Alba: una corona d’alloro sul restaurato cippo dedicato a Lorenzo Torchio  

 

 

 

 

Domenica 19 novembre, lungo la strada Madonna di Como ad Alba, il Sindaco Maurizio Marello ed Enzo Demaria, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sezione di Alba e  vicepresidente comitato provinciale A.n.p.i., insieme alla famiglia Torchio hanno deposto una corona di alloro sul cippo dedicato a Lorenzo Torchio fucilato dai nazifascisti a 41 anni, nel 1944, proprio il 19 novembre.

 

 

 

La pietra votiva è stata restaurata recentemente dalla famiglia ed è stata inaugurata volutamente  nel giorno dell’anniversario dalla morte.

 

 

 

«Ringrazio la famiglia Torchio e ringrazio l’A.n.p.i. ed il suo presidente Enzo Demaria per questa ennesima iniziativa – ha detto il Sindaco Maurizio Marello – In questi anni avete restaurato molti cippi, pubblicato degli itinerari partigiani sulle nostre colline ed in città molto apprezzati dai visitatori che vengono a conoscere questi luoghi teatro della Resistenza, dove è nata la nostra Repubblica e la nostra democrazia. È importante di questi tempi far emergere questi segni, soprattutto per i giovani. La memoria è sempre più corta e questo sta alimentando dei comportamenti che ci fanno tornare indietro nel tempo. Il dovere che abbiamo è trasmettere questa storia affinché queste tragedie non debbano più ripetersi. Per fortuna qui non sono più accadute ma si sono ripetute da altre parti non lontano da noi, come nei Balcani 25 anni fa. Per questo, ogni giorno dobbiamo ricordare ed onorare la medaglia d’oro al valor militare conquistata dal sacrificio e dall’impegno di quei giovani 73 anni fa».

 

 

 

«73 anni fa, il 19 novembre era anche domenica – ha ricordato Enzo Demaria, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – sezione di Alba e vicepresidente comitato provinciale A.n.p.i. – i fascisti avevano ordinato un grande rastrellamento in tutta la Langa perché volevano far pagare agli albesi i 23 giorni in mano ai partigiani. In quella domenica, solo in questa zona, ne uccisero più di venti. Qui vicino, al di là della collina hanno ucciso anche Gino Rocca che era nella lista di partigiani. In quei giorni i partigiani uccidevano i fascisti ma i fascisti uccidevano i partigiani ed anche i civili. Gino Rocca e Lorenzo Torchio erano con i partigiani ma non erano partigiani combattenti. Lorenzo Torchio aveva 41 anni ed era padre di sette figli. Lo fucilarono qui con la ferocia descritta dal vescovo Monsignor Luigi Maria Grassi nel suo diario».

 

 

 

All’evento hanno partecipato anche gli assessori comunali Alberto Gatto e Fabio Tripaldi.

 

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