Consiglio comunale n. 18 del 25 marzo 2011

Consiglio comunale n. 18 del 25 marzo 2011

Il Consiglio è convocato per le 18, si va un po’ in ritardo perché la Giunta ed alcuni Consiglieri sono impegnati in un incontro pubblico sullo sport.

Assente in Consigliere Tripaldi (Alba città per vivere) impegnato all’estero per lavoro.

–          In apertura del Consiglio, il Presidente Cavalli (PdL) fa osservare un minuto di silenzio per commemorare il militare Massimo Ranzani ucciso in Afghanistan il 28 febbraio.

–          Il Presidente legge un comunicato (vedi allegato 1) dell’Ufficio della Pace. (l’intenzione era che fosse letto, come comunicazione, dall’Assessore Foglino in modo da essere discusso in aula, ma la maggioranza ha preferito fosse letto dal Presidente e mandato alla discussione in Commissione, per un’eventuale trasformazione in ordine del giorno o mozione. Delusione per le Donne in nero e i volontari dell’Ufficio della Pace presenti in aula). Il documento denuncia l’assurdità della guerra in generale e, in particolare, di quella appena iniziata in Libia, a cui partecipa anche l’Italia. Ricorda che nella guerra in Afghanistan, nella quale anche le nostre truppe sono impegnate, dopo dieci anni, 40.000 morti ed enormi spese, non si è raggiunto alcun risultato. Propone di inviare la richiesta alla Tavola della Pace di inserire il ritiro delle truppe dall’Afghanistan nelle motivazioni della prossima Marcia della Pace Perugia – Assisi che si terrà il 25 settembre.

–          Viene ricordato il successo delle iniziative per la festa dell’Unità d’Italia del 17 marzo, sia per la grande partecipazione dei cittadini, sia per gli ottimi interventi del prof. Montaldo, del Sindaco e dei Capigruppo al Consiglio Comunale solenne.

 

  • Comunicazioni del Sindaco

–          In occasione della festa del 17 marzo, il Consiglio ha dimostrato alta dignità ed i cittadini un livello di partecipazione inaspettato, per cui va a tutti un ringraziamento per l’impegno dimostrato.

–          Comunica la redistribuzione delle deleghe agli Assessori, a seguito delle dimissioni di Degiacomi nominato dal Sindaco a rappresentare Alba alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo assieme al dott. Oddero. L’assessorato alla cultura e turismo viene affidato alla nuova Assessora Paola Farinetti.

–          A seguito dell’incontro di inizio marzo tra Anas, forze politiche, sociali ed economiche sul tema del lotto II.6 della Asti – Cuneo, la Giunta nella seduta del 11 marzo ha confermato le osservazioni già contenute nella deliberazione del Consiglio comunale del 15.6.2010, richiedendo che la società concessionaria assuma l’impegno per la realizzazione di alcune opere complementari da attuarsi assieme ai lavori del citato lotto. In particolare, si tratta dell’ammodernamento della tangenziale di Alba con la posa di spartitraffico centrale e di barriere anti-rumore, della costruzione di piazzole di sosta e del rifacimento di alcuni svincoli, rifacimento del manto stradale, dei giunti di dilatazione e di quanto occorrente a consentirne l’uso di collegamento tra i due tronchi autostradali; della realizzazione del terzo ponte sul Tanaro con le relative opere di collegamento alla viabilità esistente tra lo svincolo del Mogliasso e viale Cherasca; dell’ammodernamento e adeguamento della strada provinciale 7 per il collegamento con il nuovo ospedale. Inoltre, si richiede alla società concessionaria di assumere formale impegno per la realizzazione di altre opere complementari di collegamento all’autostrada: una nuova strada lungo lo scolmatore del Riddone che metta in collegamento corso Asti con strada Guarene, verificando la possibilità di proseguirne il percorso fino ad intercettare il traffico a Nord dell’abitato di Mussotto; il completamento della variante tra via Liberazione e via Rio Misureto; un collegamento tra via Rio Misureto e via Ognissanti, con adeguamento della viabilità esistente e realizzazione di un nuovo tracciato, parzialmente in galleria, per giungere alla rotonda della Vigna. Secondo Marello si può essere un po’ più ottimisti rispetto al passato, perché, grazie all’impegno di tutti ed ad un alto livello di attenzione delle istituzioni, qualcosa si sta muovendo nel verso giusto.

Cavalli dà il benvenuto a Paola Farinetti e ringrazia Degiacomi per il lavoro svolto come Assessore ed anche come Consigliere di opposizione della passata consigliatura. Annuncia che il prossimo 12 maggio, a cura dell’Ufficio di Presidenza, si terrà, al Teatro Sociale, uno spettacolo ed un dibattito sul libro “Viva l’Italia” di Aldo Cazzullo, giornalista albese, che sarà presente alla manifestazione che rientra nei festeggiamenti del 150° dell’unità d’Italia.

