Alba: l’arena esterna del Teatro Sociale “Giorgio Busca” intitolata a Guido Sacerdote

Alba: l’arena esterna del Teatro Sociale “Giorgio Busca” intitolata a Guido Sacerdote

 

L’arena esterna del Teatro Sociale “Giorgio Busca” di Alba è stata intitolata a Guido Sacerdote (Alba 1920 – Roma 1988). Lo spazio esterno dotato di palcoscenico e gradinate per gli spettatori, utilizzato per eventi culturali e per la proiezione estiva del cinema all’aperto è stato intitolato al regista, produttore, autore televisivo e pioniere dell’intrattenimento musicale del sabato sera in tv.

 

________________________________________________________________________

 

Guido Sacerdote

Guido Sacerdote (Alba 1920 / Roma 1988), proveniente da un’agiata e conosciuta famiglia albese di origine ebraica, per alcuni anni dopo la laurea in Farmacia e fino al 1950, continuò la tradizione paterna di farmacista, nell’attività sita in corso Langhe ad Alba.

La guerra e le leggi razziali introdotte nel 1938 colpirono duramente anche la famiglia Sacerdote e grazie alla solidarietà espressa da alcuni albesi tra il 1944 e il 1945 Guido trovò rifugio prima in città e poi a Mango, per sfuggire alle persecuzioni delle forze tedesche occupanti. Giunta la Liberazione nel 1945, terminò i suoi studi alla Facoltà di Farmacia all’Università di Ferrara e nello stesso tempo continuò a coltivare il sogno di diventare un attore di teatro. Guido Sacerdote diventò uno degli animatori teatrali albesi più attivi, con Pinot Gallizio e Beppe Fenoglio, al Circolo Sociale di Alba. In questa sua attività amatoriale aveva messo in piedi una compagnia di attori dilettanti, organizzando degli spettacoli di intrattenimento molto seguiti negli anni del secondo dopoguerra. All’inizio degli anni ’50 lasciò la professione di farmacista per seguire la carriera in televisione (al tempo ancora nella fase sperimentale). Nel 1952 entrò alla Rai di Milano, con l’assunzione in qualità di Capo ufficio scritture, grazie all’aiuto dell’impresario di rivista Remigio Paone, amico di Sergio Pugliese, primo direttore della Rai. Un incarico a lui congeniale, anticipatore di straordinarie esperienze, che si dimostrarono fondamentali per il suo viatico di talent scout.

Guido Sacerdote si impegnò molto nella nuova attività nella nascente Rai a Milano, sita in corso Sempione, contribuendo alla produzione di “Lascia o raddoppia”, con Mike Bongiorno, la prima trasmissione televisiva di grande successo di pubblico.

Alla metà degli anni ’50, dopo l’avvio delle trasmissioni televisive regolari il 1/1/1954, si trasferì a Roma iniziando la produzione dei primi varietà televisivi di grande successo, mettendo in luce le sue straordinarie doti e qualità artistiche ed organizzative.

Guido Sacerdote fu anche mentore di personaggi albesi importanti, come Beppe Modenese, uno dei padri del made in Italy e presidente onorario della Camera italiana della moda, e di Umberto Tirelli, affermato costumista teatrale.

Il sodalizio artistico di Guido con il regista Antonello Falqui iniziò nel 1952 e si intensificò nel 1958, con la produzione del programma Buone vacanze, con l’orchestra diretta da Gorny Kramer, esperienza foriera di un filone di nuove trasmissioni televisive che avrebbero contribuito a creare un genere di spettacolo singolare, ossia il varietà televisivo, distinto rispetto agli altri generi, come quelli dell’avanspettacolo e del music-hall.

Alla fine degli anni ’50 Guido Sacerdote e Antonello Falqui produssero i primi spettacoli di intrattenimento “leggero”, collocati il sabato in prima serata, con contributi musicali, balletti, musica d’orchestra e ospiti provenienti dalle diverse esperienze teatrali.

In questo contesto Guido produsse per la Rai dal Teatro delle Vittorie di Roma trasmissioni musicali di grande successo come Canzonissima(1958-69), Studio uno poi Biblioteca di studio uno, fino alla metà degli anni Settanta. Questi varietà dalla metà degli anni ’50 agli anni ’70 erano seguiti da milioni di italiani il sabato sera.

E’ stato anche uno straordinario talent scout di nuovi artisti che sarebbero diventati, grazie ai suoi varietà, personaggi mitici della televisione italiana, per citarne alcuni ricordiamo: le gemelle Kessler, Mina, Lola Falana e Rocky Roberts. In pochi anni Sacerdote elevò la televisione italiana a livello internazionale, ospitando affermati artisti europei e statunitensi.

Dalla seconda metà degli anni settanta, si dedicò alla Radio co-producendo, con Luciano Salce e Enrico Vaime, una trasmissione di grande ascolto come Black Out.

Inoltre, con Davide Lajolo, iniziarono a scrivere una riduzione radiofonica di alcuni testi di Beppe Fenoglio, legando così il suo ricordo anche alla promozione della letteratura ispirata dal grande scrittore albese.

All’inizio degli anni ’80 Guido Sacerdote e Bruno Voglino selezionarono per la Rai i nuovi volti dello spettacolo televisivo, al fine di contrastare la nascente concorrenza della televisione commerciale. Da quella selezione si distinsero alcuni giovani che si sarebbero affermati dopo pochi anni, come, tra agli altri, Piero Chiambretti, Alessandro Cecchi Paone e Fabio Fazio. Proprio Fabio Fazio nel mese di ottobre del 2010 è stato ospite alla Fiera internazionale del tartufo di Alba alla presentazione del libro biografico di Franco A. Fava su Guido Sacerdote, ricordandolo come una persona molto professionale e di grande umanità.

Guido Sacerdote non dimenticò mai le sue origini albesi. Sovente si recava ad Alba, per ricordare i luoghi della sua giovinezza e della sua famiglia, accompagnando importanti ed affermati amici del mondo dello spettacolo in città per far conoscere il nostro straordinario territorio, la sua prelibata cucina ed i suoi grandi vini.

Guido Sacerdote è stato uno dei pionieri della televisione italiana, nonché produttore televisivo di grande talento.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *