro Montanelli comandava un gruppo di Ascari e testimonia le atrocità commesse, compreso l’uso sistematico di gas. Per cui oggi l’Italia ha un grosso debito con l’Africa e con  la Libia in particolare. Il Consigliere ricorda anche la figura del gen. Carlo Biglino, albese, che ha combattuto in Libia dove è stato tenuto prigioniero per quattro anni. Invita infine a pensare che, in questo momento, l’Italia deve prestare molta attenzione ad intervenire militarmente in Libia, proprio per quanto è stato fatto in quelle regioni, compresi i bombardamenti.

Per Ricca (Alba città per vivere) la giornata della memoria è significativa perché, ultimamente, troppo spesso si è parlato di “eversione” a proposito dei magistrati e delle inchieste sui politici, ricorda che, dei 26 magistrati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro, ben 10 sono stati vittima del terrorismo. A proposito della Libia ritiene che, oltre alle questioni di principio legate all’articolo 11 della Costituzione, è difficile ottenere risultati con le bombe. Sottolinea come le informazioni sono frammentarie e poco chiare. Denuncia che il governo ha trovato i fondi per finanziare le imprese militari, mentre l’Italia è agli ultimi posti nel contribuire alla Cooperazione Internazionale: solo lo 0,12 % del Pil. Se da parte della società civile c’è una grande solidarietà, da parte delle istituzioni si rileva molta chiusura. Ritiene importante prestare attenzione a ciò che sta succedendo nel Mediterraneo anche sul tema dell’immigrazione e dei profughi che in Italia sono stati molto meno di quelli preannunciati, mentre la Tunisia ne ha accolti centinaia di migliaia. Ritiene che dalle vicende del nord Africa si possa intuire come i nostri pregiudizi siano infondati e come grandi speranze possono venire proprio dall’Islam.

Il Sindaco Marello comunica:

–          La permanenza ad Alba della Compagnia della Guardia di Finanza è un problema noto da tempo perché la sede non è adeguata. L’onere di trovare una sede adatta non compete agli Enti Locali, ma il Comune ha sempre guardato con attenzione al problema, però le varie soluzioni presentate non sono state giudicate rispondenti alle necessità, compresa l’ultima ipotesi di collocazione negli spazi della ex caserma Govone. Il 5 maggio, durante un incontro a Milano, il Capo di Stato Maggiore ha ventilato la soluzione di accorpare la Compagnia a Bra, dove c’è una caserma molto funzionale, garantendo una maggiore presenza dei militari sul territorio albese. Grazie all’intervento dell’On. Crosetto, è stata concessa una moratoria di un anno per valutare una nuova collocazione. Per quanto riguarda l’area della ex Govone, lunedì prossimo si terrà ad Alba un incontro con il Capo di Stato Maggiore, perché la Guardia di Finanza ha posto interesse all’area, bloccando così la cessione al Comune che doveva avvenire a seguito del Federalismo demaniale.

–          Il 5 maggio è pervenuta ai Sindaci del territorio relativo all’Asl Cn 2 una comunicazione dell’Assessore Regionale alla Sanità che viene incontro ad alcune richieste dei Comuni per quanto riguarda i Consorzi Socio Assistenziali. Il Consorzio albese funziona bene ed ha bilanci positivi nonostante i tagli e si deve rimarcare che l’assistenza fa capo ai Comuni. La Regione prende in considerazione il pronunciamento della Corte dei Conti del Lazio che va contro la decisione presa dal Governo con la legge Finanziaria del 2009 in cui si impone la chiusura dei Consorzi. Lo posizione interlocutoria della Regione, assieme alle analisi in corso della situazione dei territori, avrà influenza sulle decisioni future. Il Sindaco auspica una politica non solo di tagli.

 Garassino (PD) dichiara che il tema dei Consorzi è molto sentito ed è stato affrontato in Commissione, dove è emerso da tutti i Commissari l’importanza di mantenere in vita le strutture che funzionano così bene. Nonostante l’apertura della Regione, ritiene necessario mantenere alta l’attenzione anche sul tema della sanità e delle Asl. Comunica che, nella prossima seduta, la quarta Commissione analizzerà il Bilancio Sociale del Consorzio Socio Assistenziale.

Per Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale), Presidente del Consorzio, la lettera era attesa ed ha attenuato un po’ le grandi preoccupazioni dei Sindaci, riconoscendole e dichiarando disponibilità ad un lavoro comune. La comunicazione della Regione è stata una risposta alle posizioni ferme dei Sindaci ed alla sentenza della Corte dei Conti che stabilisce che i Consorzi di servizio alla persona non devono essere soppressi. Si lavorerà per trovare un assetto, magari con nuove forme, che garantisca le attività obbligatorie demandate ai Comuni, ma anche con la possibilità di interventi specifici e necessari sul territorio. Auspica una politica senza ulteriori tagli.

Cavalli (PdL), ex Presidente del Consorzio, ricorda che nel 2007 la Regione ha giustamente considerato obbligatori i Consorzi, a differenza di altre (es. Veneto) che hanno demandato tutti gli interventi alle Asl. La Regione Piemonte ha dimostrato di essere molto avanti nei servizi alla persona ed oggi è impossibile tornare indietro, sia per le professionalità che per l’esperienza acquisite dai Consorzi.

Per quanto riguarda la Guardia di Finanza, Castellengo (PdL) ritiene necessario trovare un accordo per l’assegnazione al Comune dell’area ex caserma Govone, in modo da poter completare la realizzazione della “cittadella degli studi”. Sul tema del Consorzio, il Consigliere afferma che ormai è una “cultura”, che però deve dimostrare molta efficienza ed una grande presenza sul territorio per garantire le proprie funzioni.

 Alle 19,30 nel pubblico siamo rimasti in sette.

  • Interrogazioni

 –          Paglieri (PD) a proposito dell’area adiacente alla rotonda alla confluenza tra corso Europa e corso Piave, di fronte alla piscina, oggetto da anni di un cantiere per un immobile in costruzione, considerando che Alba è un Comune “turistico” e che occorre valorizzarne l’aspetto estetico, chiede:

  1. se i lavori edili sono solo sospesi o sono interrotti
  2. se il permesso di costruire è ancora in corso o è scaduto
  3. se si può ipotizzare a breve la rimozione della recinzione in plastica arancio e la sistemazione del sito
  4. se il Comune ha potere di intervento al riguardo

Il Sindaco chiarisce che l’area ed i fabbricati sono di proprietà della famiglia Rossetto e nel 1999/2000 furono oggetto di varianti e convenzione urbanistica con destinazione d’uso in parte turistico ricettiva ed in parte produttiva. Diversi furono i permessi di costruzione: 2003 – 2005 – 2006 (3 pratiche) – 2009 (2 pratiche sospese per mancanza di documenti integrativi). La parte ristrutturata a funzione produttiva ha avuto l’abitabilità nel 2006. Sulla parte turistico recettiva i lavori non sono ancora ultimati ed i permessi sono scaduti. Si spera che ripresentino le domande per poterli ultimare. Tutta l’area sarà oggetto di interventi significativi di riqualificazione nel nuovo PRG.