Panero (PD) augura buon lavoro a Paola Farinetti: il turismo e la cultura sono due campi strategici per la vocazione turistica di Alba affermatasi negli ultimi anni; si dice sicuro della continuità con l’ottimo lavoro svolto da Degiacomi e dell’impegno nella collegialità espressa dalla Giunta in tutte le decisioni assunte. Esclude che l’incarico sia incompatibile e prefiguri dei conflitti di interesse con l’attività svolta dalla sig.ra Farinetti di cui si possono garantire la competenza, l’onestà e la trasparenza.

Per quanto riguarda l’autostrada, si dichiara soddisfatto per il finanziamento di 650 milioni di euro ottenuti, di cui 100 destinati alla viabilità della città. L’unico dubbio è sui tempi di realizzazione delle opere, perché l’autostrada, in origine, doveva essere terminata entro il 1996 ed oggi si dice che l’ultimo lotto sarà terminato nel 2015: spera che non diventi una nuova Salerno – Reggio Calabria, visto anche la poca considerazione che ha sempre avuto la provincia di Cuneo da parte del Governo centrale.

Prunotto (PdL) nel dare il benvenuto a Paola Farinetti, ci tiene a sottolineare la stima ed il rispetto che ha sempre avuto nei confronti di Degiacomi, che, pur da campi opposti e con idee politiche diverse dalle sue, ha sempre dimostrato coerenza ed un livello di cultura molto alti.

Bo (PdL) sottolinea che la giornata del 21 marzo, dedicata alla memoria delle vittime di mafia, non è stata sufficientemente messa in evidenza dai mezzi di comunicazione, nonostante che in molti Consigli Comunali e molte piazze si siano ricordati i nomi delle persone uccise; la mafia impoverisce il tessuto sociale ed alimenta l’illegalità e la corruzione; oggi anche il nord Italia deve fare i conti con la criminalità organizzata e lo dimostrano i casi di collusione con la politica ed i Consigli Comunali, come il caso recente di Bordighera, sciolti per infiltrazioni mafiose.

Bonardi (Con Marello per Alba attiva e solidale) si complimenta con tutti i Consiglieri che sono intervenuti in occasione del Consiglio del 17 marzo, sottolinea però l’assenza di Ferrero rappresentante della Lega: la forza politica, che esprime i Presidenti della Provincia e della Regione ed ha numerosi ministri nel Governo, ha perso un’occasione per essere in mezzo ai cittadini ed è diventata minoranza nel paese non avendo partecipato a nessuna manifestazione in tutta Italia. La vera sfida dei partiti è di essere vicini ai tanti bambini, anche stranieri, che hanno sbandierato il tricolore e di pensare ad una politica più attenta ai diritti di tutti, qualsiasi sia la provenienza, per essere degni dell’Unità d’Italia.

Ricca (Alba città per vivere) nel ricordare la giornata della memoria per le vittime di mafia, richiama l’attenzione sulla polemica in corso tra il governatore della Puglia Vendola e quello della Lombardia Formigoni e ritiene importante prendere coscienza che la mafia è presente in tutto il paese e condiziona pesantemente la politica e l’economia.

Sul tema della guerra in Libia, ringrazia l’Ufficio della Pace per l’impegno, gli interventi e le manifestazioni. Richiede l’impegno di tutti a pensare strade nuove, per la soluzione dei conflitti, che non portino al sacrificio di tante vite umane e ad enormi spese per sostenere gli interventi armati.

Ritiene importante guardare in avanti, all’Europa che, dopo due conflitti, ha trovato le risorse intellettuali e politiche per unirsi ed ora è una realtà da cui non si può prescindere.

Castellengo (PdL), sul tema autostrada, auspica che continuino gli incontri anche con le parti sociali ed economiche, che si sono dimostrati importanti, e si presti un controllo su quanto promesso dai politici presenti, soprattutto il sottosegretario Giachino che ha dimostrato una particolare attenzione.

Giudica positivo avere accorpato ad un unico assessorato, quello di Farinetti, i temi della cultura e del turismi, che per Alba sono molto importanti ed hanno un’uguale importanza economica.

L’Unità d’Italia va festeggiata ogni giorno nel pensiero di tutti i cittadini, che si devono sentire uniti.

Ringrazia Foglino e l’Ufficio della Pace per il comunicato letto dal Presidente, giudica tutte le guerre un errore perché con la forza non si ottiene alcunché, tantomeno la democrazia.

Pensa che la mafia e la corruzione siano insite nell’uomo, infatti ci sono esempi di mafie molto forti in tutto il mondo: Giappone, Russia, Cina… segno del degrado dell’uomo che vuole, con la forza, prevalere sull’altro.

