Alba sul fotovoltaico a terra

“Necessario tutelare ambiente, paesaggio, tipicità agricola. Fonti principali di ricchezza del nostro territorio di attrazione turistica”, spiega il sindaco Maurizio Marello.

Il Comune di Alba esclude quasi totalmente dal proprio territorio la possibilità d’installazione a terra di pannelli fotovoltaici con potenza superiore a 20 Kilowatt per la produzione di energia elettrica attraverso la radiazione solare. La delibera discussa in prima e seconda Commissione consigliare riunite in seduta congiunta giovedì 24 giugno esclude l’installazione a terra in centro storico e urbano, collina intorno alla Scuola Enologica, altre aree collinari, aree agricole, zone boschive, aree a 150 metri dai Fiumi Tanaro, Cherasca, Seno D’Elvio, Talloria, etc., zone d’interesse archeologico come San Cassiano, zone coltivate a nocciola, superfici idrologeologicamente fragili. Esclusa anche la zona di Scaparoni in forse durante l’ultima discussione.  No nelle zone cimiteriali, a Mussotto e Piana Biglini. Esclusa l’installazione per i beni  storici culturali, come le cascine. Esclusa la zona di pianura confinante con La Morra e Roddi per tutelare la visuale delle colline candidate a patrimonio Unesco. L’installazione è possibile solo in pochissime aree classificate 1 e 2. Zone in cui la proprietà è talmente frazionata che difficilmente i proprietari si metteranno d’accordo per rendere disponibili vari ettari necessari a creare distese d’innumerevoli pannelli a terra occupanti 10 metri a Kilowatt atte a produrre quantità elevate di energia, dice l’assessore  all’Ambiente ed Agricoltura Massimo Scavino dopo aver incontrato nei giorni scorsi le Associazioni agricole del territorio per un parere sull’argomento. Tuttavia, nelle rare zone possibili l’installazione dovrà rispettare determinate condizioni: migliori tecnologie disponibili, no a fondazioni in cemento armato, no a sostanze chimiche per la pulizia dei pannelli, altezza atta al passaggio della fauna, etc.

La delibera sarà portata in Consiglio comunale il prossimo 29 giugno. Considerato il clima di dialogo e intesa dimostrato in Commissione, probabilmente avrà l’approvazione unanime di maggioranza e opposizione. Tutti d’accordo sulla tutela del paesaggio albese ma anche su un sistema tecnologico ideale dal punto di vista ecologico perché porta risparmio di combustibili fossili e non produce emissioni inquinanti durante il funzionamento. Il fotovoltaico va benissimo sugli edifici, sui capannoni, nelle aree produttive, dove non solo è consentito, sarà consentito e noi spingeremo perché sia praticato”, afferma il sindaco. Maurizio Marello spiega: “Altro è sui terreni agricoli. Una realtà come Alba deve fare molta attenzione”. E chiarisce: “L’esclusione quasi totale del fotovoltaico a terra non è una presa di posizione contro questa tecnologia ma è il bilanciamento di un interesse per noi fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della tipicità agricola. Fonti principali di ricchezza del nostro territorio di attrazione turistica”.

(di  Gisella Divino pubblicato su Targatocn.it )

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