–          Vengono presentate due interrogazioni sulle piste ciclabili

Ricca e Tripaldi (Alba città per Vivere) chiedono:

– se le piste ciclabili restino una priorità nonostante i vincoli del patto di stabilità ed i mancati finanziamenti regionali

– se sia prevista qualche iniziativa, almeno domenicale, di chiusura al traffico veicolare

– se si prevedano tratti sperimentali di piste, o forma alternative di messa in sicurezza

– se sia possibile aumentare il numero delle rastrelliere e migliorare i percorsi esistenti

– se sia oneroso un intervento di ripristino di alcuni passaggi lungo il Tanaro e un futuro collegamento adeguato con l’area di Mussotto

– se sia ipotizzabile il progetto di piste ciclabili nei nuovi cantieri stradali o nella modifica della viabilità, come nuovi sensi unici

Canova (PdL) chiede quali sono i programmi dell’Amministrazione in merito alle piste ciclabili.

L’Assessore Minuto risponde che in bilancio erano previsti 350.000 euro per le piste ciclabili che avrebbero dovuto essere erogati da Regione e Ministero a fronte di bandi pubblici. L’Amministrazione ha messo impegno sia nella partecipazione ai bandi, sia nel disporre proprie risorse ma la risposta è stata negativa. Se si allenteranno i vincoli del patto di stabilità si cercherà di potenziare le piste ciclabili con spese contenute. E’ previsto il rifacimento ed il potenziamento della segnaletica nella circonvallazione che purtroppo risente di molti accessi carrai che limitano la realizzazione di piste più efficienti. In corso Europa si integrerà la segnaletica per delimitare la pista sui marciapiedi che sono molto ampi. Assieme ai comuni di Barbaresco e Neive si è fatto un progetto da sottoporre al Fondo Ambiente Italia (a cui sono comunque stati tagliati i fondi governativi) per realizzare una pista lungo il Tanaro in tutti e tre i Comuni. Si è fatto un sopralluogo presso il campo nomadi per analizzare la situazione della pista esistente: è disastrosa e non si può ripristinare; si dovrà pensare ad un’altra soluzione verso lo svincolo del Mogliasso. Sulla nuova strada che collegherà viale Cherasca al terzo ponte è già prevista la pista ciclabile. Sulle strade a doppio senso di circolazione esistenti è più problematico inserire nuove piste.

L’Assessore Scavino comunica che è allo studio una “domenica del cittadino” in cui Alba sarà chiusa al traffico in accordo con l’Associazione dei commercianti. Nel 2010 la qualità dell’aria ha risentito di 64 sforamenti dei limiti richiesti e normalmente a marzo/aprile si sforava, ma quest’anno si è decisamente migliorato grazie anche agli incentivi per l’uso del gpl e delle biciclette.

Ricca (Alba città per Vivere) si rammarica del mancato appoggio della Regione e del Ministero perché molti cittadini sono interessati ad un uso più sicuro della bicicletta e ad una “decrescita” del traffico.

Canova (PdL) replica evidenziando le difficoltà delle famiglie ad usare le piste ciclabili. Ritiene non necessario fare molte cose che sarebbero solo uno spreco di risorse, ma pensa più utile rafforzare l’esistente come, ad esempio, la pista lungo il Tanaro che, in mancanza di manutenzione, non è usata e va in ulteriore degrado anche per la mancanza di controlli. Suggerisce iniziative pubbliche per gare amatoriali e punti di ritrovo in bicicletta ed a piedi.

–          Ricca (Alba città per Vivere) a propositi dei disservizi del recapito delle Poste chiede

– se dopo gli interventi del Sindaco ed in seguito alla modifica al piano di riordino del servizio postale, siano ancora segnalati disservizi

– quanto incida sui disservizi la durata troppo esigua dei contratti dei portalettere, sostituiti ogni tre – sei mesi

– se non sia modificabile la scelta di consegnare le raccomandate “con avviso” in corso Canale

– se sia ipotizzabile un monitoraggio del servizio con nuovi incontri con i dirigenti, anche per comprendere se i problemi siano solo albesi o anche regionali e nazionali.

Il Sindaco riferisce che, dopo alcuni incontri con il responsabile regionale del servizio di recapito, è stato effettuato un riordino con nuovi orari e 9 nuovi portalettere assunti a contratto fino a settembre. Alcune difficoltà erano dovute alla nuova toponomastica di alcune zone e ad altre non chiare (esempio: via Vivaro e località Vivaro – via Serre e località Serre – Case Sparse in diverse parti della periferia…) molte sono state risolte con l’impegno della commissione toponomastica per rinominare le zone che creavano incertezze. La situazione del personale è stabile fino a settembre, si è chiesto di fare contratti almeno di sei mesi anziché tre. Per quanto riguarda le raccomandate si è chiesto di avere due punti di consegna in città, ma la soluzione è ancora lontana e pare difficile, è comunque un punto da approfondire e c’è volontà di interlocuzione anche da parte delle Poste. I problemi non sono solo nella nostra città, i tagli di risorse umane e la scelta di privilegiare i servizi bancari penalizza il servizio postale. Marello comunica che, dai prossimi numeri, Alba Notizie riporterà il nome e l’indirizzo delle famiglie per consentire un miglior recapito ed un miglior controllo.

In replica Ricca afferma che l’interrogazione è scaturita non solo per le lamentele dei cittadini, ma anche per quanto sentito da un portalettere che ha dichiarato che i lavoratori sono soggetti a continue e forti pressioni da parte dei responsabili del servizio. Conclude con un inciso: nell’antica Persia, nel V secolo, usando cavalli e staffette il servizio postale era efficientissimo.

–          Castellengo (PdL) in merito all’avvenuto aumento della tariffa parcheggi in centro storico da 0,80 euro l’ora a 0,90 euro, chiede quali siano le ragioni di tale variazione pari al 12,5 % non in linea con il contenimento delle tariffe pubbliche perché superiore agli aumenti Istat.

Minuto risponde che l’aumento non è dato dalla percentuale Istat ma

– da adeguamenti dovuti per situazioni pregresse, legate al mancato rispetto del contratto sottoscritto dalla Giunta Rossetto che garantisce 1.290 parcheggi blu (con minimo di 1.061 nel centro storico)

– da 29 posti eliminati in piazza san Paolo

– da occupazioni di spazi blu a vario titolo richieste dal Comune

– dalla richiesta di installazione del sistema Neos Park che permette di pagare solo i minuti effettivi di sosta evitando multe anche in caso di ritardo di soli 5 minuti.

La ditta appaltatrice aveva richiesto portare la sosta minima 40 centesimi per il sistema Neos ed ha calcolato un mancato guadagno di 237.000 euro tra gli anni 2008 – 2010. Ha anche proposto di portare tutti parcheggi a tariffa unica a 0,80 con sosta minima a 0,50 oppure centro storico a 1 euro con sosta minima di 0,50. Il 17 maggio la Parcheggi Alba spa ha lamentato un risultato economico inferiore del 20% rispetto al preventivato. Infine la ditta ha richiesto il pagamento per tre posti occupati da un’azienda che non ha onorato il conto, però tale azienda è socio di Alba Park. L’Amministrazione ha calcolato un mancato guadagno di 27.000 euro ed ha contenuto l’aumento in centro a 0,90 mantenendo la sosta minima a 0,20.

Il Sindaco giudica la convenzione “capestro” con un’ipoteca ventennale del territorio ed un interlocutore molto difficile.

