Consigli Comunali aperti: SCUOLA SI, CASA NO!

Avevamo chiesto circa un mese e mezzo fa due Consigli Comunali monotematici, aperti: uno sull’emergenza casa e l’altro sulla riforma (o per meglio dire i tagli) della scuola.

Alla fine, dopo lunghi dissidi all’interno della maggioranza ed un lungo “tira e molla”, la Presidente del Consiglio Mariella Bottallo ed i capigruppo della maggioranza albese hanno dato il via libera a quello sulla scuola, ma detto un secco no a quello sulla casa.

SCUOLA:

La quarta commissione consiliare ha definito l’organizzazione del Consiglio aperto sulla scuola previsto per Mercoledì 19 novembre alle ore 21. “Seduta aperta” significa che possono anche intervenire nel dibattito rappresentanti ed esperti, in modo programmato, oltre ai consiglieri. In questi casi la seduta è per lo più dedicata ampiamente o esclusivamente al tema prescelto, di particolare attualità, e quindi vi è una maggiore partecipazione dei cittadini.

Primo problema: la sala. Quella del Consiglio ha uno spazio per il pubblico insufficiente. Se non si riesce ad andare a quella del Palazzo Mostre, ci sarà un collegamento televisivo interno con l’ampio corridoio e con la Sala della Resistenza (ci possono stare 150 persone).

Secondo problema: gli interventi. Ci sarà un rappresentante dell’Associazione dei genitori, un rappresentante degli studenti, un rappresentante sindacale, un dirigente scolastico delle elementari, uno delle medie e uno delle superiori, il dirigente del settore del Comune. Poi Assessore e Consiglieri.

Terzo problema: ordini del giorno finali; si stanno preparando e discutendo tra maggioranza e opposizione.

CASA:

Abbiamo, in questi anni, denunciato più volte il problema dell’emergenza abitativa. Ricordo solo pochi ma significativi dati: giacciono circa 114 richieste per le case popolari e circa 100 casi di famiglie in situazione di estrema povertà sono segnalate dal Consorzio socio-assistenziale e per alcune incombono già gli sfratti. Per contro, ci sono a disposizione sotto le torri in tutto 70 minialloggi per anziani (tutti occupati) e 3 strutture di volontariato ospitano soggetti in difficoltà, garantendo aiuto a 50 persone al giorno.

La latitanza dell’attuale amministrazione comunale su questo tema non ha limiti. Di fronte all’emergenza odierna,  si è fatto poco o nulla. Il problema sociale è drammatico: anche il ceto medio arranca, a causa di salari fermi, mutui in crescita, affitti alle stelle e carovita.  Da anni non esistono terreni per l’edilizia popolare. Il Nuovo Piano regolatore (fermo da cinque anni) avrebbe dovuto risolvere il problema, ma non lo ha fatto e, a fronte di una novantina di varianti, non si è portata avanti l’unica urgente. Il paradosso è una bolla edilizia malgovernata che vede – con tre milioni di oneri di urbanizzazione l’anno in cassa – centinaia di alloggi nuovi, in costruzione o in progetto, ma nemmeno un metro quadrato per abitazioni a prezzi accessibili.

Nei mesi scorsi abbiamo chiesto che:

  1. il Piano Regolatore individui aree per l’edilizia popolare;
  2. venga istituita un’Agenzia sociale per la locazione capace di fornire ai proprietari degli alloggi sfitti un’assicurazione contro il rischio di morosità;
  3. il Comune si faccia garante di mutui a tasso fisso per l’acquisto della prima casa diretti a giovani coppie, donne sole con bambini, famiglie non abbienti. Accade a Torino e altrove, perché non da noi?

La risposta è stata quella di negare un semplice Consiglio Comunale in cui dibattere il problema, con l’ausilio di esperti.

La motivazione può essere una sola: l’Amministrazione Albese ha paura di confrontarsi apertamente sulla casa e sul Piano Regolatore, temi sui quali non ha saputo intervenire con politiche adeguate a risolvere i problemi di tanti cittadini.

Maurizio Marello

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