Consiglio comunale n. 14 del 21 ottobre 2010

Il Consiglio, convocato per le 20,30 inizia alle 20,50

  • Comunicazioni

–          Il Presidente Cavalli commemora i quattro militari uccisi in Afghanistan e ricorda che dal 2004, sono già 34 i soldati italiani uccisi in questa missione.

Interviene Fabio Tripaldi (Alba città per vivere) in modo molto articolato come da allegato nr.1.

Per Castellengo (PdL) non si possono paragonare queste morti a quelle dei caduti sul lavoro, perché i militari partecipano alla missione internazionale su mandato del Parlamento e sono tenuti ad eseguire interventi che comportano anche il rischio della vita. La missione afghana si può definire una battaglia per la democrazia, anche se può essere opinabile raggiungere l’obbiettivo con l’uso delle armi. Si deve portare grande rispetto per queste morti.

Panero (PD) condivide l’accenno di Tripaldi alle morti sul lavoro e sottolinea che molti albesi, incontrati ultimamente, ritengono che i militari caduti in missione siano dei lavoratori che hanno scelto di svolgere un lavoro rischioso. Ogni anno in Italia muoiono sul lavoro circa mille persone (quasi tre al giorno). Molti pongono dei dubbi sull’opportunità di mantenere tremila soldati italiani in Afghanistan; molti distinguo si fanno soprattutto negli Stati Uniti, dove, secondo un’inchiesta svolta dalla CNN, oltre il 70 % della popolazione non  vuole più questa guerra, che sta dando scarsi risultati. Il terrorismo non si annida solo in quella regione e va combattuto prima di tutto con la politica e la mediazione. Anche molti generali ed analisti ritengono che ci sono poche speranze di ottenere la vittoria. Panero dichiara che personalmente è contrario a questo impegno militare, anche se alcuni nel suo partito la pensano diversamente. Conclude affermando che in questo momento di così grave crisi economica non è accettabile spendere ulteriori risorse in armi e missioni di guerra.

Magliano (Impegno per Alba) evidenzia che i militari svolgono una funzione al servizio dello stato, ma allo stesso tempo sono vilipesi ed umiliati dai comportamenti di chi li manda in missione: quando i politici adottano provvedimenti per sottrarre alla giustizia se stessi o i propri amici; quando vengono creati posti di lavoro o di potere per i propri amici e parenti; quando si mina la credibilità delle istituzioni dello stato: magistrati o funzionari (come ad esempio Ambrosoli) anch’essi al servizio dello stato e che rischiano in ugual modo la vita per la democrazia. Abbiamo bisogno che i rappresentanti politici siano degni dell’incarico per cui sono stati eletti.

Per Paglieri (PD) è improprio dire “caduti per la democrazia”, perché tutte le guerre sono deprecabili e tutte le morti in guerra sono inutili. Ricorda che sono state chiamate guerre per la democrazia anche quella in Vietnam e quella in Iraq in cui l’Italia, governata da Berlusconi, è stata trascinata nell’illusione di ottenere maggior rispetto internazionale. Settanta anni fa, nell’ottobre del 1940, i nostri padri si stavano ammassando nei porti di Brindisi e Bari per partecipare alla “campagna di Grecia” e non ne capivano il motivo non vedendo nei greci dei nemici è stato un pallino di Mussolini che voleva competere con Hitler. La storia ci deve insegnare che la guerra è sempre ingiusta.