Castellengo dissente dalle argomentazioni prodotte dall’Assessore. Afferma che c’è una convenzione, che deve essere rispettata da entrambe le parti, e questa prevede che le tariffe sono di esclusiva competenza comunale e non prevede concessioni di aumenti al di fuori delle percentuali Istat; annualmente il Concessionario deve riconoscere al Comune un maggior esborso di 50.000 euro indipendentemente dal risultato economico ottenuto dalla gestione.

–          Castellengo (PdL) chiede quale sia la politica che l’Amministrazione intende perseguire per valorizzare il patrimonio immobiliare del Comune, perché, in difetto, potrebbero venir meno risorse essenziali per dare alla città adeguati servizi.

Riporto l’intervento integrale di Foglino

Confesso di esser stato molto colpito dal testo dell’interrogazione.

Quale ragione spinge un consigliere che è stato per 10 anni assessore alle finanze a chiedere quale politica patrimoniale intende perseguire l’attuale Amministrazione, sostenendo che in mancanza di tale politica potrebbero venir meno risorse essenziali per dare alla città adeguati servizi?

Non voglio apparire eccessivamente preciso, ma se il consigliere Castellengo chiede qual è la politica e poi aggiunge in mancanza di “tale” politica, se ne deduce che la politica atta a consentire le risorse essenziali per dare servizi alla città è quella che ha lui in mente e se, nella replica, vorrà darci qualche buon consiglio lo assicuro che verrà tenuto nella massima considerazione, proprio perché le decisioni prese dalla Giunta Rossetto sono state per me oggetto di attenta riflessione.

Infatti, nel momento in cui ho assunto l’incarico di assessore alle finanze, ho cercato di analizzare, per quanto sono capace, l’attività di chi mi ha preceduto e, vedendo lo sviluppo della situazione, l’ho paragonata al racconto biblico di Giuseppe, il più giovane dei figli di Giacobbe, che aveva spiegato al faraone il significato del sogno che questi aveva fatto invitandolo ad  accantonare risorse negli anni delle vacche grasse per avere qualche disponibilità in quelli delle vacche magre.

I tempi delle vacche grasse, nella mia analisi, sono stati quelli dell’Amministrazione Rossetto, che in otto anni ha alienato beni comunali per 8.600.000 euro, un patrimonio di valore reale al punto da consentire sonanti entrate nelle casse comunali.

Contemporaneamente, nei dieci anni di amministrazione, l’investimento in conto capitale è assommato a euro 88.000.000. Basta questa cifra per confutare chi sostiene che il Patto di Stabilità ha condizionato la precedente amministrazione. Forse un tantino negli ultimi due anni, ma in precedenza la possibilità di investimento è stata molto alta e con le alienazioni, gli oneri di urbanizzazione (che hanno toccato diverse volte il doppio dei 2.000.000 registrati nel consuntivo 2010), i contributi che mai sono mancati dalla Fondazione CRC, i finanziamenti statali e regionali, hanno consentito di investire una media annua di 8.800.000 euro contro i 5.500.000 dei nostri primi due anni. Occorre inoltre considerare che di questi 5.500.000 la metà circa è rappresentata da finanziamenti ottenuti su nostra richiesta a Regione, Stato e privati per opere determinate, senza quindi la possibilità di modificare la destinazione.

Quale politica patrimoniale privilegiò l’Amministrazione Rossetto? Sicuramente quella che  ha ritenuto prioritaria e dai banchi dell’opposizione abbiamo sempre fatto rilevare i punti di non condivisione. Voglio ricordare i 4.000.000 di euro investiti negli ultimi cinque anni in impianti sportivi impiegati per costruire strutture che per essere funzionanti richiedono costi di gestione che in questo momento l’Amministrazione fa fatica a sostenere. Un rilevamento sulle strutture scolastiche effettuato lo scorso anno ha stimato in 3.500.000 di euro la spesa per mettere in sicurezza completa gli edifici scolastici. Nel passato non fu scelta quella priorità. Un’altra scelta della passata amministrazione che ha fortemente inciso sul patrimonio comunale è stata quella di cedere a privati i parcheggi blu cittadini per 20 anni in cambio del rifacimento di piazza s. Paolo con tutti gli annessi che comporta. Fu una decisione da noi, allora minoranza, fortemente avversata anche per motivi patrimoniali. Tentare di pedonalizzare il centro storico, anche soltanto in spazi limitati è opera difficilissima dovendo fare i conti con i diritti che la concessione assicura all’impresa convenzionata. Nonostante tutto ciò ora  stiamo gestendo questa decisione, non nostra, con senso di responsabilità ma non accettiamo che  venga detto che i disagi sono imputabili a nostre scelte. Direi invece che va a nostro merito aver ridotto i disagi ad un minimo ineliminabile. Ancora un punto nella gestione patrimoniale passata voglio sottolineare: troppo poco è stato fatto, pur investendo 88.000.000 di euro, per migliorare l’efficienza degli uffici comunali e far rientrare le spese che si sostengono in affitti. Sul palazzo comunale di nuova costruzione si è fatto un gran parlare dell’aspetto esterno, ma la vera carenza è la sistemazione interna dei locali con degli sprechi di spazio notevolissimi. Sarebbe stato meglio ridurre il tasso polemico e recuperare efficienza nell’utilizzo dei locali.

Queste le considerazioni quando, da neo assessore, ho affrontato la mia responsabilità nella gestione degli anni che nel frattempo erano diventati delle vacche magre. Mi sono soffermato sul negativo perché è dal negativo che si apprende a far meglio, sicuramente vi è stato del positivo e non sono io a negarlo.

Al momento stiamo investendo, nei limiti del Patto di Stabilità, in opere di ristrutturazione degli spazi, ma la finalità degli incrementi futuri del patrimonio oltre che riguardare le opere di ordinaria amministrazione come il  miglioramento di strade, marciapiedi, impianti elettrici, rifacimenti di parti che necessitano interventi e così via, si concentrerà in particolare su opere di pubblica utilità come la scuola media alla Moretta. Dove possibile si cercherà di recuperare, all’interno degli edifici pubblici, degli spazi destinati ad uso privato, per assicurare alle casse comunali una qualche entrata da un patrimonio che non deve soltanto costare ma anche rendere e, se sarà possibile, trovare il modo di sistemare più razionalmente gli uffici comunali risparmiando anche qualche affitto.

Questi i nostri obiettivi consapevoli che dobbiamo fare i conti con entrate sempre più risicate ed un Patto di Stabilità che ci pende sopra il capo come un limite perenne.

Castellengo (PdL) ritiene che l’Assessore non abbia risposto e voglia fare della polemica, mentre lo spirito dell’interrogazione era di sapere quali sono le politiche della Giunta. La scorsa Amministrazione ha cercato di ottenere di più dagli affitti e di rivalutare ciò che era possibile. Suggerisce di rivedere la destinazione dei locali della “Casa della Giovane” per valorizzare un’area del centro.

–          Canova (PdL) chiede quali siano le intenzioni dell’Amministrazione per la pedonalizzazione del centro e per tutelare gli esercizi commerciali della zona.

