Centro di riabilitazione Ferrero: dichiarato il fallimento. Una gran brutta vicenda.

 

E’ fallito il Centro Riabilitativo Ferrero Srl (più noto in città come Istituto Ferrero). Nominato curatore il dott. Poma, che manderà avanti l’attività in vista di un’asta tra i vari possibili acquirenti, pagando i lavoratori da ora in avanti. Non fallisce (per ora) il socio unico del Centro Ferrero, la Fondazione Giovanni Ottavia Ferrero.
Si arriva oggi dove un sistema più efficace di controlli (revisori, Asl, Prefettura) doveva impedire di arrivare.
Si arriva dove, nella situazione debitoria (a quanto pare di qualche decina di milioni di euro) e nella incapacità di far fronte agli obblighi, sarebbe stato bene arrivare già qualche mese fa.
La prossima domenica una raccolta di fondi per i lavoratori da parte delle parrocchie cittadine.
Si ipotizza un prestito ai dipendenti – di un anno, senza interessi – da parte di una banca.
Il nostro Gruppo consiliare fin dall’interrogazione al Sindaco del 1° settembre e fin dalla riunione dei capigruppo aveva segnalato la gravità della situazione, che difficilmente sarebbe stato possibile affrontare senza una “procedura concorsuale” (cioè con il Tribunale sulla base della legge fallimentare).
Possiamo affermare con convinzione che se il Centro di riabilitazione Ferrero avrà un futuro, gran parte del merito sarà dei lavoratori che hanno affrontato i sacrifici di sei mesi senza stipendio garantendo la continuità del servizio.
La dichiarazione di fallimento e la nomina di un curatore consentono oggi di fare chiarezza sulla situazione debitoria e sulle responsabilità, di proseguire l’attività con un esercizio provvisorio e potranno permettere di giungere ad un’asta (speriamo in tempi brevi) tra i possibili acquirenti nella trasparenza.
1) Perché c’è voluto tanto tempo?
Già ai primi di settembre, quando avemmo modo di venire a sapere la situazione dei bilanci, sconsigliammo al Sindaco di entrare nel Consiglio di amministrazione e ritenemmo che solo una “procedura concorsuale”, con l’intervento del Tribunale, avrebbe potuto affrontare la situazione, perché non era credibile che una nuova società subentrasse caricandosi quella quantità di debiti (peraltro all’epoca ancora incerta nel suo ammontare). Il Sindaco invece dichiara ancora oggi che avrebbe preferito una soluzione di continuità aziendale. (Se è per questo, noi avremmo preferito che non si creasse il problema…)
Purtroppo in questi mesi la vecchia dirigenza (l’ex A.D. rag. Sacchetto) ha continuato a non fare un’opera di verità e si sono avviate confuse trattative, “cordate albesi”, sovrapposizione tra ruoli di chi come il Dott. Castellengo era ed è assessore alle finanze del Comune e contemporaneamente professionista consulente di una delle società che parevano interessate all’acquisizione, ipotesi di salvataggio degli amministratori, voci su interventi provvidenziali del Gruppo industriale che porta lo stesso nome , ma che nulla ha a che fare, promesse di acconti sugli stipendi non mantenute, mentre i lavoratori continuavano la loro opera con grande professionalità e senso di responsabilità.
2) Controlli e responsabilità.
Tutta questa vicenda ci porta a riflettere sul funzionamento del sistema dei controlli.
Quale è la funzione dei revisori delle società?
Quali tipi di controllo viene operato sulle Fondazioni da parte della Prefettura?
Quando l’Asl o altri enti pubblici si convenzionano con una struttura, oltre a controllare il modo di operare il servizio, non possono e non devono prendere visione dei bilanci e conoscere se i lavoratori vengono pagati?
Non possiamo infine non ricordare che tre-quattr’anni fa quando Carla Passalacqua, in una lettera a Gazzetta, evidenziò la sproporzione dei compensi dell’amministratore delegato rag. Sacchetto in una organizzazione non lucrativa e in una società con finalità sociali come la Fondazione e il Centro Ferrero seguì nell’ opinone pubblica e nel modo politico albese un eloquente silenzio.
Certo è che la vecchia dirigenza del Centro e Fondazione Ferrero, Amministratore Delegato in testa, dovrà chiarire fino in fondo l’origine, le ragioni e l’entità del debito e del dissesto finanziario davanti all’Autorità Giudiziaria, ma anche di fronte alla città. Il silenzio e le mezze verità di questi mesi sono inaccettabili. Il Centro di riabilitazione ha una funzione sociale, è un bene che appartiene al patrimonio di questa città e del territorio, al servizio dei più deboli. Allora c’è un dovere di particolare trasparenza ed impegno nei confronti dei 900 utenti e delle loro famiglie, oltre che dei lavoratori e delle cooperative, che ingiustamente subiscono questa situazione.
Parteciperemo alle iniziative solidaristiche delle parrocchie albesi e auspichiamo che Regione e banche possano venire incontro alle necessità.
Auguriamo a lavoratori, agli ospiti del centro ed alle loro famiglie un Natale che possa portare un po’ di conforto e sostegno e qualche buona notizia sulle sorti del Centro.

I Consiglieri Comunali Albesi: Maurizio Marello, Pierangelo Bonardi, Antonio Degiacomi, Roberto Giachino, Massimo Scavino, Mariangela Roggero Domini, Franco Foglino – Gruppo “Federati per Alba”

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Una risposta

  1. luigi napolitano ha detto:

    Semplicemente una vergogna, così come il Mauriziano A Torino, gente senza scrupoli che fa razzia del denaro pubblico ed inoltre restano impuniti impariamo dagli Usa in fatto di certezzza della pena.
    Ma arriverà la fine perchè ormai il nostro paese è in una fase di totale sprofondamento tutti i nostri politici sono delle semplici ballerine che vengono pagatea suon di decine di migliaia di euro per recitare una parte, ma scopo primario è riempirsi il potafoglio.
    Arriverà la fine siatene certi.
    Io sarò ad aspettare sulla riva, come i cinesi.
    UN italiano stufo di essere preso per i fondelli.
    Vergogna,vergogna.

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