Il Sindaco Marello ritiene giusto commemorare i morti ed essere vicini alle famiglie colpite dal lutto e propone una distinzione tra la tematica della guerra ed il ricordo dei caduti: nella recente visita a Medford, in Oregon, è stato colpito dalla presenza, in molti giardini delle case, di un paletto con la bandiera americana e la fotografia di un caduto, eppure ha colto, nelle persone, una forte contrarietà alla guerra in Afghanistan. Ricorda che Obama ha vinto le elezioni presidenziali anche sul tema di opposizione alla guerra. In Italia invece chi è contrario alla guerra viene tacciato di non essere rispettoso dei caduti. In Afghanistan è evidente che c’è un errore di strategia ed uno stallo senza sbocchi. In questi anni è venuta meno una vera politica estera, con troppa facilità si cerca di risolvere i contrasti mediante la guerra e non con il dialogo e la politica. Il Sindaco vede questo momento anche come un invito, ai rappresentanti albesi in Parlamento, a portare questi sentimenti nell’impegno per la risoluzione dei conflitti. Si augura infine che sia l’ultima volta che si debbano commemorare dei caduti.

–          L’Assessore Foglino comunica che l’Ufficio della Pace organizza un viaggio in Bosnia Erzegovina dal 18 al 22 novembre ed invita i Consiglieri e l’Amministrazione a partecipare: l’impegno che Alba da anni sta portando avanti a Zavidovici ed in quella regione, che, dopo 15 anni dalla fine della guerra, non ha ancora risolto i problemi causati dalla violenza e dalle divisioni, riafferma l’assurdità della guerra, parola che dovrebbe essere cancellata.

–          L’Assessore Scavino comunica che ha rappresentato Alba all’inaugurazione di Terra Madre; Alba ospita 26 contadini, di cui 5 provenienti da Zavidovici, che partecipano alla manifestazione.

–          Il Sindaco legge la lettera ricevuta dal Prefetto di Cuneo, che andrà in pensione dal primo Novembre. Comunica di aver risposto mettendo in risalto le doti di umanità e semplicità dimostrate negli anni che lo hanno visto lavorare in collaborazione con i Sindaci della Provincia di Cuneo.

  • Delibere

–            Nona variazione al bilancio 2010 a relazione dell’Assessore Foglino.

La variazione è relativa alla destinazione dell’avanzo di gestione dell’anno 2009 al rimborso di mutui alla Cassa Depositi e Prestiti. Si è atteso fino ad adesso per destinare l’avanzo perché si sperava nella decisione del governo che concedesse agli Enti Locali di poterlo usare in altro modo, allentando il patto di stabilità. Si riducono di 1.196.372 euro i mutui che diventano così di circa 6.800.000 euro. La chiusura anticipata dei mutui prevede una penale di 153.210 euro che viene però rimborsata dallo Stato. La variazione prevede anche un’entrata, con relativa uscita, di 200.000 euro dalla Regione per la gestione della Fiera del Tartufo.

Panero (PD) sottolinea che la variazione è già stata presentata in Commissione Bilancio; è giustificata, oltre che dalla destinazione dell’avanzo di gestione anche dalla maggiore entrata dalla Regione.

Paglieri (PD) precisa che la destinazione dell’avanzo porta il bilancio totale 2010 a oltre 47 milioni di euro, ma non è giusto perché 1.200.000 euro sono già nostri. Chiede se i 200.000 euro della Regione vengono girati all’Ente Fiera e se non è previsto che la Regione trasferisca direttamente le risorse all’Ente.

Castellengo rileva con piacere che l’attuale maggioranza, ex minoranza, si è ravveduta nel giudizio relativo alle variazioni di bilancio. Ridurre il debito è una prassi consolidata, ricorda che dieci anni fa era di 20 milioni di euro ed ora si è notevolmente ridotto, auspica che nel corso della consigliatura si possa ulteriormente diminuire in modo da non lasciare ai figli i debiti fatti dai padri. Per quanto riguarda il patto di stabilità, non vede motivi fondati per ridurre i vincoli di spesa. Fortunatamente l’Europa ha tenuto conto del debito pubblico assieme a quello privato (che in Italia è molto basso) altrimenti l’Italia sarebbe costretta a fare una manovra correttiva di almeno 40 miliardi di euro come ha fatto la Gran Bretagna. Dichiara il voto di astensione, anziché contrario, della minoranza giustificato dal fatto che l’avanzo è frutto di sei mesi di gestione della Giunta Rossetto.