L’Assessore Bosticco risponde che la pedonalizzazione serve a rendere più vivibile la città, ma il patto di stabilità, nella sua applicazione, non permette la programmazione degli interventi. il nuovo PRG recepisce il piano della viabilità e si propone di dare sempre maggiori spazi ai pedoni. Per mancanza di risorse non si è ancora riusciti a chiudere gli attraversi di via Maestra. Comunica che un gruppo di commercianti del quartiere San Domenico hanno proposto il loro intervento per gli arredi del quartiere. Eventuali esperimenti di chiusura totale del centro storico dovranno tenere presenti i vincoli dei parcheggi blu. Per tutelare il commercio si deve potenziare il turismo anche allargando le zone di passeggio.

Canova sostiene che la pedonalizzazione del centro va vista anche in relazione alle tipologie di commercio esistenti, perché non tutte sono d’accordo nel chiudere gli accessi, per cui ritiene necessaria una mappatura dei vari esercizi. I parcheggi blu potrebbero essere rilocalizzati. Infine ritiene che piazza del Duomo abbia bisogno di un intervento perché dovrebbe essere il salotto di Alba, ma in effetti è una zona di transito.

–          Canova (PdL) chiede quali siano i tempi di termine lavori per la rotonda vicini all’ospedale tra corso f.lli Bandiera, via Vivaro e via P. Belli.

Minuto riferisce che l’intervento costato 77.000 euro, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, ha permesso di fluidificare il traffico e ridurre le emissioni inquinanti. I lavori sono iniziati ad aprile e mancano solo: rifacimento dell’asfalto, rifacimento della segnaletica orizzontale e semina dell’aiuola centrale.

Canova intendeva sollecitare il termine dei lavori, perché interventi in zone così trafficate vanno fatti nel minor tempo possibile ed avvisando tempestivamente i cittadini per ridurre al minimo i disagi.

–          Paglieri (PD) segnalando che in fraz. Como in un punto della strada si è creato un avvallamento pericoloso per la circolazione, chiede a quale Ente compete l’intervento di ripristino della sede stradale e se è prevista una esecuzione sollecita dei lavori necessari.

Minuto precisa che la competenza è dell’Amministrazione Provinciale e che l’avvallamento è sempre stato presente ed è segnalato nelle mappe dei rischi, però ultimamente la situazione è peggiorata. Per ora la Provincia non ha programmato interventi, se riuscirà a trovare le risorse necessarie, si aggiungerà dell’asfalto per ridurre l’inconveniente.

  • Delibere

 –          Quarta variazione al bilancio 2011 (già approvata d’urgenza dalla Giunta)

La variazione è stata approvata d’urgenza il 5 maggio in modo da permettere l’immediato utilizzo delle risorse e comporta un aumento di entrate di 210.000 € derivanti da:

  1. Versamento anticipato di 100.000 euro da parte della Banca d’Alba per l’utilizzo di terreno pubblico.
  2. 50.000 euro da parte della Fondazione CRC per adeguamento serramenti ed aree esterne della Scuola Media Macrino.
  3. 60.000 euro per opere di investimento.

Pari uscite vengono destinate alla Scuola Macrino, come indicato dalle entrate, e alla messa in sicurezza del palazzo Mostre e Congressi.

Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale) annunciando il voto favorevole, ringrazia la Fondazione CRC e ritiene che sia gli investimenti in manutenzione degli immobili, che i canoni sui terreni siano nella linea di valorizzazione del patrimonio pubblico, come sollecitato in interrogazione dal Consigliere Castellengo (PdL), che interviene per dichiarare voto contrario pur ritenendo giuste le destinazioni delle maggiori entrate.

Garassino (PD) ritiene molto positivo l’intervento sui fabbricati destinati alle scuole.

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 6 (PdL)

–          Quinta variazione al bilancio 2011

La variazione risulta di maggiori entrate per proventi ICI di euro 232.400 e contributi con destinazione specifica da Regione e Provincia per euro 156.775 per un totale di 389.175 €. Comprende anche lo spostamento di capitoli di spesa per 20.764 euro di cui 17.104 derivanti dalla rinuncia al compenso di amministratori.

Le maggiori uscite per 230.000 euro sono destinate al Teatro per la programmazione della nuova stagione fino a giugno 2012 e per l’Istituto Musicale; le entrate con destinazione specifica interessano borse di studio per scuole dell’obbligo e superiori: 39.366 euro; trasporti pubblici: 39.309 euro; Informagiovani per progetto “In viaggio per il diritto alla cittadinanza”: 68.500 euro; manifestazione “Invito a teatro”: 9600 euro. Dei 17.104 euro derivati alla rinuncia di compensi 12.104 euro sono destinati all’asilo nido. Tutte le scelte di spesa fatte dalla Giunta sono in regola con il patto di stabilità.

Magliano (Impegno per Alba) sottolinea come le maggiori entrate sono utilizzate per interventi rivolti a strutture che forniscono servizi di particolare valore culturale per la città. Rileva come sia oneroso mantenere in vita Teatro ed Istituto Musicale, ma come sia estremamente importante “dare cibo” all’animo soprattutto dei giovani. Evidenzia il valore della rinuncia della politica a propri compensi per destinarli all’asilo.

Su questo argomento, Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale), fa rilevare che la rinuncia alle indennità per sostenere l’asilo sia segno delle difficoltà che si devono affrontare per far fronte alle necessità.

Castellengo (PdL) sostiene che le maggiori entrate si devono intendere straordinarie perché sono dovute, in parte, a entrate tributarie dalla lotta all’evasione ed all’elusione e, in parte, a maggiori proventi Ici, ciò significa che il prossimo anno potrebbero non più esserci, quindi il problema del Teatro non è risolto, ma solo rimandato. Giovannini (PD) ringrazia gli Amministratori che hanno rinunciato ai compensi ed afferma che le entrate straordinarie di quest’anno potrebbero essere bilanciate, l’anno prossimo, da un auspicabile allentamento del patto di stabilità.

L’Assessore Foglino afferma che non si riescono a fare previsioni soprattutto per il finanziamento delle opere pubbliche e questo genera difficoltà continue.

Il Sindaco Marello evidenzia che le maggiori entrate Ici sono risorse proprie della città che consentono interventi a favore dei cittadini, segnale che il territorio “tiene”. Non si stanno facendo cose diverse dagli anni scorsi, ma oggi molti interventi non sono più scontati: in campo culturale i tagli al fondo unico per lo spettacolo stanno costringendo alla chiusura teatri ed Enti lirici di notevole importanza. Per il teatro, negli ultimi, si mettono a disposizione risorse per la programmazione in corso ed a venire, mentre nel passato gli interventi erano per coprire i buchi della stagione precedente; questo grazie alla ristrutturazione organizzativa fatta anche con il contributo del personale.

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 6 (PdL)

–          Regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Consiglio Tributario.

Il Regolamento è stato analizzato in terza Commissione a dicembre ed aprile. Sarà un organismo snello, composto da cinque dipendenti comunali: dirigente ripartizione tributi – dirigente urbanistica – dirigente servizi sociali – dirigente servizi generali – dirigente servizi legali. La partecipazione al Consiglio non prevede gettoni di presenza. Il Consiglio potrà avvalersi di consulenze esterne, che dovranno essere gratuite.

Per Trova (PD) il Consiglio, obbligatorio per legge, potrebbe essere utile per contrastare l’evasione (l’Italia ha il maggior tasso di evasione ed elusione in Europa) e riuscire così a ridurre le tasse.

Paglieri (PD) è scettico sul funzionamento della struttura, si augura comunque di essere smentito dai fatti. Chiede che le relazioni annuali alla Giunta, previste dall’articolo 4, vengano estese anche al Consiglio Comunale.