Ferrero (Lega Nord) rileva con soddisfazione che solo un consigliere di maggioranza ha chiamato in causa l’assenza della Lega Nord ai festeggiamenti per l’Unità d’Italia: Il partito che rappresenta non ha voluto usare sistemi di “sbraitamento” o discese in piazza, ritenendo il silenzio e l’assenza più efficaci per dimostrare il distacco da un’idea falsa di unità degli italiani. La Lega Nord vuole l’unità, ma con Regioni più omogenee e con la condivisione degli stessi obiettivi, mentre attualmente in Italia, ci sono regioni del sud con un numero di dipendenti pubblici enorme, con percentuali di falsi invalidi superiori al 50 % e con bilanci in costante disavanzo.

Paglieri (PD) ritiene l’Unità non un punto di arrivo, ma di partenza e ringrazia il Consigliere Ricca per il richiamo all’Europa ed alla pace, perché l’unità è stata ottenuta con azioni di forza ma in prospettiva si deve pensare alla convivenza nella pace. Si deve pensare ad un’Europa per l’integrazione dei popoli ed anche all’integrazione ed all’unità di tutti coloro che si trovano nel territorio della nostra nazione.

Il Sindaco Marello sottolinea l’importanza del documento dell’Ufficio della Pace sulla situazione del Nord Africa su cui è opportuno riflettere.

Ritiene che i festeggiamenti per il 150° dell’Unità abbiano messo in evidenza “l’assenza” della Lega grazie alla grande partecipazione dei cittadini. C’è stato molto imbarazzo per la mancata presenza della signora Gancia, Presidente della Provincia, all’incontro di 170 sindaci cuneesi al teatro Monviso di Cuneo. La politica può discutere su temi come il federalismo, la democrazie e la libertà, ma l’unità non può essere messa in discussione nel momento in cui si parla di mondialità. Si può pensare a nuove organizzazioni dello stato ma che è unico e solidale tra le regioni.

 

  • Interrogazioni

–          Paglieri (PD), considerando che solo 257 contribuenti, con la denuncia dei redditi del 2009, hanno destinato tramite il 5 ‰ circa 7.000 euro al Comune di Alba, chiede se l’Amministrazione ha intenzione di promuovere una campagna di sensibilizzazione e chiede di conoscere quale sarebbe l’ammontare complessivo del gettito del 5 ‰, se tutti lo destinassero al Comune.

Foglino chiarisce che il 5 ‰ è entrato in vigore nel 2006 (su redditi 2005) ed il primo anno ha portato nelle casse del Comune 35.000 euro destinati al micro – nido di Viale Masera. In seguito, per tre anni, è stata sospesa la possibilità di destinare il sostegno ai comuni; è stato ripristinato nel 2009 e, nel frattempo, le associazioni di volontariato hanno svolto un’importante opera di sensibilizzazione ottenendo dei buoni risultati. L’Assessore ritiene importante che questi contributi siano assegnati alle Associazioni di volontariato, soprattutto locali, perché in questo modo i contribuenti possono esercitare un controllo diretto, essendo, in gran parte, loro stessi volontari delle associazioni destinatarie. Se tutti i contribuenti di Alba scegliessero di destinare il 5 ‰ il gettito sarebbe di circa 1 milione di euro, normalmente  solo il 50% dei contribuenti sceglie a chi destinarlo, perché la stragrande maggioranza di chi presenta solo il CUD non destina nulla, quindi Alba potrebbe avere un gettito di circa 500.000 euro. A differenza dell’otto per mille (che assegna tutto l’ammontare della quota, in modo proporzionale in base alle scelte), il meccanismo del cinque per mille assegna solo la parte relativa ai redditi di chi compie la scelta, per cui, a livello nazionale, la cifra assegnata è di circa 420 milioni di euro; nell’ultima legge finanziaria si è stabilito di assegnare solo 400 milioni di cui 100 per la ricerca sul cancro, quindi la riduzione è di circa il 25%. Il Comune di Alba ha scelto di non fare pubblicità per non mettersi in concorrenza con il volontariato. L’Assessore propone di assegnare i contributi alle Associazioni anche tenendo conto di quanto queste hanno ricevuto dal 5‰.

–          Paglieri (PD) chiede quanto è costata ad Alba la partecipazione alla società che gestisce l’aeroporto di Levaldigi.

Foglino preannunciando che la questione sarà oggetto della seconda delibera del Consiglio, precisa che Alba ha sostenuto un costo di circa 220.000 euro e possiede l’ 1,32% delle azioni pari a 19.628 euro.

–          Giovannini (PD) e Ricca (Alba città per vivere), a seguito della crisi economica che ha colpito anche la classe media, chiedono se Stato o Regione hanno stanziato risorse per la maternità e le famiglie anche in situazioni di crisi matrimoniale, se l’Amministrazione riesce a dare risposte alle necessità abitative delle giovani coppie e dei separati/divorziati in condizioni economiche precarie, se riesce ad applicare tariffe contenute per il servizio di asilo nido estendendo il servizio anche alle lavoratrici precarie, se è possibile prevedere una carta sconti alle famiglie con redditi bassi.

