Altri commenti su “L’Osservatore” di Gazzetta d’Alba

Anche questa settimana riportiamo le lettere pubblicate sul numero in edicola di Gazzetta d’Alba, sempre in risposta all’Osservatore di martedì 25 maggio.

Egregio Direttore, sono da sempre per la libertà di critica e sostengo che la stampa debba essere severa e rigorosa, ma dopo aver letto l’Osservatore del n. 21 ho percepito una caduta di stile, relativamente ai riferimenti “famiglia, lavoro, salute”. Mi stupisce che un settimanale cattolico, il quale mette al centro delle proprie riflessioni famiglia, lavoro e salute, nel caso del primo cittadino non abbia questa sensibilità. Io preferisco un amministratore che dedica, sì, il proprio tempo per il mandato ricevuto, ad affrontare e cercare di risolvere i problemi della nostra città, all’ascolto dei cittadini che il Sindaco incontra nelle sedi istituzionali e nei punti d’ascolto di corso Piave e Moretta, che però non dimentica di avere una famiglia, il lavoro e la salute. Questo lo rende più vicino a noi cittadini che viviamo con difficoltà momenti di crisi materiale e morale, e che riteniamo la salute un bene primario di tutti. L’opinione, poi, che il Sindaco deleghi e coinvolga tutti gli assessori e lasci loro autonomia credo sia la riprova del grande rispetto che questi ha per le persone scelte, lo stesso rispetto che dimostra nei confronti dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. Ognuno di noi vorrebbe da chi ci amministra tutto il meglio e ancora di più, però sarebbe utile rimettere in pratica quella parola ormai desueta: partecipazione dei cittadini, non la delega in bianco o le solite critiche, ma proposte e suggerimenti. Gli strumenti ci sono: quartieri, referendum, incontri con Sindaco e assessori, partecipazione ai Consigli comunali, controllo sulle cose fatte e le molte da fare, senza faziosità, ma con la certezza che il nostro Sindaco accetterà suggerimenti e consigli.

Rosalba Giachino

 

Egregio Direttore, aprendo Gazzetta d’Alba di questa settimana leggo con stupore e non posso esimermi da esprimere tutto il mio biasimo per il fondo che tradizionalmente apre il giornale da lei diretto a firma l’Osservatore.  Senza entrare nel merito delle valutazioni riservate all’operato del Governo della nostra città e dell’opposizione, trovo  inaccettabile l’attacco personale riportato nei confronti del Sindaco inerente alla sfera privata con riferimenti alla sua famiglia, al suo lavoro e alla sua salute. Il mio sdegno aumenta se penso che i valori ridicolizzati e presentati come un limite all’efficienza di un uomo siano gli stessi che io identifico come un’esperienza necessaria per chi vuole e deve decidere del bene pubblico e che segna la differenza tra i politici e i politicanti.

Franco Biglino 

 

Egregio Direttore, sono sconcertato dal contenuto dell’Osservatore e nel ribadire la mia stima per il nostro Sindaco intendo incitarlo a proseguire nel rinnovamento intrapreso a tutto campo, incurante dei vecchi poteri forti della città che resistono. Noi siamo con lui e sappiamo che sta ben operando nell’interesse, finalmente, di tutti i cittadini. La dimostrazione del permanere di queste resistenze mi è risultata chiarissima leggendo l’affermazione “del nuovo Piano regolatore neanche l’ombra”. E’ vero che Marello in campagna elettorale ha messo il nuovo Piano regolatore tra le priorità, ma è possibile imputare al nuovo Sindaco questa carenza, sapendo che il piano è in fase di ultimazione ed è trascorso un solo anno di legislatura mentre, per ben dieci anni, la precedente Amministrazione ha mancato la sua pricipale missione per le ragioniche tutti conosciamo? Noi cittadini sappiamo registrare la faziosità e siamo anche un po’ stupiti dall’atteggiamento del suo giornale nei confronti del “dinamismo” del nostro ex Sindaco. Che Rossetto, dopo un ottimo primo mandato amministrativo, mettendo in primo piano i propri interessi personali è chiaro a tutti, ma con la vicenda del fotovoltaico e delle dichiarazioni sulla nomina dell’Egea ha superato ogni decenza politica. Credo sia giunto il momento di dire all’avvocato Rossetto che non è il padrone di Alba, che i cittadini si sono espressi chiaramente alle ultime amministrative e gli chiedono di contenersi e di svolgere istituzionalmente, il nuovo compito di vicepresidente della Provincia. Se così sarà, gliene saranno grati.