Castellengo (PdL) è sicuro che servirà se riuscirà a funzionare bene. Critica il non aver inserito, tra i membri del Consiglio, anche rappresentanti della società civile, tecnici del settore tributario e rappresentanti delle associazioni professionali.

Afferma che la legge Italiana punisce anche l’elusione mentre altri stati sono molto più permissivi (Elusione: “Meccanismo attraverso il quale il contribuente mira ad evitare, ricorrendo ad opportune scappatoie, il prelievo tributario a suo carico. Il fenomeno consiste nello sfruttamento delle smagliature delle norme tributarie al fine di realizzare un risparmio d’imposta.” – dal Dizionario delle Edizioni Giuridiche Simone – In pratica al “Consigliere” si è sostituito il “Commercialista” che di mestiere cerca di non far pagare tasse ai propri clienti!).

Il Sindaco ammette qualche perplessità sui risultati che la struttura potrà ottenere. Sarà utile se il federalismo fiscale che si prospetta sarà veramente tale: imposizione diretta dei Comuni con riversamento di una quota al governo centrale e non viceversa come prospettato. La norma che istituisce il Consiglio Tributario permette ai Comuni di esercitare un controllo sui propri tributi ed è uno dei compiti basilari dell’Ente Locale.

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 6 (PdL)

–          Variante al PRG relativa alla nuova opera di presa d’acqua sul Tanaro e annesso impianto di potabilizzazione.

Si tratta dell’approvazione definitiva della variante già approvata nel Consiglio Comunale del 25 marzo 2011 su cui non sono pervenute osservazioni.

Canova (PdL) informa che la variante è stata approvata nella Commissione che presiede ed apprezza che con una variante minima è stata definita l’area di captazione.

Paglieri (PD) in relazione all’area che viene espropriata, che non interessa tutta la particella catastale lasciandone una piccola parte, suggerisce di acquisire tutta l’area per non creare dei reliquati.

VOTI A FAVORE 18 (unanimità)

–          Adozione progetto preliminare relativo all’area di via dell’Acquedotto destinata alla rilocalizzazione dell’Egea.

Marello chiarisce che l’iter della variante ha avuto un rallentamento (la prima delibera è del 01 dicembre 2008) per chiarire con la proprietà le finalità delle opere e per sentire in Commissione i rappresentanti del quartiere San Cassiano. Il percorso della variante proseguirà con gli interventi di Provincia e Regione come richiesto dalle norme di legge. La variante scaturisce dall’esigenza dell’Egea di rilocalizzare anche gli uffici, dopo lo spostamento della parte produttiva all’interno di Alba-power, per rispondere meglio alle esigenze degli utenti. Comunica che all’inizio di giugno l’azienda aprirà i nuovi uffici nello stabile ex Enel come fase di transizione in attesa di poter costruire la nuova sede in via dell’Acquedotto. La zona interessata dalla variante avrà una viabilità autonoma che parte dalla rotonda “della vigna” e si collegherà con corso Europa, sarà realizzata a totale carico dell’’Egea (strada, pista ciclabile, marciapiedi, parcheggi…) con una particolare attenzione al paesaggio ed all’ambiente nella costruzione di tutte le strutture.

Canova (PdL) rivendica la decisione della variante alla Giunta Rossetto ricordando che, nella votazione, l’attuale maggioranza (allora opposizione) si era astenuta: le lungaggini si devono ascrivere alla Giunta Marello che ha ritardato l’approvazione del nuovo PRG. Il ritardo potrebbe influire sulla possibilità di Egea di usufruire della concessione di contributi a seguito dell’alluvione. Suggerisce di comprendere nella variante anche il terreno comunale adiacente all’area per realizzare un parcheggio ed un parco. Chiede che la parte scoperta destinata a rimessaggio per la Tecnoedil sia spostata in una posizione più nascosta, per non creare un impatto visivo sgradevole. Per il Consigliere sarebbe bene che la nuova strada confluisse sulla rotonda grande di San Cassiano.

Paglieri (PD) sottolinea che il nuovo PRG è stato fermo per sei anni nei cassetti del Sindaco Rossetto mentre Marello si è adoperato con molto impegno per rispondere alle esigenze Egea, ma in conformità con le linee del PRG e con le richieste dei residenti della zona. Poiché l’area è molto grande e sottrae aree verdi, si augura che il nuovo PRG preveda nuove zone verdi nelle vicinanze. Auspica che l’esecuzione dei lavori avvenga a lotti ed in tempi brevi per creare il minimo disagio possibile su un’area così vasta. Afferma infine che l’Egea non regala nulla, infatti le infrastrutture ad uso pubblico sono realizzate a scomputo degli oneri di urbanizzazione, quindi chiede di prestare particolare attenzione affinché le opere realizzate abbiano un valore almeno pari all’importo degli oneri.

Magliano (Impegno per Alba) rivela di aver riletto i verbali dei due Consigli Comunali del 2008 e 2009 in cui si è discusso della rilocalizzazione Egea ed afferma che l’opposizione di allora non ha ostacolato la variante, ma ha richiesto maggiori dettagli, non presenti nel preliminare, per migliorare il progetto prestando attenzione ai rilievi degli abitanti della zona.

Per Garassino (PD) il percorso di realizzazione ha avuto inizio nel 1997 ed ha avuto l’opposizione forte dei cittadini della zona. Dal progetto iniziale di spostamento di tutta l’attività Egea si è giunti all’attuale localizzazione di uffici e magazzino, per cui c’è ancora un po’ di opposizione che via via si sta esaurendo. Ritiene giusto prestare attenzione ai tempi di realizzazione.

Secondo Castellengo (PdL) lo spostamento dell’Egea interessa anche all’Amministrazione perché libera dei terreni vicini al centro.

Nella replica il Sindaco sottolinea come la vicenda fu oggetto della pesantissima campagna elettorale del 1999 e portò a grandi contrasti con la popolazione residente. Alla fine però la necessità della rilocalizzazione è stata compresa da tutti. Per quanto riguarda la realizzazione, afferma che la prima opera sarà la costruzione della strada, gli interventi di utilità pubblica supereranno certamente l’importo degli oneri di urbanizzazione e si adotterà comunque un attento controllo. L’area dismessa sarà oggetto, nel nuovo PRG, di un progetto particolarmente qualificante utile anche all’adiacente centro storico.

VOTI A FAVORE 18 (unanimità)

–          Approvazione della variante per l’area di Corso Canale destinata a social housing – “Casa Pina”

Marello dichiara una “certa soddisfazione” nell’approvare varianti di questo tipo, che danno una risposta ad esigenze particolari in campo sociale. “Casa Pina” è un luogo dove trovano ospitalità e sistemazione abitativa persone in difficoltà per cui è sempre auspicabile il sostegno dell’Amministrazione a progetti di questo tipo.

Giovannini (PD) ringrazia ancora la signora Pina che ha donato l’area e gli immobili, permettendo questo primo intervento di social housing ad Alba. Afferma che da un lato si preserva il territorio con la ristrutturazione di immobili esistenti, dall’altro si risponde alla richiesta di abitazioni per situazioni difficili e di necessità. Se si continua a costruire solo per speculazione o investimento, si rischia un crollo dei prezzi degli immobili, mentre questo intervento va nella direzione di rispondere ad esigenze vere senza creare speculazione. Auspica la detassazione totale dei canoni di affitto per rispondere alle esigenze abitative soprattutto delle coppie giovani o di chi si separa.

