Alba: il Sindaco Maurizio Marello nel “Campo della Memoria”: «Questo ricordo sia per noi un impegno ad essere costruttori di pace attraverso i nostri comportamenti nei luoghi in cui viviamo, attraverso le nostre parole, le nostre idee, il nostro modo di relazionarci alle altre persone»

Ieri, domenica 1 novembre tantissime persone hanno partecipato alla Santa Messa per i defunti nel Cimitero monumentale di via Ognissanti ad Alba.

Al rito liturgico presente anche l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Maurizio Marello accanto a quasi tutti i membri della sua Giunta e a diversi Consiglieri accanto ad esponenti di diverse associazioni tra cui l’A.N.P.I. sezione di Alba.

Dopo la funzione, una grande corona d’alloro è stata posta sul monumento ai caduti nel nell’attiguo “Campo della Memoria” per il Giorno dell’Unità nazionale e della Giornata delle Forze Armate commemorati ogni anno il 4 novembre.

 

«E’ un momento di ricordo per tutti coloro che sono caduti vittime delle guerre – ha ricordato il Sindaco Maurizio Marello davanti al monumento ai caduti insieme a don Lorenzo Costamagna vice parroco della Cattedrale – quelle di ieri ma anche quelle di oggi in un mondo ancora molto insanguinato dai conflitti. Esprimo un ricordo particolare ai partigiani e a tutti coloro che hanno contribuito alla lotta di Resistenza e all’instaurazione della democrazia. Ricordo anche i dispersi in Russia. E quest’anno una memoria speciale va ai caduti della prima guerra mondiale. Ricorre il centenario dall’entrata nel conflitto del nostro paese, 1915-2015: 18 milioni di morti di cui 9 milioni di militari, soldati e altrettanti civili, 20 milioni di mutilati e invalidi di guerra. È stata una strage atroce quella che Papa Benedetto XV definì “inutile strage”. Questo ricordo sia per noi un impegno ad essere costruttori di pace attraverso i nostri comportamenti nei luoghi in cui viviamo, attraverso le nostre parole, le nostre idee, il nostro modo di relazionarci alle altre persone. Da questi caduti viene a noi l’esortazione “vivete in pace”. Raccogliamo questa esortazione e facciamola nostra».

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