Alba: il Sindaco Maurizio Marello alla cerimonia per i caduti della Grande Guerra mondiale: «Il nostro impegno è quello di essere costruttori di pace»

Venerdì 22 maggio davanti al Monumento ai Caduti nel “Giardino Vittime dei Campi di Sterminio” di via Roma ad Alba, città medaglia d’Oro al Valor Militare, l’Amministrazione comunale ha commemorato tutti i caduti della Grande Guerra mondiale (1914 – 1918), in occasione della ricorrenza del centenario dell’inizio delle ostilità contro l’impero Austro – Ungarico il 24 maggio 1915.

 

Alla solenne cerimonia organizzata in collaborazione con il Comando della Regione Militare Nord dell’Esercito Italiano ed il loro Colonnello Antonio Zerrillo, sono intervenuti le autorità militari con il picchetto d’onore, i gonfaloni dei comuni di Diano d’Alba, Monticello d’Alba, Guarene, Corneliano d’Alba, Barbaresco, Piobesi d’Alba e Castagnito, la Croce Rossa Italiana e molti alunni delle scuole albesi.

Durante la mattinata alcuni alunni hanno letto dei brani tratti dal libro di Giulio Parusso e Ugo Degiacomi “Alba e la grande guerra. La città dal 1901 al 1920. Diario di un albese al fronte” (Araba Fenice, Boves 2003).

 

Particolarmente commovente il momento in cui il Sindaco Maurizio Marello ha consegnato ai parenti i fogli matricolari di due militanti del conflitto. I fogli sono stati dati a Irene Volpiano alunna del Liceo Artistico “Pinot Gallizio” e bisnipote di Tommaso Volpiano classe 1898 e combattente nel 3° reggimento alpini – battaglione Pinerolo e a Niccolò Borgogno studente del Liceo “Leonardo da Vinci” che ha ricevuto i fogli matricolari del prozio Giovenale Luigi Viberti combattente nella Grande Guerra militando nel 74°, nell’89° e nel 77° reggimento fanteria della Brigata “Toscana” fino a quando fu dichiarato disperso in combattimento il 31 agosto del 1917.

 

«La prima Guerra mondiale è stata una tragedia immane con circa nove milioni di soldati e circa 7 milioni di civili morti – ha ricordato il Sindaco Maurizio Marello durante la cerimonia – Spezzò la vita a moltissimi giovani, alcuni non avevano neanche 18 anni. La tragedia di questi ragazzi è un’invocazione alla pace verso di noi e verso i giovani di oggi. Bisogna partire dalle tragedie del ‘900 come la prima e la seconda guerra mondiale combattute a causa di scelte politiche belligeranti per continuare a fare politiche di pace, senza dimenticare che questi conflitti sono nati in Europa e si sono poi estesi ad altri paesi. Questo ci fa capire quanto è importante costruire un’Europa casa comune per continuare il lungo periodo di pace iniziato nel ’45 e interrotto nel 1992 dal conflitto in Bosnia ed Erzegovina. Il nostro impegno è quello di essere persone costruttori di pace».

L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del programma delle manifestazioni “Centenario Prima Guerra Mondiale 2014/2018” lanciato l’anno scorso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Foto Severino Marcato del Gruppo Editoriale San Paolo.

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