Paglieri (PD) sottolinea la pianificazione “fai da te” della variante che, con quattro passaggi in Consiglio dal 18 settembre 2009, ha portato al termine dell’iter. Lamenta la vicinanza dell’opera al torrente Riddone che, per il pericolo di inondazione, ha limitato il rapporto volumetrico e la realizzazione di seminterrati.

VOTI A FAVORE 15 (unanimità dei presenti)

–          Alienazione area in via F. Crispi, 22 di mq. 1570 alla ditta Miroglio s.p.a. al fine di ampliare la “Casa del bambino Elena Gabriella Miroglio”

Il Sindaco spiega che l’area, di proprietà comunale, è adiacente all’asilo esistente e viene usata come giardino. La cessione consentirà l’ampliamento dell’asilo. Non viene ceduta la parte di terreno adiacente a via L. Cocito usata come parcheggio pubblico. Il prezzo concordato per l’alienazione è di euro 120.000.

Tibaldi (PD) ritiene un passaggio importante quello della vendita che permetterà di aumentare la potenzialità dell’asilo Miroglio, consentendo di liberare forse posti all’asilo comunale. La cifra di 120.000 euro sarà spendibile subito con ulteriori vantaggi per la città.

Castellengo (PdL) ricorda che la ditta Miroglio è stata la prima in Alba a costruire case ed asilo a favore dei dipendenti e delle loro famiglie. La struttura è e continuerà ad essere un utile servizio per la città. Giudica congrua la cifra di vendita di 120.000 euro.

VOTI A FAVORE 18 (unanimità)

–          Integrazioni e modifiche al piano triennale delle opere pubbliche.

Dopo la quarta variazione di bilancio (vedi sopra: prima delibera della serata punti a e c) vengono deliberati nuovi lavori non previsti nel piano triennale:

1) sistemazione di parte di via Vernazza e via Cavour per 100.000 euro

2) manutenzione straordinaria attrezzature del Teatro Sociale per 60.000 euro

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 6 (PdL)

  • Ordini del giorno

–          Finanziamento dei Piani Territoriali Integrati approvati

L’odg è stato presentato dal Consigliere Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) che è assente, quindi viene rimandato alla prossima seduta consigliare.

–          Costruzione nuove centrali nucleari

Presentato dal Consigliere Garassino (PD) impegna il Sindaco e la Giunta a:

  1. attivarsi affinché la Regione esprima parere negativo a qualsiasi ipotesi di nucleare in Piemonte
  2. attivarsi presso il Governo e tutte le sedi opportune per escludere il territorio di Alba e limitrofi da siti destinati a produzione di energia nucleare o stoccaggio di materiali radioattivi
  3. dotarsi di un piano energetico comunale per promuovere ed incentivare la produzione da fonti rinnovabili e ridurre dei consumi energetici
  4. dichiarare il Comune di Alba “territorio comunale denuclearizzato”
  5. far aderire il Comune di Alba al Patto dei Sindaci.

Il Consigliere ricorda che l’odg è stato discusso congiuntamente dalla seconda e terza

Commissione Consiliare. Sottolinea che il piano del governo valuta l’economicità delle installazioni nucleari solo a regime, non prima e non dopo con tutti i costi di progettazione e di dismissione delle centrali. Non risolvono il problema della dipendenza energetica perché, se oggi l’Italia dipende dai paesi produttori di petrolio e gas, in futuro dipenderebbe dai produttori di uranio. Sul piano della sicurezza molti dubbi sussistono ancora, anche in relazione a quanto successo in Giappone. Il problema delle scorie da smaltire condiziona pesantemente la scelta nucleare.

Castellengo (PdL) dichiara che già in Commissione l’opposizione ha posto dei dubbi sui costi di organizzazione ed amministrativi e sull’opportunità di intervenire su temi decisi da livelli superiori che non attengono strettamente al territorio comunale. Afferma quindi che d’ora in poi, ogni volta che si discuteranno ordini del giorno non inerenti al territorio, il gruppo lascerà l’aula.

(il gruppo abbandona l’aula e non vi fa più ritorno)

Cavalli pur dichiarandosi in sintonia con il gruppo di minoranza, essendo Presidente del Consiglio, per dovere istituzionale rimane ma si asterrà dalla discussione e dal voto.

Panero (PD) afferma che la discussione interessa anche la città di Alba, perché chiede al sindaco di farsi portavoce del dissenso della città su eventuali installazioni nucleari sul territorio e ad aderire al comitato dei sindaci.

Per Giovannini (PD) lo Statuto Comunale ed il Regolamento del Consiglio permettono di esprimersi su temi non locali. La discussione di odg contribuisce al dibattito cittadino su temi più ampi che interessano tutta l’opinione pubblica e può anche essere di aiuto per avvicinare di più i cittadini alla politica.

Ricca (Alba città per Vivere) esprime rammarico per l’assenza della minoranza e giudica l’odg privo di arroganza sia sotto il profilo tecnico che politico. Entrando nel merito, sottolinea che il territorio regionale è soggetto a sismicità ed alluvioni e non adatto a centrali nucleari la cui installazione impegnerebbe il futuro della Regione. Anche i costi sarebbero molto alti soprattutto in caso di dismissione, infatti in Gran Bretagna si sta pensando che la chiusura delle loro centrali nucleari terminerà solo nel 2100. Denuncia che il governo, a differenza degli altri paesi europei, con la scelta del nucleare crea dipendenza dall’approvvigionamento dell’uranio e non sviluppa le energie rinnovabili. Inoltre il problema interessa il territorio, perché potremmo trovarci con una centrale nucleare nel Comune di Fossano. Concludendo, ritiene importante evitare il silenzio in Consiglio Comunale perché qualcuno a livello nazionale vorrebbe proprio il silenzio sulle proprie decisioni.

Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale) ribadisce che il problema tocca da vicino Alba perché la scelta nucleare potrebbe avere ripercussioni sulla vita dei cittadini.

Trova (PD) richiama l’articolo 20 dello Statuto Comunale che al quarto comma recita:

Il consiglio può adottare risoluzioni, mozioni, ordini del giorno per esprimere, nel rispetto del principio della pluralità di opinione, la sensibilità e gli orientamenti nello stesso presenti su temi ed avvenimenti di carattere politico, sociale, economico, culturale ed interpretare, con tali atti, la partecipazione dei cittadini agli eventi che interessano la comunità nazionale”. Afferma che la dichiarazione di Castellengo prende posizione anche per il futuro e la giudica sbagliata anche sotto il profilo politico perché mette in discussione uno degli strumenti di espressione dei Consiglieri.

Cavalli (PdL) ritiene legittima la scelta di uscire dall’aula da parte della minoranza come  del resto fa abitualmente Paglieri (PD) che non partecipa al voto su temi non locali.