Armando Ferrero

 

Egregio Direttore, in passato ci chiedevamo chi stava dietro l’arguta penna che nella rubrica “L’Osservatore”analizzava, puntualizzava, stimolava, criticava l’agire politico albese. Noi pensiamo che chi oggi ha in mano la nuova penna, forse, non sa di quale città sta parlando, perché Alba ci risulta molto vivace, le iniziative interessanti sono molte e le più svariate; spesso siamo imbarazzati nella scelta perché le occasioni si sovrappongono; certamente non stiamo parlando solo di iniziative commerciali, ma culturali che rendono la nostra città viva e comunicativa. Lo stile di chi si cela dietro l’Osservatore dimostra pochezza di idee e incapacità di analisi. Finalmente abbiamo un sindaco che lavora sodo senza l’assillo di “presenziare” a ogni costo in ogni dove, che grazie a Dio gode di buona salute, che incontra i cittadini non solo in Municipio ma soprattutto nei quartieri, che mette il proprio impegno per la città con grande serietà senza dimenticare, ovviamente, la proprio famiglia. Caro Direttore, dalla rubrica in questione, emerge una volontà di attacco e di dileggio della persona che riteniamo scandalosa.

Augusto Dalmasso, Lucia Davico

 

Egregio Direttore,  sono stata negativamente colpita dall’articolo dell’Osservatore che di solito leggo con piacere per l’obbiettività e la sagacia. Parlando della fine della luna di miele tra albesi e Sindaco ha fatto l’elenco delle cose negative e fin qui il discorso ci sta e non sono preparata per obiettare (anche se parlando del Piano regolatore il buon senso  dice che se non l’ha fatto l’avv.Rossetto,ottimo sindaco, in 10 anni, Marello per farlo in un anno non dovrebbe chiamarsi Marello Maurizio ma Mago Merlino) ; mi è spiaciuto l’attacco indiretto fatto alla sua persona camuffato da elenco di attenuanti: salute, famiglia, professione. Marello gode di buona salute (glielo posso assicurare io che l’ho visto sguazzare per un mese nel fango dell’alluvione senza nemmeno beccarsi un raffreddore e farsi l’università viaggiando in treno tutti i santi giorni e con ogni tempo,  essendo allora sua vicina di casa); la sua professione è la stessa professione dell’avv. Rossetto, dell’avv. Zanoletti, dell’avv. Paganelli e di molti altri sindaci del passato. In quanto alla sua bella famiglia trovo strano che  un giornale cattolico che parla di pastorale delle famiglie critichi l’operato del sindaco perché “pressato da impegni familiari”.

Anna Maria Colombano

 

Caro Osservatore, mi permetto di replicare a quanto hai scritto la scorsa settimana criticando, aspramente e  ingiustamente, il Sindaco Marello. Io sono un barista che lavora in corso Piave e quest’anno, dopo anni senza manifestazioni ed eventi, siamo finalmente riusciti ad organizzare nel quartiere qualcosa di nuovo… anche ispirandoci alla campagna elettorale di Marello in cui si parlava di “aria nuova in città”. Ho trovato grande collaborazione e sincera condivisione d’intenti da parte di tutta la Giunta e dei Consiglieri Comunali di maggioranza, a partire dal Sindaco Marello. Fino allo scorso anno vedevo i Consiglieri Comunali e gli Assessori in foto sui giornali solo in occasione di inaugurazioni a tagliare nastri. Ora li posso incontrare e interrogare in molteplici occasioni in cui sono presenti in gruppo (comitati di quartiere, conferenze a tema, dibattiti pubblici, punto d’incontro in corso Piave ecc.) e dimostrano grande interesse verso i problemi della città. Mi viene difficile pensare che ci sia gente così miope, cioè incapace di vedere tutto quanto l’attuale Amministrazione ha fatto nell’interesse della città intera. A questo punto mi viene il dubbio che nel giornale che state leggendo ci siano abili esperti di marketing che, al fine di aumentare le vendite, decidano deliberatamente di alzare polveroni basandosi su infondatezze. A me sembra che Marello goda di buone condizioni di salute, anche perché regge un ritmo di lavoro quanto mai incalzante e, nonostante ciò, riesce a trovare il tempo per passare ogni tanto nel mio bar a prendersi un caffè.

Luca Viberti (barista)

 

Egregio Direttore, siamo un gruppo di persone che intendono manifestare tutto il loro disappunto per il commento dell’Osservatore apparso su Gazzetta del 25 maggio. Celandosi dietro l’anonimato e proclamandosi osservatore  si è  dimostrato assai  “partigiano”. Il vero problema però  è  la mancanza di stile. Siamo certi che Marello avrebbe accettato ogni critica, anche severa, nel nome del diritto di cronaca e della libertà di espressione.  Ma  la libertà di espressione incontra il limite del rispetto delle persone, specie se specchiate come Marello, e specialmente allorchè, spesso a sproposito, si parla di “gogna mediatica” per corruttori, trafficoni o peggio. L’Osservatore ha attaccato il Sindaco sul piano personale e, peggio ancora, negli affetti e perfino sulla salute, ritenuta cagionevole. Si tranquillizzi il nostro osservatore, poiché Marello gode di ottima salute e rimarrà Sindaco a lungo, nonostante le parole di questo “profeta di sventura”. Siamo infatti convinti  che un giornale cattolico, in futuro,  farebbe bene a verificare che  il proprio opinionista sia in linea con i valori e i toni propri del cattolicesimo che, di solito, non ama oltrepassare la misura e rispetta la dignità delle persone .

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