Bilancio preventivo 2009: molto deludente. La Corte dei Conti “bacchetta” il Comune di Alba.

Siamo in presenza dell’ennesimo bilancio molto tecnico e poco politico: spese per investimenti ai minimi termini, avanzo di amministrazione applicato di 30.000 euro (contro il 1.800.000 euro del 2007 ed il milione di euro del 2008) per rimanere dentro il c.d. patto di stabilità. Tutto perfetto, o quasi, dal punto di vista economico-finanziario; tutto molto carente dal punto di vista amministrativo.

La premessa è quella di sempre: compito di un Comune non è quello di fare profitti, ma quello di impiegare bene i soldi (senza sprecarli) per fornire prestazioni e servizi adeguati all’esigenza della città e dei cittadini. Anzi, talvolta, avanzi di amministrazione molto significativi sono il sintomo di una scarsa programmazione nella spesa e negli interventi. Ed è quello che è accaduto in questi anni ad Alba.

Di programmazione manco a parlarne. Due esempi su tutti? Il Nuovo Piano Regolatore che dopo 5 anni di lavoro e di rinvii è ancora da approvare, ma soprattutto, sarebbe cosa buona conoscerne i contenuti; le opere di viabilità urbana ed extraurbana (strade, circonvallazioni cittadine, rete di piste ciclabili, aree pedonali, regimazione delle acque superficiali etc..) il cui ritardo è la ragione di un traffico che definire insostenibile è poco e che sta pregiudicando alle fondamenta la qualità della vita dei cittadini.

La regola assoluta applicata dall’Assessore alle finanze Carlo Castellengo è stata quella di rientrare dai mutui per risparmiare interessi e di non contrarre nuovi mutui per non aumentare l’indebitamento. Ineccepibile sotto il profilo finanziario, ma su quello amministrativo no. Rientrare anticipatamente dai mutui significa, nell’immediato, avere meno soldi da utilizzare per risolvere i problemi piccoli e grandi. E si tratta di somme ingenti: 1 milione e mezzo di euro quest’anno, quasi altrettanto per il prossimo, che vanno ad aggiungersi ai 6 milioni e mezzo degli anni precedenti. Parallelamente però l’Ufficio Tecnico non ha i soldi per fare la manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi, illuminazione, strisce pedonali, fognature e quant’altro o per realizzarne di nuovi. Insomma si è virtuosi sotto il profilo contabile ma poi la macchina amministrativa fatica in concreto a lavorare ed a dare risposte ai cittadini.

Quest’ultimo bilancio di previsione dell’era Rossetto, di fronte ai chiari di luna della crisi economica, alle difficoltà di famiglie ed imprese che si fanno sentire anche nella ricca Alba, nulla prevede per attenuare, quanto meno a livello locale, gli effetti della crisi in atto: non ci sono soldi per questo, ma neanche idee. Ad esempio uno sforzo particolare sul tema della casa (affitti, mutui, edilizia agevolata) che tanta parte assorbe dei redditi familiari, dei giovani e degli anziani, o su quello delle bollette poteva e doveva essere previsto. Ricordo che in questi anni la tassa rifiuti è aumentata nel 2007 mediamente del 35% – per le attività commerciali addirittura del 50-60% – e che le bollette delle utenze, anche dell’acqua, sono aumentate esponenzialmente. Lo stesso dicasi per le imprese medio-piccole commerciali ed artigianali che costituiscono il tessuto diffuso della nostra economia.

Una situazione straordinaria come quella in atto necessità di risposte adeguate, mentre qui si continua ad andare avanti come se nulla fosse accaduto o stia accadendo. Del resto la redazione del bilancio necessiterebbe di un coinvolgimento delle parti sociali, delle associazioni imprenditoriali, dei quartieri, ben diverso da cosa è stato fatto.

Per contro, poi, in futuro bisognerà essere molto attenti alla qualità della spesa. In questi anni l’Amministrazione Comunale, da un lato, ha beneficiato di molte entrate straordinarie (vedi Regione, fondazioni bancarie, ingenti oneri di urbanizzazione) che hanno consentito interventi, ma ha anche disperso, per non dire a volte sprecato, il denaro in molti “rivoli”, talvolta in cose superflue. Una spesa buona è quella che guarda alle priorità, alla qualità degli interventi, in qualsiasi campo (urbanistico, sociale, culturale, sportivo).

A questi ragionamenti è strettamente collegato il Piano triennale delle opere pubbliche.

Da un lato, con soddisfazione, per il prossimo anno troviamo interventi ed opere che da tempo avevamo sollecitato con svariate interrogazioni o sulle quali avevamo manifestato il nostro assenso: alcuni interventi di illuminazione pubblica (peraltro in forte ritardo), la riqualificazione delle Piazze Cagnasso e San Francesco (manca però Piazza Garibaldi che costituisce uno dei più importanti ingressi della città), interventi manutentivi sulle scuole, tratti di marciapiedi al Mussotto ed in C.so Cortemilia, complesso della Maddalena, per citarne alcuni.

Constatiamo che purtroppo le previsioni di opere si attenuano per il 2010 e si limitano sostanzialmente alla manutenzione per il 2011, allorquando si prevede interventi per soli 3 milioni di euro. Ci sembra un po’ poco dal punto di vista di una seria programmazione.