Il Sindaco valuta pretestuoso l’atteggiamento dell’opposizione anche perché, in tema di nucleare, in passato è stato richiesto ai sindaci di esprimersi sulla decisione di costruire un sito di stoccaggio delle scorie nucleari in Valle Bormida, cioè a casa nostra. Ritiene che su temi come questo, o quello della guerra, i cittadini albesi siano coinvolti ed interessati. Auspica una riflessione in sede di Conferenza dei Capigruppo, perché, se può essere accettabile abbandonare l’aula in occasione del voto, pensa sia indispensabile partecipare alla discussione. Sul tema energetico, Alba continua a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’uso di pannelli solari, fotovoltaici ed energie alternative.

VOTI A FAVORE 11 (tutta la maggioranza meno Paglieri che esce al momento del voto)

ASTENUTI 1 (Cavalli)

Alle 24 siamo rimasti in 6 volontari dell’Ufficio della Pace

–          Ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan (vedi allegato 3)

Presentato dalle Consigliere Di Liddo e Giovannini (PD)

Per Di Liddo (PD) l’articolo undici della Costituzione assume una posizione ideale ed ideologica quando afferma, con un termine forte, che l’Italia “ripudia” la guerra. La missione in Afghanistan presentata e promessa come breve ed a bassi costi, dopo dieci anni e oltre tre miliardi di euro spesi, ha prodotto oltre 40.000 vittime civili e 37 soldati italiani morti. L’impegno finanziario è stato notevole anche a fronte dei tagli che in questi anni sono stati fatti a settori importanti per la vita dei cittadini.

Giovannini (PD) ricorda che quando si propose l’articolo 11 della Costituzione, le donne si presero per mano perché il problema della guerra era molto presente nel cuore e nella testa di tutti, mentre oggi siamo lontani da quelle idealità e da quelle sensibilità.

Panero (PD) sottolinea che l’intervento in Afghanistan, deciso dopo l’attacco alle Twin Towers dell’undici settembre 2001 dall’ONU e dalla NATO, è stato votato da tutti i partiti rappresentati in Parlamento. Ammette che dopo dieci anni molti si interrogano, sia nel Parlamento degli Stati Uniti sia in quello italiano, sull’opportunità di continuare la missione. Ritiene legittimo pensare ad un’uscita graduale dall’impegno militare in Afghanistan.

Ricca (Alba città per Vivere) afferma che è stata smentita la teoria della “guerra di civiltà” di Bush seguita dalla “guerra preventiva” in Iraq, costate molto, sia agli Stati Uniti che al mondo, in termini di vite umane e di risorse. I pacifisti e gli ambientalisti, abituati alle utopie, hanno avuto ragione: in Iraq si sono compiuti disastri ed in Afghanistan si è impantanati da dieci anni. Nel recente incontro ad Alba sulla Costituzione, Bertinotti ha parlato di Dossetti, redattore dell’articolo 11, che ha confermato come in sede costituente non c’è stata discussione e l’articolo è stato inserito nella Costituzione Italiana così com’è stato formulato. Paolo VI, nell’intervento all’ONU disse “mai più guerra” e Giovanni Paolo II alzò la voce contro la guerra, ma non se ne diede risalto. Oggi è stato ucciso Osama Bin Laden, obiettivo della guerra in Afghanistan, ed in Europa è stato arrestato Ratko Mladic, il responsabile del massacro di Srebrenica, ma si è lontani dalla soluzione dei problemi procurati dalle guerre e dalla violenza.

Cavalli (PdL) ricorda la trasversalità del Parlamento nel rifinanziamento delle missioni militari all’estero dei soldati italiani.

VOTI A FAVORE 11 (tutta la maggioranza meno Paglieri che esce al momento del voto)

ASTENUTI 1 (Cavalli)

–          Responsabilità istituzionale

Presentato da Giovannini (PD) per esprimere indignazione per le dichiarazioni di chi ricopre ruoli istituzionali contro la scuola, gli insegnanti e la magistratura.

La Consigliera, ricordando Aldo Moro ucciso dalle brigate rosse e Falcone ucciso dalla mafia, richiama al rispetto del sacrificio dei servitori dello stato. Ritiene inaccettabile che si continui ad attaccare ed a demolire lo stato, si possono criticare le persone ma non le istituzioni e pensa sia giunto il momento di chiedersi quale paese vogliamo essere. Considerando però il segnale venuto dalle recenti votazioni amministrative, in cui si può notare una presa di distanza dei cittadini dalle dichiarazioni del capo del governo e il rifiuto di una politica con “p” minuscola, ritiene di dover ritirare l’ordine del giorno.

Alle 0,40 termina il Consiglio Comunale.

 

Siamo delusi dal dover assistere alla discussione degli odg in ora sempre tarda che pregiudica la partecipazione dei cittadini a temi importanti.

Siamo delusi dalla decisione della minoranza di uscire dall’aula, forse i Consiglieri non si sentono in grado di esprimere le proprie opinioni su temi più alti rispetto alla “normale amministrazione”, come se i cittadini fossero altra cosa rispetto al proprio impegno politico. Oppure non si sentono di pensarla diversamente da chi dall’alto prende le decisioni per il presente ed il futuro del nostro paese e non vuole sentire dissenso.

Ci rimangono due strumenti, uno un po’ spuntato: il voto, l’altro più efficace: la partecipazione.

 

Allegato 1

Comunicato dell’Ufficio della Pace

L’Ufficio della Pace, svolgendo il proprio ruolo istituzionale, si è interpellato in questi giorni sulla guerra in Libia, nella quale l’Italia è parte attiva.

Ancora una volta è stato avviato un conflitto con il pretesto di difendere la popolazione civile, ma quando si contano le vittime sono proprio i civili la stragrande maggioranza.

Anche se verremo giudicati utopisti e faciloni vogliamo dire forte che la guerra non è e non potrà mai essere un mezzo per risolvere i problemi e chiediamo a uomini e donne di buona volontà di riflettere e di farsi parte attiva perché la guerra  sia cancellata dai mezzi per risolvere le controversie.

La guerra in Libia può ancora essere bloccata se si mettono in gioco tutte le possibilità di pressione diplomatica, di interposizione non violenta e se si abbandonano gli interessi economici che in una guerra sono sempre sottesi.

Bisognerebbe avere il coraggio di affidare all’Unione Africana un ruolo diplomatico determinante per giungere ad un cessate il fuoco immediato e rispettato da tutte le parti.

Bisognerebbe fare un serio esame di coscienza sulle responsabilità dei governi occidentali, Italia per prima, nell’aver favorito il riconoscimento istituzionale di un tiranno come Gheddafi.

Bisognerebbe affidare all’ONU potere e mezzi economici che gli consentano una politica di Pace.

Bisognerebbe rivedere il modello di sviluppo economico modulandolo in condizioni che consentano ai Paesi poveri una vita dignitosa nei propri territori.

L’Ufficio della Pace da anni lavora perché questi “bisognerebbe” diventino  progetti ed oggi nel pieno di una nuova guerra ripropone queste urgenze, consapevole che verranno colte soltanto se molte persone comuni sapranno farle proprie.

Cerchiamo di partecipare al dolore per questi nuovi morti in guerra e lasciamoci trasportare in azioni di Pace.

Ricordiamo che mentre inizia questa nuova avventura l’Italia è  impegnata già da 10 anni nella guerra in Afghanistan, con enorme dispendio di energie e di risorse economiche, una guerra che ha “prodotto” 40.000 vittime e non ha raggiunto alcuno degli obiettivi per cui era cominciata.