Per Magliano (Impegno per Alba) ciò che non funziona nel patto di stabilità è che, in un momento di oggettiva difficoltà, la modulazione degli sforzi per ridurre il debito interno allo stato italiano è tutta a sfavore degli Enti Locali.

Nella replica Foglino ammette che sulle variazioni ha in parte cambiato punto di vista, però invidia quelle fatte dalle Giunte del passato perché erano tutte relative a maggiori entrate, mentre le attuali sono soprattutto rimodulazioni e spostamenti di spese. Non mette in discussione i sacrifici da attuare per ridurre il debito, ma la manovra è stata fatta pagare dagli Enti Locali e questo blocca l’economia. L’Ente Fiera riceve direttamente i contributi dalla Regione, i 200.000 euro della variazione sono  del Comune e vengono usati in accordo con l’Ente Fiera.

Marello ammette che con la risorsa dell’avanzo si potevano avviare nuovi cantieri o fare maggiori interventi a favore dei cittadini, però non si può, quindi è giusto ridurre il debito. I contributi regionali per la Fiera del Tartufo sono stati pari a quelli degli anni precedenti, mentre per altre manifestazioni si sono ridotti: per Vinum sono stati di 5.000 euro anziché 40.000

VOTI A FAVORE 14 (tutta la maggioranza)

ASTENUTI 7 (tutta la minoranza)

–            Piano Nazionale di Edilizia Abitativa. Assenso sul contenuto della manifestazione di interesse a relazione del Sindaco.

La Regione ha esteso per altri due anni il “piano Casa” ed il 2 agosto ha approvato un ulteriore piano per la realizzazione di alloggi sociali che presuppone proposte congiunte pubblico/privato. Entro la data del 30 settembre è pervenuta una sola “manifestazione di interesse” presentata dal sig. Chiaffredo, rappresentante della Coop. Edilizia Fenice spa, che propone la realizzazione, sul proprio terreno, di edilizia residenziale privata e pubblica in loc. San Cassiano su un’area di 33.000 mq, già oggetto dell’accordo di programma della precedente Giunta (legge Gozzini) che si è arenato perché non sono stati concessi i finanziamenti richiesti (il sig. Chiaffredo ha rinunciato all’accordo di programma precedente). L’area è inserita nella zona agricola E3 pertanto, nel caso il progetto venga finanziato, si dovrà predisporre un’apposita Variante al Piano Regolatore. Il progetto prevede la costruzione di 3.400 mq con destinazione terziario, commerciale ed artigianale e 12.000 mq residenziali, di cui 5.900 per edilizia privata e 6.100 per edilizia pubblica da destinare alla locazione (di cui 3.900 edilizia agevolata disciplinati con patto a futura vendita a 10 anni ed i restanti per edilizia sovvenzionata dell’ATC). Il contributo richiesto alla Regione è di 3.182.970 euro per l’edilizia sovvenzionata e di 1.581.600 euro per l’edilizia agevolata. Una parte delle costruzioni sarà destinata alla realizzazione della sede della Guardia di Finanza per un totale di 1.100 mq (600 mq uffici – 260 mq autorimessa – 240 mq per 2 alloggi). La Regione Piemonte ha stanziato 32 milioni di euro per questi tipi di progetti, le domande pervenute in Regione sono molte per cui qualcuno sarà escluso; se il progetto di Alba non verrà accettato, nel nuovo PRG si terrà conto delle necessità.

Paglieri (PD) fa notare che il precedente accordo di programma prevedeva una superficie di territorio di circa 66.000 mq (per circa 69.000 metri cubi di abitazione –  insediamento di 600/700 persone) mentre l’attuale progetto insiste su una superficie di 33.000 mq.

