Alba: commovente cerimonia l’intitolazione di piazza Savona a Michele Ferrero

Il Sindaco Maurizio Marello: «esprimiamo profonda riconoscenza nei confronti di una persona e di una famiglia che ha letteralmente trasformato questa terra e lo ha fatto volendo bene alle persone»

La Piazza Savona di Alba è diventata Piazza Michele Ferrero. Una commovente cerimonia martedì 29 settembre, giorno di San Michele, ha sancito l’intitolazione della piazza all’industriale Medaglia d’Oro della Città di Alba e Cavaliere del Lavoro e di Gran Croce scomparso il 14 febbraio 2015 a Montecarlo.

 

Alla celebrazione presenti in prima fila la moglie Maria Franca Fissolo Ferrero, accanto al figlio Giovanni con la moglie Paola Rossi, la nuora Luisa Strumia vedova di Pietro e quattro dei cinque nipotini insieme al Vescovo emerito di Alba monsignor Giacomo Lanzetti e a monsignor Francesco Ravinale, Vescovo di Asti e nuovo amministratore apostolico della Diocesi albese.

 

«Con questo gesto – ha spiegato il Sindaco di Alba Maurizio Marello che ha voluto fortemente l’intitolazione della piazza al grande industriale albese – esprimiamo profonda riconoscenza nei confronti di una persona e di una famiglia che ha letteralmente trasformato questa terra e lo ha fatto volendo bene alle persone perché il processo di crescita economica e lavorativa della Ferrero da una parte e di Alba e del suo territorio dall’altra, non è stato mai disgiunto dal processo di crescita delle buone relazioni, dell’amicizia, dei buoni sentimenti e della crescita della comunità. E il signor Michele Ferrero, con l’esempio quotidiano dei fatti, ha davvero incarnato questa testimonianza. Oggi vuole essere un giorno di ringraziamento con un segno concreto. Questa piazza, insieme a piazza Risorgimento, è la piazza più importante della città. È anche la piazza di una città e di un territorio che in settanta anni si sono liberati dalla miseria, dalla povertà e soprattutto hanno dato alla gente la loro piena dignità. E Michele Ferrero è stato il principale liberatore di questa terra da quella condizione».

 

Dopo un lungo applauso la parola è passata al figlio del signor Michele, il dottor Giovanni Ferrero.

 

«A nome mio, di mia madre e della mia famiglia – ha dichiarato l’Amministratore delegato del Gruppo – ribadisco l’impegno di rimanere fedele al patto fondativo e fiduciario con la città di Alba. Alba ci è rimasta fedele per settanta anni, noi rimarremo fedeli alla città di Alba. Grazie».

Intitolazione Michele Ferrero_GDivino_2

 

Poi lo scoprimento della stele commemorativa con su scritto “Piazza Michele Ferrero 1925 – 2015 Industriale”. A togliere il telo la signora Maria Franca e il figlio Giovanni accanto al Sindaco Maurizio Marello ed ai collaboratori dello stabilimento in divisa mentre dalla fabbrica di via Vivaro arrivava il suono della sirena dell’azienda.

 

La cerimonia è iniziata con il saluto e la lettura da parte del Sindaco Marello delle lettere arrivate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino.

 

 

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Michele Ferrero

 

Nasce a Dogliani il 26 aprile 1925.

 

Giovanissimo, affianca il padre e lo zio nella conduzione dell’azienda di famiglia, manifestando da subito eccezionale talento creativo e organizzativo, oltre che impareggiabile carisma.

 

Nel 1957, a causa della morte improvvisa dello zio, assume la guida della società e scrive alle sue maestranze: “Mi impegno a dedicare ogni attività e tutti i miei intenti a questa azienda, assicurandovi che mi riterrò soddisfatto solo quando sarò riuscito, con fatti concreti, a garantire a voi e ai vostri figli un sicuro e sereno avvenire”.

