Alba: grande festa di ringraziamento per i fondatori di Progetto Emmaus Armando Bianco e Vincenzo Torchio

«Senza assistenza alle persone più deboli, le nostre non sarebbero comunità civili»

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Sabato 8 giugno nel giardino della Scuola dell’Infanzia Paritaria “Nostra Signora del Suffragio” in frazione Mussotto ad Alba, una bella festa per ringraziare gli storici fondatori della cooperativa sociale Progetto Emmaus Armando Bianco e Vincenzo Torchio.   Ai festeggiamenti sono intervenuti anche il sindaco Maurizio Marello, il vice sindaco Leopoldo Foglino e il consigliere comunale Fabio Tripaldi. Armando Bianco  e Vincenzo Torchio rispettivamente presidente e vice presidente della cooperativa nata diciotto anni fa per sostenere le famiglie e il mondo del lavoro per disabili, ad  aprile 2013 hanno passato le consegne ad Alberto Bianco nuovo presidente e Augusto Dalmasso nuovo vice presidente. I due ex vertici della cooperativa ora stanno lavorando alla Fondazione Emmaus e i soci e le famiglie assistite in questi anni hanno voluto ringraziarli per l’impegno speso al servizio della comunità.

Anche il sindaco ha voluto ringraziarli a nome della città e dell’Amministrazione.

«Vincenzo e Armando rappresentano due pilastri per la nostra comunità. La vostra storia – ha affermato il sindaco Marello rivolgendosi ai due fondatori –  ha attraversato molti anni della nostra città con esperienze inedite in momenti molto diversi tra di loro. Più di trent’anni fa, quando siete partiti con esperienze nel sociale, nel mondo dell’handicap e in altri settori, queste erano esperienze da pionieri. Neanche il sistema socio assistenziale era minimamente strutturato da questo punto di vista. Siete stati dei precursori ed oggi viviamo di questo. Il sistema della socio assistenza, dei servizi alla persona e alle persone più deboli  oggi è in difficoltà per le politiche sciagurate di tagli dal governo centrale e dalle istituzioni vicine a noi pensando che questo fosse un sistema che potesse andare avanti da solo, o con meno risorse o comunque fosse un sistema sovradimensionato. In realtà ci stiamo rendendo conto che questo è un sistema prezioso senza il quale le nostre non sarebbero comunità civili. Anzi, oggi non dovremmo essere qui a difendere qualcosa acquisita nel tempo ma a rilanciare i nuovi bisogni guardando al futuro e pensando ad un presente in cui purtroppo i bisogni aumentano e non diminuiscono. Tuttavia, il tempo che ci è dato di vivere è questo e quindi siamo tutti chiamati a lottare per difendere ciò che stato costruito e portarlo avanti.  A nome della città e dell’Amministrazione vi esprimo assoluta gratitudine per tutto il lavoro fatto. Oggi si continua ad andare avanti e voi farete ancora tanto su questo cammino. Grazie di cuore».

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