L’assessora Roggero Domini conferma che anche ad Alba, un tempo isola felice, si stanno sentendo gli effetti della crisi. Secondo i dati Istat i redditi famigliari si sono ridotti del 7%, ad ora sono garantiti tutti gli interventi a favore della maternità erogati dall’Inps e la Regione ha mantenuto i contributi per il pagamento del gas; il sostegno alla locazione in effetti è diminuito perché sono state aumentate le limitazioni alla concessione del contributo; l’edilizia pubblica ha avuto un taglio netto perché, fino al 2009, la Regione copriva il 60% del costo delle opere ed i Comuni intervenivano con una quota del 40%, oggi le percentuali sono invertite con il 60% a carico dei Comuni. Nel campo scolastico si è potuto mantenere il contributo all’autonomia grazie all’intervento dell’Egea, che ha anche permesso la riduzione delle tariffe della mensa comunale, e la concessione di un bonus di 100 euro a trecento famiglie per pagare le bollette del gas. Il limite Isee per l’esenzione totale è stato portato da 7.500 euro a 8.500. La Regione ha dato, per il 2010, un contributo di 52.000 euro per il micro nido e 13.000 euro per inserire 4 bambini al nido della Ferrero, per il 2011 non si è ancora certi, ma si può essere fiduciosi in contributi pari all’anno scorso. Si sente dire che il nido di Alba è caro, però le tariffe sono divise in 11 fasce di reddito: da 49 euro al mese (la più bassa di tutta la provincia) fino a 533 euro per redditi Isee superiori a 18.000 euro; i figli di lavoratori precari sono inseriti con tariffe agevolate; su 72 bambini che frequentano, 47 non hanno presentato il modello Isee, per cui si presume abbiano redditi superiori ai 18.000 euro. (viene interrotta dal Presidente del Consiglio, per aver abbondantemente esaurito il tempo concesso per la risposta, quindi l’Assessora si riserva di far pervenire una risposta scritta)

Giovannini dichiara che molte volte è stata sollecitata da famiglie e mamme, perché le piccole aziende non possono dare i servizi offerti ai dipendenti da Ferrero e Miroglio, quindi l’interesse è duplice: delle donne e delle aziende. Per la Consigliera desta preoccupazione la situazione delle coppie separate soprattutto per trovare alloggio, che coinvolge sempre più estrazioni sociali non abituate a vivere il disagio economico. Ritiene urgente pensare ad una detassazione degli affitti.

–          Castellengo (PdL) chiede quando inizieranno i lavori di sbancamento per il nuovo parcheggio di piazza San Paolo e quando è prevista la fine dei lavori compresa la realizzazione della strada che collegherà la piazza con viale Cherasca, se è stata reperita un’area per realizzare un parcheggio provvisorio.

Minuto riferisce che in cantiere è stato recintato ad inizio febbraio e sono appena iniziati i lavori di scavo, il cui materiale di risulta verrà utilizzato per la realizzazione della strada di collegamento con viale Cherasca. Nel corso degli scavi è stato trovato un allacciamento fognario vecchio, non segnato sulle mappe per cui si è subito un po’ di ritardo nei lavori per spostarlo. I tempi di realizzazione sono confermati in venti mesi, per cui si può ipotizzare la conclusione per settembre/ottobre 2012. Dopo prolungati contatti con la Società San Paolo, si è trovato un accordo per realizzare il parcheggio provvisorio sull’area del campo sportivo: in settimana si è provveduto ad asfaltare l’area e la prossima si completerà la segnaletica orizzontale, saranno realizzati 150 parcheggi gratuiti, di cui una parte riservata all’ACA che ha contribuito alla realizzazione. Erano stati proposti degli abbonamenti agevolati per i residenti nel parcheggio a pagamento della stazione, ma non sono arrivate richieste dagli utenti.

Castellengo si dichiara soddisfatto per l’inizio dei lavori e sottolinea che il parcheggio è stato voluto dalla precedente amministrazione (appunto!!). Auspica che nel nuovo piano regolatore siano previsti parcheggi gratuiti esterni alla città, con servizi di collegamento, per agevolare i meno abbienti. (è una dichiarazione scandalosa, perché fatta da chi ha imposto alla città un vincolo ventennale sui parcheggi a pagamento!)

–          In relazione al capannone della ditta Barberis, sito all’ingresso della città, a Mussotto, lungo il Tanaro, in disuso, fatiscente e ricoperto di eternit, Castellengo (PdL) chiede cosa intende fare l’Amministrazione.

Marello precisa che l’area è stata inserita nella variante 33 per la rilocalizzazione di aziende in fasce a pericolo di esondazione. Allo stato attuale non si possono fare ingiunzioni perché il sito non è pericoloso, neanche per quanto riguarda l’eternit (è uno dei 180 edifici di Alba ancora con amianto). Auspica un intervento della Regione o del Governo con fondi incentivanti. Sarebbe possibile l’installazione di pannelli fotovoltaici. Si sta anche pensando ad un progetto di completa riqualificazione dell’area per inserirla nel nuovo parco Tanaro; è ipotizzabile una parziale demolizione e trasformazione tipo palestra usata dagli sbandieratori grazie alla notevole altezza, spostandoli così dal centro dove danno un po’ di fastidio ai residenti.

