In Piemonte nasce l’Azienda Zero. Marello: «Allontanerà i processi decisionali e i servizi sanitari dal territorio».

Con 23 sì e 13 no il Consiglio regionale ha approvato, nella seduta pomeridiana di ieri, la Proposta di legge per istituire l’Azienda Zero, presentata dal gruppo Lega, primo firmatario il capogruppo Alberto Preioni.
Il provvedimento, la cui discussione era iniziata nella scorsa seduta, costituisce un’Azienda sanitaria – la Zero, appunto – con il compito di ordinare le Asl piemontesi.
Le funzioni della nuova struttura spaziano dalla gestione dell’emergenza-urgenza extraospedaliera e delle attività del 118, del numero unico di emergenza 112 e del 116117, sino alla centralizzazione e programmazione degli acquisti per le Aziende sanitarie.
L’Ente avrà anche tra i suoi compiti il supporto e coordinamento della rete logistica distributiva alla gestione e lo sviluppo del sistema informativo di telemedicina, nonché il coordinamento in materia di medicina territoriale.

Nel corso della discussione è intervenuto anche il Consigliere Pd Maurizio Marello, commentando un emendamento proposto dalla minoranza che chiede alla Giunta di definire meglio il rapporto tra Azienda regionale Zero e Asl già esistenti sul territorio: «Tale emendamento non è che una pezza che abbiamo tentato di porre di fronte a una previsione legislativa che mi vede profondamente contrario», ha spiegato il Consigliere.
«Con questa legge si andrà a creare una nuova Azienda Sanitaria che svuoterà di competenze l’Assessorato e le Asl allontanando i processi decisionali e i servizi sanitari dal territorio mentre la pandemia ci ha mostrato la necessità opposta. Correremo inoltre il rischio di creare un nuovo carrozzone con nuovi posti e molti costi. Basti pensare che per l’anno in corso saranno prelevati a bilancio per tale scopo 650 mila euro, 3 milioni di euro per il 2022 e 600 mila euro per il 2023.
Ritengo che la Sanità piemontese avesse bisogno di tutto tranne che di questo, correndo il rischio che le Aziende Sanitarie locali più piccole, come l’Asl Cn2 Alba-Bra, finiscano per essere soppresse nei prossimi anni».



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