Al Convegno sulla sclerosi multipla: «Usciamo da questa crisi con una società più unita, più giusta, più equa»

Sabato 1 dicembre nella sala polivalente del Centro Ricerche Ferrero di Alba si è svolto il Convegno “Sclerosi multipla: presente e futuro” organizzato dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla Sezione di Cuneo e patrocinato dal Comune di Alba. Un incontro per presentare lo stato della ricerca, le novità sulla sclerosi multipla, sulle terapie orali, sulle terapie sintomatiche, con un focus sulle forme progressive della malattia. Ad aprire l’incontro, l’intervento del Sindaco di Alba Maurizio Marello.

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«E’ un momento non semplice – ha affermato Maurizio Marello  -. Il nostro paese sta attraversando un momento difficile e il grande pericolo è che a farne le spese siano le persone che hanno più bisogno e quei settori dove la ricerca e l’innovazione hanno fatto passi importanti grazie a professionisti che si sono spesi per individuare cure e per migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa patologia. Se si tagliano i fondi, non si va avanti, si rischia di tornare indietro, di perdere parte di quel cammino che è stato molto prezioso in questi anni».

Rivolgendosi al pubblico e agli organizzatori, il Sindaco Marello ha poi spiegato: «Purtroppo, le amministrazioni comunali non hanno competenza in questa materia, ma possono stare al fianco delle associazioni come la vostra, aiutare la sensibilizzazione, essere più attenti, far sì che la comunità civile stia su questi problemi. In momenti di crisi chi ha competenze deve fare delle scelte: in un momento in cui non ci sono più i soldi per tutto, la persona umana, l’assistenza, la sanità e la ricerca devono avere assoluta priorità su tutto il resto. Se bisogna fare delle scelte devono essere sempre al servizio dell’uomo, della persona e non contro e quindi dal piccolo palcoscenico che può essere quello del Comune di Alba, noi cerchiamo di trasmettere la nostra voce anche a livelli più alti perché sappiamo che, quelli che abbiamo davanti, sono mesi ancora molto difficili, ma è importante che queste indicazioni siano tenute presenti o si rischia di scollare sempre di più la comunità civile. Il rischio è che chi ha gambe per correre corra sempre più in fretta e chi fa fatica sta sempre più indietro. Sarebbe molto grave se uscissimo dalla crisi con questo tipo di società. L’ideale è uscirne con una società più unita, più giusta, più equa, dove ci sono giusti equilibri, dove tutti abbassiamo un po’ il livello del nostro tenore di vita per consentire a chi è più in difficoltà di essere parte attiva con una propria dignità, di sentirsi parte integrante di questa comunità civile che è la nostra».

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