Castellengo sottolinea la presentazione indecente all’ingresso della città; suggerisce di chiedere all’azienda, che ha usufruito di agevolazioni per la localizzazione, di fare la sua parte nei lavori per mettere a posto l’area.

–          Canova (PdL) chiede quali sono le decisioni prese per risolvere il problema della circolazione in via Vivaro nel tratto tra C.so P. Cillario e l’ingresso dello stabilimento Ferrero.

Bosticco chiarisce che l’ipotesi di rendere la strada a doppio senso di circolazione non è fattibile perché la carreggiata è troppo stretta e verrebbe a mancare lo spazio per il passaggio pedonale. Si cambierà il senso di marcia a senso unico verso il centro città.

Canova dice che il problema è stato molte volte evidenziato. Ritiene giusto cambiare il senso di marcia, ma suggerisce di costruire anche un marciapiedi.

–          Canova (PdL) segnala che in piazza Garibaldi, a seguito del cambiamento della viabilità, è stato istituito il divieto di accesso alla parte della piazza adiacente agli esercizi commerciali, che lamentano però che alcuni continuano a passare dalla parte vietata con pericolo per i clienti. Chiede anche che nei giorni di mercato le bancarelle siano spostate per consentire l’uso delle panchine.

Minuto dichiara che si tratta di un utilizzo improprio, il divieto è segnalato da un dissuasore, quindi è una questione di inciviltà; la corsia è stata lasciata senza intralci fissi, perché deve consentire il passaggio ai mezzi soccorso.

 

  • Delibere

 

–          Assegnazione ai Comuni consorziati delle quote di partecipazione del CO.A.B.SE.R. alla Società Trattamento Rifiuti s.r.l. (S.T.R.)

Foglino spiega che la delibera si è resa necessaria perché entro il 31 marzo i Comuni sono obbligati, dalla legge nazionale recepita dalla Regione, a chiudere i Consorzi, quindi l’ultima Assemblea dei Sindaci, a cui erano rappresentati l’ottanta per cento dei Comuni, ha deciso di assumere la totalità della proprietà della S.T.R. Il CO.A.B.SE.R., consorzio per la gestione dei rifiuti, detiene il 100% del capitale della S.T.R., società proprietaria e gestore degli impianti di trattamento e smaltimento. Alla chiusura del consorzio, con il trasferimento della competenza sui rifiuti alla Provincia, gli impianti devono ridiventare proprietà dei Comuni che hanno partecipato al consorzio. Il valore delle azioni della S.T.R. è di 6.739.218 euro e viene diviso tra i Comuni in base al numero degli abitanti, per cui ad Alba viene assegnata una quota di 1.235.067 euro. Il valore delle azioni è stato stabilito tenendo conto del valore iscritto a Stato Patrimoniale del bilancio del CO.A.B.SE.R.

Per Paglieri (PD) si realizza una sorta di “federalismo intermedio” perché i Comuni si prendono in carico direttamente ciò che prima possedevano attraverso al consorzio, giudica quindi giusta la scelta fatta.

Ferrero (Lega Nord) critica la delibera, perché non c’è la certezza che, al passaggio di competenze alla Provincia, la società S.T.R. possa continuare a gestire gli impianti, afferma che sarebbe stato più utile prima accordarsi con la Provincia per avere garanzie.

Panero (PD) reputa conveniente il passaggio, perché non è ancora chiaro come avverrà il passaggio di gestione, quindi è giusto tutelare il patrimonio degli impianti.

Castellengo (PdL) esprime perplessità perché la delibera non propone soluzioni per la gestione futura dei rifiuti, quindi preannuncia il voto di astensione.

Per Giachino (Con Marello per Alba attiva e solidale) si è obbligati a questa decisione perché, a livello centrale e Regionale, si è deciso di eliminare i Consorzi senza prevedere come sostituirli e questo vale per CO.A.B.SE.R. e per altre realtà. La delibera tutela un patrimonio di 55 Comuni del territorio con un totale di 171.000 abitanti e va nella direzione di una gestione diretta degli impianti.

Nella replica Foglino sottolinea come la decisione è stata presa a causa di un modo “arruffato” di legiferare del Governo: la data del 31 marzo 2011 pareva inderogabile, per cui ci si è attivati per definire la proprietà degli impianti e garantire la continuità dei servizi. Spera che, a breve, la legislazione definisca meglio e perfezioni il percorso di trasferimento delle competenze.

