Alba: inaugurato il cippo in memoria di Giovanni Daziano, partigiano Medaglia d’Argento al Valore Militare

«La storia del nostro paese e quella della nostra città devono essere sempre ricordate»

Giovanni Daziano_cippo_GDivino_1Sabato 16 novembre in via Rorine, nella traversa che porta ai numeri civici dal 34/1 al 34/7, il sindaco di Alba Maurizio Marello insieme al vice sindaco Leopoldo Foglino e agli assessori Olindo Cervella, Paola Farinetti, Massimo Scavino, alcuni consiglieri comunali accanto al presidente dell’A.N.P.I. sezione di Alba Enzo Demaria  ha inaugurato il cippo in memoria di Giovanni Daziano (1919 – 1944), il partigiano con il nome di battaglia “Ivan” Medaglia d’Argento al Valore Militare  ucciso presso Villa Miroglio il 2 novembre del 1944.

 «Daziano Giovanni Giuseppe di Damiano nacque a Carrù l’8 ottobre 1919 per trasferirsi con la famiglia successivamente a Mondovì ove era operaio collaudatore; aderì alla Resistenza fra le file degli Autonomi della I Divisione Langhe nella 1a Brigata Castellino, con il nome di battaglia di Ivan. Partecipò alla difesa di Alba il 2 novembre 1944 e fu ucciso presso Villa Miroglio. Fu decorato di Medaglia d’Argento con la seguente motivazione: «Valoroso comandante di una squadra di partigiani, dava più volte nel corso di scontri a fuoco ed in circostanze difficili e pericolose, belle prove di decisione, di accortezza e di coraggio. Durante i combattimenti per la difesa di Alba, essendo la formazione costretta a ripiegare sotto l’incalzante pressione di forze superiori, chiedeva di rimanere con la sua squadra alla retroguardia. Impegnatosi a distanza ravvicinata, si batteva da prode attardandosi coscientemente per meglio assolvere il suo compito sino a che, colpito in fronte, cadeva da prode sul campo»». Così, il presidente dell’A.N.P.I. Enzo Demaria ha presentato al pubblico Giovanni Daziano.

Il cippo, oltre alle date, ricorda l’episodio attraverso la descrizione di Beppe Fenoglio ne “I ventitré giorni della città di Alba”: “Difesero Cascina Miroglio e, dietro di essa, la città di Alba per altre due ore, sotto quel fuoco e quella pioggia”.

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Durante la cerimonia il sindaco Marello ha spiegato: «Questa è una delle iniziative per ricordare i 69 anni dalla “Libera Repubblica di Alba” (ndr 10 ottobre–2 novembre 1944). L’anno prossimo saranno 70 anni e dovranno essere commemorati con un’enfasi ancora più importante anche se la città ha sempre ricordato questi momenti grazie all’impegno dell’A.N.P.I.  che insieme ad altre associazioni che si occupano della Resistenza e della memoria ha sempre onorato queste date ed ha cercato di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di quel periodo. Lo hanno fatto soprattutto i partigiani negli anni con la loro testimonianza, una testimonianza che purtroppo per ragioni anagrafiche si sta spegnendo. Quindi, è importante saper raccogliere tutti insieme questo testimone anche se è  difficile testimoniare quando non si è stati presenti. Tuttavia, abbiamo il dovere di farlo perché solo 69 anni fa questo paese ha conosciuto la democrazia, la libertà, la repubblica dopo anni di monarchia ma soprattutto dopo un ventennio di dittatura che aveva oppresso le persone e le coscienze. Per questo la storia del nostro paese e quella della nostra città devono essere sempre ricordate».

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