Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la dichiarazione dello “stato di emergenza occupazionale e salariale in Piemonte”. Sul tema del lavoro, la politica, ad ogni livello, deve fare uno sforzo straordinario.

Il tema del lavoro è stato al centro del primo Consiglio Regionale del 2020. 

Questa mattina l’intervento dell’Assessore Elena Chiorino ha dato avvio a un dibattito sull’ emergenza occupazionale e salariale e sulla crisi del settore manifatturiero in Piemonte.

I dati Istat divulgati dall’Assessore al Lavoro della Giunta Cirio presentano un quadro del trimestre giugno- settembre decisamente critico per la nostra regione con un calo degli occupati di 17 mila unità, concentrati principalmente nell’industria manifatturiera. Resta stagnante la situazione nei Servizi con +2000 occupati. Una dinamica positiva apprezzabile risulta nel comparto agricoltura con +4000 dipendenti.

Interessante la diminuzione del lavoro alle dipendenze con -34 mila occupati, mentre cresce di 16 mila unità la componente dei lavoratori autonomi.

In Piemonte aumenta la disoccupazione con 9000 persone in più in cerca di lavoro. Cresce il numero delle donne alla ricerca di un’occupazione con +23 mila unità e il tasso di disoccupazione femminile sale di 2,5 punti percentuali rispetto all’analogo trimestre 2018: si sta ampliando ulteriormente il divario di genere mettendo in luce la necessità di politiche a sostegno delle donne mamme e lavoratrici.

Il quadro trimestrale dimostra inoltre un aumento nella stipula di piccoli contratti a tempo determinato.

Nel complesso la media dei primi nove mesi dell’anno 2019 ci consegna una situazione del Piemonte che viene definita “piatta” soprattutto se confrontata con le principali regioni del nord Italia. «Le stime Istat definiscono per la regione una situazione difficile che ci vede arretrare in un nord Italia in cui le dinamiche sono piuttosto positive e in un contesto nazionale in cui aumenta la forbice tra il Centro – Nord e il Mezzogiorno», ha spiegato l’assessore.

La regione è interessata da una crisi che si è rafforzata nell’ultimo periodo e nell’anno appena iniziato tenderà a peggiorare. Ad oggi sono 50 le imprese che fruiscono di cassa integrazione straordinaria, coinvolgendo nel complesso 2500 addetti soprattutto nei settori metalmeccanico e dell’editoria. Venti (circa 8 mila lavoratori) sono invece le imprese in cassa integrazione per cessazione di attività a cui si affiancano 75 imprese che usano la Cig per stipulare contratti di solidarietà.

«La regione», ha aggiunto infine l’assessore, «ha avviato un percorso per definire nuovi strumenti e interventi operativi: in particolare si è rilevata la necessità di strumenti volti a prevenire insorgenti crisi aziendali, sostenere concretamente lavoratori coinvolti, ricollocare lavoratori posti in esubero da aziende in crisi e a rischio di perdita di posti di lavoro». «La politica deve lanciare messaggi di vicinanza al mondo del lavoro e dell’impresa comunicando meglio gli strumenti a disposizione per migliorarne l’utilizzo», ha proseguito ancora Elena Chiorino. Favorire l’accesso al credito, il sostegno ai lavoratori, la loro ricollocazione, la formazione professionale sono alcuni tra gli obiettivi delle misure che saranno intraprese.

Hanno preso parte alla seduta mattutina, portando il loro contributo, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: il segretario generale regionale Uil Giovanni Cortese, il delegato del segretario generale regionale Cgil Giovanni Esposito, il segretario generale regionale Cisl Alessio Ferraris e il segretario generale regionale Ugl Armando Morella.

Il Consigliere Regionale Maurizio Marello (Pd) in seguito al Consiglio ha dichiarato: «Il dibattito di oggi è stato molto interessante così come estremamente utili sono stati i contributi delle organizzazioni sindacali. Ad oggi dalla Giunta Cirio non sono arrivate particolari proposte per affrontare la crisi del lavoro e delle imprese che in Piemonte si è aggravata negli ultimi mesi, ma i progetti ed i fondi (30 milioni di euro) sono ancora quelli stanziati dalla Giunta Chiamparino. In ogni caso è positivo che il Consiglio abbia approvato in modo unitario l’ordine del giorno in cui si dichiara lo stato di crisi occupazionale che è preliminare a poter accedere a fondi in materia. Certo è che sul tema del lavoro la politica, ad ogni livello, deve fare uno sforzo straordinario perché di mezzo c’è il futuro della tenuta sociale ed economica delle nostre comunità e in particolare il futuro dei nostri giovani.

Le tante crisi aziendali in atto, il tema del lavoro precario e dei salari troppo bassi devono costituire per noi la priorità assoluta. Servono politiche industriali e sociali adeguate. E’ necessario uno sforzo corale di tutte le forze politiche economiche e sociali del Piemonte».

17-09-2019 XI LEGISLATURA – Marello

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