Il Sindaco precisa che la decisione è stata presa collegialmente nell’Assemblea del Consorzio e, ai fini patrimoniali, è neutra perché i Comuni prendono in carico ciò che già detenevano tramite il CO.A.B.SE.R. Afferma che ciò che è stato fatto con l’impegno dei Comuni deve essere tutelato per evitare il rischio di esserne espropriati ed è importante che la Provincia demandi,, in qualche modo, ai Comuni la gestione diretta, soprattutto dei rifiuti, perché sono i più vicini ai cittadini e non si deve rischiare di avere le città piene di rifiuti per disservizi dovuti a decisioni prese dall’alto. Ricorda che la tariffa di raccolta del Consorzio è la più bassa di tutta la Provincia ed anche questa deve essere tutelata. Dichiara che la decisone non è stata presa per una questione di potere ma per garantire l’efficienza dei servizi.

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 6 (PdL)

CONTRARI 1 (Lega Nord)

 

–          Società di Gestione Aeroporto di Cuneo – Levaldigi – GEAC spa Proposta aumento di capitale e proposta di vendita ai soci delle azioni possedute dalla Comunità Montana Alto Tanaro Cebano Monregalese.

Foglino riferisce che, a seguito delle risultanze di bilancio provvisorio della Geac, per ripianare il bilancio viene richiesto un sostegno finanziario ai soci rapportato alle percentuali di azioni possedute: l’esborso per Alba sarebbe di 42.720 euro. Il bilancio prevede una perdita d’esercizio di circa 1.800.000 euro; debiti verso i fornitori per 2.582.000 euro di cui 1.500.000 già scaduti; mancato pagamento delle ultime due rate del mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti; mancato pagamento della quota Inps di gennaio per 29.000 euro; debiti tributari che la società non è in grado di pagare per 938.565 euro; credito Iva pari a 239.090 euro e crediti da clienti per 941.500 euro.

Contemporaneamente alla richiesta di ricapitalizzazione, il socio Comunità Montana Alto Cebano Monregalese ha proposto agli altri soci di acquistare le proprie quote, senza precisare il numero di azioni e relativo valore (si è limitata a richiedere di segnalare l’eventuale interesse).

La delibera propone di rifiutare entrambe le richieste.

Paglieri (PD) evidenzia che nel corso degli anni Alba ha sborsato 222.000 euro ed attualmente detiene appena un valore azionario di 19.628 euro, quindi non è stato proprio un affare. Ritiene giusto non aderire alle richieste, anche perché l’aeroporto di Levaldigi è un lusso. Nel 2010 sono transitati 200.000 passeggeri, non poco, però i costi potrebbero essere sostenuti solo da Enti superiori (Regione, Stato) ed attualmente si prospetta la chiusura di almeno 28 scali minori.

Per Castellengo (PdL) non è solo questione di bilancio o strategica: l’aeroporto ha pochi clienti e il contributo statale per il volo su Roma, per le poche persone che lo usavano, era sbagliato. L’aeroporto era stato aperto per unire gli sforzi di tutta la Provincia, però è stato un pessimo esempio di intervento pubblico ed ora è senza prospettive. Ammette che, nella passata consigliatura, l’unico che si era opposto al progetto è stato Foglino, allora all’opposizione.

Marello ricorda che il progetto era nato con le migliori intenzioni, per far uscire la Provincia dall’isolamento, ma è poi andato avanti con debiti su debiti sempre ripagati dal pubblico. L’ultimo aumento di capitale fu fatto a seguito di un piano industriale che sembrava valido, ma non ha dato i frutti sperati. La situazione attuale è prefallimentare. La Giunta sta analizzando le partecipazioni per uscire da quelle che non sono di stretto interesse pubblico, tra cui ci sarà anche la GEAC.

VOTI A FAVORE 19 (unanimità)

 

–          Variante parziale al PRG relativa alla realizzazione di una nuova presa d’acqua sul fiume Tanaro con annesso impianto di potabilizzazione

Si tratta di una delibera “tecnica”: con richiesta del 2002 Tecnoedil si era impegnata a realizzare una nuova presa d’acqua, ora, dopo il parere favorevole della Regione, il Consiglio prende atto e delibera la variante. La Tecnoedil dovrà ancora ottenere il parere favorevole della Provincia. Questa nuova presa d’acqua permetterà di avere una portata maggiore di acqua potabile per l’acquedotto. La qualità dell’acqua è garantita dalla miscelazione con tutte le altre provenienze in modo da ottenere omogeneità per tutta la città.

Per Paglieri (PD) la delibera è importante perché arriva dopo quasi dieci anni ed è utile per la città.

Canova ritiene necessaria l’opera sia per la nuova presa d’acqua, sia per mettere in sicurezza il tratto del fiume interessato.

VOTI A FAVORE 19 (unanimità)

 

–          Lavori di ampliamento cimitero urbano. Approvazione elaborati integrativi del progetto preliminare e della variante semplificata.

