Oggi il Ddl “Allontanamento Zero” è stato richiamato in Aula. Marello: «Si tratta di una mossa politica in vista delle elezioni?».

Oggi è stato richiamato in Aula, ai sensi dell’articolo 37 comma 4,il Disegno di legge“Allontanamento zero. Interventi a sostegno della genitorialità e norme per la prevenzione degli allontanamenti”.

Fin dalla sua presentazione, il 22 novembre 2020, il Ddl “Allontanamento Zero”, voluto dall’assessore alle Politiche Sociali Chiara Caucino, ha suscitato interrogativi e polemiche.

In breve l’obiettivo della proposta di legge sarebbe quello di ridurre di almeno il 60% in Piemonte il numero di allontanamenti di minori dalle famiglie d’origine fornendo supporto economico, sociale e psicologico ai genitori e, in mancanza di essi, ai parenti entro il quarto grado e destinando una quota non inferiore al 40% delle risorse del sistema integrato dei servizi sociali e delle politiche familiari per sostenere le azioni di prevenzione all’allontanamento.

Sono numerose le criticità messe in luce sul Ddl da più fronti e in particolare dal Gruppo consiliare Pd che ha presentato numerosi emendamenti in merito. In primis viene rilevato che sembra essere nato in risposta ad un problema che non esiste, ovvero un eccesso di bambini in tutela nella nostra regione. Gli allontanamenti sono disposti per lo più in situazioni multi problematiche (violenze familiari, incuria e trascuratezza, carenza educativa, problemi sanitari dei genitori) e la carenza di reddito non è mai motivo esclusivo di allontanamento. Inoltre il dato degli allontanamenti in Italia è molto al di sotto di quello degli altri Paesi europei e in Piemonte, ad oggi, non sono emersi provvedimenti giudiziari che gettino ombre sugli allontanamenti disposti.

Nel capoluogo regionale si è costituito il Comitato “ZERO Allontanamento Zero” che unisce associazioni, ordini professionali, docenti universitari, organizzazioni sindacali, singoli per chiedere il ritiro del DDL regionale e aprire un tavolo di confronto.

Le polemiche non si sono spente con il prosieguo dell’iter legislativo della legge in commissione. Anche recentemente ad esempio, a febbraio 2022, il Consiglio comunale di Torino ha chiesto delle modifiche al documento ritenendolo “astorico”, poiché “cancella con un colpo di spugna anni di politiche sociali che hanno posto al centro l’interesse del minore, forza i dati reali per finalità propagandistiche, irrigidisce le procedure, non permette di agire concretamente sul problema perché privo di dotazione economica”. Si è chiesto al Sindaco di farsi parte attiva con il Presidente della Regione per il ritiro immediato del D.D.L.R. Allontanamento Zero.

«Ritengo questo richiamo importante», commenta il Consigliere Maurizio Marello (Pd), «ma certamente fa riflettere la coincidenza tra i tempi del richiamo e le imminenti elezioni politiche del 25 settembre. Una mossa politica su un tema così delicato come quello delle adozioni, dell’infanzia dei bambini, non è accettabile».

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