Alba: aperto il “68esimo Congresso nazionale Assoenologi – Cinquant’anni di Doc: il territorio, il vino e l’enologo”

 «Ci onora che la principale associazione del mondo vitivinicolo abbia scelto di celebrare il suo congresso qui da noi»

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Giovedì 4 luglio al Teatro Sociale “G.Busca” di Alba si è aperto il  “68esimo Congresso nazionale Assoenologi – Cinquant’anni di Doc: il territorio, il vino e l’enologo”. All’apertura ufficiale, il benvenuto del Sindaco di Alba Maurizio Marello intervenuto dopo la presentazione del Direttore Generale di Assoenologi (Associazione Enologi Enotecnici Italiani)  e Presidente del Comitato Nazionale vini – Mipaaf Giuseppe Martelli e prima del Presidente Assoenologi nazionale Riccardo Cotarella e del Presidente  Assoenologi Piemonte Piergiorgio Cane.

«Sono particolarmente lieto – ha dichiarato il Sindaco Maurizio Marello – di portare il benvenuto della nostra città a tutti voi presenti al “68esimo Congresso nazionale Assoenologi”. Vi accogliamo con gratitudine e riconoscenza per un evento di straordinaria importanza. Alba è anche capitale del vino e ci onora che la principale associazione del mondo vitivinicolo abbia scelto di celebrare il suo congresso qui da noi. E’ bene ricordare da dove siamo partiti. Siamo partiti nel 1881 quando è nata la nostra gloriosa Scuola Enologica, l’Istituto Umberto I. Molti di voi si sono formati qui ad Alba. La scuola è nata cinque anni dopo quella di Conegliano Veneto, al fine di curare le malattie della vite. Poi, negli anni, l’insegnamento si è spostato dalla vite al vino. Da qui il passaggio da un metodo empirico ad un metodo scientifico nella produzione. Da qui il ruolo dell’enologia, il vostro ruolo che è stato e sarà un ruolo fondamentale nella cultura del vino. Alba, le Langhe e il Roero sono diventati quello che sono in questo campo per questa scuola che ha formato centinaia e centinaia di allievi di grandissima professionalità. Noi teniamo molto a questo istituto. Lo difendiamo a spada tratta. Negli ultimi anni accanto alla scuola ha trovato sede il  corso di laurea in Viticoltura ed Enologia della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Torino. Crediamo che lì si giochi la sfida del futuro. Ci fa piacere accogliervi. Facciamo il possibile per ospitarvi nel migliore dei modi. Vi auguro di poter ammirare soleggiate le nostre colline candidate a patrimonio dell’umanità Unesco proprio per il paesaggio vitivinicolo ma vi auguro soprattutto un lavoro proficuo affinché questo congresso possa continuare a far crescere il mondo del vino, il mondo dell’enologia, il nostro mondo. Buon congresso a tutti». Così, il Sindaco Marello al Congresso insieme agli assessori comunali Massimo Scavino e Paola Farinetti. Alla serata i cinquant’anni delle denominazioni di origine dei vini italiani del Presidente del Comitato Nazionale vini – Mipaaf Giuseppe Martelli e la consegna del “Premio Assoenologi per la ricerca scientifica in viticoltura ed enologia”.  Vincitori quest’anno: Giulia Malacarne, Urska Vrhovsek, Domenico Masuero, Luca Zulini, Marco Stefanini, Alessandro Cestaro, Massimo Delledonne, Riccardo Velasco, Graziano Guella, Claudio Moser e Fulvio Mattivi.

Per gli ospiti la serata è continuata con aperitivo e cena a tavola elegantemente imbandita all’aperto in piazza Duomo.

Secondo programma il congresso prosegue venerdì 5 luglio alle ore 9 sempre al Teatro Sociale con la prima sessione dei lavori congressuali sul tema “L’approccio al mercato del vino: le esperienze di Piero Antinori, Angelo Gaja e Angelo Maci”: tre protagonisti del successo del vino italiano nel mondo porteranno la loro visione del mercato italiano ed estero sulla base della propria esperienza  maturata negli anni.

La seconda sessione venerdì 5 luglio pomeriggio, dalle ore 17.30  con “Il Piemonte il suo territorio, i suoi vini” alla Locanda Gancia di Santo Stefano Belbo dove il Presidente della Sezione Piemonte Assoenologi Piergiorgio Cane e il Presidente Riccardo Cotarella presenteranno alcune delle perle enologiche della terra ospitante: i vini prestigiosi e storici e le nuove produzioni emergenti.

Infine, la terza sessione sabato 6 luglio dalle ore 9 al Teatro Sociale di Alba “La viticoltura del nuovo Mondo alla luce delle recenti condizioni climatiche”. L’enologo Bob Bertheau, direttore tecnico di Chateau S. Michelle – Columbia Valley (Usa) spiegherà come una viticoltura di qualità può essere coltivata anche in zone desertiche. Alberto Antonini, consulente vitivinicolo di diverse importanti aziende di Mendoza (Argentina), esporrà le esperienze in vigneti dove la piovosità annuale non arriva a 200 millimetri concentrati nel periodo estivo con fenomeni violenti e scarsa assorbibilità del terreno. Gli enologi Len Knoetze e Heinè Janse van Rensburg, direttore tecnico e responsabile del settore viticolo di Namaqua Wines (Sudafrica), illustreranno come hanno sopperito alle difficoltà delle alte temperature e della scarsa piovosità con opportune tecniche colturali in un paese dove le precipitazioni annue non arrivano a 100 millimetri.

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