2 ottobre 2010: Alba accoglie il nuovo Vescovo Mons. Lanzetti

Mons.Giacomo Lanzetti e Sindaco Marello (foto Murialdo Alba)

Eccellenza,

a nome della città di Alba, di cui ho l’onore di essere sindaco, e dei tanti Comuni della sua Diocesi, qui rappresentanti dai loro Sindaci, sono felice di darle il benvenuto in mezzo a noi. In sincerità e semplicità di cuore, così come nel “sincero corde” servire Lei intende impostare il suo ministero episcopale.

Insieme a Lei salutiamo tutte le autorità presenti, civili, militari e religiose. E salutiamo gli amici della sua città natale, Carmagnola, e quelli sardi di Alghero e Bosa, che sono venuti qui ad accompagnare con il loro affetto il pastore che fino ad ora li ha guidati.

Alba è città di tradizione antichissima, popolata già nei secoli remoti della preistoria, poi sede di municipium romano, sede comitale, libero comune, capoluogo di provincia. Sempre, nel flusso di questa storia, è stata il punto di riferimento per un vasto territorio, bellissimo, aspro, duro da lavorare ma generoso nel produrre frutti, non sempre prospero come ora lo vediamo e come vogliamo conservarlo. A partire dall’inizio del IV secolo, poi, vanto non piccolo, Alba è stata sede di cattedra vescovile.

L’ingresso del nuovo Vescovo è quindi il segno tangibile di una continuità ormai quasi bimillenaria di presenza tra noi della comunità cristiana, presenza che sta a cuore alla città tutta.

So bene che la Chiesa e le istituzioni civiche si collocano su due piani diversi, che mai devono essere confusi tra di loro. Ma so anche che in momenti tragici – che tra pochi giorni ricorderemo rammentando i “ventitre giorni” della “repubblica” partigiana di Alba – la città intera, e gli uomini che allora incarnavano le istituzioni, non esitarono a chiedere con trepidante fiducia il soccorso del loro vescovo, mons. Luigi Maria Grassi; e lo ebbero, ottenendone protezione da prepotenze spesso anche mortali, allontanamento di pericoli foschi che incombevano sulla città, difesa della dignità e della vita di tutti. Proprio in quei giorni maturarono le ragioni che fecero meritare ad Alba la medaglia d’oro al valor militare di cui si fregia il suo gonfalone.

Oggi, per nostra fortuna, non viviamo momenti di quella tragicità, ma non possiamo dimenticare ciò che è stato.

Ancora oggi ci attendiamo dalla Chiesa che è in Alba e dal suo pastore la proclamazione alta di quei valori evangelici che peraltro animano parte consistente della nostra popolazione e l’incoraggiamento alla pratica di quella carità che deve contrassegnare l’operato di quanti hanno fede in Gesù Cristo e che così abbondantemente tanti cristiani, sacerdoti e laici, hanno testimoniato e testimoniano in città.

Siamo una comunità accogliente, e intendiamo dimostrarlo anche nei suoi confronti. La presenza, con i loro costumi variopinti, delle rappresentanze dei borghi cittadini sta qui a dimostrarlo. Saremo contenti se, nell’esercizio del Suo ministero, anche lei vorrà considerare sempre le istituzioni civili – quelle di Alba e quelle di tutti gli altri comuni – come realtà amiche, aperte all’ascolto ed alla collaborazione per il bene comune.

 Maurizio Marello

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