Canova (PdL) legge una nota scritta (letta un po’ velocemente per cui non sono riuscito a cogliere tutte le contestazioni) con cui precisa che la Giunta presieduta dal dott. Giuseppe Rossetto (che viene citato più volte!) non ha una vera responsabilità sul fallimento dell’operazione perché sono mancati i fondi per la legge Gozzini. Pone dubbi perché già a Piana Biglini esiste un’area di edilizia popolare e con questa a San Cassiano si avrebbero le due aree proprio ai due ingressi di Alba. Pensa sia più opportuno attendere il varo del nuovo Piano Regolatore Generale. Chiede quale fine faranno le altre aree in strada Profonda e…(?). Infine il progetto attuale dovrebbe avere terreni immediatamente disponibili ed edificabili, mentre l’area di san Cassiano dovrà essere soggetta a variante.

Tripaldi (Alba Città per Vivere) non accetta il parallelo tra le due aree poste agli ingressi della città, quasi che l’edilizia agevolata sia una cosa brutta. Afferma che le situazioni di difficoltà abitative non devono essere concentrate in uno posto, magari nascosto, che diventerebbe una specie di ghetto, ma devono essere inserite nel tessuto sociale “normale”.

Giovannini (PD) evidenzia che tutti gli studi sull’edilizia sociale affermano che in futuro ci sarà molta più necessità di edilizia agevolata, per cui il progetto affronta una situazione di difficoltà reale.

Castellengo (PdL) pone delle perplessità sul quantitativo di metri riservati all’edilizia sociale che sarebbe solo il 40% delle superfici costruite: 6.100 mq sul totale di 12.000 mq di residenziali più 3.400 mq di terziario. Ricorda che si era pensato ad alloggi per giovani coppie da cedere a 1.800 euro al metro quadro ma che in effetti non valevano più di 1.600 euro; sarebbe meglio fare una politica di sostegno agli affitti (così si mantengono alti gli affitti ed  incassano sempre i privati proprietari degli alloggi e chi più ne ha…).

Nella replica il Sindaco sottolinea che la delibera impegna l’Amministrazione a fare una variante al PRG solo se il progetto viene finanziato dalla Regione. Afferma che sulla delibera della Giunta Rossetto, di cui faceva parte Castellengo, la minoranza si era pronunciata a sfavore perché non condivideva lo strumento. Infatti si era scelto di usare gli strumenti della legge Gozzini che prevedeva la costruzione di alloggi per le forze dell’ordine, dichiarando Alba territorio ad alta attività criminale. La responsabilità di Rossetto fu quella di promettere alloggi nell’arco di un anno. L’attuale Amministrazione si è trovata di fronte ad una situazione molto difficile: se non ci fossero state quelle scelte e quelle promesse non ci si ritroverebbe a discutere della delibera in oggetto. Lo strumento scelto oggi è diverso da quello adottato nel 2007 ed è finalizzato all’edilizia sociale di cui, come in passato, c’è estrema necessità. La costruzione per la sede della Guardia di Finanza è utile a mantenere in Alba il distaccamento che altrimenti verrebbe delocalizzato. L’impatto urbanistico è migliore di quello previsto dal precedente progetto perché prevede due corpi di costruzioni a tre piani e gli altri a due, di alta qualità costruttiva.

VOTI A FAVORE 13 (tutta la maggioranza)

CONTRARI 6 (tutta il PdL)

ASTENUTO 1 (Spolaore – Lega Nord – perché è stato recentemente nominato nel c.d.a. dell’ATC   provinciale (sarà il futuro vice presidente))

–            Individuazione delle Frazioni non metanizzate per l’applicazione delle agevolazioni per l’acquisto del gasolio e del gas

Poiché il concentrico di San Rocco Cherasca è stato metanizzato, lo si toglie dall’elenco delle zone in cui si riducono le accise per l’acquisto di prodotti petroliferi per il riscaldamento.