Il Sindaco precisa che era stata adottata una procedura semplificata, che non si è poi dimostrata tale, per alcune richieste da parte della Regione relative alla valutazione preventiva dell’interesse archeologico ed al rispetto delle distanze dai fabbricati esistenti. Si è richiesto alla Regione di essere celere nelle risposte per poter realizzare l’opera nel minor tempo possibile. Si è in attesa di ricevere dall’impresa il progetto esecutivo. Per quanto riguarda la Sala del Commiato, ci sono stati confronti tra la ditta appaltatrice, il Comune e la Diocesi.

Paglieri (PD) nota che è la terza volta che si delibera su un’opera importante per la città. Si augura che finalmente possa andare avanti celermente.

Canova (PdL) ritiene l’opera un’esigenza primaria per Alba, anche se l’ultima volta l’opposizione aveva votato contro per i dubbi sul piano economico. Quella presentata adesso è una delibera tecnica e il gruppo del PdL si asterrà perché ci sono delle riserve sul fatto che l’Amministrazione non ha ancora espropriato i terreni. (però non li può espropriare senza il parere favorevole della Regione!)

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 7 (tutta la minoranza)

 

Poiché per la successiva delibera relativa al Regolamento dei Quartieri sono giunti 8 emendamenti, viene convocata la Conferenza dei Capigruppo, l’interruzione dura oltre mezz’ora ed evidenzia una rottura tra maggioranza ed opposizione che si riuniscono in due Conferenze distinte.

 

–          Riadozione del Regolamento dei Comitati di Quartiere.

Magliano (Impegno per Alba) spiega che il nuovo Regolamento sostituisce quello approvato nel 2007 ed è frutto di sedici sedute della Commissione Statuto e Regolamento da lui presieduta. L’impostazione fondamentale non è mutata: il Comitato di quartiere è una spontanea associazione di cittadini con particolari rapporti con l’Amministrazione, nasce per iniziativa dei cittadini e ne viene riconosciuto solo uno per quartiere. E’ previsto un certo numero di quartieri, definiti sulla mappa della città, e Comitati in tutte le frazioni del Comune. Gli organi essenziali dei Comitati sono l’Assemblea (che deve essere convocata almeno una volta all’anno), il Consiglio ed il Presidente (eletto dal Consiglio stesso). Si prevede un Assessore o Consigliere Delegato ai rapporti con i Comitati di Quartiere. Viene lasciata libertà di autodeterminazione dei Comitati che adotteranno un proprio regolamento, che non dovrà però contrastare con il Regolamento Comunale. Nei confronti dell’Amministrazione fungono da organo consultivo, la consultazione dei Comitati è un obbligo politico e non giuridico. Non possono essere eletti nei Comitati: i Parlamentari; i Consiglieri comunali provinciali e regionali; il Sindaco di Alba; il Presidente della Provincia di Cuneo o della Regione Piemonte; chi è già eletto in altro Comitato di Quartiere di Alba; chi è designato nei Consigli di amministrazione o di controllo di azienda partecipate dal Comune; chi è segretario, coordinatore o titolare di potere di rappresentanza politica di un partito o formazione politica.

Il nuovo Regolamento specifica meglio le modalità di consultazione con l’Amministrazione e modifica la durata in carica portandola da tre a cinque anni. Prevede un sistema di elezione comune per tutti, le elezioni sono indette d’intesa con il Sindaco con un sistema di raccolta delle candidature uniforme ed una tempistica di svolgimento delle elezioni comune per tutti.

Una norma transitoria stabilisce le elezioni entro tre mesi dall’adozione del Regolamento e la decadenza dei vecchi Comitati, che rimangono in carica fino alle elezioni.

Il Consigliere Magliano conclude affermando che, se l’Amministrazione presterà ascolto ai Comitati ed i Quartieri sapranno portare le istanze del territorio, sarà possibile fare molto e bene, altrimenti solo le regole non servono.

Canova (PdL) afferma che gli emendamenti presentati, che dovranno essere approvati dal Consiglio, non vogliono essere critiche alla Commissione, ma precisazioni su punti importanti.

Ricca (Alba città per vivere) sottolinea la sostanza che va oltre le formule: la Giunta Marello ha incontrato decine di volte gli attuali Comitati ed affrontato tutte le questioni poste negli incontri. Nella passata consigliatura si è rallentato molto l’iter per il regolamento e l’istituzione dei Comitati di Quartiere, come anche la comunicazione ai cittadini è stata carente (vedi la questione piazza San Paolo o parcheggi a pagamento). Si augura che nei quartieri non si affrontino problemi spiccioli o “di condominio”, quasi una sorta di “federalismo di quartiere”, ma temi importanti e trasversali.

Garassino (PD) evidenzia il lavoro serio della Commissione, che ha risposto all’impegno preso dalla maggioranza in campagna elettorale. Il regolamento del 2007 poneva dei limiti alla crescita dei Comitati, mentre quello nuovo ha il pregio di dotare ogni quartiere di un solo Comitato eletto in modo democratico ed uguale per tutti. Ritiene un limite non aver contemplato la possibilità di voto anche ai minori di 18 anni che sarebbe servita ad avvicinare i giovani alla politica.

