Presidente Cirio, per l’Asti- Cuneo ci rivolgiamo insieme alla Procura della Repubblica come aveva dichiarato? E’ giunta l’ora. Sbagliato che i piemontesi la concludano da soli.

Lettera a Gazzetta d’Alba del 21 gennaio 2020

Caro Direttore,
ho letto sull’ultimo numero di Gazzetta l’intervista al Presidente Alberto Cirio, dove lo stesso specifica meglio il senso della “provocazione” fatta nella conferenza stampa di fine anno: “l’Asti-Cuneo ce la facciamo noi”. Il governatore parla dell’ipotesi di costituire una società tra Regione ed Anas per realizzare il tratto mancante ed altre infrastrutture che il Piemonte attende da anni.
Aldilà della concreta praticabilità di una tale ipotesi, quella che è stata indubbiamente una frase ad effetto, fondata sul pragmatismo dei piemontesi sempre a credito nei confronti dello Stato, a parer mio è un atto di debolezza e non di forza, una sorta di mani alzate in segno di resa.
Resa nei confronti di chi?
Intanto della società concessionaria ed in particolare del privato, il Gruppo Gavio di Tortona che, ricordo, in base al contratto deve realizzare a proprie spese il lotto 2.6 (Cantina Roddi – Cherasco) e tutti gli altri lotti mancanti. Quello stesso privato che beneficia dei lotti costruiti dal suo socio pubblico al 35% che è Anas e che dal 2007 incassa i pedaggi di un’autostrada da ultimare nel suo tratto centrale. Se altrove nel nostro Paese i concessionari privati non fanno la manutenzione dei ponti e delle gallerie che gestiscono, da noi non fanno neppure le opere che devono costruire come da contratto e senza subirne alcuna conseguenza.
Poi nei confronti dello Stato Italiano, dei Governi che si sono succeduti, dei Ministri che venivano ad inaugurare la Fiera del Tartufo, ci facevano i complimenti, ci davano ragione, condivano il tutto con qualche promessa e poi… nulla di fatto.
E’ vero il Piemonte merita un altro trattamento ma proprio per questo l’Autostrada ce la deve fare chi si è assunto l’impegno di farla; e non noi con i nostri soldi, altrimenti sarebbe troppo facile (per loro) ed anche profondamente ingiusto.
Caro Presidente Cirio, le faccio un’altra proposta.
Lo scorso anno, quando ero ancora Sindaco di Alba, in un convegno promosso dal Tavolo delle Autonomie, dopo avere ripercorso la vicenda trentennale della nostra Autostrada con le tante ombre che l’accompagnano, avevo detto che in assenza dell’avvio dei cantieri forse era giunta l’ora di rivolgersi alla Procura della Repubblica. Lei Presidente nei giorni successivi aveva dichiarato che il giorno che avessi deciso di compiere tale gesto, mi avrebbe accompagnato facendomi da austista.
E’ ancora disponibile ad andarci insieme? Credo sia giunta l’ora.

Maurizio Marello
Consigliere Regionale

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