VOTI A FAVORE 20 (unanimità)

Il Consiglio termina alle 22,50

Allegato 1

Intervento del Consigliere Tripaldi in relazione alla commemorazione di quattro soldati italiani uccisi in Afghanistan

Presidente, Sindaco, Giunta, colleghi, pubblico presente: quanto leggo è in prima persona, ma è stato condiviso dal gruppo “Alba Città per vivere” che orgogliosamente rappresento in questo Consiglio Comunale.

Durante il minuto di silenzio ho dedicato un pensiero ad Amedeo Carlino deceduto mercoledì 6 ottobre in un cantiere albese. E’ l’ennesimo caduto in una guerra silenziosa che si combatte con quotidiana normalità. Ma, evidentemente, non è questa guerra il motivo del mio intervento.

Abbiamo infatti celebrato gli ennesimi caduti nella cosiddetta missione di pace in Afghanistan.

Da quando sediamo su questi banchi sono venti i militari morti, un bilancio atipico per una missione di pace; inoltre l’esercito italiano negli ultimi mesi gioca un ruolo di primo piano nel conflitto afghano. Ne sono dimostrazione i continui attacchi che i convogli italiani subiscono da tempo. In questo caso la discussione si è spostata sui blindati non adeguati, Freccia o Lince che siano. Ma la pace si costruisce con i blindati? Si costruisce dotando di bombe gli aerei? Si costruisce aumentando il numero dei soldati con la promessa di farli tornare a casa poco dopo?

Sembra la strategia di un videogioco ma nel videogioco non si muore davvero, non c’è lo strazio delle famiglie, devastate dal dolore, dalle vite spezzate dei loro figli con la magra consolazione di aver cresciuto “eroi indimenticabili”.

Ma chi sono questi eroi? Spesso giovani del sud che vedono nella vita militare un’opportunità lavorativa che vale meno di 1000 euro al mese, fino a quando si decide di intraprendere una missione all’estero con una retribuzione decisamente più alta.

Di sicuro nessun figlio di nessun ministro è a divorare sabbia nel deserto e, con altrettanta certezza, il genitore in questione sarebbe così felice di avere un potenziale eroe in famiglia.

Gli atteggiamenti e i fatti hanno un nome e qui stiamo parlando di guerra. Lo sanno gli americani, lo dicono da tempo alcuni italiani e lo testimoniano i documenti pubblicati da Wikileaks. Questo sito indipendente ha messo in luce, utilizzando documenti ufficiali trafugati, quanto si sussurrava da tempo: gli omicidi e abusi su civili, la corruzione degli “alleati” pachistani, la forza dei taleban e la violenza dell’intervento militare.

Negli Usa, che hanno conosciuto la disfatta in Vietnam e il fallimento, taciuto,  dell’ultima guerra in Iraq, ci sono sondaggi decisamente sfavorevoli alla guerra. Speriamo che, per una volta, i sondaggi abbiano il giusto peso.

La situazione in Afghanistan peggiora di giorno in giorno. Negli ultimi due anni (non ancora conclusi) ci sono stati più morti di quanti ce ne siano stati ne precedenti otto senza tener conto che muoiono più soldati suicidi al rientro negli Usa di quanti ne muoiano in battaglia. Cosa hanno visto di così sconvolgente?

In tutto questo l’Italia cosa fa?

Piange i suoi morti e “investe” 51 milioni di euro al mese per la missione oltre ai 20 milioni annuali per avvicinare i giovani alle forze armate. Fondi, questi ultimi, sottratti alla scuola.

Stanzia 24 miliardi di euro per la difesa, dati bilancio 2010.

Ma vorrei chiudere con un messaggio positivo tra i tanti che giungono da quella terra martoriata. L’Italia è anche rappresentata là da Emergency che con 1,8 milioni di euro l’anno manda avanti un ospedale che non guarda in faccia nessuno. In qualche modo, abbiamo esportato la democrazia. Immaginiamo cosa si potrebbe fare con risorse più consistenti.

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