L’Ufficio della Pace avanzerà nei prossimi giorni una richiesta alla Tavola della Pace  affinché inserisca il ritiro delle truppe dall’Afghanistan nelle motivazioni della  Marcia della Pace che si terrà il 25 settembre da Perugia ad Assisi.

Basta guerra!

Allegato 2

 

Intervento del Consigliere Panero (PD) sulla giornata della memoria per le vittime del terrorismo

Nel 2007 , venne approvato a grande maggioranza di voti il disegno di legge che istituisce il 9 maggio, il giorno in cui fu ucciso il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, come “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo .

Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano non ha mai  perso occasione, e quindi anche quest’anno nel giorno della ricorrenza,  per parlare di quegli anni, di quanto debba essere sempre tenuta alta l’attenzione in Italia.

Il provvedimento di legge che istituì questo giorno della memoria, porta  la firma, tra gli altri, della senatrice Sabina Rossa, figlia dell’operaio  sindacalista Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse.

 Ricordo un particolare, di quel  gennaio del 1979  a Genova, per i funerali di Guido Rossa,  eravamo tutti orgogliosi che insieme a noi ci fosse un personaggio che ancora oggi gli italiani ricordano con orgoglio e simpatia: Sandro Pertini . Era li, mischiato tra la folla, molto semplicemente.

Guido Rossa, delegato sindacale della  Fiom – Cgil all’Italsider di Genova, operaio aggiustatore meccanico, ha pagato con la vita il suo impegno contro il terrorismo. Era stato lui a scoprire e denunciare un fiancheggiatore delle BR, Francesco Berardi, impiegato nella sua stessa fabbrica, l’Italsider. E i brigatisti, nella loro follia omicida, hanno voluto “punirlo”, proprio per quel suo atto di coraggio civile: < Abbiamo sparato a Guido Rossa, spia dei padroni >, dice la telefonata che rivendica l’assassinio.

Era invece  un uomo normale, che voleva lavorare, che desiderava che la democrazia si affermasse .

L’elenco delle vittime  del terrorismo è lungo, centinaia di persone assassinate.

Quando si parla di queste vittime il primo nome a cui va il nostro ricordo è l’On. Aldo Moro. Per il fatto  però che le vittime del terrorismo sono tante, mi sembrava giusto ricordarne una che mi sta particolarmente a cuore.

Recentemente, la figlia di Guido Rossa ha ricordato in una intervista:

” Pensiamo soprattutto all’importanza che potrà avere nelle scuole questa ricorrenza,  per far riflettere chi non sa, chi non ricorda, chi non ha memoria” .

Chi ha avuto modo di assistere ieri sera alla lezione del Presidente Bertinotti sulla Costituzione, ha avuto modo di sentire parole forti sul tema della pace. Stimolato dal Sindaco in particolare sull’articolo 11 della nostra carta costituzionale, ha voluto mettere l’accento su di un verbo “ ripudia”. L’Italia Ripudia la guerra, con tutte le conseguenze che questa affermazione forte comporta.

Questo tema come è noto verrà affrontato anche in un altro documento in discussione questa sera, l’odg sull’Afganistan.

Io penso però che queste due situazioni, Libia e Afganistan,  abbiano una loro differenza. Come diverse sono tutte le situazioni di crisi, non si può mai generalizzare.

Basta guerra, dice il testo appena letto.

Parole forti che però, secondo me però, non approfondiscono situazioni più particolari, le cosiddette guerre civili, fratricide, come ha vissuto l’Italia 65 anni fa.

Per  quanto riguarda la Libia, la situazione è molto complessa. Nelle altre rivolte succedutesi nei mesi scorsi in alcuni stati Africani, abbiamo assistito ad una rivolta popolare contro il governo oppressore.

In Libia c’è una frattura tra Est e Ovest del paese. Un confronto tra due realtà geografiche e politiche, che cercano una propria legittimazione politica ed istituzionale. Siamo di fronte ad una rivolta popolare ma anche ad una vera e propria guerra civile, tra fazioni popolari di una stessa nazione.

Come tutti gli anni, ad Alba  festeggiamo  25 aprile, in ricordo della liberazione compiuta dai partigiani , con una guerra fratricida, ma che ci ha permesso di vivere in uno stato democratico.

Capisco tutte le ragioni del pacifismo, ma mi  domando: sbagliarono gli americani a venire a combattere in Europa? Sbagliarono i partigiani a prendere le armi?.

 Ecco allora che, in vista della discussione che si preannunciava su questo documento dell’Ufficio della Pace,  ho voluto rileggermi Fenoglio, che ha tanto raccontato di questa guerra. In uno dei suoi quaderni commemora il compagno di brigata Dario Scaglione, detto Tarzan.

“ Se ora arriviamo alla pace, scrive, dobbiamo guardare indietro a quella lunga disonesta guerra, con serena e incorruttibile coscienza”.  Se ora arriviamo alla pace, dobbiamo guardare indietro , alla guerra…

Il giorno della liberazione della nostra città, alcuni commilitoni di Tarzan corsero ad una strada e all’angolo di essa scrissero: Corso Dario Scaglione.

Si può pensare che la guerra partigiana sia una pagina perlomeno confusa però, cittadini che degnamente sedete in Comune, vogliate deliberare  in coscienza che quella scritta rimanga. Sarà un monumento alla libertà il cui possesso c’è costato lui e tanti altri come lui. Sarà una pagina aperta, su cui leggeremo le parole che sono la gloria della vita: valore, fratellanza, fedeltà, pace.”

Allegato 3

 

ORDINE DEL GIORNO

 

“Ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan”

 

Proponenti Elena Di Liddo e Marta Giovannini, aderenti al gruppo Partito Democratico

Il Consiglio Comunale di Alba

 

Premesso che

  • Alla fine del 2001 l’Italia aderiva ad una missione militare che sarebbe dovuta durare “almeno 6 mesi” ed avere un costo di “qualche decina di miliardi di lire” (Ministero della Difesa);
  • E’ invece trascorso un decennio e si è passati da una missione di pace, guidata dall’ONU con 350 militari inviati, ad una missione bellica guidata dalla NATO, con 4.000 militari italiani attualmente impiegati che, inevitabilmente, ha – come in ogni guerra – gravissime ripercussioni sulla popolazione civile;
  • Il Governo ha, in questi anni, effettuato tagli significativi in settori fondamentali per la vita dei cittadini quali la scuola, la sanità, la giustizia, gli enti locali, l’ambiente, la cultura e la ricerca mentre l’unico settore non interessato risulta essere quello delle spese militari;
  • I soldati italiani morti in Afghanistan sono oggi 37.

Preso atto che

  • L’art. 11 della Costituzione Italiana stabilisce che L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”;
  • Il Governo nazionale ha finanziato, ancora, per l’anno in corso 410 milioni di euro di spesa, vale a dire 68 milioni al mese e 2,26 milioni al giorno.
  • Il costo complessivo della missione in Afghanistan, sempre in crescita progressiva, ha già superato i 3 miliardi di euro;

Tanto premesso e considerato

 

Chiede

 

–   Il ritiro della truppe italiane dall’Afghanistan

– che il ritiro diventi uno degli obiettivi della marcia per la Pace Perugia-Assisi del prossimo 25 settembre

Dispone

di inviare il presente Ordine del Giorno al Governo Italiano, ad entrambe le Camere, ai promotori della marcia Perugia – Assisi (“Tavola della Pace” e “Movimento non violento”)

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