Di Liddo (PD) apprezza che il Regolamento sottolinea l’impronta volontaristica ed apartitica e richiama il contributo che i Comitati di Quartiere potranno apportare per una migliore amministrazione della città.

Paglieri (PD) propone di nominare, come Consigliere delegato, Magliano che ha svolto un lavoro importante nella stesura del regolamento. Ricorda che i primi Comitati erano sorti come gruppi spontanei al tempo in cui era Sindaco Toppino ed erano in contrapposizione con l’Amministrazione che fece un Regolamento che venne bocciato dal Co.Re.Co. Apprezza l’aver delineato bene le incompatibilità e l’apartiticità dei componenti, perché anche questo è un modo di avvicinare i cittadini al di là delle appartenenze.

Tibaldi (PD) ritiene importante aver ascoltato i Comitati di Quartiere esistenti nella prima fase di stesura del nuovo Regolamento ed al termine dei lavori della Commissione. Sarà indispensabile che nuovi Comitati non siano auto referenti, ma diventino uno strumento di vera partecipazione dei cittadini alla politica amministrativa della città.

Marello apprezza l’ottimo lavoro della Commissione e ricorda che, da Presidente della Commissione Statuto e Regolamento dal 2000 al 2002 fu portato all’approvazione lo Statuto del Comune di Alba, che all’articolo 54 prevede “…la divisione della città in quartieri e la costituzione dei Comitati di Quartiere organizzati in forma democratica”. Ci vollero poi cinque anni (fino al 2007) per riuscire ad approntare il primo regolamento che viene adesso riformato e migliorato. Ritiene importante aver definito le regole sull’incompatibilità, la partecipazione democratica ed il ruolo consultivo dei Comitati. Richiama il dovere, per l’Amministrazione, della consultazione e dell’ascolto che saranno necessari per sbagliare meno e fare interventi utili per la città.

I sei emendamenti della minoranza vengono bocciati ed i due della maggioranza vengono approvati, per cui si procede alla votazione finale del Regolamento.

VOTI A FAVORE 12 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 6 (tutta la minoranza)

 

 

 

 

Allegato 1

Comunicato dell’Ufficio della Pace

 

L’Ufficio della Pace, svolgendo il proprio ruolo istituzionale, si è interpellato in questi giorni sulla guerra in Libia, nella quale l’Italia è parte attiva.

Ancora una volta è stato avviato un conflitto con il pretesto di difendere la popolazione civile, ma quando si contano le vittime sono proprio i civili la stragrande maggioranza.

Anche se verremo giudicati utopisti e faciloni vogliamo dire forte che la guerra non è e non potrà mai essere un mezzo per risolvere i problemi e chiediamo a uomini e donne di buona volontà di riflettere e di farsi parte attiva perché la guerra  sia cancellata dai mezzi per risolvere le controversie.

La guerra in Libia può ancora essere bloccata se si mettono in gioco tutte le possibilità di pressione diplomatica, di interposizione non violenta e se si abbandonano gli interessi economici che in una guerra sono sempre sottesi.

Bisognerebbe avere il coraggio di affidare all’Unione Africana un ruolo diplomatico determinante per giungere ad un cessate il fuoco immediato e rispettato da tutte le parti.

Bisognerebbe fare un serio esame di coscienza sulle responsabilità dei governi occidentali, Italia per prima, nell’aver favorito il riconoscimento istituzionale di un tiranno come Gheddafi.

Bisognerebbe affidare all’ONU potere e mezzi economici che gli consentano una politica di Pace.

Bisognerebbe rivedere il modello di sviluppo economico modulandolo in condizioni che consentano ai Paesi poveri una vita dignitosa nei propri territori.

L’Ufficio della Pace da anni lavora perché questi “bisognerebbe” diventino  progetti ed oggi nel pieno di una nuova guerra ripropone queste urgenze, consapevole che verranno colte soltanto se molte persone comuni sapranno farle proprie.

Cerchiamo di partecipare al dolore per questi nuovi morti in guerra e lasciamoci trasportare in azioni di Pace.

Ricordiamo che mentre inizia questa nuova avventura l’Italia è  impegnata già da 10 anni nella guerra in Afghanistan, con enorme dispendio di energie e di risorse economiche, una guerra che ha “prodotto” 40.000 vittime e non ha raggiunto alcuno degli obiettivi per cui era cominciata.

L’Ufficio della Pace avanzerà nei prossimi giorni una richiesta alla Tavola della Pace  affinché inserisca il ritiro delle truppe dall’Afghanistan nelle motivazioni della  Marcia della Pace che si terrà il 25 settembre da Perugia ad Assisi.

Basta guerra!

 

 

 

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