Cerimonia di commemorazione dei Caduti: “Il loro sacrificio ci invita a praticare ogni giorno il valore della pace”

Giovedì 1 novembre nel cimitero di Alba tantissime persone hanno partecipato alla Santa Messa celebrata dal Vescovo Monsignor Giacomo Lanzetti in occasione della ricorrenza della Festa dell’Unità Nazionale e dei 23 Giorni della Libera Repubblica di Alba. A fine celebrazione eucaristica la commemorazione si è spostata nel “Campo della memoria” dove, il Sindaco di Alba Maurizio Marello ha reso omaggio ai Caduti accompagnato da diversi assessori e consiglieri di maggioranza consigliare, da esponenti di diverse associazioni e dal presidente dell’A.N.P.I. sezione di Alba Enzo Demaria.

 

«E’ l’occasione – ha dichiarato il Sindaco Marello – per fare memoria, ma anche per farci una semplice domanda: che cosa ci dicono oggi questi nostri fratelli caduti nel secolo scorso nei conflitti mondiali, nei conflitti locali, nella guerra partigiana? Il Vescovo prima nell’omelia ci ha ricordato bene come la morte non debba essere un tabù, non debba essere dimenticata ma debba interpellarci ogni giorno per aiutarci a vivere meglio. La consapevolezza della nostra precarietà, della nostra provvisorietà, la consapevolezza della morte è forse la cosa che ci può aiutare a dare un senso alla nostra vita, a non sprecare il tempo, ad impegnarlo bene, a viverlo per i valori che davvero contano. I morti della violenza, della guerra, della Resistenza ci interpellano e ci ricordano ancora altri valori, ci invitano, in questo momento particolare che stiamo attraversando, ad impegnarci. Ci additano il valore dell’impegno civile, sociale, politico. Loro che hanno vissuto epoche tremende, pensiamo agli Alpini in Russia, ai nostri partigiani sulle nostre colline, ai ragazzi al fronte, ai morti nei campi di concentramento. E se non si sono scoraggiati di fronte alla barbarie del fascismo e del nazismo, dell’odio razziale ed hanno perso la vita per consegnarci la libertà, la democrazia, tanto più anche noi non dobbiamo scoraggiarci pensando magari di allontanarci dalla vita pubblica perché non ci soddisfa o perché ci scandalizza. A mente fredda dobbiamo dire ci siamo, siamo qui, con quello stesso coraggio, per cambiare le cose, per difendere i valori scritti nella Costituzione e che loro ci hanno consegnato. E poi ci ricordano che la guerra è la negazione della vita, è la negazione dell’uomo. Ci rammentano il valore della pace, l’assurdità di ogni conflitto e ci ricordano anche che i conflitti non iniziano per caso ma nascono innanzitutto dal cuore umano, dall’odio, dall’intolleranza, dalla smania di potere, dalla voglia di affermarsi sull’altro, di affermare la nostra piccola ed insignificante persona su quella di chi cammina accanto a noi.

E allora ci invitano a tenere ben presente l’Articolo 11 della nostra Costituzione “L’Italia ripudia la guerra”. Il ripudio è l’invito a praticare ogni giorno il valore della pace nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nelle nostre relazioni, nelle nostre comunità. Abbiamo sentito nel Vangelo che gli operatori di pace sono beati. Quindi, i nostri caduti ci invitano ad essere beati in questo senso, ad essere quotidianamente nella nostra vita operatori di pace».

Le celebrazioni sono state organizzate in collaborazione con l’Associazione “Colle della Resistenza” e con l’A.N.P.I. sezione di Alba.

Domenica 4 novembre Alba ricorderà anche le nove vittime dell’alluvione del 5 e 6 novembre del 1994 con una Santa Messa in Duomo  alle ore 10.30. Poi il ritrovo in Piazza Sarti alle ore 11.15 e il lancio di una corona di fiori sul Tanaro dal vecchio ponte.

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