Maurizio Marello

Il Bilancio di Previsione per l’anno 2009 viene ridimensionato, nelle cifre, ma è identico, nei contenuti, a quello dell’anno 2008.
Non si colgono segnali che l’Amministrazione abbia recepito le difficoltà che molti albesi stanno vivendo e non vi é segnale di azione volta ad intervenire per affrontarle.
Giovani
– Casa
– Viabilità

Situazione economica ed occupazionale
E’ un’ulteriore dimostrazione della mancanza di sensibilità sociale e politica di questa Amministrazione brava a cogliere il vento in poppa da qualunque parte spiri, ma assente quando minaccia bufera.
Viene riproposto il vanto di non aver aumentato l’imposizione tributaria ma questi soldi, che sono peraltro tanti, non sono stati destinati ad affrontare i problemi urgenti lasciando invariate le destinazioni del passato.
In periodi di difficoltà é necessario rivedere la situazione dalle fondamenta.
Si può dire addirittura che l’imposizione fiscale si riduce in quanto il Comune non incassa più l’ICI sulla prima casa (1.369.000 euro) che è stata compresa nei trasferimenti dallo Stato (un federalismo fiscale alla rovscia)
Nel totale le entrate segnano rispetto al rendiconto del 2007 ( i dati del 2008 non sono raffrontabili in quanto non comprendono l’assestamento di fine novembre) una riduzione di circa 4.000.000 di euro apri all’11,6% dovuta principalmente a minori imposte e minori oneri di urbanizzazione.
L’avanzo di amministrazione non é stato praticamente previsto non perché non si verificherà quanto, riteniamo, per non prendere impegni con il Patto di Stabilità che sta diventando una variabile impazzita.
Anche le spese correnti sono previste in riduzione. Meno euro 2.300.0000 pari all’8,6%.

Le riduzioni più consistenti si verificano su:
 Prestazioni di servizi – 833.000 euro 6,8%
 Trasferimenti – 968.000 euro 36,2%

trasferite nei settori le riduzioni principali si riscontrano su
 Spese per l’istruzione pubblica – 7,1%
 Spese per la cultura – 16,3%
 spese per viabilità e trasporti – 21,3%
 spese del Settore Sociale – 8,2%

le spese in conto Capitale ammontano complessivamente a 6.000.000 di euro ed includono molti impegni di sistemazioni viarie, illuminazione ma non è previsto alcunché volto a migliorare la viabilità ormai sistematicamente caotica.
Interessante il dato che evidenzia una riduzione di 4.800.000 euro per le opere pubbliche finanziate e non ancora realizzate. Potrebbe voler dire che investendo meno si portano a termine i lavori in corso.

E’ un bilancio “senza impegno” nel momento in cui sarebbe necessario un indirizzo forte di per dar fiducia ai cittadini.

Franco Leopoldo Foglino

Fin dall’inizio della consiliatura abbiamo rivolto particolare attenzione alle società partecipate, chiedendo di avere un quadro organico della situazione delle singole società e del significato della nostra partecipazione. I casi di bilanci in passivo di Levaldigi e di Apro e l’aumento dei costi della raccolta rifiuti legata ad un grosso investimento, tutte cose che sono ricadute sull’Amministrazione senza avere una sufficiente e preventiva informazione, ci hanno visti insistere sulla necessità di un doverso modo di stare nei consorzi e nelle società partecipate. Nel caso Apro il grido d’allarme che lanciammo a suo tempo ha consentito di evitare guai peggiori. Siamo quindi pervenuti ad una delibera unanime che ha affidato all’Assessore al Bilancio ed ai suoi uffici la raccolta sistematica delle informazioni e dei documenti e il coordinamento della materia, in raccordo con la terza commissione consiliare.
Nel prossimo Consiglio dovrebbe svolgersi la prima relazione annuale in proposito.
Nel frattempo in data 23 ottobre 2008 perveniva dalla sezione regionale di controllo dela Corte dei Conti la pronuncia sul bilancio preventivo 2008, ai sensi della legge finanziaria 2006, indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale e per conoscenza al Sindaco e all’Organo di revisione. Di tale pronuncia nessuna notizia veniva data ai capigruppo e alla terza commissione. La minoranza ne veniva informata da un revisore. LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE AI CONSIGLIERI DI UN ATTO DI TALE IMPORTANZA COSTITUISCE UN FATTO GRAVISSIMO CHE TESTIMONIA ANCORA UNA VOLTA LA MANCANZA DI TRASPARENZA E DI INFORMAZIONE CHE HA CARATTERIZZATO QUESTI ANNI DI GOVERNO ALBESE.
Tale pronuncia accerta le irregolarità e rileva che il Comune di Alba presenta partecipazioni in dieci società e consorzi, dallo 0.28% della società SITRACI al 14,83% del consorzio intercomunale per la cremazione. Sei di queste società chiudono il bilancio di esercizio 2007 con una perdita, notevole per Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi, Fingranda, Geac, Sitraci, più contenuta per Stirano, Wi-FI. Si prospetta l’uscita da Fingranda, Sitraci, Wi-Fi (e dalla Società per la gestione del Mercato di Canale per la mancanmza di interesse per la città di Alba) .
L’amministrazione, senza aver consentito una disamina approfondita ai consiglieri, intende confermare la presenza in tutte le altre società: Acquedotto Langhe, Geac, Stirano tra quelle in passivo, e poi in Società intercomunale patrimonio idrico, Società intercomunale servizi idrici, Società energetica territoriale, Tanaro Servizi Acque, un gruppo di società la cui finalità e operatività andrebbe ripensata. Inoltre in Egea, Enoteca Regionale del Roero, Ente Turismo, Apro.
E’ necessario un più attento esame per valutare i profili di economicità, efficienza e efficacia dell’azione amministrativa effettuata tramite l’azione delle società partecipate.

Antonio Degiacomi

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