 

E’ a lui che si deve lo sviluppo della Ferrero prima in Italia, poi in Europa e quindi nel mondo, facendola divenire la quarta azienda mondiale del settore con 33.000 collaboratori di 100 diverse nazionalità.

 

E’ a lui che si devono i prodotti più innovativi e attraenti, divenuti marchi apprezzati dai consumatori di tutto il mondo.

 

E’ lui a firmare progetti ed iniziative di responsabilità sociale di grande spessore, come la Fondazione, affidata alla moglie Maria Franca, le Imprese Sociali in Africa e in Asia, i prodotti Kinder per la crescita gioiosa dei bambini, il programma di promozione di stili di vita attivi Kinder + Sport.

 

E’ lui che, dopo la tragica e prematura scomparsa del figlio Pietro, reagisce con una straordinaria forza d’animo, spronando tutti ad onorarne la memoria con nuove energie e rinnovato impegno.

 

E’ sempre lui a mettere saldamente nelle mani del figlio Giovanni le redini e il futuro del Gruppo.

 

Muore a Monaco il 14 febbraio 2015.

 

Alba e le Langhe si fermano per piangerne unanime la scomparsa.

 

I giornali del mondo intero ne scrivono come esempio illuminato di fede, passione per il suo lavoro, spirito filantropico ed infinita bontà. Un uomo straordinario, che ha scritto una pagina indelebile della storia dello sviluppo del nostro Paese.

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Piazza Savona

 

Luogo di snodo tra la città antica e l’espansione novecentesca, centro di ritrovo della cittadinanza e luogo simbolico delle attività economiche albesi.

 

Agli inizi del XIX secolo l’area era un ampio spazio situato al termine dell’attuale via Vittorio Emanuele II, accanto al piazzale del mercato del bestiame, l’antica “piazza fuori porta san Martino” che s’innestava sulla strada provinciale per Savona, gli attuali corso Italia e corso Langhe.

 

Nel 1845 l’architetto Giorgio Busca progettò la piazza simmetrica, all’ingresso della città, impostando blocchi edilizi successivamente perfezionati per adeguarli al progetto della ferrovia, inaugurata nel 1865. I palazzi ai lati dell’imbocco di via Vittorio Emanuele II sono realizzati tra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30 del XX secolo.

 

Il “Piazzale porta Savona”, dotato di casello daziario, era adibito a manifestazioni e al mercato dell’uva. Ospitò il monumento ai Caduti, spostato nel 1928 nei giardini di piazza XX settembre, e successivamente, quello equestre dedicato al generale Govone protagonista del Risorgimento nazionale.

 

All’inizio del ‘900 la piazza venne intitolata al re Umberto I e nel 1944 a Ettore Muti.

 

Ritornò l’intitolazione “Savona” nel 1951. Il toponimo, di denominazione popolare, riaffermava allora i vincoli commerciali e industriali tra la città e la Liguria.

 

Alla fine degli anni Cinquanta la signora Ottavia Amerio Ferrero fece realizzare la fontana che abbelliva la piazza, dedicandola alla memoria del marito Giovanni, zio di Michele. La fontana, decorata con pannelli dello scultore Angelo Grilli, rappresentanti i simboli degli Evangelisti le cui iniziali compongono il nome della Città, fu inaugurata il 1 maggio 1959.

 

Dopo la risistemazione del 2009, la piazza appare oggi come un luogo centrale della vita cittadina, snodo da cui diramano le principali arterie di uscita, invito ad accedere al centro storico medioevale. Luogo di ritrovo, con i suoi eleganti bar e ristoranti, la piazza cara al cuore degli albesi, luogo evocativo della crescita economica cittadina, dai barocci della “Malora” all’internazionalizzazione di Ferrero e delle grandi aziende albesi, appare il luogo ideale per ricordare Michele Ferrero, persona ed imprenditore eccezionale, cui è dovuta la riconoscenza per la sua azione fruttuosa da parte di tutta la comunità locale e nazionale.

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